Year: 2016

Val Sarentino, la neve è più vicina

Apriranno il 22 dicembre le due nuove gallerie che faranno della Val Sarentino, la valle dell’Alto Adige più vicina alla città. Grazie infatti alle due gallerie di Grafenstein e Goldegg e un viadotto, costati quasi 67 milioni di euro e dieci anni di lavoro, ci vorranno infatti solo quindici minuti per raggiungere il paese di Sarentino e la località di San Martino Reinswald dove si trovano una ventina di chilometri di piste e soprattutto il primo parco per slittini dell’Alto Adige. Provare per credere, e soprattutto provare con tutta la famiglia: un’esperienza che risveglierà un divertimento fanciullesco e che vi farà gridare al bis (e tris) stile Diego, la tigre dell’Era Glaciale, alla fine della corsa nei tunnel di ghiaccio! E per chi volesse diventare un esperto professionista dello slittino, sappia che dal 7 gennaio al 25 febbraio prossimi, il corso sarà tenuto dallo slittinista italiano Martin Psenner (info@reinswald.com). La Val Sarentino si sta comunque attrezzando per quella che potrebbe essere la sua seconda vita (a partire dal nuovo sito dell’APT). Quella che lascia indietro …

Appetiti coraggiosi

A pensarci bene, a mangiare, ci vuole coraggio. L’appetito è un desiderio pericoloso, si nutre di bisogno e capriccio, curiosità e audacia. All’alba della nostra Storia ingerire qualcosa di diverso poteva significare anche rischiare la vita. Oggi, in estremo limite, ce la caviamo con un antiacido o un conto salato. In ogni caso, l’effetto Bourdain, dal nome dello chef americano che ha fatto del viaggio-scoperta-gastronomica uno stile di cucina (e un format televisivo), è più vivo che mai. Secondo il Food Travel Monitor 2016 elaborato dalla World Food Travel Association, la percentuale dei viaggiatori che sceglie la destinazione in base alla proposta culinaria è salita al 49 per cento. E dovunque si trovi, il 93 per cento di essi visiterà comunque agriturismi e cantine, aziende agricole o mercati tipici. «Quello che prima era una nicchia, oggi è diventato fenomeno di massa, la motivazione principale che muove al viaggio» dice Roberta Garibaldi, direttrice del Centro Studi per il Turismo dell’Università di Bergamo e referente per l’Italia della WFTA. «E la cosa non riguarda solo i baby …

Afghanistan. La salute, la pace e le donne

«Con me lavorano altre centocinquanta donne. Sei di loro sono formatrici specializzate, cinque medici specialisti, trentadue tirocinanti, cinquanta ostetriche, sette anestesiste, tre farmaciste… All’inizio, non erano molte le donne che venivano nel nostro ambulatorio, ma nell’ultimo anno siamo passate da cento a mille visite e, con la sensibilizzazione delle zone rurali, vogliamo arrivare a 1500 nel 2017». Chi parla è la dottoressa Saida Said, direttrice del Maternity Hospital di Herat, Afghanistan. Nell’ambito del progetto Science for Peace, grazie a Fondazione Veronesi, Rezai Foundation e il supporto dell’ambasciata italiana di Kabul, nel 2013 è stato aperto un ambulatorio per la diagnosi del tumore al seno, nel 2015 è arrivato il primo mammografo, e ora altre due donne sono state formate per diventare tecnici di radiologia. «Tutto ciò è servito a far crescere la fiducia nella nostra assistenza sanitaria, ma prendendosi cura della propria salute, le donne fanno un passo avanti anche nel loro status» continua Said. «Vengono, per lo più sole o accompagnate da sorelle, donne madri, casalinghe, studentesse, e, dal 2017, riusciremo a fare qui …

Animale a chi?

Se anche l’edizione 2016 di Torino Spiritualità conclusasi da pochi giorni, titolo D’Istinti Animali, ha deciso di riflettere sul rapporto tra il bipede più potente del pianeta e le altre specie viventi a lui vicine, significa davvero che tra Uomo e Animale qualcosa è cambiato. Avremmo mai pensato di parlare di etica, intelligenza, persino giudizio (su di noi si intende) in riferimento a quei docili quadrupedi che di solito abitano le nostre case? Perché un conto è fare l’abitudine alla pet therapy, l’altro è considerare, come suggerisce l’etologo olandese Frans De Waal, che gli animali abbiano una loro moralità, un’intelligenza complessa capace di mettere in atto comportamenti che prevedono gentilezza, compassione, pazienza. “Io l’avevo già capito”, starà pensando qualcuno, ma qui si tratta dei maggiori esperti mondiali. Si tratta del saggista Richard C. Francis (in libreria con il nuovo Addomesticati, Bollati Boringhieri) che spiega come, in realtà, tra uomini e animali ci sia stata una sorta di mutua addomesticazione. Che questo processo evoluzionistico sia stato utile più a “noi” che a “loro” poco importa, perché …

