Month: novembre 2014

Riccardo Iacona e gli Utilizzatori Finali

Un libro nato da un’inchiesta che è stata anche una puntata di Presa Diretta. Utilizzatori Finali, edito da Chiarelettere, con Liza Boschin, Federico Ruffo, Elena Stramentinoli, è un faro puntato nel lato scuro dell’adolescenza. Quella in cui, tantissimi minorenni, ragazzi e ragazze, credono che il sesso sia ormai pura merce di scambio. I dati di Eurispes, le ricerche di Cremit, di cui ho già parlato nel mio articolo per Gioia!, sono solo un ulteriore prova. Anche se, come si legge nel libro di Iacona, il fenomeno non viene affatto indagato e tanto meno prevenuto, cercato, educato. Ho parlato con Riccardo Iacona proprio in occasione del mio lavoro sul sexting. Quella che segue è l’intervista integrale. Il fenomeno sexting di cui si parla anche nel tuo libro è un po’ la cartina di tornasole della mancanza di rispetto o amore per se stessi.. si può dire che questo fenomeno è alla base culturale, emotiva di anche di casi come delle ragazzine dei Parioli? Certo, questo è il segnale che il corpo è ormai merce di scambio e questa cosa non fa scandalo, né tra …

L’economia del rossetto

[Pubblicato sul numero 45 di Gioia! del 20 novembre 20114] Altro che spread. Se volete sapere che aria tira, come stanno l’economia e i consumi, guardate il vostro beauty case. Contate i rossetti, gli smalti, i mascara. Osservate i colori e le texture. Se sono vagamente brillanti e vivaci, se ce ne sono in abbondanza, il vostro umore sta sicuramente bene, il sistema economico, un po’ meno. Perché, è dimostrato, in tempi di recessione i così detti beni di lusso accessibile sono in controtendenza. Piccole indulgenze che ci concediamo quando la crisi ci deprime, mini strategie che adottiamo per non trasformare il quotidiano in un’eterna rinuncia. Il signor Leonard Lauder, presidente dell’omonima casa cosmetica, nel 2001, all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle, lo aveva chiamato lipstick effect. Poi è arrivato il nail polish index che segnava un aumento della vendita degli smalti a due cifre fino al 2010, quindi oggi, il mascara. L’unica cosa che non cambia, è il risultato: «Compriamo di più per corrispondenza o porta a porta, stiamo più attenti al costo e alla …

Caro Gramellini, questa volta sbaglia

Caro Massimo Gramellini, leggo sempre il tuo Buongiorno, ma questa volta, permettimi, sbagli. E se non fosse perché il tuo Bambole e bambocci sarà letto da migliaia di persone, mamma e papà, non avrei sentito l’urgenza di scriverti questa lettera aperta. Essendo io stessa, prima che giornalista, genitore. Perché, lo dico subito sinteticamente, la mancanza d’amore verso la donna e il suo corpo comincia proprio dalla rappresentazione che ne viene fatta. E quest’ultima ha inizio dalla scuola. Dall’educazione. Rappresentare le bambine sempre e solo come future cuoche, addette alla cura familiare, mamme e bambole è il primo passo per mortificare il loro talento. Ed è nella mortificazione del talento, nell’idea che la donna sia solo “quella roba là” che germina, anche, il seme della violenza. Hai letto alcuni dei commenti sull’impresa di Samantha Cristoforetti? Il più carino diceva che, in fondo, sulla base spaziale, serviva qualcuno che stirava e cucinava. Che faceva la bambola insomma. Ma per uscire dalle prime pagine dei giornali e venire al quotidiano, basta avere un figlio o una figlia a scuola per …

