Year: 2012

Riccardo Iacona: se questi sono gli uomini

Articolo pubblicato su LeiWeb il 19 novembre 2012 Un anno di femminicidi attraverso le testimonianze dirette. Perché ha deciso di raccontare in questo modo la violenza sulle donne? «Perché in Italia manca la dimensione del racconto vero. Ogni volta che si parla di queste vicende, lo si fa riducendo tutto a una degenerazione di liti in famiglia o di storie d’amore finite male, relegando la violenza sulle donne alla dimensione del privato. Ma non è così. La violenza sulle donne è una questione nazionale che riguarda tutti, donne e uomini. Come riguardano tutti problemi emergenziali come i morti della criminalità organizzata o quelli sul lavoro». Pensa che gli uomini siano pronti a riflettere su se stessi come chiede il suo libro?  «Certo. Molti uomini che lo hanno fatto mi hanno scritto per ringraziarmi. Qui non stiamo raccontando la solita storia delle povere vittime piena di particolari scabrosi. Stiamo ponendo la questione: chi sono gli uomini in Italia?». Bene, chi sono? Magari si potrebbe cominciare a riflettere sulle parole che usano. Parole che tornano spesso nel suo …

L’altra faccia della violenza

Articolo pubblicato su LeiWeb il 23 novembre 2012 Non c’è solo il femminicidio. La violenza è un fenomeno sottile che pervade tutti gli aspetti della vita delle donne. «La violenza fisica, quella calci e schiaffi, fino agli atti persecutori e gli abusi sessuali, è quella più semplice da riconoscere, anche da parte delle donne stesse. Ma accanto a essa c’è la violenza psicologica, le offese, le minacce e le mortificazioni di chi ti apostrofa con frasi del tipo “Tu non sai fare nulla” o “Senza di me non vali niente”. E in forte crescita è anche la violenza economica, ovvero la privazione delle risorse, l’impossibilità di gestire insieme il ménage familiare, soprusi che mettono la donna in una posizione di evidente subordinazione». A parlare èTitti Carrano, avvocata e presidentessa di Di.Re, Donne in rete contro la violenza, l’associazione che dal 2008 si occupa attivamente di prevenzione, formazione e coordinamento dei centri antiviolenza locali. Di.Re è anche punto di riferimento italiano per il Women Against Violence Europe, un network che raccoglie 45 paesi e 4000 centri antiviolenza in tutta …

Esprit Cabane, la nuova ospitalità

[Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 23 novembre 2012] «Ho un castello in Costa Azzurra» amava dire Charles Edouard Jeanneret, al secolo Le Corbusier. Ci andava nel mese di agosto in compagnia della moglie e, per 18 lunghi anni, ha pensato che non ci fosse posto migliore di quella proprietà arroccata tra le vigne lungo una strada sterrata che guardava il mare da alte falesie. Gli amici più intimi sapevano che il “castello” non era altro che Le Cabanon di Roquebrune-Cap-Martin, un semplice cubo prefabbricato di 3,66 metri per lato (2,26 di altezza) da cui si entrava da una porta minuscola, eppure, a detta dell’architetto francese, nulla era paragonabile «per confort e gentilezza». Le Cabanon è ancora lì (visite su appuntamento tel. 0033-4-93356287, otroquebrunecm@ifrance.com): pochi metri quadrati di libertà che forse hanno ispirato un nuovo modo di fare vacanza e, perché no, una tendenza per l’industria del turismo. Perché non si tratta della solita fuga. Se mai, di un ritorno. Alla curiosità dell’infanzia, al tempo rallentato di un paesaggio e di una geografia che ormai vive solo …

