Month: ottobre 2011

La macchina del fango

No, non si parla di calunnie. Di dossier costruiti ad hoc per screditare, denigrare, ridurre a barzelletta le vite altrui. Il fango di cui si parla è quello che si è ingoiato parte della Lunigiana, con Mulazzo e il suo Montereggio, il paese dei librai, Borghetto e Aulla, quello che ha sepolto i primi piani delle case di Monterosso e Vernazza. Un’onda scura che i pochi minuti si è portata via tutto, rovesciando in mare quello che per secoli, al mare, quei fieri uomini e donne che sono gli abitanti delle Cinque Terre, erano riusciti a strappare. Verso sera, quando il sole si abbassa sull’orizzonte, i raggi di luce entrano dalle bifore e invadono la Chiesa appoggiata sugli scogli di Vernazza. Il ritmo del rosario è scandito dalle onde del mare che vi sbattono contro. Perché qui, in queste terre rocciose e austere, “asilo di pescatori e di contadini viventi a frusto a frusto su un lembo di spiaggia che in certi tratti va sempre più assottigliandosi, nuda e solenne cornice di una delle più …

giù il cappello

Mesi fa scrissi un post dal titolo il richiamo del padrone. Registravo l’incapacità di costruire una leadership attraverso processi trasparenti e la tendenza a rincorrere figure carismatiche capaci di raccogliere facili consensi. Una politica da groupies insomma, figlia della cronica e italica propensione a cercare le soluzioni non dentro, ma fuori di noi. Diciamocelo, ci piace farci mettere un cappello (metterselo da soli è già troppo faticoso), e se poi questo cappello è così altro-da-noi da farci dimenticare le nostre carenze, meglio ancora. Commissariati, contenti e con un pensiero in meno, come a Pompei. Eppure, se qualcosa c’è stato di positivo nelle recenti vicende politiche, ciò è accaduto quando uomini e donne si sono presentati all’appuntamento con l’azione politica senza alcun cappello. Che si sia trattato di referendum o della scelta dell’amministrazione cittadina, erano le volontà e gli obiettivi comuni a costituire la vera leadership attorno la quale riunirsi, con buona pace di slogan o di proclami ideologici. Era stato così anche il 13 febbraio. La maggiorparte delle donne scese in piazza non lo avevano …

vita e morte. in diretta

Mi ero messa da parte la notizia per quando avessi avuto tempo di scriverne. Tempo ne ho poco in queste settimane e mi spiace. Del resto credo anche che un evento simile sia passato fin troppo inosservato. Mi rendo sempre conto che ogni limite è stato abbattuto e oltre il quale, nessuna decenza, nessun riserbo, nessun pudore potrà più fermarci. Una delle protagoniste del Grande Fratello, tale Clauda Losito, ha infatti deciso di vendere la diretta del suo parto a Mediaset. Ovviamente un cesareo, perché le esigenze fisiologiche di un parto naturale sarebbero costate troppo alla troupe di cameramen e operatori vari. Gabriel, questo il nome del nascituro, è nato così: in diretta e sotto esclusiva prezzolata. Mi spiace per  lui, sinceramente. Questo post potrebbe essere il cugino di andare a tempo. Già allora mi sembrava che assistere in diretta mondiale alla sentenza del processo Meredith, sentire le lamentazioni di Omar a Matrix, fosse abbastanza. E invece no. Che cosa ci deve regalare la realtà ancora per farci sentire vivi e presenti? Se un terremoto …

parte il finanziamento di #2eurox10leggi

questo è un post a blog unificato con l’iniziativa #2eurox10leggi Fin dall’inizio il nostro primo desiderio è stato quello di dare voce a chi non ha il potere economico o la lobby giusta per ottenere visibilità su una pagina di un quotidiano nazionale. Il secondo, ma non meno importante, quello di procedere alla compilazione delle 10 richieste di legge attraverso una sorta we-government, ovvero cercando di coinvolgere donne, ma anche uomini, chiedendo di partecipare attivamente e interagire fra loro, fino al completamento del progetto. La scelta della piattaforma indipendente e gratuita di Produzioni dal Basso per sostenere il progetto #2eurox10leggi è stata quindi una conseguenza naturale. Produzioni dal Basso infatti garantisce che non ci sia alcuna intermediazione tra chi sostiene e chi propone un progetto, ma esclusivamente scambi sinceri, diretti e non invasivi, e un impegno di finanziamento attraverso una vera sottoscrizione popolare. Qui il link del progetto #2eurox10leggi. ed ecco come finanziare #2eurox10leggi 1. andate sul sito di Produzioni dal Basso per iscrivervi o direttamente sulla pagina #2eurox10leggi ( qui info privacy). Sappiate che: – l’iscrizione richiesta …