Viaggiare high tech

[Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 21 novembre 2014, parte 1, parte 2] In tempi di turismo 2.0, si torna a parlare di viaggi intergenerazionali. E i classici dei classici, rispondono all’appello. Navi da crociera che, come la Quantum of the Seas di Royal Caribbean, si attrezzano con cabine modulabili per famiglie numerose. E Paesi come il Sudafrica che si presentano al grande pubblico come la meta giusta per un’avventura accessibile e sicura, con tariffe estremamente concorrenziali e la possibilità di combinare sogni evergreen come il safari con i Big Five, patrimoni storici e culturali, e spiagge: l’itinerario dell’Eastern Cape, malaria free, dall’Algoa Bay agli elefanti dell’Addo National Park è forse il più indicato, ma persino le grandi città come Cape Town o Johannesburg rivendicano il loro rinnovamento. E se il Sudafrica è stata eletta da molti osservatori la meta con il miglior rapporto prezzo e qualità offerta, in Europa, sono le città dell’est le mete emergenti. Prima di tutte Cracovia, poi Varsavia e Tallinn, con voli low cost che, in questi mesi, in alcuni casi vedono persino …

Viaggiare slow and food

[Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 21 novembre 2014, qui la parte 1]. La principale motivazione che sta dietro la scelta di una meta è, dati alla mano, il cibo. Secondo Pangea Network, l’attuale 66 per cento che mette l’enogastronomia come ingrediente base del viaggio è destinato ad aumentare. Ma, ancora, non si tratta di andare a “mangiare lontano” o a seguire passivamente percorsi di degustazione. Significa imparare a coltivare prodotti locali, partecipare a corsi di cucina, aiutare popolazioni a preservare tradizioni autoctone. Così, anche le classiche mete tutte spiagge bianche e mare cristallino si adeguano. Alle Isole Vergini Britanniche per esempio, non bastavano i fenicotteri di Anegada o le piscine naturali di Virgin Gorda e, da novembre, ecco la prima edizione di BVI Food Fete, il Festival dei Sapori Caraibici istituito per allietare i turisti con lezioni di barbecue, sfilettatura di pesce, preparazione della tipica aragosta spinata e salsa creola. In Repubblica Dominicana, sono le Rutas di prodotti come zenzero, cacao, o caffè, ad aver incrementato, e diversificato, un turismo fedele alla formula villaggio. Da …

Viaggiare peer to peer

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 21 novembre 2014] Siamo la maggioranza, il 60 per cento secondo lo studio di Think with Bit, la Borsa Internazionale del Turismo, e facciamo due vacanze l’anno. Nel Bel Paese e all’estero, come tradizione. Ma quello che sta cambiando, è il nostro modo di viaggiare. Dall’organizzazione al ritorno a casa, racconto delle avventure compreso. Un po’ per istintiva attrazione verso il nuovo (che altrimenti che viaggio sarebbe), un po’ per necessità (leggi tempi di crisi), sta di fatto che, come dirà in anteprima alla Bit2015 Chris Fair, fondatore di Resonance Consultancy, analista leader nel marketing turistico, il conspicuous leisure sta ormai scalzando il conspicuous consumption: ovvero, meno beni di lusso e più lusso del piacere. Della cultura, della conoscenza, della condivisione di gusti, tradizioni, percorsi. È la nascita del turismo esperienziale, con un occhio ai Millennials (i nati a fine secolo scorso che saranno il 60 per cento dei viaggiatori nei prossimi 5 anni), e un altro ai soliti Baby Boomers, ancora attivi e soprattutto padroni di due variabili importanti: tempo …

Le bollicine di Madame Clicquot

A ben guardare, se Barbe-Nicole Ponsardin non fosse diventata vedova Clicquot, sarebbe rimasta una delle tante mogli all’ombra del marito. Ma il marito morì, per tifo o per suicidio, nel 1805, proprio quando l’azienda familiare stava cominciando a prendere il volo, e lei, a 27 anni e poco più, lei che aveva frequentato il convento reale di Saint-Pierre-les-Dames (lo stesso di Maria Stuarda) e che, travestita da contadina, era stata salvata da una serva di famiglia e sottratta alla folla inferocita, invece di tirarsi indietro, decise di prendere un mano le redini dell’azienda. Su chi fosse, questa matrona severa e prudente che alcune cronache vogliono spregiudicata e trasgressiva nella vita privata, questa futura regina delle bollicine, lo si può leggere nel recente libro edito da Skira e scritto da Fabienne Moreau, storica e archivista della cantina Veuve Clicquot Ponsardin, che ha avuto accesso agli archivi della Maison. Una storia che cominciò con la decisione di ampliare la proprietà acquistando 40 ettari nella campagna di Reims e terminò con 750 mila bottiglie di champagne prodotte contro le 60 mila iniziali. In mezzo, ci sono strategie di comunicazione moderne, come – diremmo oggi – …

