Month: marzo 2015

FoodMade, ancora cibo e design

  FoodMade è una mostra collettiva che sarà a Milano dal 30 marzo al 5 aprile. Un anticipo del Salone del Mobile e dell’Expo messi insieme che vorrebbe far immaginare nuovi processi di trasformazione della materia prima alimentare. Seguendo il motto Edible is Better c’è chi ha sperimentato nuovi metodi di cottura (41BP Design Studio), chi ha trasformato un ingrediente simbolo del territorio in un rivestimento (Alessandro Zambelli), chi ha ragionato con l’autarchia e la stampa 3D (A/R Studio); chi ha riflettuto sulla socialità (Ctrlzak). Ecco qui sotto una gallery dei progetti esposti a Expo Gate di Milano.  

What is luxury?

[Pubblicato su Gioia! il 19 marzo 2015] Che cosa è il lusso? Una domanda che ci poniamo tutti. E allora il Victoria & Albert Museum di Londra ci ha fatto una mostra (What is luxury?, dal 25 aprile-27 settembre). Nel suo stile, accompagnandoci in una galleria di oggetti che sono un viaggio nell’intelligenza creativa e nella sorpresa. Certo, ormai è assodato, il tempo è uno dei lussi contemporanei. L’orologio The Second Space Travellers di George Daniels per esempio, calcola anche i dati astronomici e ha un meccanismo per monitorare età e fasi lunari. Quello di Philippe Malouin si ispira invece a una clessidra. Poi la preziosità del lavoro manuale dell’uomo: Golden Fleece è un capello realizzato dal padovano Giovanni Corvaja nel 2009 intessendo fili d’oro: per realizzarlo, ha impiegato due mila 500 ore durante le quali ha lavorato per 80 ore a settimana. Per l’abito di Haute Couture dell’olandese Iris Van Herpen invece, sono state combinate tecniche di lavoro manuale con tecnologie digitali. Una lavorazione raffinata tanto quanto quella del merletto di un abito di …

Milan Design Week 2015

  Dal 14 al 19 aprile va in scena la solita Design Week di Milano. Sarà il solito, ripeto, casino e di design se ne vedrà poco (e male). Ora, se io dichiarassi che ai tempi in cui si andava a vedere giocare a ping pong Ron Arad e Ingo Maurer allo Spazio Krizia era molto meglio, dichiarerei – anche – la mia età. Ma, considerando meglio, potrei sempre aver iniziato da molto piccola. In ogni caso, buon divertimento a tutti. Se c’è sempre la fila per cercare di vedere tutte queste cose, una ragione, ci sarà… Io, anche solo per un’ossessione compilativa, metto in questa gallery (in continuo aggiornamento) qualche anteprima di ciò che, molto probabilmente, non riusciremo a vedere… L’ultimo aggiornamento è dell’11 aprile 2015. Per seguire in diretta poi c’è Instagram..  

Internet of food. Che roba è?

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 20 marzo 2015] «L’uomo deve avere il duplice vantaggio di accedere alle delizie della città, alla solidarietà di pensiero e interessi che questa comporta… e nel contempo alla libertà di chi vive nella natura». Chissà se le parole dell’anarchico Elisée Reclus (da Natura e società, Scritti di geografia sovversiva), sono le più indicate per descrivere la mutazione di gusti e costumi che sta intorno al cibo. Sta di fatto che Carlo Ratti, architetto direttore del Senseable City Lab del MIT di Boston, nonché progettista del Future Food District, il “supermercato del futuro” di Expo, le cita per spiegare la connessione tra grande distribuzione, agricoltura urbana e sviluppo sostenibile. «Creare uno spazio per il cibo oggi significa mettere al centro l’informazione sul cibo stesso. Esplorare nuove vie per rendere la catena alimentare più trasparente. Fare in modo che sia il prodotto a raccontare le sue proprietà, il suo tragitto, trasformando l’acquisto in un gesto consapevole». Così, tra colture idroponiche e orti verticali, grandi tavoli e megaschermi, senza scaffali a fare da barriere, …

