Month: settembre 2015

Tempo al tempo

[Pubblicato su Dove settembre 2015] Pochi se ne saranno accorti, ma la notte tra il 30 giugno e 1 luglio scorsi, abbiamo avuto un secondo di tempo in più. Lo ha deciso, come gli compete, l’International Earth Rotation and Reference Systems Service che ha compensato con il così detto “secondo intercalare” la differenza di 0,9 secondi tra il tempo basato sugli orologi atomici e quello, astronomico, basato sull’osservazione della rotazione terrestre. Negli ultimi trentatré anni è successo venticinque volte. Venticinque secondi in più che sono serviti a rendere “armonico” il nostro tempo universale coordinato (UTC), il tempo ufficiale del pianeta, con il ritmo della Terra. D’altra parte, lo diceva Aristotele “il tempo è un artifizio umano così come il bello e il giusto”. Una convenzione insomma, che pure governa, e non solo misura, la nostra esistenza. Come insegnano i filosofi, che sull’argomento non hanno mai smesso di dissertare, dal greco ricaviamo due differenti modi per indicare il tempo: Chronos, che è poi la divinità che ha il compito di numerare e quantificare gli eventi, e …

Nonne a tavola!

[Pubblicato su Gioia! n. 36 settembre 2015] Alcuni mesi fa la rivista della Royal Society dedicata alla ricerca biologia di alta qualità ha pubblicato i risultati di uno studio sorprendente. Dopo cinque anni passati tra 239 famiglie Tsimane in otto villaggi della Bolivia, Paul Hooper, antropologo della Emory University, ha potuto dichiarare che le nonne hanno un ruolo di primo piano nella nutrizione delle loro famiglie allargate, e quindi, dei loro nipoti. «Il surplus alimentare prodotto in età avanzata e poi redistribuito ai più giovani è fondamentale per la società umana», avrebbe dichiarato lo studioso. Grazie. Grazie perché dopo infanzie passate a impastare gnocchi e segnarli con la forchetta, a merende con pane, olio e sale, salse che sobbollivano lente nella pentola di coccio in cui intingere il pane (di nascosto), non ce ne eravamo accorti. Massimiliano Stramaglia, docente di pedagogia generale e sociale all’Università di Macerata, e autore, tra gli altri, di Una madre in più. La nonna materna, l’educazione e la cura dei nipoti (Franco Angeli ed.) la chiama la nonnità educante. Che …

Te lo dò io, il prof!

[Pubblicato su Gioia! del 19 settembre 2015] Siamo cresciuti con l’allegra maestrina dalla penna rossa di De Amicis e i maestri innamorati del loro lavoro e degli alunni descritti da Giovanni Mosca. Poi, una volta grandi, ecco quel “O capitano! Mio capitano!” simbolo, consolatorio, dell’insegnamento appassionato, capace di far scattare la scintilla della conoscenza nell’animo degli studenti. Ma sono davvero i professori (anche) maestri di vita, a essere i più apprezzati dai ragazzi? A leggere il nuovo libro di Christian Raimo, lui stesso professore di storia e filosofia, Tranquillo prof, la richiamo io (Einaudi), si direbbe di no. Il protagonista dice di lavorare per la felicità dei suoi studenti (telefonate a casa comprese), augura loro tutta la meraviglia del mondo, eppure, loro, i ragazzi, non sembrano apprezzarlo. Anzi, gli preferiscono la supplente e lo rimproverano appena hanno l’occasione. «Il modello di insegnante proposto da molti libri e film è discutibile, quasi antipedagogico. Il mio è un professore che non sa mantenere la distanza, sempre alla ricerca di un amore non dovuto, e che non capisce …