5 stelle… state a guardare

Pubblico questa mail che ho ricevuto sulla vecchia casella di posta di 2eurox10leggi mercoledì scorso. Ciao, sono un’attivista del Movimento 5 Stelle e sto portando avanti all’interno del gruppo regione Lombardia proprio questa tema di 10 leggi a favore delle donne. Siete interessate a farvi parte attiva nel movimento per portare avanti queste iniziative. Cordiali saluti Ometto, per ragioni di privacy, il nome dell’attivista 5 Stelle, che vorrà presentarsi, se lo vorrà. Per la verità, vorrei anche preservarla da quegli attacchi di solito riservati a chi disobbedisce ai diktat del capo… Premetto che ho frequentato, per sincero desiderio di conoscenza, alcune riunioni fondative di un gruppo milanese 5 Stelle qualche anno fa. Ero al Teatro Smeraldo quando Beppe Grillo ha annunciato la formazione della lista milanese (ero anche allo Smeraldo e ad Assago per molti dei suoi spettacoli per la verità) ed ero anche al suo primo comizio in piazza Duomo dove ho donato le mie 50 euro. Mai e poi mai, le questioni o le istanze portate avanti dalle donne sono state minimamente considerate. …

Le parole che non ho scritto

Le parole che non ho scritto (ma avrei voluto farlo). Perché è passato troppo tempo, e perché un po’ annaspo tra la rassegnazione e il disarmo… Non ho scritto per esempio, una risposta più dettagliata a @nomfup e @jacopo_iacoboni circa la solita questione se Twitter sia, o meno, davvero lo specchio di un Paese e soprattutto, se sia in grado di agire su di esso. Avevo solo detto che Twitter rischia di essere un salotto non molto diverso da molti altri e che si muove secondo le stesse logiche lobbystiche. Giornalisti con giornalisti, femministe con femministe, attivisti con attivisti (trovo divertente che taluni ad esempio tengano delle discussioni tra amici e sodali che potrebbero fare vis à vis o per telefono). Se poi la lobby twittera è contigua ad altri media, magari ne esce un articolo che parla addirittura di fenomeno. Un fenomeno “da salotto”, appunto. Qualche dubbio l’avevo espresso citando in un mio vecchio post l’articolo di Malcom Galdwell  Small Change e, anche con tutto l’interesse per le analisi (vere) di Manuel Castells nel suo ultimo …

Cibo, che spettacolo!

  Gustare per credere. Temere, ridere, rabbrividire, gioire. Una sfoglia di cavolfiore bianco appoggiata su un letto di caviale e una crema di latte. À la carte, un assaggio di ansia che a poco a poco svanisce in un sentore di terrore. Ma se mordi il crisantemo giallo che avvolge i pop corn ricoperti di cioccolato bianco croccante, ecco che prevale il gusto del divertimento e il sapore salato della sorpresa. Vincendo le vostre resistenze, potreste anche decidere di farvi spruzzare direttamente in bocca qualche goccia di rabbia momentanea: uno sciroppo di granatina rossa miscelato dentro un dispenser per profumo. Benvenuti al Guerrila Restaurant di Ayako Suwa, fondatrice della giapponese Food Creation. Imbattervi non è facile, visto che l’ultimo è stato ospitato per una sola sera nelle sale del Direktorehaus Museum di Berlino lo scorso giugno, e che per il prossimo one night dinner europeo si dovrà aspettare, segretamente, il 2013, ma parteciparvi è sicuramente un’esperienza unica. «Ho sempre concepito il cibo al di là delle sue caratteristiche gastronomiche o nutritive» dice Ayako. «Anzi, la …

Claude Fischler: il cibo siamo noi

[Pubblicato su Sette il 19 ottobre 2012] Mangio, dunque sono. Due parole per riassumere il pensiero di Claude Fischler. Direttore della ricerca presso il CNRS, l’agenzia nazionale di ricerca francese, responsabile del Centre Edgar Morin, in Italia noto anche per il saggio L’onnivoro, ha sempre indagato il ruolo del cibo e dell’alimentazione nelle società. Perché il cibo riguarda tutti, e tutto: il tempo e lo spazio, la salute e il piacere, la qualità della vita e l’ambiente. Cibo come identità valore culturale: questo, in poche parole, il cuore della sua ricerca. Oggi, in tempo di individualismo esasperato, questo legame sembra in crisi… L’individualismo è una delle cause della dissoluzione dell’identità collettiva. Succede anche a tavola, dove sono cambiate regole e modi della condivisione del cibo. Mangiamo sempre più spesso soli e sempre più spesso la nostra alimentazione è su misura, ritagliata su specifiche esigenze nutritive: sono quelle che io definisco les alimentations particulières, una sorta di negativo fotografico del pasto come lo abbiamo inteso finora: consumato in gruppo dividendo lo stesso cibo. Questo significa che cambia …

