Month: aprile 2013

Per il maschio non c’è fine

Altro che Hanna Rosin. Il titolo del suo libro, La fine del maschio e l’ascesa delle donne, in questo Paese è molto al di là da venire. Stracciate pure il famoso Lean in, Facciamoci avanti di Sheryl Sandberg. Qui, proprio, non è storia. Evitate pure di lasciare mini video nel link per autocompiacersi che si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Illusione. Qui è buio pesto. E per capirlo basta trattenersi per qualche minuto davanti a quella messa in scena feticcio che è l’elezione del nostro Presidente della Repubblica. Inutile, vana, e subito dimenticata come un urlo isterico di donnicciola è stata la proposta di una donna presidente. Emma Bonino, pareva condivisa. Non so se qualcuno, nel cantuccio del suo scranno l’abbia mai presa sul serio in considerazione. Per il resto, le logiche e le ritualità del maschio hanno preso il sopravvento. Sodalizi correntizi, paccate sulle spalle da Bar Mario, strette di mano e abbracci da dopopartita. Se qualche voce si leva, poi basta una notte e un buon whisky in qualche …

Giornalismo sull’orlo di una crisi di nervi

Si direbbe, questo è un post in conflitto d’interessi. Pazienza. Ce l’ho sulla punta della tastiera da un po’ e quindi… Libero questo irrefrenabile desiderio di fare un punto tutto personale sul dilemma esistenziale del momento: giornalismo, ci fai o ci sei? Tra social media, informazione digitale, new internet e new media. Prima di buttare tutto, compreso o soprattutto me stessa, alle ortiche. Prima di dire che la carta servirà solo a quell’uso-che-non-si-può-dire, ma che pare sia l’unico rimasto, almeno secondo il cliccatissimo video IPad vs Paper. E sempre prima, anzi subito, lo scrivo che io qualche dubbio ce l’ho. Non sull’avanzata inevitabile dei media digitali, non sulla qualità del giornalismo on line (che mi piace e lo leggo e lo preferisco), ma su come, in questo Paese si stanno mettendo le cose. Qualche dubbio sul “dibbbattito”, come diceva qualcuno, che, dai Paesi del giornalismo nobile e anglosassone, si trasferisce da queste parti. Cambio tono, d’accordo. Ma, leggendo e leggendo, qualche posizione meno talebana di “la carta deve morire” (insieme a tutti quelli che ci …