Month: maggio 2013

La resilienza e il clima intelligente

Pubblicato su Sette/Corriere della Sera il 18 maggio 2013 Parte infatti sempre dall’agricoltura, vittima e insieme responsabile dei cambiamenti climatici con la sua emissione del 14 per cento dei gas serra del pianeta, anche una delle pratiche di resilienza per il sistema ambientale. Un nuovo approccio ai problemi chiamato climate- smart che cerca l’accordo tra la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento a essi gestendo al meglio le risorse naturali ed energetiche: dall’acqua al cibo, dalla pianificazione urbana allo sviluppo delle politiche demografiche. In quest’ottica, a essere sotto stretta osservazione sono proprio i centri urbani in cui agiscono tutti gli attori chiamati in causa. A Bonn, dal 31 maggio al 2 giugno, si aprirà il quarto Forum on Urban Resilience and Adaptation – Resilient Cities 2013: 12 mega città, 100 aree metropolitane e regioni urbane, e più di 1.000 insediamenti di varie dimensioni di 84 Paesi discuteranno di rischi e misura della vulnerabilità ambientale, di adattamento e resilienza nella pianificazione, di nuove pratiche di governance basate su collaborazione, finanziamento e food system metropolitani. «Nelle città …

Si fa presto a dire privata

Domenica a Bologna ci sarà un referendum per chiedere ai cittadini se sono “a favore della scuola pubblica”. Ora, a parte il fatto che, per una legge del 2000 voluta dall’allora ministro dell’istruzione Berlinguer, sarebbe bene precisare, anche solo per uso corretto del vocabolario, che tutte le scuole sono pubbliche, mentre la differenza se mai sta nell’essere o no statali, in realtà il consulto permette di esprimersi solo riguardo la scuola dell’infanzia su cui il comune ha spesso un “controllo” diretto. Eppure ciò che sta accadendo a Bologna sembra essere considerato una svolta epocale, la chiave di volta per derimere finalmente quella guerra ideologica che sta dietro le due diverse fazioni: chi sta con il “pubblico” e chi con il “privato”. Basterebbe già questo, e cioè il reiterarsi di quell’uso equivoco del vocabolario, per capire che, forse, si sta sbagliando obiettivo. Su questo tema avevo già discusso con la brava Mila Spicola e da questo era nata una mia intervista su LeiWeb, ma di fatto la riflessione è sempre valida. Perché, a guardare bene i …

#tisaluto

In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni. Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio. In Italia l’insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto. A gennaio di quest’anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto. Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa. L’abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo. L’abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai …

Resilienza, parola magica per uscire dalla crisi

Articolo pubblicato su Sette/Corriere della Sera il 7 maggio 2013 Una parola rubata all’agricoltura e alla psicologia sta diventando la chiave di accesso alle nuove pratiche ambientali ed economiche per vincere la crisi. È la resilienza, ovvero l’arte di adattarsi al cambiamento trasformando le incertezze in occasioni e i rischi in innovazione. Un nuovo modo di pensare l’impresa e il ruolo della società che sta dando i suoi frutti anche in Italia Dall’agricoltura all’economia. Chissà se la psicologa americana Emmy Werner, che alla fne degli anni Ottanta studiò la risposta alle diverse diffcoltà della vita (nascite diffcili, povertà, alcolismo, malattie mentali, violenza) di 698 neonati dell’isola hawaiiana di Kauai, si aspettava una diffusione così capillare della parola resilienza. Una capacità di resistere alle crisi e, insieme, di re-inventarsi, evocata da Barack Obama e dal World Economic Forum di Davos, dalle convention ambientaliste e dall’imprenditoria sociale e cooperativa. Eppure, fno a poco tempo fa, in Europa si parlava di resilienza soprattutto riferendosi agli esseri umani, bambini o adulti, che avevano subito un trauma, e uno degli studiosi …

Narcisismo e dintorni

Un paio di giorni fa mio figlio mi ha detto che «ci era rimasto male» perché la maestra e i compagni avevamo fatto i complimenti solo alla sua vicina di banco, e non a lui, che insieme a lei era stato interrogato. La prima cosa che gli ho chiesto è stata: «E tu, li hai fatti i complimenti a Beatrice visto che è stata così brava?». «Sì», ha risposto. E poi, «No, anzi, ci ho pensato dopo, ma era tardi». Era infatti troppo concentrato sul dispiacere che aveva provato per non essere stato anche lui al centro dell’attenzione, con una dimostrazione così pubblica di apprezzamento. I comportamenti egotici dei bambini si spiegano facilmente e il narcisismo è, di fatto, tipicamente infantile. Perché crescere significa proprio andare al di là di noi stessi e non pensare che i meriti e le attenzioni rivolte ad altri siano tolte a noi stessi. Faccio questa riflessione perché, sempre più frequentemente, ho occasione di incontrare adulti narcisi, persone ambiziose che hanno aspirato, e spesso raggiunto, posizioni di potere, non tanto …

Una donna è una donna è una donna

Dopo il colpaccio di un ministero doppio in cui si abbinano, per manifesta e logica contiguità, sport e pari opportunità affidato a Josefa Idem ecco l’altrettanto logica nomina di una sottosegretaria con i fiocchi: Michaela-con-la-acca Biancofiore. Non mi dilungherò sulle posizioni politiche dell’espondente del Pdl, sulle sue dichiarazioni sui maschi forti alla Mussolini o Berlusconi, sui suoi insulti sessisti e i suoi dubbi etici sull’omosessualità: per chi volesse sentire con le proprie orecchie, basta infatti una full immersion con i vari video di You Tube. Vorrei invece provare a riflettere su come si sia potute arrivare alla nomina di una donna che, di politiche di Pari Opportunità, non ha competenze né ideali. E vorrei anche scivolare, è bastato un tweet, sul fatto che, finché saranno le logiche maschili di occupazione del potere a governare le nomine, il risultato non potrà che essere questo. Forse, è arrivato il momento di prenderci le nostre responsabilità. E la responsabilità più grande se la deve prendere chi, in questi mesi, ha continuato a proporre, dovunque e comunque, un donna. …