Month: gennaio 2015

Lunàdigas, e le “senza figli”

Il 22 gennaio sarà on line il web doc Lunàdigas delle registe Nicoletta Nesler e Marilisa Piga. Una raccolta di testimonianze, per di più di donne, che racconta il perché di una scelta non sempre socialmente accettata: non fare figli. Ho incontrato via Skype Marilisa e Nicoletta durante le feste natalizie e abbiamo fatto una chiacchierata su questo bel progetto. Ecco la versione integrale in parte pubblicata per il mio pezzo su Gioia del 29 gennaio! Che cosa significa lunàdigas? È una parola sarda, dal suono molto bello, che ricorda l’essere lunatico, e che viene usata per le pecore che non vogliono figliare. Non ha a che fare con la sterilità, solo che per qualche tempo, magari anni, queste pecore si rifiutano di procreare… Quando vi è venuta l’idea di fare un documentario sulle donne che non vogliono avere figli? La raccolta delle testimonianze è iniziata nel 2011, ma per la verità la sollecitazione è molto prima arrivata dalle Sciare, un’associazione di donne pugliesi, quando, nel 2008, presentammo nel Salento il nostro film su Maria Lai. Niente …

Città delle donne o solito puttantour?

Oggi sono stata all’Expo Gate per una cosa molto bella, che non vi racconterò (almeno ora) e poi, per un’altra cosa che doveva essere altrettanto bella, ma che mi ha quantomeno perplesso. Eppure gli ingredienti per uscire soddisfatta c’erano tutti, visto che il viaggio, la cultura sharing e le donne mi interessano parecchio da soli, figurarsi se combinati fra loro. La Città delle donne unisce infatti il racconto partecipato e collaborativo dei luoghi, la mappatura condivisa delle città, con lo sguardo femminile. Un modo per scoprire itinerari “altri” di Milano, angoli urbani fuori dai luoghi comuni, storie itineranti che non sempre si trovano nelle classiche guide. Una bella occasione quindi di vedere come queste cose possono progettare la realtà. Così, viene fuori che, al momento di individuare delle parole attorno alle quali costruire una mappatura condivisa di Milano, dopo speranza, volontariato, moda, design, sperimentazione, cultura, accessibilità, viene fuori la parola “figa”. Risolino diffuso, e io mi chiedo se sono la sola a trovare questa esternazione fuori luogo. Mi guardo intorno e vedo se c’è ancora Francesca Zajczyk, sociologa urbana nonché delegata alle Pari …

Il pasto del soldato

La Razione K era la razione da combattimento individuale data ai soldati dell’esercito degli Stai Uniti nel 1942. Siamo nella dimensione della sopravvivenza, dove il narcisismo stilistico, la ridondanza formale, hanno veramente poco spazio. Qui il cibo è quello che fa la differenza tra la vita e la morte e il design è risoluzioni di esigenze essenzialmente funzionali. Ecco perché la mostra che apre oggi alla Triennale di Milano e curata da Giulio Iacchetti, piccola, ospitata con accesso libero nella grande hall, è interessante. Istruttiva la lettura, nelle prime pagine del catalogo dell’origine della stessa Razione K, il pasto del soldato: «… Il kit deve contenere le calorie necessarie per resistere un paio di giorni e dare il tempo alle truppe di terra di rifornire i par. del rancio di ordinanza. Gli alimenti devono pesare poco e soprattutto entrare in una scatola che possa essere contenuta nella tasca dell’uniforme…». Tutto qui.         Ora, poiché come scrive Massimo Pitis nel catalogo, il cibo è sempre un messaggio, il pasto del soldato ci dice dell’urgenza di restare in vita. Per noi, e …

Chi ha paura del femminismo?

Giorni fa Slate ha pubblicato un divertente articolo sulla storia delle dichiarazioni intorno alla parola femminismo. O meglio, su chi e che cosa avevano risposto negli ultimi 50 anni diversi personaggi famosi, dai politici agli attori, alla domanda «Ma lei è femminista?». L’articolo, che vi consiglio di leggere, è molto divertente. Perché, almeno negli Usa, sempre di più oggi si chiede di dichiararsi, o meno, femminista. Il che è un po’ strano perché ciò implica chiedere se si è, sì o no, a favore dell’uguaglianza tra uomini e donne (sì lo so è un poco più complicato…), eppure, in questo caso, si prevede e senza scandalo, essendoci la domanda, la possibilità di una duplice risposta. Voglio dire, nessun uomo o donna, in odor di fama, sarebbe così incauto da dire che i gialli sono meglio dei neri, o i bassi più intelligenti degli alti… tanto che, nell’ultimo anno, da Miley Cyrus a Beyoncé, il dichiararsi femminista è stato un po’ come dire “Sono qui e ora. E sono in cima alla lista”. La storia delle dichiarazioni con tanti “se” …