L’amore è la risposta

Che non siamo indispensabili all’Universo lo sappiamo già. Del resto dalla nostra comparsa, in termini di ecosistema, forse abbiamo fatto più danni che meraviglie. Ma l’ostinazione con cui perseveriamo nel cancellare le tracce di umanità talvolta mi fa sorridere. E questo mentre, soprattutto i più intelligenti, gli intellettuali, si inchinano a una mondo macrobiotico, eco-compatibile, bio-dinamico… Quando si parla di Vita però, di come far convivere queste esistenze fatte di corpo e respiro, di carne e affetti, elaboriamo teorie a dir poco astratte. Quasi ci sia un tentativo di epurare noi stessi dalla debolezza dei sentimenti, dai cedimenti ormai strutturali di una psiche sempre più insicura e persa. Aarathi Prasad l’ha detto chiaramente dalle colonne del Guardian: per diventare madri, e padri, nel futuro non ci sarà più bisogno né di accoppiarsi, tantomeno di portare in grembo per nove mesi quel fastidioso esserino. E finalmente, l’aspirazione femminile di essere insieme madri e madonne, diventerà realtà: non a caso il suo libro premessa a questo mirabolante futuro si intitola Like a Virgin. Sottotitolo: come la scienza cambierà il …

Il lavoro? Meglio smart…

Articolo pubblicato su LeiWeb il 12 ottobre 2012 Per molti (e molte) di noi è poco più di un sogno. Secondo i dati Istat, infatti, i pendolari in Italia sono oltre 26 milioni e compiono in media 43 chilometri al giorno, e prima che le code, il traffico, la ricerca del parcheggio e le perdite di tempo in attesa dei mezzi pubblici diventino solo un lontano ricordo – come suggerisce il libro Il futuro del lavoro (Ed. Il Sole 24Ore, 2011) di Richard Donkin, uno dei più autorevoli esperti in tematiche dell’occupazione – dovremmo aspettare ancora molto. Nonostante tutti gli studi ci dicano infatti che il telelavoro coincide quasi sempre con incremento di produttività, risparmio sui costi e aumento della soddisfazione dei dipendenti (leggi qui la recente ricerca Microsoft , l’Italia resta, al solito, il fanalino di coda nell’Europa a 15. Con un misero 3,9 per cento di tele-occupati, contro una media europea dell’8,4 per cento e con la Danimarca al 16, il Regno Unito al 9,6, la Germania all’8,5 e la Francia al 7 per cento (dati Manageritalia), ovviamente in crescita. Esiste, è vero, …

La gestione delle imprese? Un lavoro da donne

Articolo pubblicato su Lei Web il 3 ottobre 2012 C’è un dato che pochi conoscono e in cui l’Italia può vantare di essere davanti a Paesi da sempre additati quali esempi di equità e produttività come Germania e Svezia: è il numero delle imprenditrici a guida di aziende artigiane. Per l’esattezza si tratta di un esercito rosa di un milione e mezzo di donne che nell’ultimo anno, nonostante la crisi, è riuscita persino a crescere e migliorare la propria redditività, soprattutto se confrontata con quella dei loro colleghi maschi. Ma cosa hanno di tanto speciale queste imprenditrici? La risposta viene da un’interessante ricerca presentata dalla Confartigianato Lombardia in collaborazione con Il Corriere della Sera. È lei il titolare?, questo è il titolo della ricerca delle sociologhe Michela Bolis, Arianna Fontana (anche imprenditrice), Riccardo De Vita, Cecilia Manzo e Ivana Pais, ha cercato di capire, analizzando esempi concreti, in che cosa si differenzia il modo di governare le aziende tra uomini e donne e quali risultati, questa eventuale differenza di genere apporta, sia in termini di benessere in azienda che di produttività. Ebbene, la leadership …