Month: ottobre 2012

Cibo, che spettacolo!

  Gustare per credere. Temere, ridere, rabbrividire, gioire. Una sfoglia di cavolfiore bianco appoggiata su un letto di caviale e una crema di latte. À la carte, un assaggio di ansia che a poco a poco svanisce in un sentore di terrore. Ma se mordi il crisantemo giallo che avvolge i pop corn ricoperti di cioccolato bianco croccante, ecco che prevale il gusto del divertimento e il sapore salato della sorpresa. Vincendo le vostre resistenze, potreste anche decidere di farvi spruzzare direttamente in bocca qualche goccia di rabbia momentanea: uno sciroppo di granatina rossa miscelato dentro un dispenser per profumo. Benvenuti al Guerrila Restaurant di Ayako Suwa, fondatrice della giapponese Food Creation. Imbattervi non è facile, visto che l’ultimo è stato ospitato per una sola sera nelle sale del Direktorehaus Museum di Berlino lo scorso giugno, e che per il prossimo one night dinner europeo si dovrà aspettare, segretamente, il 2013, ma parteciparvi è sicuramente un’esperienza unica. «Ho sempre concepito il cibo al di là delle sue caratteristiche gastronomiche o nutritive» dice Ayako. «Anzi, la …

Claude Fischler: il cibo siamo noi

[Pubblicato su Sette il 19 ottobre 2012] Mangio, dunque sono. Due parole per riassumere il pensiero di Claude Fischler. Direttore della ricerca presso il CNRS, l’agenzia nazionale di ricerca francese, responsabile del Centre Edgar Morin, in Italia noto anche per il saggio L’onnivoro, ha sempre indagato il ruolo del cibo e dell’alimentazione nelle società. Perché il cibo riguarda tutti, e tutto: il tempo e lo spazio, la salute e il piacere, la qualità della vita e l’ambiente. Cibo come identità valore culturale: questo, in poche parole, il cuore della sua ricerca. Oggi, in tempo di individualismo esasperato, questo legame sembra in crisi… L’individualismo è una delle cause della dissoluzione dell’identità collettiva. Succede anche a tavola, dove sono cambiate regole e modi della condivisione del cibo. Mangiamo sempre più spesso soli e sempre più spesso la nostra alimentazione è su misura, ritagliata su specifiche esigenze nutritive: sono quelle che io definisco les alimentations particulières, una sorta di negativo fotografico del pasto come lo abbiamo inteso finora: consumato in gruppo dividendo lo stesso cibo. Questo significa che cambia …

L’amore è la risposta

Che non siamo indispensabili all’Universo lo sappiamo già. Del resto dalla nostra comparsa, in termini di ecosistema, forse abbiamo fatto più danni che meraviglie. Ma l’ostinazione con cui perseveriamo nel cancellare le tracce di umanità talvolta mi fa sorridere. E questo mentre, soprattutto i più intelligenti, gli intellettuali, si inchinano a una mondo macrobiotico, eco-compatibile, bio-dinamico… Quando si parla di Vita però, di come far convivere queste esistenze fatte di corpo e respiro, di carne e affetti, elaboriamo teorie a dir poco astratte. Quasi ci sia un tentativo di epurare noi stessi dalla debolezza dei sentimenti, dai cedimenti ormai strutturali di una psiche sempre più insicura e persa. Aarathi Prasad l’ha detto chiaramente dalle colonne del Guardian: per diventare madri, e padri, nel futuro non ci sarà più bisogno né di accoppiarsi, tantomeno di portare in grembo per nove mesi quel fastidioso esserino. E finalmente, l’aspirazione femminile di essere insieme madri e madonne, diventerà realtà: non a caso il suo libro premessa a questo mirabolante futuro si intitola Like a Virgin. Sottotitolo: come la scienza cambierà il …