Generazione tablet

Katia Provantini, è una psicologa esperta in problematiche evolutive con particolare riferimento alle difficoltà scolastiche e dell’apprendimento, è presidente della Cooperativa Minotauro, e autrice del libro per genitori Generazione Tablet. Ho avuto occasione di parlare con lei per un pezzo sull’adolescenza per Sette (qui il link). Quella che segue è l’intervista integrale. Perché l’adolescenza e soprattutto la preadolescenza sono diventate età così problematiche? Questo è un periodo di grandi cambiamenti sociali e i genitori di oggi non possono più usare la loro giovinezza e i loro valori di riferimento come modello di misura. Tutto ciò spaventa e per conseguenza spaventa anche l’adolescenza. Per i giovanissimi del resto, la mancanza di opportunità nel futuro si traduce in una mancanza di opportunità di diventare grandi in modo sereno. Alcuni problemi sono emersi quando i New Millennium Learners, o nativi digitali, sono diventati grandi. Non ci eravamo preparati abbastanza? Gli adulti in generale, e gli italiani in particolare se si guardano i dati, sono affascinati dalla tecnologia, ma spesso ne fanno un uso inconsapevole: pubblicano foto dei loro bambini molto piccoli e non riescono a limitarne l’uso. A tavola, per …

Donne tra fiducia e rinuncia

[Pubblicato su Gioia! il 13 novembre2014] 3,3. Questo è il valore, in una scala da 1 a 7, della capacità delle donne italiane di salire fino alle posizioni di vertice. A dirlo è l’ultimo Global Gender Gap del World Economic Forum, quello che dice che sì, siamo saliti dalla 71esima alla 69esima posizione nelle pari opportunità tra 142 paesi, ma che, a guardare bene i dati, non è una buona notizia. «Abbiamo più donne nei Cda per effetto dell’obbligatorietà di legge e in politica, ma, depurati da questi dati, siamo ben lontani dal risultato di un Paese che guarda al futuro: basso il tasso di natalità e ancora alto il numero di donne che non lavora con punte, al sud, del 70 percento». Le parole sono di Claudia Parzani, presidente di ValoreD, l’associazione nata per sostenere il talento e la leadership femminile, ma che, quando si parla di donne, allarga il suo sguardo anche a chi sta fuori dalla stanza dei bottoni. La conquista di un lavoro che risponda alle reali competenze e capacità, riguarda …

Makers al femminile

Ago, filo e Arduino. Non so se quella della wearable technology sia l’unica strada per portare le donne all’interno del movimento makers, ma senza dubbio il workshop condotto da Zoe Romano e Costantino Bongiorno di WeMake all’interno della Tinkering Zone, il nuovo laboratorio permanente del Museo della Scienza di Milano dedicato al making, all’ingegneria, al design e, in generale all’innovazione, è stata un’esperienza interessante. E bella. Donne di tutte le età e interessi riunite intorno a un tavolo a lavorare insieme tra sensori di temperatura, umidità, pressione o luminosità, fili conduttivi, strati di neoprene e tessuti non tessuti… Non che la cosa mi sorprendesse: sono convinta che la prassi digitale sia molto vicino alla creatività femminile. E che le donne siano istintivamente ricettive all’innovazione e alle sue nuove tecniche. Così, vederle progettare, disegnare, assemblare circuiti per formare decorazioni interattive,  scrivere algoritmi per dettare il ricamo, imparare a destreggiarsi con Flora, la wereable electronic platform compatibile con Arduino, usare taglierini e forbici e persino qualche macchina formatrice, per dare forma a cappelli, borse, guanti capaci di illuminarsi rispondendo ai …