Month: marzo 2014

La borsa (di studio) è la vita

[Articolo pubblicato su Sette il 28 febbraio 2014] 25 milioni di euro nei prossimi 25 anni. Per finanziare master e dottorati all’estero a giovani laureati italiani che abbiano intenzione di tornare a lavorare nel Bel Paese. È il progetto Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship, perché lo spreco delle competenze è un costo per tutti. A cominciare dalle imprese private C’è chi la chiama fuga dei cervelli, chi preferisce – magari considerando che di cervello, e intelligenza, è dotato anche chi la laurea nel cassetto non ce l’ha – parlare semplicemente di dispersione di laureati. Sono i giovani dottori e dottoresse italiane che, in circa novemila ogni anno secondo le ultime stime, dopo un soggiorno di studio all’estero non tornano più nel Bel Paese. Perché, appunto, il problema non è il master o la specializzazione oltreconfine. Anzi, se in Germania è il 23 per cento dei giovani che decide di emigrare dopo l’università, e in Gran Bretagna il 25, in Italia, solo il 16 per cento opta per un’esperienza fuori casa. Il fatto è, che poi, non …

Bene comune

[Articolo pubblicato sul mensile Amica di marzo 2014] Seduti al caffè della piazza del Duomo di Matera, la Terra dei Sassi si stende immobile davanti alla civita, la Città Vecchia. Dietro l’arco di tufo si nasconde il Recinto, una corte su cui si arrampicano le case di pietra che una volta ospitavano le monache. I materani la chiamano il vicinato perché è qui che, da sempre, si ritrovavano insieme ai compaesani. Siamo nel cuore della comunità materana e, da qualche mese, anche di Casa Netural, un luogo di co-working rurale e co-living che accoglie innovatori sociali desiderosi di scambiare spazio, tempo e idee con il prossimo. Andrea Paoletti, il fondatore, la chiama la comunità del fare, l’incubatore di sogni, una domus per lo scambio di saperi. Lui abita nel mezzanino, gli ospiti, a turno per tre settimane, nell’open space arredato con mobili di recupero. Prima si presentano al resto della compagnia, lavorano insieme, poi, la domenica, gita di gruppo nelle terre della Basilicata. Aglianico e progetti, senza nessun obiettivo perché in comunità, dice lui, «Si …

Rivoluzione FabLab

[Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 21 febbraio 2014] Sostiene Norbert Alter, sociologo francese esperto in innovazione e professore all’Università di Paris Dauphine, che l’innovatore è colui che è capace di trasformare una nuova idea in un nuovo comportamento collettivo. Ma l’azione innovatrice è cosa rara e, almeno inizialmente, con una buona dose di irrazionalità, trasgressione e intuizione, più facili da trovare in chi sta ai margini, e non in vetta, alle gerarchie di imprese o università. Il caso vuole che, mentre Alter scriveva i suoi libri su les innovateurs du quotidien, a Boston, il professor Neil Gershenfeld del Massachusetts Institute of Technology (MIT), scopriva con quale entusiasmo, oltre ai suoi soliti studenti di fisica e di informatica, artisti, architetti e ingegneri, si presentassero al corso How to make (almost) anything. Era il 2002, anno di nascita del primo Fabrication Laboratory, laboratorio di fabbricazione digitale, o più familiarmente FabLab, ovvero uno spazio in cui un semplice file si trasforma in un oggetto grazie all’uso, aperto a tutti, di stampanti 3D, frese a controllo numerico e tagli laser. Raccontato …