Month: dicembre 2010

persona non grata

Ieri leggevo un articolo sul Glass Cliff. Secondo una ricerca dell’Università di Yale (ma ho visto che agli stessi risultati erano arrivati anche ad Harvard), le donne che commettano qualche errore sono giudicate in modo molto più severo rispetto ai loro colleghi maschi che si trovassero nella pari condizione. Il Glass Cliff è un’evoluzione del Glass Ceiling, ovvero il soffito di vetro che impedisce alle donne, ugualmente competenti e preparate, di crescere adeguatamente nella loro carriera. Comunque, ieri sera, mi sono ripassata tutta la vicenda Prestigiacomo. La ministra dell’ambiente aveva a buona ragione posto dei dubbi sulla correttezza procedurale della Camera e sullo sconfinamento di alcune competenze (cose che dovrebbero essere rispettate da tutti e nell’interesse di tutti). Poi, offesasi dal voto-contro della sua stessa maggioranza, se ne è uscita in lacrime. L’accaduto è stato velocemente bollato come reazione emotiva. Ho sentito uscire dalla voce di alcune donne persino la parola isteria. Le più moderate si sono limitate a dire che «l’aveva presa troppo sul personale». Poi, sono andata a vedere bene che cosa era …

scusate il disturbo

Nel suo post  The Decade of the Woman is Upon Us sull’HuffPost (vedi il mio post precedente il futuro è femmina), Marcia Reynolds lo aveva ben scritto: il potere delle donne è direttamente proporzionale al loro potere decisionale nell’acquisto (sottilmente diverso dal potere d’acquisto tout court). Facciamo gola alle aziende di moda e bellezza, al mercato alimentare e immobiliare, e persino le case automobilistiche sanno che dietro l’acquisto di un’auto c’è sempre il “sì” di una donna. Serviamo per vendere e, soprattutto, serviamo a vendere, visto che la maggiorparte della pubblicità usa le nostre belle facce (lato A e lato B indifferentemente) come esca per gli shopaholic. La televisone digitale ci ha appena regalato dei canali tutti al femminile: LeiWeb,  La5 e La7d, ma.. e c’è sempre un ma, perché, anche oggi, ho aperto il Corriere della Sera e il primo articolo che parlava di donne era a pagina 35 con un pezzo di cultura di Isabella Fedrigotti sul libro di Leslie T. Chang sulle operaie cinesi. Un poco meglio è andata su La Stampa, …

red-scili-pepper

Il titolo l’ho rubato all’edizione di ieri sera di Blob su Rai 3. Ma ho proprio voglia di concentrarmi sulla bruttezza fisica dell’onorevole Scilipoti. E scivolare in una  feroce critica sessista senza alcun riguardo per il politically correct.  Sulla sua statura etica e morale è già stato detto ampiamente di tutto. Su quella reale, no. Quanto sarà alto Scilipoti? Forse 1,60, visto che è l’unico che sembra più basso anche del suo nuovo padrone. Discretamente pingue, pinguamente stempiato, il suo sito un’ora dopo la votazione di fiducia titolava: «Io stò con gli italiani». Da notare lo “stò” con l’accento. Il giorno dopo è stato saggiamente rimosso e corretto. Mi scuserà, l’onorevole Scilipoti, ma tutte le volte che vedo la Camera così infarcita dei suoi colleghi non posso trattenermi dall’osservare la diffusa e ostentata bruttezza. Ce ne fosse uno!.. dico. E anche con Scili, l’uomo del momento, Madre Natura non è stata gentile. Affatto. Chissà se se lo dice guardandosi allo specchio. Oppure crederà di essere un bell’ometto, e insieme ai suoi colleghi del Bar Mario …