Regali digitali

Ispirati ai laboratori digitali e alla cultura maker anche molti kit regalo per i ragazzi che possono continuare a casa quello che hanno sperimentato nel FabLab. Da pochi mesi il kit starter di Arduino, la schedina elettronica dalle dimensioni di una carta di credito che può essere programmata per controllare una serie di prodotti interattivi e che da quest’anno è esposta al MoMA di New York, ha la versione con istruzioni in italiano e, tra poco, anche in portoghese e coreano (da 80 euro). Anche i Little Bits, i moduli elettronici in plastica colorata con cui imparare a costruire circuiti si possono acquistare in kit di diversi gradi di difficoltà (da 79 dollari o sullo store Arduino). Chimica e cucina invece per il kit di Laurence Humier. L’Alchemist Matter Kit, unito a un libro che unisce chimica e gastronomia, è pensato per i bambini e il suo lancio ufficiale è previsto durante Expo con un costo intorno ai 40 euro.. [L’articolo completo su FabLab for kids è sul numero di marzo 2015 di Style Piccoli/Corriere …

2015: l’anno delle ragazze

[Pubblicato su Gioa! n.9 marzo 2015] Ancora oggi, quando ci chiediamo dove e quando cominciano i diritti di ognuno di noi, vale la risposta di Eleanor Roosevelt nel suo discorso per il decimo anniversario della Dichiarazione dei diritti universali: intorno a noi. Nel quartiere in cui viviamo, a scuola, nei luoghi di lavoro. È qui che ogni bambino e bambina cerca pari giustizia, pari dignità e pari opportunità. Più che nei proclami, nelle quote o nelle leggi (che pure servono), la libertà cresce nella condivisione di valori comuni, nella cultura. Quando la fotografa Rania Matar ha cominciato a ritrarre adolescenti americane e libanesi, voleva cogliere il senso e la complessità di un momento di passaggio: quello in cui una fanciulla comincia ad avere esperienza del diventare donna. Tra angoscia e fiducia, scoperta e provocazione, egocentrismo ed emulazione, le bambine di due mondi distanti sembrano avere sentimenti e aspirazioni simili. Forse perché, lo sguardo dritto all’obiettivo e al futuro, tutte rivendicano “solo” uno spazio vitale. Un diritto di presenza. In ogni caso, il 2015 sarà il loro …

Che genere di giornalismo

In questi ultimi due giorni i media on line o off line, con qualche punta sui social network, si sono dati molto da fare a scrivere su Il gioco del rispetto. Uno scandalo al sole per la scuola dell’infanzia che è finito pure sul quotidiano inglese The Guardian. Non mi voglio soffermare sull’utilità e l’intelligenza di questa “sperimentazione” tutta italiana (tutta italiana perché il resto del pianeta lo ha già bello che sperimentato), tanto più che molto, e meglio, è già stato detto dal Global Gender Gap Report , dalle innumerevoli ricerche sull’utilità di lavorare sull’abbattimento degli stereotipi fin da piccolissimi (giochi compresi), e dall’efficacia del modello svedese che arriva sulle pagine del Newsweek. No, a me interessa vedere di cosa sia fatta questa tempesta di informazione. Mi sono detta, ok, testate come Trieste Prima sono piccole, Vita Nuova è dopotutto dichiaratamente cattolico, e anche  Il Piccolo ha magari le sue difficoltà, poi però ho letto anche l’articolo di Repubblica, che si concentra sulla polemica pruriginosa dei vari altri giornali, che riporta quello che è scritto nella documentazione (“L’attività, si legge nella documentazione che accompagna …

Ma cosa hai nel cervello?

Non ditemi che non capita di chiedervelo almeno una volta al giorno. Quando trovi maglie e pantaloni arrotolati dentro l’armadio e pensava, lui o lei, di averli messi a posto. Le luci che rimangono perennemente accese. E poi ti dice le cose due giorni dopo di quando avrebbe dovuto dirtele. Non so più cosa significhi realmente: «Sì, l’ho fatto», perché in effetti, averlo fatto significherebbe, almeno per me, un’altra cosa. A volte mi chiedo persino come faccia andare bene a scuola. Devono essere dotati di superiori poteri di comprensione questi professori, poteri molto vicini alle capacità di certi hacker di decriptare password… È stato appena pubblicato il libro The Teenage Brain: A Neuroscientist’s Survival Guide to Raising Adolescents and Young Adults e io gli ho dato un’occhiata speranzosa. Sì perché Frances Elisabeth Jensen, professoressa nel dipartimento di neurologia alla Perelman School of Medicine, Università della Pennsylvania, e Amy Ellis Nutt, science reporter nonché premio Pulitzer del Washington Post, autrici del libro, non solo promettono uno sguardo rivoluzionario sul cervello degli adolescenti, ma, da genitori a loro volta di adolescenti di ambo i sessi, di dare suggerimenti pratici e sfatare …