Month: settembre 2012

Ildegarda di Bingen

Ho ricevuto in regalo il libro di Ildegarda di Bingen dal papà di un compagno di scuola di mio figlio. Dovevo quindi leggerlo, e vincere una mia certa resistenza alla vita delle sante. Ildegarda sarà infatti proclamata dottore della Chiesa il prossimo 7 ottobre da papa Benedetto XVI e l’editore, Sonzogno, ha già pubblicato il sequel del primo volume sulla sua vita, La Sognatrice. Ildegarda forse è l’esatto contrario di Ipazia. Le regole non le sovverte, non le discute, ma si incarnano nel suo stesso corpo, mentre la sottomissione al volere altrui, sia esso dettato dalla famiglia o imposto dalle regole della Chiesa medioevale, diventa, perchè in effetti “è”, il suo stesso destino. E infatti Ildegarda non è martire, ma Santa (il 17 settembre). È bene ricordarlo. Certo rimodella, piega e in alcuni casi rivoluziona, le immobili consuetudini del convento di Disibodenberg, in cui fece entrare, e restare, un gruppo di donne, ma lo fa in virtù delle sue visioni e non certo per sua razionale volontà. Ovvero, lei si permette di chiedere solo perché …

la politica dei desideri

Questo post potrebbe essere inteso anche come una lettera aperta a Nichi Vendola, ma, ancora, una volta, non vorrei che fosse confinata a un dialogo personale una riflessione comune. Certo, riconosco che, avendolo ascoltato sempre con molta attenzione, Nichi Vendola è capace di usare messaggi e linguaggi nuovi, forse i più nuovi, nel panorama politico di questo Paese. Solo una settimana fa, nel bel mezzo di una competizione politica tutta interna al centro sinistra che sempre più assomiglia a un abllo dei/delle debuttanti/e, Vendola dichiarava: «Mi voglio sposare con confetti e fiori d’arancio». Un desiderio legittimo, finanche un sogno che molti, e molte tra chi ancora crede nelle favole, anelano coronare. Poi ieri, ecco una seconda dichiarazione: «Voglio un figlio». Anche questo, desiderio legittimo e ampiamente condiviso con migliaia di uomini e donne che, per diversi motivi, si trovano costretti a posticipare, se non a negarsi, il desiderio di genitorialità. Poiché penso che Nichi Vendola sia un uomo di fine intelligenza politica, stento a  credere che queste sue esternazioni non siano anche un messaggio politico. …

Donne: un altro lavoro è possibile

Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 5 settembre 2012 Immaginate un artigiano medievale. Immaginate la sua perizia, la virtù dei suoi gesti ripetuti e perfetti, la sua casa laboratorio, la famiglia e i compagni che condividono con lui le sue conoscenze. E ora provate a figurarvi questo stesso maestro connesso con altri 5 miliardi di persone, in un mondo in cui il capitale intellettuale e quello emotivo sono la chiave del suo successo. L’artigiano sa che non esiste barriera possibile tra vita privata e lavoro, tra lavoro e gioco; come sa che in questo virtuoso equilibrio tra tempi personali e lavorativi sta tutto il segreto della sua soddisfazione e felicità. Lui che si è concentrato sul suo talento nutrendolo di continuo studio solo per essere in grado di decidere che cosa fosse meglio per il suo futuro. Ecco, se volete sapere cosa pensa Lynda Gratton, autrice de Il Salto: reinventarsi il lavoro in tempo di crisi (Il Saggiatore), direttrice del Future of Work Institute della London Business School e una delle dieci persone del Pianeta che, secondo The Times e The …

riciclo di stato

Avete anche voi l’impressione di vivere in un déjà vu? Io, sì. Passo e ripasso dagli stessi luoghi, incontro le stesse persone, sento le stesse cose, ma non so se è perché sono chiusa in un labirinto senza via d’uscita o se corro dentro una ruota impazzita come una cavia. Davanti alla prima puntata del programma di punta della migliore delle Reti di Stato, Rai 3, ho resistito tre minuti scarsi: più o meno quanto è durata la presentazione degli ospiti. Gli stessi, già ampiamente abusati, dell’edizione scorsa, quasi fossero rimasti attaccati alle sedie di cartone per tutta l’estate. Poi oggi, ecco un’intera giornata in cui i media, social network compresi, hanno esaltato il nuovo che avanza: Matteo Renzi. Uno che per comunicare la sua strategia politica ha scelto un produttore televisivo (Giorgio Gori), che per slogan ha riciclato il claim più sfruttato dell’ultimo anno (Se non ora quando? Adesso), e che è salito su un predellino di un camper per iniziare la sua campagna elettorale, vincere le primarie del Pd e candidarsi a futuro …