Month: maggio 2014

Glamping, il campeggio è di moda

  [Articolo pubblicato sul mensile Amica giugno 2014] Diciamolo francamente. I tempi da giovane Holden che, con centottanta dollari in banca, si rifugiava in “quei campeggi di casette di legno o posti del genere”, non ci sono più. Almeno per noi. Noi che, al contrario dell’eroe di Salinger, New York la amiamo e l’abbiamo sempre amata così com’è, e che quando varchiamo la soglia di un campo tendato spesso siamo colte da quel sentimento di precarietà del gusto che subito carica di dubbi e disagi la leggerezza della vacanza. Ma se Maometto non va alla montagna, non è detto che il percorso inverso sia altrettanto pigro. I tempi moderni cercano costantemente di rianimarsi con idee audaci, quelle che in gergo chiameremmo tendenze. Il glamping, nel caso specifico, nasce proprio dall’unione di due parole apparentemente destinate più a creare un ossimoro che un neologismo: glamour più camping. Ovvero lusso, privacy e comodità, portate sotto una yurta. O un tipi, una khaimah o, ancora, un pod abitabile piazzato su un albero. Perché, che sia un remake del rifugio …

La scuola insegna

Ci sono parecchie cose che mi fanno orrore nella storia del dolce a pagamento istituita dal sindaco a Cinque Stelle del comune di Pomezia, ma la prima è senz’altro la constatazione di cosa stanno facendo diventare la scuola. La scuola è sempre stata – e penso ai tempi migliori della nostra Repubblica – quella in cui le differenza di classe non importavano. La scuola ha insegnato a leggere a scrivere a bambini che venivano dalla campagna, che non avevano le scarpe, che malapena mangiavano a casa. Bambini appena usciti dalla guerra che vagavano per le periferie della città quasi semi abbandonati o che lavoravano già a sette o otto anni. E non era tanto tempo fa, se facciamo bene i conti. La scuola è stata, e dovrebbe essere, il luogo dove si pratica l’uguaglianza e la possibilità di riscatto sociale. E ho scritto pratica, perché è dall’esempio che viene il più grande insegnamento, non dalle belle parole imparate sui libri di scuola. Non dalle poesie mandate a memoria di Madre Teresa di Calcutta accompagnate da ritornelli di commenti …