I love Nancy Botwin

Finalmente sono arrivata alla fine (per ora).  Tutte le sei stagioni di Weeds in poco meno di due mesi. Mi spiace solo che in Italia questa geniale serie americana non abbia avuto successo (certo trasmetterla alla una di notte su Rai 4 dopo aver censurato la metà delle puntate non aiuta). Io l’ho inseguita in streaming megavideo da vari siti anche in lingua originale con i sottotitoli. Ne vale la pena. Cercatela. E inseguite quella commedia dark che è la vita di Nancy Botwin. Vedova americana che per mantenere la famiglia comincia a spacciare erba. Ed è solo l’inizio. Tra figli persi nei psicodolori dell’adolescenza, uomini pavidi e mammoni, o gangster machi e lacrimosi. Perché, come dice Nancy: «Gli uomini sono il cruciverba del lunedì, noi, quello della domenica». Sono deboli, mentre le donne sono forti (finché non cadono a pezzi). Ma sono più forti lo stesso, anche quando piangono e falliscono. Perché, questa Bonnie senza Clyde, questa Eva Kant senza Diabolik, novella e moderna Ipazia, nella sua solitudine tutta-di-genere-femminile, alla fine vince, anche quando …

anche no

Questa mattina tre donne in termine di gravidanza si sono presentate in Parlamento per fare il loro dovere. Un’altra donna all’ultimo momento si è rimangiata la parola e ha pensato che il proprio dovere fosse fare il proprio interesse. Ieri, una delle donne partorienti, ha detto che sarebbe stato un bel gesto che un’altra donna della parte avversa non avesse approfittato del suo stato (cosa che solitamente fanno i maschi quando vedono nella maternità delle colleghe la strada libera alla loro carriera) per far valere le sue ragioni e, quasi per cortesia istituzionale, si fosse astenuta. Oggi, quella che ha cambiato idea, rivendica il diritto di difendere le sue ragioni e la sua famiglia. Senza accorgersi che, entrambe, stanno solo passando solo da un harem all’altro. Da un potere maschile all’altro. Vedo questa massa indistinta di grisaglie incravattate canuta e pingue e mi dico: questo non è un Paese per donne. Questo non è un posto dove le donne possano stare senza rischiare di perdere se stesse. Il primo errore da evitare dunque, se vogliamo …

esercizi quotidiani

Non avevo mai pensato alla libertà e al potere che dà il fatto di non nascondere scheletri nell’armadio. Essere franchi è un lusso che possono permettersi solo le persone che non hanno favori da scambiare con nessuno. Nessun vincolo personale da gratificare, nessun servizio da compiere per dimostrare una attesa fedeltà. Difficile è uscire dal meccanismo mentale che ci porta a credere, a noi femmine, che, “facendo le carine”, di-mostrarsi accondiscendenti, comprensive e generose nell’accogliere gli inevitabili confliti dell’umana esistenza possa portarci qualche vantaggio. Difficile è accettare che il nostro valore, il nostro status e posizione, sono già stati in qualche modo stabiliti in partenza da un cartello ad alto tasso di testosterone che non ha nessuna intenzione di incrinare il suo potere (vedi il mio post il corpo è mio e me lo gestisco io). Tantomeno la sua rendita di posizione. Tempo fa girava un libro di Beatrice Bauer sull’assertività al femminile, Puoi dire anche no!, perché in effetti saper dire di no è importante. Ma dire di no a chi? Mi ricordo una …

il canto della sirena

La voce è uno strumento che va dritto all’animo. È musica dei cieli, suono che strega gli uomini e incanta la loro conoscenza. Il canto trasporta in dimensioni poco controllabili: quelle del desiderio, del sogno, della libertà. Sensazioni poco rassicuranti. Sensazioni femminili. Questa è la riflessione che ho fatto quando il 7 dicembre è stato annunciato il vincitore del Turner Prize 2010, l’artista britannica Susan Philipsz. Il fatto che per la prima volta si fosse aggiudicato il premio di 25 mila sterline un’esponente della Sound Art,  grazie alla scultura sonora Lowlands, ha suscitato qualche polemica. Tipo: non era un premio per le arti visive? Ma, provate a guardare su YouTube (Lowlands) l’istallazione che la Philipsz aveva già proposto in occasione del Glasgow International Festival Of Visual Art 2010 proprio nella sua città natale. Lowlands Away è un canto popolare scozzese del XVI secolo che racconta di un uomo annegato in mare e che torna dalla donna che ama per dirle della sua morte. Sotto gli archi del ponte George V che attraversano il fiume Clyde …

