Year: 2012

Scuola, istruzioni per l’uso

Articolo pubblicato su LeiWeb l’8 settembre 2012. Basta andare al cinema per accorgersi che la scuola è uno dei temi all’ordine del giorno. Film pluripremiati comeDetachment, Monsieur Lazhar, o l’italiano Il rosso e il blu con Margherita Buy, nelle sale dal prossimo 21 settembre, ci dicono chedi banchi e insegnanti non parlano solo le mamme. Così, a pochi giorni dell’inizio di un nuovo anno scolastico, con Il Corriere della Sera che dalla prima pagina punta il dito su fenomeni quali l’abbandono scolastico e super classi da 30 studenti per aula, abbiamo chiesto a Mila Spicola, autrice del libro La scuola si è rotta (Einaudi) e ricercatrice in Innovazione e valutazione dei sistemi di istruzione presso l’Università di Roma 3, di fare il punto sul mondo della scuola. Qual è il senso della scuola oggi? Cosa è rimasto dell’autorevolezza degli insegnanti?  «La scuola non ha perso il suo ruolo, siamo noi che abbiamo perso, e frantumato, un intero sistema di valori. Penso alla Finlandia che, nella sua Costituzione, ha messo nero su bianco l’importanza della scuola, la sua capacità di costruire coesione sociale. Ma …

Non ho l’età

È solo per puro esercizio del dubbio, o per un gusto tutto femminile di complicarmi la vita, ma quando tutti urlano a una stessa cosa, a me vien voglia di cercare un altro punto di vista. Spazio ai giovani, si dice. Avanti con la rottamazione dei vecchi dinosauri della politica: da D’Alema a Finocchiaro, da La Russa a Cicchito, da La Malfa a Bonino, non hanno più l’età. Certo, mi sembra un buon proposito. Meno buono invece, è la logica conseguenza che si suppone obbligata: ovvero che i giovani siano meglio dei vecchi e che basti un dato anagrafico a tenerci lontano da ruberie e abusi di potere. Ancora una volta, in questo Paese sparisce dal dibattito un tema fondamentale: quello della meritocrazia e delle competenze. Competenze che non hanno età anche se, è bene ricordarlo, un buon leader, un buon capo, è quello che meglio ha fatto crescere i migliori e i più meritevoli affinché un giorno lo sostituissero. Abbiamo avuto una classe dirigente così generosa? Basta guardare alla cronaca. Per dire, Maria Stella …

Tra il dire e il fare

Una delle cose che mi ha più colpito della ricerca È lei il titolare presentata una settimana fa nella Sala Balzan de Il Corriere della Sera e su cui sono stati già scritti molti post (ecco il mio su LeiWeb e quello di Dario di Vico su Il Corriere) è una dichiarata diffidenza delle imprenditrici interessate verso i salotti della politica rosa. In modo più o meno esplicito, infatti, queste donne, che sono il simbolo di una “vittoria” al femminile nella gestione delle imprese, non hanno esitato ad affermare che, di certe tematiche femministe, fanno volentieri a meno (spesso quote rosa comprese), perché loro, la parità dei ruoli e delle mansioni se la conquistano sul campo. Cosa che, di fatto, succede. Queste donne non usano “relazioni” per accrescere la propria azienda, tanto più relazioni femminili: forse sono troppo impegnate nel lavoro “vero”, forse non lo credono indispensabile, ma, onor del vero, questo comportamento le condanna a una dimensione imprenditoriale piccola o almeno modesta. Queste donne cioè, non riescono a fare il salto: dirigono, ma non troppo; …

A proposito di… la diamo a tutti

Vi ricordatela pubblicità dell’ADSL che recitava: «La diamo a tutti»? Come a tanti/e altri/e avevo segnalato il caso allo IAP e ieri ho ricevuto questa risposta: Segnalazione messaggio pubblicitario “La diamo a tutti… l’ADSL, dove non c’è.” rilevato nel sito internet www.connetti.it, nella pagina facebook http://www.facebook.com/connetti e su affissioni nella provincia di Pescara nel mese di settembre 2012. Desideriamo informarLa che il Comitato di Controllo, esaminato il messaggio pubblicitario segnalato, ha deliberato di emettere ingiunzione di desistenza per violazione degli artt. 9 – Violenza, volgarità, indecenza – 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – e 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. A fronte del suddetto provvedimento autodisciplinare, la comunicazione contestata è stata rimossa dalla pagina Facebook, mentre vi è l’impossibilità di un intervento degli organi autodisciplinari riguardo alla comunicazione rilevata sul sito internet poiché nessuno dei soggetti coinvolti risulta aderire ad una associazione di categoria facente parte dell’Istituto, né risulta sottoscritta una clausola contrattuale di accettazione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. …

L’eroica

Quella che all’azienda di famiglia ci pensa lei, che è meglio di suo fratello, ma continua a preparare il pranzo al marito, accompagnare la figlia a danza, occuparsi della mamma malata, preparare il mangiare precotto per tutta la settimana, perché il tempo è mio e me lo gestisco io. Quella che sta con le donne del PD, ma anche con quelle di Fli e forse anche con la Lega e il PDl perché le donne sono accoglitive e trasversali per natura. Quella che a far lezione di musica alla prole ci penso io, dopo i compiti e la piscina, perché io il pianoforte lo suono da 20 anni. Quella che i capelli io non me li tingo fino a che non lo fa anche Richard Gere. Quella che sorride, sempre. Quella che fa il capo ma è anche amica dei suoi dipendenti. Quella che fa il genitore ma è anche amica dei suoi figli. Quella che di figli non ne fa, se mai li adotta, perché questo mondo di povertà e sovrappopolazione ne ha già …

