Month: Gennaio 2011

no woman no parking

A Milano hanno fatto dei bellissimi parcheggi. Io quando vado in centro metto sempre la macchina nel Meda Parking, che ha riservato il primissimo piano alle persone disabili e alle signore. Qualcuno giudicherà questo accostamento di cattivo gusto, come quello di accoppiare il genere femminile a una categoria evidentemente sfortunata. Altri ne approfitteranno per rincarare la dose degli insulti riservati al nostro (gentil) sesso. È quello che ha fatto un baldanzoso maschio 50enne (o giù di lì) quando gli ho fatto notare che stava occupando un posto che non era riservato a LUI. Poverino. Il suo orgoglioso eccesso di testosterone si è vanificato nell’aria dopo aver ascoltato la mia risposta in vero stile woman pride: «Vedi Mario, Giovanni, Marco, Stefano, o come-cavolo-ti-chiami-che-tanto-è-lo-stesso, se siamo ancora costretti a fare del parcheggi riservati alle Signore è perché in giro ci sono dei vigliacchi come te che se magari incontrano una donna, sola, in un luogo appartato, si sentono in diritto, nella migliore delle ipotesi a fare qualche commento, nella peggiore a metterle le mani addosso e usarle …

pancia all’aria

Oggi a Milano Gianna Nannini ha presentato il suo nuovo disco. Sulla copertina vi si vede lei che mostra la sua pancia, meglio il suo pancione, quasi con un’aria da sfida. Durante la conferenza di presentazione Gianna ha ammesso che prima della nascita della figlia non aveva compreso appieno cosa fosse la creatività (e ci voleva che lei diventasse mamma per ricordarcelo!). Francamente non mi interessano i dati anagrafici della signora Nannini. Tantomeno l’attestazione di paternità di Penelope. Sicuramente la piccola sarà più fortunata di quel neonato di 20 giorni morto di stenti a Bologna perché la madre (italiana di 35 anni) non aveva di che vivere. Ma di queste maternità, di queste donne, non si parla. Ci si scandalizza di una ricca 55enne che decide di farsi come regalo le gioie della maternità, e si relega in quarta, quinta pagina (e dopo un paio di giorni) la morte per freddo di un neonato senza nome. Mi chiedo dove avesse partorito quella donna. Chi le era accanto. Quali cure le sono state offerte. Me lo …

20 settimane e mezzo

Un mio collega ha preso la paternità. A parte qualche maschio nordeuropeo esibito in documentari progressisti, non avevo mai visto, e realmente conosciuto, un uomo che affrontasse questa scelta. Gli ho suggerito di aprire un suo blog, 20 settimane e mezzo appunto, per raccontare giorno per giorno la sua esperienza. Mi ha risposto che il fatto stesso che glielo avessi proposto implicava che la sua scelta atipica fosse vagamente indecorosa. «In fondo», si è giustificato, «non mi sono mai trovato a dover stare così tanto tempo senza lavorare». Che strano, mi sono detta. Io non avevo mai pensato che la sua scelta fosse una diminutio. Anzi, pensavo che fosse una cosa così speciale da meritare un diario-tributo. Una volta, scherzando, gli dissi persino che in questo modo avrebbe compreso sulla sua pelle che cosa capitava ad una donna costretta ad abbandonare il lavoro per dedicarsi alla maternità. Per come la vedo io, mettersi nei panni di un’altra persona, è sempre un arricchimento e non viceversa. Ma, evidentemente, i panni di noi donne sono meno piacevoli …

madre terra

Lo so che un nuovo blog esige una presenza assidua, ma io mi sono presa un bel po’ di vacanza. Non riesco a essere costante… sono fatta così. Sono ritornata nei luoghi della mia giovinezza prima dell’Università e del lavoro. Sembra che le colline si stiano sgretolando. Scendono verso il mare e si tirano dietro case e strade. Le strade sono invase dal fango e i boschi che sprofondano le loro radici nel fango sono rimasti, per alcuni, le uniche strade per allontanarsi dai paesi ora isolati. Intanto si costruiscono hotel scavando nelle montagne, si trasportano sabbia e cemento per porticcioli per yacht sempre più grandi, si trasformano baie di ulivi in pseudo residence per vacanzieri estivi. E mentre i gabbiani si inoltrano sulla città come se volassero sopra un’unica grande discarica, mi vengono in mente le parole di un’amica che una volta mi disse: «Siamo solo in vacanza nel Paese di Dio». Dovremo quindi comportarci come ospiti, e non come scellerati padroni di casa. Ma qualcuno si chiederà che cosa c’entra tutto questo in …