Siamo tutti dilettanti

Perché parlare di “dilettantismo” come problema solo femminile fa male alle donne, allo sport, all’informazione e non aiuta nemmeno a risolvere il problema vero. Il prossimo 26 settembre ci sarà a Roma il Meeting Nazionale dello Sport Femminile e le recenti vittorie di Roberta Vinci e Flavia Pennetta hanno riportato alla ribalta il fatto che le donne sportive sono tutte “dilettanti”…. Strano per una che si è intascata in diretta un assegno di 3,3 milioni di dollari. Ma poi, è davvero così? Sono solo le donne a essere le vittime della fantomatica legge 91 del 1981? Perché, a informarsi meglio, anche Fognini non se la passa poi così bene… Avvocato Lina Musumarra*, inquadriamo donne e sport dal punto di vista normativo, il vero problema è davvero la legge 91 del 1981? Sì, la legge del 1981 è molto datata, direi obsoleta e non conforme ai principi di diritto dell’Unione europea. Ma ciò che determina l’anomalia italiana è anche il fatto che il Coni, attraverso i Principi Fondamentali degli Statuti Federali, ha rimesso alle singole Federazioni …

Bambini all’opera… lirica

[Pubblicato su Gioia! dell’11 settembre 2015] Un segnale si illumina e i bambini iniziano a cantare. Arie dell’Aida, Turandot, Bohème… Alcuni alzano disegni, nastri colorati, carte, e la scenografia, dal palco, si allarga a tutta la sala. Chi non ha mai assistito a uno spettacolo di Opera Education, l’iniziativa dell’Associazione Lirica e Concertistica Italiana volta a far conoscere l’opera dai zero ai 18 anni, non può immaginare come un evento musicale considerato polveroso possa trasformarsi in uno show in cui si “esibiscono” bambini entusiasti. Un format musicale che sta avendo un tale successo da essere esportato in Francia, Spagna, Germania e persino in Oman. Le iscrizioni per prendere parte agli spettacoli del 2016, che vedranno protagoniste le opere di Puccini, partono il 16 settembre su operaeducation.org. E da quest’anno anche uno spazio su iTunes U dove condividere i contenuti. Il debutto, almeno per i bimbi dai tre ai sei anni, è previsto il 5 dicembre al Teatro Sociale di Como. Per tutte le date Operakids.org e Operadomani.org.

La Cina, la bolla, la paura

[Pubblicato su Gioia! dell’11 settembre 2015] Saranno ricordati come i dieci giorni che hanno scosso la Cina. Con un lunedì nero in Borsa (24 agosto) che ha azzerato tutti i guadagni dell’anno e una serie di iniziative della People’s Bank of China, dal taglio di tassi di interesse alle iniezioni di liquidità, per fermare l’emorragia. Ma cosa sta succedendo realmente? Dobbiamo aver paura di essere contagiati dalla bolla cinese? Lo abbiamo chiesto all’economista Giacomo Vaciago, docente dell’Università Cattolica di Milano. Come è possibile che un mercato finanziario nell’ultimo anno cresciuto del 150 per cento sia crollato? L’indice della Borsa cinese è raddoppiato in pochi mesi: è chiaro che quel mercato azionario era drogato da aspettative irrazionali e da un’eccessiva liquidità alla ricerca di un rendimento. Di bolle negli ultimi dieci anni ne abbiamo viste tante. Famosa quella americana dei mutui subprime di fine 2007, quando si compravano case nella previsione che i loro prezzi potessero solo aumentare! Ma nel caso cinese, oltre a una bolla immobiliare alimentata da troppo credito, si unisce quella dei titoli …

Questioni di naso

La qualità e la biodiversità si riconoscono anche dall’odore. La cipolla di Cannara, in Umbria, ha un odore intenso, con sentori erbacei e sulfurei. Lo Strachitunt, lo stracchino lombardo ricco di batteri lattici dalle caratteristiche venature verdi-bluastre causate dalle muffe, ha note prima lattiche, poi metalliche. Mentre l’aroma del Bruss, la crema biancastra di formaggio ovino e caprino tipica del cuneese, rimanda a quello della grappa usata durante la sua preparazione. E poi l’aglio di Sulmona, la colatura di alici di Cetara, il tartufo e, naturalmente, il Puzzone di Moena il cui odore riesce a evocare persino i pascoli, l’erba alpina e la frutta matura. Questi sono solo una parte dei prodotti scelti da Coldiretti per stilare una sorta di mappa della degustazione olfattiva del nostro patrimonio agroalimentare. Del resto, come ci ha insegnato Gordon Shepherd, professore di neurobiologia alla Scuola di Medicina di Yale, l’olfatto governa il sapore per l’80 per cento, tra via retronasale e ortonasale, ovvero che si respiri con il cibo in bocca o senza, ed è quindi uno dei sensi …

