Month: dicembre 2011

it’s all fiction

Stavamo solo scherzando. Un po’ per noia, un po’ per gusto dell’invenzione, o per quell’abitudine diventata mestiere che trasforma tutti in impresari e commedianti. Sappiate che se peccate di rigidità, rischiate di perdervi nelle secche infinite della coerenza. Sappiate che se avete il vizio di compiacervi con la logica, rimarrete delusi come un adolescente con il primo amore. Fate viaggiare la fantasia. Meglio. Esplorate le infinite tonalità del grigio. Siate agili e leggeri. Imparate da Stuart Mills, dai deputati leghisti, da Roberto Formigoni. Un giorno è una cosa, un giorno è un’altra. In fondo, solo gli stupidi non cambiano idea. E anche quando la realtà sembrasse descritta così bene da sembrare vera, sarà solo per servire al meglio la costruzione della storia: it’s all fiction, appunto. Ce lo ha detto Mills. Come nell’iperrealismo del resto, anche la realtà più reale può sfociare nella finzione. Una fruttiera, un melone aperto, un assegno, un doppio incarico, un corpo di uomo, un salvacondotto per un amico di mafia. Suvvia, non mancate di ironia. Sperimentate nuovi punti di vista. …

casa dolce casa

Che strano. Giusto ieri mi sono sorpesa a leggere il risultato di un dibattito on line tra i lettori dell’Economist: il 60 per cento diceva che il posto delle donne non è il lavoro. Ammesso e non concesso che si possa definire in senso assoluto “un posto per le donne”, oltre all’inquietante alternativa che si profila all’orizzonte del non detto (se il posto ideale non è il lavoro allora è la casa), fa ancora più riflettere quello che ormai è considerato un dato di fatto: non si può avere tutto, lavoro, con relative soddisfazioni professionali, o figli. Questa mattina all’evento organizzato al Teatro Verga da #2eurox10leggi, una delle parole che ho sentito ripetere di più, e gli interventi delle relatrici erano tutti di altissimo contenuto, era stanchezza. Stanchezza politica, che poi è la sfiducia che svuota le piazze e i teatri, stanchezza personale, che poi è la rinuncia a una battaglia per un posto migliore (nel mondo e nella propria professione), stanchezza di relazione, che preclude o rinnega la possibilità di uno scambio più alto, …

gioventù bruciata

Pare che la ministra Elsa Fornero si sia molto risentita della mancanza di donne nella Delegazione del Giovani incontrata a Palazzo Chigi. «Così non si va da nessuna parte», avrebbe detto, minacciando di andarsene. Il mondo politically correct gioisce, le donne incoronano l’ultima pasionaria del femminismo. Io, invece, dopo aver applaudito, sono rimasta di stucco alla replica del giovane Carmelo Lentino: «Sì è vero, ma anche dall’altra parte ce n’era una sola… ». Quel “ma anche” mi ha lasciato con uno sgomento interiore al pari di quando vedo scaldare il pesto genovese prima di versarlo sulle trofie. O quando mi accorgo che qualcuno mi ha messo il parmigiano reggiano sopra gli spaghetti allo scoglio. Continuiamo così… facciamoci del male. Io non so cosa sia cambiato nel giro di poche generazioni, certo è che Carmelo Lentino, anni 31, mi sembra che sia giovane solo all’anagrafe. Il che, è pur vero, ha la sua importantanza. C’era una volta, e nemmeno tanto tempo fa, in cui ai giovani, delle mancanze dei vecchi, non importava proprio nulla. Anzi. È …