Sensi (vietati) di colpa

«Non mi sembra che ricevere per Natale una borsa firmata sia una cosa tanto strana. La borsa di Gucci ce l’ha chiunque, tutte le mie amiche, per esempio». Quando si dice che la pezza è peggio del buco: questa la risposta ad Alessandra Paolini, giornalista di Repubblica, di Samantha-con-la-acca, detta anche (Principessa) Sissi, mentre tentava di contestualizzare il fatto di essere stata assunta a sua insaputa… Non è che non ci siamo abituati. Ci siamo già presi dei pezzenti sfigati perché non abbiamo amici ricchi che ci portano in vacanza nel Mediterraneo in yacth e perché, da barboni, quando si va fuori a cena si fa “alla romana”. E che dire del dirigente delle case Aler che taglia le gomme al disabile e poi si giustifica dicendo che «C’è chi è peggio di me» o che irride al fatto di essere stato multato perché lui parcheggiava, da sempre, un poco più in là, in divieto di sosta. Poi c’è quello che ruba solo perché così fan tutti e poi, i soldi erano tanti, perché non …

Ildegarda di Bingen

Ho ricevuto in regalo il libro di Ildegarda di Bingen dal papà di un compagno di scuola di mio figlio. Dovevo quindi leggerlo, e vincere una mia certa resistenza alla vita delle sante. Ildegarda sarà infatti proclamata dottore della Chiesa il prossimo 7 ottobre da papa Benedetto XVI e l’editore, Sonzogno, ha già pubblicato il sequel del primo volume sulla sua vita, La Sognatrice. Ildegarda forse è l’esatto contrario di Ipazia. Le regole non le sovverte, non le discute, ma si incarnano nel suo stesso corpo, mentre la sottomissione al volere altrui, sia esso dettato dalla famiglia o imposto dalle regole della Chiesa medioevale, diventa, perchè in effetti “è”, il suo stesso destino. E infatti Ildegarda non è martire, ma Santa (il 17 settembre). È bene ricordarlo. Certo rimodella, piega e in alcuni casi rivoluziona, le immobili consuetudini del convento di Disibodenberg, in cui fece entrare, e restare, un gruppo di donne, ma lo fa in virtù delle sue visioni e non certo per sua razionale volontà. Ovvero, lei si permette di chiedere solo perché …

la politica dei desideri

Questo post potrebbe essere inteso anche come una lettera aperta a Nichi Vendola, ma, ancora, una volta, non vorrei che fosse confinata a un dialogo personale una riflessione comune. Certo, riconosco che, avendolo ascoltato sempre con molta attenzione, Nichi Vendola è capace di usare messaggi e linguaggi nuovi, forse i più nuovi, nel panorama politico di questo Paese. Solo una settimana fa, nel bel mezzo di una competizione politica tutta interna al centro sinistra che sempre più assomiglia a un abllo dei/delle debuttanti/e, Vendola dichiarava: «Mi voglio sposare con confetti e fiori d’arancio». Un desiderio legittimo, finanche un sogno che molti, e molte tra chi ancora crede nelle favole, anelano coronare. Poi ieri, ecco una seconda dichiarazione: «Voglio un figlio». Anche questo, desiderio legittimo e ampiamente condiviso con migliaia di uomini e donne che, per diversi motivi, si trovano costretti a posticipare, se non a negarsi, il desiderio di genitorialità. Poiché penso che Nichi Vendola sia un uomo di fine intelligenza politica, stento a  credere che queste sue esternazioni non siano anche un messaggio politico. …

Donne: un altro lavoro è possibile

Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 5 settembre 2012 Immaginate un artigiano medievale. Immaginate la sua perizia, la virtù dei suoi gesti ripetuti e perfetti, la sua casa laboratorio, la famiglia e i compagni che condividono con lui le sue conoscenze. E ora provate a figurarvi questo stesso maestro connesso con altri 5 miliardi di persone, in un mondo in cui il capitale intellettuale e quello emotivo sono la chiave del suo successo. L’artigiano sa che non esiste barriera possibile tra vita privata e lavoro, tra lavoro e gioco; come sa che in questo virtuoso equilibrio tra tempi personali e lavorativi sta tutto il segreto della sua soddisfazione e felicità. Lui che si è concentrato sul suo talento nutrendolo di continuo studio solo per essere in grado di decidere che cosa fosse meglio per il suo futuro. Ecco, se volete sapere cosa pensa Lynda Gratton, autrice de Il Salto: reinventarsi il lavoro in tempo di crisi (Il Saggiatore), direttrice del Future of Work Institute della London Business School e una delle dieci persone del Pianeta che, secondo The Times e The …

riciclo di stato

Avete anche voi l’impressione di vivere in un déjà vu? Io, sì. Passo e ripasso dagli stessi luoghi, incontro le stesse persone, sento le stesse cose, ma non so se è perché sono chiusa in un labirinto senza via d’uscita o se corro dentro una ruota impazzita come una cavia. Davanti alla prima puntata del programma di punta della migliore delle Reti di Stato, Rai 3, ho resistito tre minuti scarsi: più o meno quanto è durata la presentazione degli ospiti. Gli stessi, già ampiamente abusati, dell’edizione scorsa, quasi fossero rimasti attaccati alle sedie di cartone per tutta l’estate. Poi oggi, ecco un’intera giornata in cui i media, social network compresi, hanno esaltato il nuovo che avanza: Matteo Renzi. Uno che per comunicare la sua strategia politica ha scelto un produttore televisivo (Giorgio Gori), che per slogan ha riciclato il claim più sfruttato dell’ultimo anno (Se non ora quando? Adesso), e che è salito su un predellino di un camper per iniziare la sua campagna elettorale, vincere le primarie del Pd e candidarsi a futuro …