Il lavoro? Meglio smart…

Articolo pubblicato su LeiWeb il 12 ottobre 2012 Per molti (e molte) di noi è poco più di un sogno. Secondo i dati Istat, infatti, i pendolari in Italia sono oltre 26 milioni e compiono in media 43 chilometri al giorno, e prima che le code, il traffico, la ricerca del parcheggio e le perdite di tempo in attesa dei mezzi pubblici diventino solo un lontano ricordo – come suggerisce il libro Il futuro del lavoro (Ed. Il Sole 24Ore, 2011) di Richard Donkin, uno dei più autorevoli esperti in tematiche dell’occupazione – dovremmo aspettare ancora molto. Nonostante tutti gli studi ci dicano infatti che il telelavoro coincide quasi sempre con incremento di produttività, risparmio sui costi e aumento della soddisfazione dei dipendenti (leggi qui la recente ricerca Microsoft , l’Italia resta, al solito, il fanalino di coda nell’Europa a 15. Con un misero 3,9 per cento di tele-occupati, contro una media europea dell’8,4 per cento e con la Danimarca al 16, il Regno Unito al 9,6, la Germania all’8,5 e la Francia al 7 per cento (dati Manageritalia), ovviamente in crescita. Esiste, è vero, …

La gestione delle imprese? Un lavoro da donne

Articolo pubblicato su Lei Web il 3 ottobre 2012 C’è un dato che pochi conoscono e in cui l’Italia può vantare di essere davanti a Paesi da sempre additati quali esempi di equità e produttività come Germania e Svezia: è il numero delle imprenditrici a guida di aziende artigiane. Per l’esattezza si tratta di un esercito rosa di un milione e mezzo di donne che nell’ultimo anno, nonostante la crisi, è riuscita persino a crescere e migliorare la propria redditività, soprattutto se confrontata con quella dei loro colleghi maschi. Ma cosa hanno di tanto speciale queste imprenditrici? La risposta viene da un’interessante ricerca presentata dalla Confartigianato Lombardia in collaborazione con Il Corriere della Sera. È lei il titolare?, questo è il titolo della ricerca delle sociologhe Michela Bolis, Arianna Fontana (anche imprenditrice), Riccardo De Vita, Cecilia Manzo e Ivana Pais, ha cercato di capire, analizzando esempi concreti, in che cosa si differenzia il modo di governare le aziende tra uomini e donne e quali risultati, questa eventuale differenza di genere apporta, sia in termini di benessere in azienda che di produttività. Ebbene, la leadership …

Scuola, istruzioni per l’uso

Articolo pubblicato su LeiWeb l’8 settembre 2012. Basta andare al cinema per accorgersi che la scuola è uno dei temi all’ordine del giorno. Film pluripremiati comeDetachment, Monsieur Lazhar, o l’italiano Il rosso e il blu con Margherita Buy, nelle sale dal prossimo 21 settembre, ci dicono chedi banchi e insegnanti non parlano solo le mamme. Così, a pochi giorni dell’inizio di un nuovo anno scolastico, con Il Corriere della Sera che dalla prima pagina punta il dito su fenomeni quali l’abbandono scolastico e super classi da 30 studenti per aula, abbiamo chiesto a Mila Spicola, autrice del libro La scuola si è rotta (Einaudi) e ricercatrice in Innovazione e valutazione dei sistemi di istruzione presso l’Università di Roma 3, di fare il punto sul mondo della scuola. Qual è il senso della scuola oggi? Cosa è rimasto dell’autorevolezza degli insegnanti?  «La scuola non ha perso il suo ruolo, siamo noi che abbiamo perso, e frantumato, un intero sistema di valori. Penso alla Finlandia che, nella sua Costituzione, ha messo nero su bianco l’importanza della scuola, la sua capacità di costruire coesione sociale. Ma …