il futuro è femmina

Vacanza non giustificata. Avrei dovuto scrivere ogni giorno così sono  molto indietro. Mi sono messa da parte questa notizia apparsa il 4 dicembre sull’Huffington Post, il blog americano fondato nel 2005 da Arianna Huffington e che in breve tempo è diventato uno dei siti di riferimento per capire dove sta andando la società americana (si dice che sia stato determinante per far vincere Obama). Sull’HuffPo appunto, Marcia Reynold annuncia che i prossimi dieci anni saranno dieci anni in rosa (The Decade of the Woman is Upon Us). Abbiano appena cominciato, ma entro il 2020 le donne saranno a capo di tutti i settori della società, soprattutto perché saprano essere padrone di quei mercati emergenti che vanno dal microcredito alle nuove tecnologie verdi. 970 milioni di donne che non si sono mai sedute al grande tavolo del business globale lo faranno, altre si metteranno a capotavola. Si parlerà di She-Economy e di un GEN Y che dominerà molti settori professionali, dalla medicina all’educazione. In tempi di oroscopi (siamo a fine anno), e facendo le debite proporzioni …

altezza mezza bellezza

donna Padaung Ci sono tanti  blog sulle donne. C’è quello bellissimo di Lorella Zanardo e Il Corpo delle Donne, c’è quello serio e super informato di Womenomics e davvero io mi sento un poco in imbarazzo. Il rischio di essere dei banali doppioni c’è. Quello che vorrei fare è cercare di portare nella semplice (si fa per dire) realtà quotidiana i grandi temi sul ruolo della donna nella società di oggi (assertività femmnile, quote rosa, womenomics appunto etc..). Talvolta ho l’impressione che piovano regole schematiche e astratte su come combattere l’eccesso di machismo italiota, o che ci sia una sorta di autoreferenzialità nelle analisi dell’universo femminile. Certo, parole come Womenomics, Quote Rosa… fanno una bella figura sui titoli dei giornali, ma alla fine ognuna di noi si trova a combattere con delle atroci banalità quotidiane. Qualche giorno fa, per esempio, ho fatto un colloquio con il capo del personale della mia azienda. Una conversazione franca e piacevole ma, alla fine, dopo avermi detto che aveva voluto conoscermi perché molti gli avevano parlato di me, se …

el partido de la izquierda erotica

Left Open Armlet, Margaux Lange Beato chi sa leggere bene lo spagnolo! Un’amica che abita a Barcellona mi invia il link del nuovo libro della scrittrice nicaraguense di origini italiane Gioconda Belli, El Pais de las Mujeres. Riporto esattamente la presentazione del libro perché non voglio togliere a nessuno il piacere musicale di leggere in spagnolo: «Entrar en este libro es vislumbrar las posibilidades de la imaginación femenina. Hasta ahora, el mundo ha sido manejado por los hombres. Las mujeres que han intentado ejercer el poder, se han sentido obligadas a de-sexualizarse y a poner en neutro sus hormonas y su feminidad. Este libro plantea el poder como un proyecto de la mentalidad femenina, ordenado y re-pensado para cambiar el centro de donde irradian los esquemas que luego se reproducen en la sociedad: la casa misma. Viviana Sansón y sus amigas del Consejo del PIE, gestan un poder que empieza por casa. Se trata de eliminar la semilla de la primera forma de dominación: la dominación de la mujer a manos del hombre». Ma ancora …