Month: settembre 2014

Aalto, il mago del Nord

Alvar Aalto (1898 – 1976) è forse l’architetto finlandese più famoso della sua generazione. Ogni volta che andiamo in qualche paese del nord Europa e vediamo quegli arredi naturalmente semplici, quella luce negli spazi, quella razionalità così umana, vediamo, anche se inconsapevolmente, un po’ della sua opera. Il Vitra Design Museum di Weil am Rhein inaugura tra pochi giorni una grande retrospettiva a lui dedicata: Second Nature curata da Jochen Eisenbrand. Vi si vedranno le sue opere principali, tra cui il Paimio Sanatorium, la Villa Mairea, la biblioteca Vyborg, il centro culturale di Wolfsburg, e la Finlandia Hall a Helsinki; nonché molte dei suoi design product più noti come la sedia di Paimio, lo sgabello S60, il vaso, Savoy. Siamo, nel gusto e nell’etica, alle radici della modernità. Spesso tutto questo è stato accostato al paesaggio finlandese, ma la mostra del Vitra si propone di raccontare anche il legame dell’architettura organica di Aalto con gli artisti del suo tempo. Da László Moholy-Nagy a Jean Arp, da Alexander Calder a Fernand Léger. Aalto quindi come uno …

Ottavo. Mi dica Lei

«Ho dato del ‘tu’ alla professoressa di musica, poi ho chiesto subito scusa, però…». Mai limite e confine alle convenzioni sociali fu posto in maniera più netta. Fino alla scuola primaria, la maestra è ‘la’ Monica, ‘la’ Raffaella, ‘la’ Michela, ‘la’ Paola… e così via. Poi, con l’ingresso nella prima adolescenza dare del ‘lei’ diventa regola inderogabile. C’è persino chi urla contro chi sgarra rintracciando, in questa convenzione sociale, il segno di una sorta di italianità…. Salutare, rivolgersi con cortesia al prossimo, non è solo buona educazione: ricordo che quando vidi, più o meno all’età di mio figlio, Miracolo a Milano, per giorni in classe ci divertimmo a salutarci con un Buongiorno! richiamando la famosa frase dei ciclisti che si involavano “verso un regno dove buongiorno vuol dire davvero buongiorno”. In tutte le scuole olandesi per esempio, ai bambini viene insegnato di salutarsi e presentarsi stringendosi la mano e guardandosi negli occhi. Mio figlio l’ha fatto, avendo frequentato una scuola montessoriana, per tutti i cinque anni della scuola primaria. Sull’ingresso, salutava e stringeva la mano alla maestra che lo accoglieva, e quindi entrava. Questo …

Arrigo. Il calcio che non è nel pallone

A volte un romanzo è più profondo della realtà. Forse non ci dice della cronaca esatta, ma ci trasmette quel vivere emozionale che è spesso il senso delle cose. Questa è l’attitudine (e non uso a caso questo termine) consigliata per chi si apprestasse a leggere Arrigo, la quasi biografia romanzata di Arrigo Sacchi di Jvan Sica* edito da inContropiede. Ho avuto la fortuna di fare una chiacchierata con Sacchi anni fa perché volevo mi parlasse della sua Romagna… ha finito con il parlarmi di sogni, miraggi, ideali di perfezione, stress… forse perché, alla fine, com’è scritto nel libro di Sica, l’inventore del calcio moderno non potrà mai liberarsi di quello che ha costruito. Gli altri sì, alcuni pure con un certo sollievo, ma Sacchi no. E quando sulle pagine dei giornali vedo rimbalzare ancora la notizia di un suo logoramento (qualcuno scrive persino che “di nuovo getta la spugna”), penso che scrivere di calcio in modo diverso sia necessario. E che romanzare onori la storia persino di più che realtà (soprattutto se la realtà è fatta …

