Month: agosto 2015

Dove Londra parla italiano

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 7 agosto 2015] Potremmo cominciare da Clerkenwell. Dal quartiere che fu di Garibaldi e Mazzini e che nel 1840, al civico 10 di Laystall Street, ospitò gli incontri della Mazzini and Garibaldi Workmen’s Society. La chiesa di St Peter, costruita con i contributi del patriota italiano, è sempre lì, e attorno a essa ha preso vita, grazie alla figura di padre Carmelo, il St Peter’s Project. Da venticinque anni, un posto dove gli italiani meno fortunati trovano aiuto e assistenza. «Ho scoperto questa realtà dieci anni fa: mi trovavo lì e venni a sapere che, con un deficit di venti mila sterline, non avevano più il denaro per pagare la riabilitazione a un ragazzo che lavorava al deposito bagagli dell’Alitalia. Mi sembrava giusto cominciare a fare la mia parte, io che a Londra ci sono da più di vent’anni e che faccio parte di quei privilegiati che si muovono tra Hampstead e Bond Street con le Boris Bike (il bike sharing di Santander Cycles, ndr)». Chi parla è Davide Serra, fondatore …

La montagna incantata

[Pubblicato su Style Piccoli luglio-agosto 2015] Imparate da quello che disse la Regina ad Alice. Per credere alle cose impossibili bisogna allenarsi. Almeno una mezz’ora al giorno. In questo modo, le cose impossibili possono arrivare a essere persino sei, e prima di colazione. Cosa impossibile numero uno quindi: entrare nella Sala Blu Klein e sentire un freddo agitato e, a seguire, un caldo tranquillo. Poi, passati nel Duomo di Cristallo, vedere il mondo allargarsi nel riflesso di 595 specchi. E nella stanza della Silent Light, immergersi in un inverno scintillante di cristalli di ghiaccio. E siamo a tre. Appena in tempo per infilarsi in un corridoio e sentire il suolo crepitare e accorgersi che, passo dopo passo, tutto si gela e si illumina. Fuori, nel Giardino del Gigante, la grande nuvola fluttua su uno specchio nero e cambia insieme al tempo. Così, si arriva alla cosa impossibile numero sei: un’immensa mano-labirinto in cui perdersi e riconcorrersi… Le sorprese dell’appena rinnovato parco dei Mondi di Cristallo Swarovski di Wattens, a 13 chilometri da Innsbruck, però, non …

In vacanza con il cane

State andando in vacanza con il cane e lo portate con voi? Ecco alcuni posti dove il quadrupede è considerato alla stregua di un ospite normale. Il che vuol dire che, proprio come voi, deve comportarsi bene! L’Hotel Bergschlössl di Luson ospita anche un piccolo zoo dove vivono alpaca, agnelli, capre e conigli, accuditi amorevolmente e che giocano in tutta libertà con gli ospiti. Per chi lo desidera, si può scegliere di tenere il cane accanto anche durante la cena, chiedendo di preparare un tavolo nella Stübe. Cani (e gatti) hanno poi un grande giardino dove muoversi liberamente, e non possono accedere solamente al ristorante e all’area benessere. Per i cani, di qualsiasi taglia, il prezzo del soggiorno è di 16 euro al giorno, mentre per i gatti sono 10 euro. Il Montebelli Agriturismo e Country Hotel di Caldana offre pari trattamento per cani, gatti e relativi padroni. Anzi meglio. I quadrupedi non pagano e stanno in camera dei bipedi. Le uniche aree offlimits sono il ristorante e la piscina, ma possono girare liberi, sempre sorvegliati naturalmente. A Montebelli vivono …

Due chiacchiere con Pietro Leemann

Ho scambiato parole con Pietro Leemann per un mio pezzo per Style Piccoli, questa è l’intervista integrale. A 15 anni folgorato da una charlotte russa.. è importante essere emozionati dal cibo quando non solo il nostro gusto, ma anche i nostri circuiti emotivi si stanno formando? Sono convinto che noi nasciamo con delle predisposizioni. Siamo in un certo senso predisposti a una certa esperienza di apertura al cibo, ma è importante anche il luogo in cui viviamo e come ci vengono trasmessi l’educazione e il rispetto per il cibo. Io ero predisposto a essere vegetariano e alla qualità del cibo. D’altra parte sono nato in un famiglia in cui si cucinava bene e vicino alla natura…. Perché il cibo è così importante? Perché il cibo è determinate, o meglio ci determina: a seconda del cibo che decidiamo di mangiare, noi abbiamo una trasformazione. Per questo è importane coltivare l’apertura verso il cibo tutto, soprattutto quello nuovo. L’atto di mangiare è in fondo un’affermazione di sé. Inoltre il  cibo va sempre osservato come fonte di condizionamento o di libertà. Se scegliamo …

L’immagine del mondo

[Pubblicato su Dove luglio 2015] Tre mesi a passeggio per le valli Dolomitiche indossando un trekker, che è poi uno zaino attrezzato con quindici fotocamere per una panoramiche a 360 gradi, batterie al litio, hard disk e un sistema di navigazione. Tre mesi a mappare, scattare, localizzare. È quella che un tempo Susan Sontag avrebbe chiamato una partita di caccia, fatta di mirini puntati e immagini catturate con uno scatto. Una partita organizzata per collezionare il mondo perché, appunto, “la conseguenza più grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero, come un’antologia di immagini” (Sulla fotografia. Realtà e immagine nella nostra società, Einaudi). Se poi le fotografie sono tante, sommate e mappate per rendere tutto raggiungibile almeno con gli occhi, ecco che il risultato è, più che un’antologia, un’esperienza. È così che oggi, con lo Street View di Google Maps, pure stando comodamente seduti in salotto, si può salire fino al monte Civetta o esplorare il nevaio delle Dolomiti del Brenta. Uno zoom, e quasi si …

Hikikomori, il corpo solo

[Pubblicato su Gioia! del 25 luglio 2015] Ogni mattina Francesco passa un’ora davanti lo specchio. La spazzola tra i capelli, il ciuffo che non viene, la piega. Il tempo passa, il rischio di arrivare tardi a scuola aumenta. Finché un giorno, il ritardo è troppo persino per provare a uscire. E un altro giorno, semplicemente, Francesco non esce più. Mai più. Sono 60mila i ragazzi che in Italia sono diventati dei “ritirati sociali”. Un fenomeno che dividiamo con il lontano Giappone, dove il massimo esperto in psichiatria adolescenziale Saitō ha coniato il termine di “hikikomori”, e che per la prima volta, grazie a un équipe di psicologi della cooperativa Minotauro, è stato indagato con una ricerca iniziata tre anni fa ora raccontata nel libro Il corpo in una stanza. «È una situazione problematica, di cui si comincia a parlare anche in Francia e Spagna. Inizialmente era stata individuata una possibile causa nel particolare legame tra madre e figlio. Ma oggi, che i casi si moltiplicano anche in Corea e Cina, l’hikikomori si configura come un …