giovani, donne e mediocrazia

Il giorno in cui è morto Steve Jobs ho twittato questo messaggio: «Immaginatevi il giovane Jobs in Italia. Immaginate cosa sarebbe riuscito a fare. Ecco, ora sapete quanto è messo male questo Paese». Basta poco, in fondo, per rendersi conto del gap tra noi e il resto del mondo. Non serve nemmeno che ce lo dica Mario Draghi a Sarteano che l’Italia sta bruciando il futuro dei giovani. Lo sappiamo. Sappiamo che il talento dei giovani, in coppia sempre con il talento delle donne, è spesso solo un argomento buono per dotte pagine di giornali, un atto dovuto per non sentirsi troppo lontano dai temi comuni dell’attualità. Ma alla fine nessuno ci dice perché questo Paese considera i giovani e le donne un fastidio e non una risorsa. Nessuno ci dice che cosa impedisce di valorizzare i talenti e le idee. Quando parlo con amici che lavorano all’estero, Stati Uniti, Spagna o Germania, la costante della differenza tra noi e loro non sta tanto nella gravità della crisi, quanto nella nostra incapacità cronica di riconoscere …

e gli uomini…

Che cosa pensano le donne del PdL? Quelle del PD? E cosa pensano le donne che non stanno da nessuna parte se non al loro, di posto? Lo sappiamo. Lo scrivono sui Social Network, fanno comunicati, dichiarazioni, proclami. Ma gli uomini? Dico, gli uomini… A loro sta bene di essere raccontati da queste parole, rappresentati da questa, si fa per dire, mascolinità. Agli uomini sta bene intrecciare questo tipo di rapporto, relazione umane e sessuale, con l’altra metà (e qualcosa di più) del genere umano? Questa mattina li guardavo in metropolitana. Per la prima volta, dopo aver raschiato il fondo del barile della mia indignazione, mi sono chiesta: sono davvero altro da me? Lontano da me? Siamo davvero condannati ad adorare, per citare Yasmina Reza, il Dio del Massacro? Cari uomini, fatemi un favore, solo uno, questo post scrivetemelo voi. Tra i commenti  e Twitter avrei scelto questo: Da maschio, inteso come altro sesso, sono disgustato da questa spazzatura. Non mi ci ritrovo e spesso devo staccare la spina per riprendermi. Chiudere il mondo fuori …

compriamoci anche noi una pagina del Corriere

Attenzione dal 4 ottobre nasce il sito per l’iniziativa #2eurox10leggi Più o meno è andata così. Perché in questo Paese chi ha i soldi può evidentemente comprarsi anche l’indignazione. Di solito il dissenso e la condanna verbale sono strumenti riservati a chi non ha altri poteri, e invece Diego della Valle si è comprato intere pagine di quotidiani (di molti dei quali è pure azionista) per gridare all’Italia la sua indignazione e la sua esaperazione. Tutto condivisibile, e tutto già detto da molti e molte, che però, come la sottoscritta, possono comprarsi solo un dominio da 10 euro l’anno per il blog. È andata così, dicevo. Con una proposta su Twitter che invitava le #donne a comprarsi una pagina del Corriere per scrivere 10 leggi inderogabili che le #donne chiedono alla politica. Quanto costa una pagina del Corriere? Mi risponde @marlosyto mentre @bociazza mi dice come raccogliere i fondi. Cominciano le adesioni (prime @stefaniaboleso e @sabrarola) così con @AuraF72 ci twittiamo le proposte di legge… @comitato13febbraio dice che è una buona proposta e sarebbe da …