Month: luglio 2013

#digiunodigitale

Il puzzo di alcol sul pulmann che porta all’areoporto è gravido di domande. Anche perché, con indubbia probabilità, arriva dall’uomo seduto dietro di me, che è arabo. E poiché ci siamo solo io e lui, e io non ho bevuto, è lui. L’autista, questa è la speranza, sembra sobrio… Ma il punto è: vale la pena di condividere l’odore nauseabondo? Twittare brutalmente, e di prima mattina, questa esperienza olfattiva? Tanto, è bene prenderne coscienza, non posso. Il mio #digiunodigitale è cominciato 40 minuti fa e io sono attrezzata solo di una penna e di una moleskine. Questo per dire che di stronzate ne scriverò lo stesso, ma prima di buttare tutto in pasto ai social, le terrò solo per me. Si potrebbe definire un esercizio di sedimentazione delle banalità, una sorta di comunicazione ruminante e chissà se, in quesa fase predigestiva, affiori il senso e l’utilità  di ciò che si fa e si scrive. Perché, fuoriuscite dal rumine-moleskine, domande come “È possibile che a qualcuno non piaccia il mare?”, oppure, “Perchè il taxi prenotato è …