Hikikomori, le parole dell’esperto

Il corpo in una stanza, edito da FrancoAngeli, e curato da Roberta Spiniello, Antonio Piotti e Davide Comazzi, è il risultato della prima ricerca sul fenomeno degli hikikomori, i ritirati sociali, in Italia. Racconti di casi clinici, terapie, riflessioni per far conoscere una patologia crescente e per darne una panoramica completa, dall’individuazione al trattamento. Questa è l’intervista integrale a Antonio Piotti che ho incontrato in occasione del mio articolo per Gioia!. Il fenomeno hikikomori, nella dimensione italiana, è recente, da quanto viene indagato? Avevo già scritto tempo fa un libro, Il banco vuoto, che si riferiva a un unico caso clinico che poi è stato trasformato un una pièce teatrale portata nelle scuole. Come associazione Minotauro seguiamo questi casi da una decina di anni, ma la ricerca di cui tratta il libro è iniziata tre anni fa. È la prima in Italia, che cerca di dare una panoramica completa, dall’individuazione della patologia, al trattamento. Qual è la dimensione del fenomeno? Noi abbiamo calcolato 60 mila casi. Un numero che ci dice che la situazione è problematica, anche …

Viaggia con i locals

[Pubblicato su Gioia! del 15 agosto 2015] La chiamano nonnina Maria. Cintura nera di orecchiette, un pelle segnata dal tempo e macchiata dal sole, capelli bianchi corti ma un po’ arruffati, e l’immancabile abito nero. Alla fine però, la abbracciano tutti, in quella cucina azzurro cielo. Tutti quelli che l’hanno scelta come local friend attraverso TouranGo, uno dei portali riservati ai così detti turisti evoluti che decidono di visitare i luoghi in compagnia della gente del posto. Perché, e lo dicono tutte le ricerche dell’industria turistica prossima e ventura, dal World Travel Market al TripBarometer 2015 di Tripadvisor, quello che oggi cerchiamo dalla vacanza, non è la semplice evasione, bensì l’autenticità del contatto umano, l’esperienza che ci connette con le tipicità del territorio. Vogliamo, in definitiva, più che fuggire, partecipare. Stare con. «Io sono pugliese e ho deciso di concentrarmi su Salento e Valle d’Itria» dice Marialba Pandolfini, founder di touranGo. «In un anno abbiamo raccolto, per una community che in breve tempo è arrivata a un migliaio di iscritti, oltre cento esperienze di viaggio e una …

Sicilia, l’archeologia dei sapori

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 7 agosto 2015] Uno tra più vecchi, vecchio di 1200 anni, è tra i così detti Ulivi Saraceni. Come gli altri otto mila sparsi nella tenuta di 37 ettari nella zona di Castelvetrano, affonda le sue radici nelle latomie, le cave di tufo calcareo che i Greci hanno utilizzato, dal V secolo avanti Cristo, per costruire Selinunte, i cui resti sono a sette chilometri. «È per questo, per il nutrimento minerale che le piante ricavano dalla roccia, che l’olio ha un gusto particolarmente dolce». E sarà per questo che l’extravergine di Antonino Centonze, monocultivar Nocellara del Belice, l’unica varietà delle 700 presenti in Italia a fregiarsi della Dop sia per la “versione” da tavola che in olio, fa incetta ogni anno di premi internazionali. «La mia è una produzione “archeolivica”, forse la più antica del nostro Paese, legata alla storia stessa della Sicilia, terra di tutti e di nessuno, che pure continua a conservare la più grande biodiversità europea». Una biodiversità che ha radici antiche, come spiega Massimo Cultraro, primo ricercatore …