Month: giugno 2014

Salmone: selvatico è meglio

[Pubblicato dal 19 giugno sulla mia pagina autore LeiFoodie] I primi a dare l’allarme sono stati gli stessi norvegesi che, ormai un anno fa, hanno dovuto ammettere che i loro allevamenti di salmone presentavano tassi insolitamente elevati di sostanze nocive, diossine, idrocarburi, antibiotici e pesticidi, e quindi consigliare a donne in attesa e bambini di non mangiarne più di 140 grammi a settimana. E non è bastato allontanare le vasche dai fiordi, assicurare sulla qualità e la sicurezza alimentare, ormai, la caccia al salmone di allevamento si era aperta. Slow Fish ha recentemente pubblicato persino le dieci ragioni per cui limitare al massimo il consumo di salmone. «Al di là delle perplessità sulla qualità del salmone allevato, del timore che il colore rosa, che non può venire dal fatto che mangiano crostacei come succederebbe se fossero in libertà, sia piuttosto dovuto a coloranti artificiali messi nel mangime, è al danno alla biodiversità su cui noi puntiamo il dito» dice Silvio Greco, direttore del comitato scientifico di Slow Fish. «Il salmone è un predatore di vertice, …

Le distrazioni di Federer

«Federer non ha un coach, ha un demone, lo si avverte dalla sua fatale capacità di uscire da un match e poi rientrarvi in tempo o troppo tardi». Questo si legge nel bellissimo libro di André Scala I silenzi di Federer.  E quando ieri, alla fine del tie break del secondo set che gli consegnava l’accesso alla finale del torneo ATP Halle, Federer non si è accorto nemmeno di aver vinto la partita, lasciando in quell’altrove, in quella preoccupazione cosmica – sempre per citare le parole di Scala – il pubblico, i telecronisti e persino Kei Nishikori, è parso chiaro che quei silenzi, prima rarefatti e metafisici, erano ormai scesi in una dimensione terrena. Che si erano fatti visibili anche a noi umani, che del tennis ormai contiamo solo i punti e il numero dei vincenti o dei forzati (come dimostra l’ostentazione senza possibilità di replica delle suddette statistiche durante tutti i match) e che sappiamo vedere in queste assenze solo semplici distrazioni. In realtà, come tutti i monumenti dello sport, Federer continua a dimostrare che la vittoria, nella gloria, è solo un …

Nuovi maschi: tutti casa, scuola e famiglia

[Pubblicato su Oggi il 8 giugno 2014]  All’ennesimo licenziamento, da parte della molto vivace mamma anziana, della servizievole badante di turno, Alicia suggerisce al marito: «Prova con un uomo!». «Un uomo!», risponde lui. «Sì, cerca un uomo che si prenda cura di lei e vedrai che mammina starà più tranquilla». Arriva così un signore che si presenta come infermiere professionale, che limita con una certa autorevolezza alcuni eccessi senili, e che in pochi giorni ristabilisce silenzio e benessere. La scena, per la verità presa da una puntata della serie americana di successo The Good Wife (moglie e marito sono ovviamente i protagonisti Alicia e Peter Florrick), illustra alla perfezione ciò che sempre più spesso avviene nelle famiglie italiane. Sì, perché proprio nel Bel Paese, dove i lavori così detti “di cura” erano, fino a poco tempo fa, territorio prevalentemente femminile, un numero sempre più crescente di colf, baby sitter, casalinghi e badanti maschi, sta cambiando il mondo del lavoro, e quindi scardinando molti pregiudizi sui lavori considerati “da donna” o “da uomo”. «La verità è che non c’è …

Generazione click to cook

[Articolo pubblicato su Lei Foodie] Vogliamo cucinare bene come gli chef stellati che vediamo ogni giorno in televisione. Ma vogliamo farlo in modo semplice, veloce e con risultati garantiti. La fatica, il caldo, gli aromi e le inevitabili tracce della preparazione del cibo, non rendono in effetti così allettante l’esperienza del cucinare tanto quanto uno show cooking patinato. E allora? Ci pensa la tecnologia. Con forni intelligenti che impostano da soli il tempo di cottura, cappe che aspirano ogni aroma mentre diffondono musica, piani di lavoro interattivi e soprattutto elettrodomestici comandati a distanza con la solita App. È l’avanzata della generazione click to cook, che prima usava smart phone e tablet per fare la spesa o consultare ricette, e ora, anche per supervisionare la cucina. Così se, come dice la ricerca di Whirlpool, la nostra vita è a metà tra nomadismo e condivisione, ecco che un’innovazione come 6° Senso Live Technology, che permette di interagire da remoto con tutti gli elettrodomestici tramite una semplice applicazione, consente anche di realizzare ricette gourmet seguendo, passo dopo passo, …

Maledetto Galles!

[Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 21 maggio 2014] Come ogni leggenda che sia degna di rispetto, Dylan Thomas morì giovane in circostanze poco chiare (la versione della morfina somministrata per lenire le difficoltà respiratorie non ha mai soppiantato quella del poeta finito al St. Vincent Hospital di New York dopo essersi scolato diciotto bottiglie di whisky alla White Horse Tavern in Hudson St), fu rincorso da fama improvvisa e debiti, e venne, in egual misura, odiato e idolatrato. Quello che è certo, è che la sua poesia è imbevuta, fino all’ultimo verso sì, del paesaggio del Galles. Onirico e turbolento, selvaggio e innocente, disperatamente romantico. Come la penisola di Gower, sulle cui coste Dylan Thomas amava camminare portando i suoi demoni – diceva lui stesso – a prendere una boccata d’aria. Nel centenario della nascita, tutto il Galles ospiterà fino a novembre, una serie di eventi per celebrarne l’opera. Reading di poesia, mostre, spettacoli teatrali, concerti e conferenze, terranno vive alcune delle località più amate. Dai villaggi di pescatori come Llansteffan e Rhossili che ispirò, in …