San Valentino reloaded

Non perché si debba festeggiare, ma San Valentino è pur sempre una scusa per farsi una girata sulla neve, per lasciare i pupi e le pupe a casa, per ritrovare la bellezza del numero due (ma anche tre) e del riservato agli under 18. Ecco qualche consiglio a base di relax&gourmet ad alta quota (avete un mese di tempo). Un piccolo paese che guarda le Tre Cime delle Dolomiti di Sesto e una valle, la Val Fiscalina, tra le più belle delle Dolomiti. Speciale per chi ama fare fondo (non smetterò mai di dirlo) e per chi non rinuncia a un po’ di lusso discreto. Allo Sport & Kurhotel Bad Moos il pacchetto di febbraio e San Valentino è lo Special Wellness Days 4=3, valido nei periodi dall’1 al 5 febbraio, dall’8 al 12 febbraio e dal 22 al 26 febbraio 2015. Quattro pernottamenti da domenica a giovedì, prima colazione, merenda pomeridiana, cena, accesso gratuito alla SPA Bad Moos compresa la nuova area sauna. Cadipietra è un….. in Valle Aurina. Qui la novità sono gli oltre 3 mila metri quadrati della nuova A&L Spa del Wellnessresort Alpenschoossl & Linderhof , con una terrazza sul tetto …

Architetture alpine. Un libro tour

Sono sempre stata un’esteta delle altitudini. Naturali e artificiali. Non poche volte mi hanno sorpreso incantata davanti a certe linde architetture residenziali di Sils Maria, Surlej o Scuol. Una volta, a Sils Baselgia, una signora è uscita in giardino per chiedermi il perché stessi da dieci minuti fissata su un particolare della grande vetrata. Perché è bella, le risposi. E lei mi ringraziò. L’architettura alpina ha sempre un grado di purezza in più. Sarà per la luce cristallina, i tagli, l’ossigeno che la trafigge, ma riesce sempre a godere di una materica aristocrazia degli spazi. E sarà anche perché spesso si tratta di rifugi del corpo e dell’anima, non di abitazioni che ci accolgono dopo giornate di lavoro, e lo spazio dell’otium ha di per sé una sacralità che di solito non si riserva a un edificio semplicemente residenziale. Claudia Miller e Hannes Bäuerle sono due architetti di interni che hanno, a quanto pare, la mia stessa passione: l’architettura in montagna. Ne hanno fatto un bel libro, Alpine Retreats, il cui pregio maggiore è forse quello di rendere evidente come, nelle altitudini, l’architettura moderna e …

La rivincita delle tardone

Avrete notato. In tempi di rottamazione e adulazione della giovinezza, ecco che la moda (quella alta, del lusso, che di tendenze se ne intende) si sceglie come testimonial donne mature e per giunta non ritoccate. È il caso di Joan Didion per Céline, di Joni Mitchell per Yves Saint Laurent e di Iris Apfel per Alexis Bittar, in ordine 80, 71 e 93 anni. “Tardone” di culto insomma che sembrerebbero mandare un bel messaggio: ci siamo ancora, siamo tante e, per giunta, godiamo di ottima salute. Vi ricordate la scena del parcheggio del film Pomodori verdi fritti alla fermata del treno? A due sgallettate che le avevano rubato il parcheggio, una vigorosa Kathy Bates sfonda letteralmente il “di dietro” della macchina decappottabile al grido di Towanda con tanto di lapalissiana considerazione finale: «Sono più vecchia e quindi meglio assicurata». Ma cosa c’è dietro questa ostentazione di una femminilità âgé e poco plastificata? È forse giunto il momento che anche gli strateghi del marketing, dopo aver venduto una giovinezza impossibile e per giunta (visto come è messa la gioventù oggi) perdente dal punto di vista del potere d’acquisto, si siano accorti che …

Sexting e cyberbullismo. Quale legame?

Federico Tonioni, psichiatra, responsabile del primo ambulatorio italiano che si occupa di dipendenza da internet del Policlinico Gemelli di Roma, è autore del libro edito da Mondadori Cyberbullismo. Ne avevo già parlato qui ed ho avuto occasione di conversare con lui per un articolo sul sexting per il settimanale Gioia! Quella che segue è l’intervista integrale. Nel suo libro dice che la comunicazione non verbale favorisce pensieri e comportamenti disinibiti, incrementando l’aggressività e la sessualizzazione delle relazioni, lo può spiegare? L’esacerbazione degli istinti, dalla rabbia alla sessualità, è una caratteristica della comunicazione on line. Se manca il contatto fisico, il limite della dimensione del corpo, la comunicazione cambia. Basti pensare che, anche se si parla su Skype, non si diventa rossi… Parallelamente però, per i ragazzi interviene un altro tassello: la costituzione del profilo sul social network. Ora, il profilo in genere è la sede di una serie di proiezioni di una parte di sé idealizzata. A volte provocatoria. È il sogno ad occhi aperti di una volta, la parte romanzata di noi che vorremmo raccontare al mondo. La costruzione ideale dell’identità non è di per sé dannosa, ma, mentre …