Non ho l’età

È solo per puro esercizio del dubbio, o per un gusto tutto femminile di complicarmi la vita, ma quando tutti urlano a una stessa cosa, a me vien voglia di cercare un altro punto di vista. Spazio ai giovani, si dice. Avanti con la rottamazione dei vecchi dinosauri della politica: da D’Alema a Finocchiaro, da La Russa a Cicchito, da La Malfa a Bonino, non hanno più l’età. Certo, mi sembra un buon proposito. Meno buono invece, è la logica conseguenza che si suppone obbligata: ovvero che i giovani siano meglio dei vecchi e che basti un dato anagrafico a tenerci lontano da ruberie e abusi di potere. Ancora una volta, in questo Paese sparisce dal dibattito un tema fondamentale: quello della meritocrazia e delle competenze. Competenze che non hanno età anche se, è bene ricordarlo, un buon leader, un buon capo, è quello che meglio ha fatto crescere i migliori e i più meritevoli affinché un giorno lo sostituissero. Abbiamo avuto una classe dirigente così generosa? Basta guardare alla cronaca. Per dire, Maria Stella …

Tra il dire e il fare

Una delle cose che mi ha più colpito della ricerca È lei il titolare presentata una settimana fa nella Sala Balzan de Il Corriere della Sera e su cui sono stati già scritti molti post (ecco il mio su LeiWeb e quello di Dario di Vico su Il Corriere) è una dichiarata diffidenza delle imprenditrici interessate verso i salotti della politica rosa. In modo più o meno esplicito, infatti, queste donne, che sono il simbolo di una “vittoria” al femminile nella gestione delle imprese, non hanno esitato ad affermare che, di certe tematiche femministe, fanno volentieri a meno (spesso quote rosa comprese), perché loro, la parità dei ruoli e delle mansioni se la conquistano sul campo. Cosa che, di fatto, succede. Queste donne non usano “relazioni” per accrescere la propria azienda, tanto più relazioni femminili: forse sono troppo impegnate nel lavoro “vero”, forse non lo credono indispensabile, ma, onor del vero, questo comportamento le condanna a una dimensione imprenditoriale piccola o almeno modesta. Queste donne cioè, non riescono a fare il salto: dirigono, ma non troppo; …

A proposito di… la diamo a tutti

Vi ricordatela pubblicità dell’ADSL che recitava: «La diamo a tutti»? Come a tanti/e altri/e avevo segnalato il caso allo IAP e ieri ho ricevuto questa risposta: Segnalazione messaggio pubblicitario “La diamo a tutti… l’ADSL, dove non c’è.” rilevato nel sito internet www.connetti.it, nella pagina facebook http://www.facebook.com/connetti e su affissioni nella provincia di Pescara nel mese di settembre 2012. Desideriamo informarLa che il Comitato di Controllo, esaminato il messaggio pubblicitario segnalato, ha deliberato di emettere ingiunzione di desistenza per violazione degli artt. 9 – Violenza, volgarità, indecenza – 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – e 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. A fronte del suddetto provvedimento autodisciplinare, la comunicazione contestata è stata rimossa dalla pagina Facebook, mentre vi è l’impossibilità di un intervento degli organi autodisciplinari riguardo alla comunicazione rilevata sul sito internet poiché nessuno dei soggetti coinvolti risulta aderire ad una associazione di categoria facente parte dell’Istituto, né risulta sottoscritta una clausola contrattuale di accettazione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. …

L’eroica

Quella che all’azienda di famiglia ci pensa lei, che è meglio di suo fratello, ma continua a preparare il pranzo al marito, accompagnare la figlia a danza, occuparsi della mamma malata, preparare il mangiare precotto per tutta la settimana, perché il tempo è mio e me lo gestisco io. Quella che sta con le donne del PD, ma anche con quelle di Fli e forse anche con la Lega e il PDl perché le donne sono accoglitive e trasversali per natura. Quella che a far lezione di musica alla prole ci penso io, dopo i compiti e la piscina, perché io il pianoforte lo suono da 20 anni. Quella che i capelli io non me li tingo fino a che non lo fa anche Richard Gere. Quella che sorride, sempre. Quella che fa il capo ma è anche amica dei suoi dipendenti. Quella che fa il genitore ma è anche amica dei suoi figli. Quella che di figli non ne fa, se mai li adotta, perché questo mondo di povertà e sovrappopolazione ne ha già …