Month: giugno 2012

buttiamoci in politica (forse)

Alcuni mesi fa un’amica mi fece una considerazione iluminante: di fronte alla possiblità di candidarsi politicamente e di investire in questa candidatura parte delle proprie risorse economiche, le donne si tirano indietro, ovvero sono molto meno disposte a scommettere su di loro dei loro colleghi uomini. Sapere se la causa sia da ricercarsi nella mancanza di autostima o nella profonda e disillusa consapevolezza del reale (dove esser brave non serve) non cambia il dato oggettivo, che rimane appunto quello: le donne pare siano un po’ restie a coinvolgersi polticamente. L’amica Marina Terragni, dopo aver chiesto un giorno sì e l’altro pure un nome da candidare alle primarie, nel suo post di oggi, l’ha scritto chiaro e tondo: Cercansi donne che vogliono fare politica. Mandate curricula e fatevi avanti se volete: la porta (e i commenti sul post) sono aperti. Io, come ho avuto occasione dire anche a voce, non sono arrivata ancora a redimere (e accetto aiuti) una spinosa, e imbarazzante, questione: davvero esiste ancora la possibilità di fare una politica di (sole) donne? Certo, …

vanna e marta

Un mese (quasi) senza scrivere. Non era mai accaduto. A volte mi limito a guardare. Mi guardo e guardo. Vanna stava fin dal primo mattino in spiaggia con il marito. Arrivavano (presumibilmente) presto, con tanto di sdraio e ombrellone. Lui brontala che i bambini giocano a calcio nella spiaggia libera. Fa caldo e sbofonchia. Vanna incontra delle sue amiche che la invitano a fare una passeggiata sul bagnasciuga. Devo chiedere il permesso, dice. E poi, posso andare? Se posso sapere dove, risponde lui. E quando torni anche, perché anch’io ho delle cose da fare: non posso mica star qui a controllar le borse. Vanna se ne va con le amiche: la spiaggia è lunga e il mare freddo cristallo. Passa una mezzora e tornano le amiche. Vanna non c’è. Per un attimo spero l’impossibile, poi l’indisponenza di lui si fa pressante. Bisogna rispondergli: sai come son le donne, una chiacchiera tira l’altra! Arriverà, non ti preoccupare. E Vanna arriva. Prostrata, balbettante, si scusa. Non me ne sono accorta. Non lo faccio più. Si siede sotto …

Carl Warner o il cibo-paesaggio

Articolo pubblicato su LeiWeb il 7 giugno 2012 Per alcuni è un bisogno, per altri un’ossessione, per altri ancora materiale d’arte. Chissà che cosa avrebbe detto il nostro Giuseppe Arcimboldo, pittore di gorgiere di spighe di grano e acconciature di pesce fresco, dei paesaggi alimentari del fotografo inglese Carl Warner. Lui dice di essersi ispirato all’arte surrealista di Salvador Dalì, ai mondi visionari di Patrick Woodrooffe e alle cover per album musicali di Hipgnosis, ma il rimando patriottico a noi pare evidente. Quel che è certo, invece, è che il rapporto con il cibo, dalla corte della Milano del Cinquecento ai set pubblicitari di Warner, è cambiato (nella foto, Broccoli Forest). E per chi si può permettere di scherzarci sopra, più che un sostentamento è diventato uno stile di vita: dal Fast al Junk Food, dallo Slow al Fingers Food, fino alla Food Art Experience e al Food Design… Come dire che il cibo, da solo, non basta più, mentre è forte il bisogno di condirlo con un contenuto di costume capace di trasformarlo da semplice nutrimento a esperienza dei sensi. Senza scomodare …

Vicky Noble: le donne sono dee

Articolo pubblicato su LeiWeb il 6 giugno 2012 Il posto al sole nelle prime pagine dei giornali, almeno quello, le donne l’hanno già conquistato. Womenomics, democrazia paritaria, quote rosa, sono temi che ormai condizionano la costituzione di Cda e giunte, e non passa giorno in cui studi economici o ricerche scientifiche non ricordino la necessità delle qualità femminili: ultimi la Banca d’Italia che, nella sua relazione annuale presentata il 31 maggio , dedica per la prima volta un intero capitolo al ruolo delle donne nell’economia italiana affermando che: «a una più elevata presenza di donne tra gli amministratori pubblici corrispondono livelli di corruzione più bassi», e lo Wall Street Journal, dalle cui pagine Paul Zak, pioniere della neuroeconomics, anticipa i risultati della ricerca su quella che lui chiama la “molecola della moralità” ovvero l’ossitocina, ormone che le donne producono in maggior quantità. Nessun successo però è veramente acquisito se non si è sovrane di se stesse, o almeno questo è ciò che sostiene Vicki Noble, americana, scrittrice, studiosa delle culture matrifocali e docente di Women’s Spirituality Masters all’ITP di Palo Alto. Noble sarà a …