La scoperta dell’adolescenza

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 19 settembre 2014] Alle volte uno si crede incompleto ed è invece soltanto giovane, scriveva Italo Calvino nel suo Il Visconte Dimezzato. Lui che dei giovani alla ricerca di sé e alle prese con le esperienze della crescita e della scoperta del mondo, avrebbe creato uno degli eroi più romantici, il Barone Rampante, ancora oggi uno dei testi più consigliati ai ragazzi. Non c’è da stupirsi del resto, persino David McCullough, l’insegnante di letteratura inglese il cui discorso ai neodiplomati del liceo di Wellesley (qui il video), a ovest di Boston, ha fatto il giro del web e del mondo per la rivoluzionaria normalità del suo monito diventato poi il titolo del libro Ragazzi, non siete speciali! (Garzanti), esorta a incamminarsi per una biblioteca pubblica e fare il giro degli scaffali. A chiudervisi dentro per trentadue mesi e fare il pieno di ogni cosa: Shakespeare, Melville, Dickens…. E poi storia, scienze, matematica, economia…. È già tutto là, scrive McCullough. Tuttavia, non è così semplice. L’esperienza della giovinezza di chi è adulto …

Fab Lab for kids

Milano è una città strana, perché si presenta all’avanguardia su tutto, design in primis, e poi spesso scopri che la sperimentazione vera, le iniziative diverse, si fanno laddove il dio denaro non è così importante. Nel caso specifico, mi è stato pure detto che Milano non è una città per bambini e quindi di pensare a uno spazio che insegni il fare e pensare digitale a ragazzi e ragazze che in età scolare è una scommessa persa in partenza. Così, ho sempre invidiato i ragazzi di Roncade (Treviso) e la loro K-12 Digital Accademia dedicata ai bambini e ragazzi dai tre anni in su; o i ragazzi di Trento che stanno vicino al Muse che nel suo FabLab organizza laboratori anche per i più piccoli (5-10 anni) con strumenti divertenti come little bits, matite e colori… E poi, che dire di CodemotionKids? In partner con DiScienza e Nume insegnano ai ragazzi a “fare tecnologia” e non solo a usarla seguendo il famoso monito di Barack Obama: «Non comprare il prossimo videogioco: programmalo tu». Dall’8 ottobre prossimo per esempio, i ragazzi e le ragazze dai 7 …

Foodprint. Un piatto salato?

Tutti a gridare che la rivoluzione delle stampanti 3D per il cibo sarebbe arrivata alla fine di quest’anno. Ma alla fine del 2014 ci siamo e ancora poco si tocca con mano di quell’entusiasmo e utilità per il foodprint. Il crowdfunding per la produzione di Candy, la stampante 3D accessibile, secondo i progettisti di Adventure, anche alla casalinga di Voghera con un costo di 499 dollari, scadrà il prossimo 19 settembre, ma sulla piattaforma di Kickstarter, la cifra raccolta è ancora meno di un terzo. Più realistico, pare, l’arrivo sul mercato (si fa per dire) della Foudini di Natural Machine, capace di trasformare ogni sorta di ingredienti naturali nella forma che più piace: polpa di mele alla forma di ravioli, spinaci trasformati in dinosauri e altro ancora… Se proprio volete essere acquistarla, con tanto di download delle ricette Foodini, basta andare sul sito e lasciare i propri dati: pare che le persone che hanno lasciato mille e 300 dollari di anticipo per essere i primi fortunati siano qualche centinaio. Anche ChefJet di 3DSystem dovrebbe essere finalmente …

Settimo. The Big Bang Theory

  Goal della settimana: trovare una frequenza per la sintonizzazione. Sperimentare livelli di comunicazione affine. Fare qualcosa insieme che sia davvero insieme e non io ti accompagno, tu ti diverti, io aspetto. Trovare altri punti di vista. I suoi. Provateci, perché alla fine potrebbe essere una piacevole rivelazione. La prima volta che mi sono seduta a vedere The Big Bang Theory a fianco del ragazzino avevo semplicemente deciso di affidarmi al caso. Almeno, mi sono detta, sono persone in carne e ossa e non Fantagenitori, Dalton o Gum Balls… Una roba insomma più da figli di Happy Days, di quelli nati senza ombra di iPad e che, se gli è andata bene, digitali sono sì, ma immigrati (con tanto di forte accento retaggio delle radici analogiche). Poi, invece The Big Bang Theory è stata una scoperta, ho smesso persino di costringerlo a guardarlo in lingua originale e gli ho permesso di riempire MySky con le registrazioni di tutti gli episodi. Così, in una stagione, siamo diventati Sheldon dipendenti. Lo guardiamo, e ridiamo, insieme, perché anche …