Il ristorante piace micro

[Articolo pubblicato su Lei Foodie il 28 aprile 2014] Un investimento medio di 120 mila euro, tanta passione e un certo intuito imprenditoriale. L’idea, invece, arriva da New York, dove i micro-ristoranti a micro-menu (una o due specialità al massimo) stanno registrando un successo di clienti e di fatturato. Pochi metri quadrati con cucine a incastro e tavoli per pochi, quando non un’unica vetrata con tavolino all’esterno (il resto in piedi o take away), che stanno diventando il posto preferito per la pausa pranzo o lo spuntino veloce prima e dopo un cinema. «Il modello americano è perfetto anche per il nostro Paese» dice Lucio Miranda, presidente di Export Usa. «E in effetti, qualche esempio, dai panzerotti alla polenta, esiste già. Il fatto è che la cucina italiana si presta molto a questo modello di business per la ristorazione: basta avere una base, semplice come la pasta o le piadine, che può essere cucinata in modi differenti». Il segreto però, è ovviamente essere originali. E mescolare la cultura gastronomica locale con una certa dose di …

Il talento e il drago

Durante la finale del Roland Garros, più o meno a metà del secondo set, quando l’autismo agonistico di Rafael Nadal stava alzandosi implacabile come il sole ogni mattina, mio figlio mi chiede: «Ma ci si deve allenare tanto per diventare campioni?». Parrebbe una domanda ingenua, ma all’età di 11 anni, quando stai per crescere sotto il segno del talent nella costellazione dello show, mi è sembrata una buona occasione per avventurarmi in un sacrosanto elogio del farsi il mazzo. Sono convinta che l’ideologia dell’immediatezza del talento abbia consegnato  all’insoddisfazione almeno una generazione. E che non si debbano nascondere la fatica, il sacrificio, talvolta le rinunce, che si celano dietro il perseguimento di un sogno o di una passione. Lo so che vedi una demi volée di Roger Federer, che raramente persino suda, e sembra che venga tutto facile. Lo so che Maria Sharapova la fotografano sempre modello sfilata e non mentre si spacca la schiena in palestra, ma la fatica è, in vero, la cosa più nobile che esista. Non so come invece, o se per una sorta di …

Massimo Morozzi Tribute

Il 12 aprile 2014, proprio mentre a Milano si a prima la settimana del Salone del Mobile, è mancato Massimo Morozzi, una delle intelligenze più libere e radicali della nostra architettura. Così mi è venuto in mente un articolo che scrissi per Casa Vogue nel 1999 sugli Archizoom e l’architettura radicale. Lo sono andata e rileggere e, in questo file in parte corrotto, ho scovato una forza e un coraggio che è raro trovare al giorno d’oggi. Rinnovo ora la gratitudine per aver incontrato e parlato con Morozzi, come con Branzi o Bartolini. E in suo tributo, in omaggio a un’intelligenza visionaria e insieme ottimista, ripubblico quello che ho scritto 15 anni fa. Archizoom trentatré anni dopo. Dopo l’avventura comune, le parentele incrociate, i progetti di ciascuno, le delusioni, i successi personali. Dopo trentatré anni di nuovo insieme a Lisbona, in una conferenza stampa per inaugurare la mostra al Museo del Design. E a Parigi, virtualmente riuniti al nuovo Centro Georges Pompidou che, bontà sua, ha acquistato tutto l’archivio dei disegni e delle fotografie di un lavoro progettuale e …

Mal di Puglia

  [Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 23 maggio 2014] Si intitolava Constitutio sive encyclica super massariis Curiae procurande et provide regendis e fu lo strumento con cui Federico II di Svevia organizzò tutte le masserie pugliesi. Se si vuole trovare un anno zero per l’impronta paesaggistica di questo stralcio di Bel Paese, lo si può forse rintracciare in questa sorta di decreto che era poi il sogno del Puer Apuliae di fare di queste case agricole dei luoghi di sperimentazione per un miglior sfruttamento del territorio. Campagne, pascoli, zone boschive. Il disegno di quelle armonie verdi che oggi si vede attraversando in macchina il tacco d’Italia è cominciato allora. E per goderne con gli occhi, ancora oggi, si può salire sopra la più alta delle colline delle Murge fino a Castel del Monte, il segno visibile del potere di Federico: il golfo di Manfredonia, la terra di Bari, i sassi delle Murge, l’orizzonte sempre più chiaro del basso Adriatico, sono davanti a noi. Così come i trulli, i santuari, i castelli, i campi coltivati, tutto. La …

E… state in crociera

[Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 21 maggio 2014] All’inizio degli anni Duemila, il solito visionario gruppo di architetti olandese, si inventò una nave parco divertimento che se ne andava in giro per il mondo con tanto di ruota panoramica e campo da golf. Cruise City, City Cruise, questo il nome del progetto virtuale, si poneva una semplice domanda: se ci portassimo in vacanza tutti i benefit delle nostre città? La risposta, oggi inequivocabile, l’ha data l’evoluzione del viaggio in crociera. Forse uno dei pochi settori che resiste agli scossoni della crisi e che, se deve registrare un cambiamento, lo fa annunciando la resa del last minute a favore di prenotazioni fatte con largo anticipo. Cataloghi, come quello di MSC Crociere, che guardano fino al 2016, con il Grand Voyage di 33 giorni di MSC Orchestra, da marzo 2015 in Australia, già riservato per l’80 per cento, e navi sempre più performanti e ambiziose. Il primo novembre, per esempio, la Costa varerà a Trieste la nuova Diadema, con mille e 862 cabine all’insegna di food e …