A mano libera

Che J.K. Rowling, madre letteraria di Harry Potter, scriva i suoi libri a mano, è cosa nota. Del resto lo stesso facevano Ernest Hemingway, che sosteneva che scrivere a matita forniva almeno tre occasioni per dare al lettore il meglio (rilettura, riscrittura e controllo finale), Truman Capote, Simone de Beauvoir e molti grandi scrittori. Una gran fatica, verrebbe da dire. Solo una formalità manieristica, ha più volte dichiarato da par suo, Jonathan Franzen. Sta di fatto che la scrittura a mano è di grande attualità. Con chi accetta l’inevitabile e progressivo abbandono di questa abilità e chi, armato di ricerche (le Università di Portland, Princeton e della California, ci lavorano da una decina di anni), lancia l’allarme promuovendo il ritorno anche della bella scrittura, la calligrafia. E c’è persino chi, considerandola l’espressione che più ha segnato la storia dell’Uomo, la vorrebbe tra i Patrimoni dell’Umanità Unesco. «Scrivere a mano è un’attività complessa ricca di implicazioni linguistiche, psicologiche, cognitive, nonché fonte di emozioni e benessere» dice Claudio Garibaldi, grafologo e promotore della Campagna per il diritto …

Studenti a palazzo. Dell’Onu

Un’iniziativa della ONG Diplomatici, laboratorio formativo dedicato agli studenti universitari e delle scuole superiori che vogliono, simulando i lavori dell’Assemblea delle Nazioni Unite presso il Palazzo di Vetro a New York, provare cosa significa diventare diplomatici. 150 le borse di studio che consentiranno di partecipare gratuitamente al laboratorio che si terrà a New York dal 16 al 22 marzo 2017 e che verranno assegnate dopo colloqui sul Web con professori e personalità del mondo diplomatico internazionale. Il laboratorio in particolare riprodurrà in toto il funzionamento delle Nazioni Unite con discussioni in inglese sui temi più attuali della geopolitica, proprio come fanno i delegati dei 191 Paesi membri dell’ONU. Ogni studente rappresenterà un Paese interpretando un ruolo loro assegnato (Ambasciatore all’ONU, Ministro o alto funzionario, responsabili delle principali ONG, Parlamentari). Tema del 2017: Africa in motion: migrations, economic growth and conflicts. E chissà che qualche buona risoluzione non arrivi davvero. La richiesta di borsa di studio deve essere presentata entro il 20 novembre qui www.diplomatici.it/model-un-new-york.  

Malati di benessere

Poche illustrazioni raccontano meglio la nostra relazione con il cibo delle copertine del settimanale The New Yorker per il Thanksgiving. Decenni di riunioni conviviali intorno al tradizionale tacchino, che nel tempo si sono trasformate in banchetti all’insegna delle nuove mode alimentari. Così, tra televisioni e smart phone al posto del cucchiaio, ecco che, pur seduti alla stessa tavola, il famigerato gallinaccio ripieno ha fatto posto a tanti piatti diversi: vegetariano, vegano, macrobiotico, senza lattosio o glutine, crudista, kosher… Un inno alla varietà dei gusti che per altro si può sperimentare ogni qualvolta si organizza un’uscita a cena con più di quattro amici, che qualcuno che ha scoperto che, no, i cibi cotti a più di 45 gradi proprio non si possono mangiare… Sull’individualismo alimentare, e sul cibo ormai diventato una religione hanno scritto antropologhi come Marino Niola (Homo dieteticus, il Mulino ed.) e sociologi come il direttore del CNR francese Claude Fischler, ma la questione, oggi, è tutta nei numeri sonanti del Rapporto Coop 2016 appena presentato. È così che si scopre che gli italiani, …

Talenti trovati e… dispersi

La domanda del momento è: chi saranno i 500 fortunati scelti dal Ministero dell’Istruzione che, tra i super bravi degli ultimi due anni delle scuole superiori, saranno finanziati per portare a compimento, tra master all’estero e formazione ad hoc, il loro piano di studi? Perché, nel Student Act inserito nella prossima legge di Bilancio del Governo Renzi, qualcosa da capire c’è. Fatto salvo che in dieci anni il nostro Paese ha visto diminuire le immatricolazioni all’Università di un 20 per cento (dati Ocse) e che quindi un problema di accompagnare allo studio esiste, restano da chiarire i criteri di selezione. I voti in pagella? La lode? Una particolare attitudine che solo un talent scout può scovare? Dal Miur rispondono che ai criteri di scelta ci devono ancora pensare, anche perché, per ora, il programma è solo su carta. Quello che invece è nella realtà sono i dati della scuola italiana. Che ha una percentuale di studenti eccellenti inferiore alla media Ocse (uno studente su quattro è un low performer nelle tre competenze di base, lettura, …

Più grassi, più magri

Davanti lo scaffale del supermercato il dilemma è sempre lo stesso: «Lo yogurt lo prendo magro o intero?». Un occhio al girovita e l’altro a quel 0,1 per cento di grassi scritto di solito a caratteri cubitali, e la scelta è fatta. Fino a oggi almeno. Oggi che il grasso, o meglio i grassi, sembrano essersi liberati dal girone dell’inferno. L’ultimo best seller in ordine di apparizione pronto a sfatare, a colpi di ricerche, il mito dei “grassi nemici di salute e peso”, è quello del medico nutrizionista americano Mark Hyman che, in Eat Fat, Get Thin (per ora non ancora tradotto in italiano), rivela come e perché inserire nella nostra dieta più grassi di qualità ci aiuterebbe, non solo a mantenere la linea, ma anche a combattere colesterolo, diabete e persino a migliorare memoria, capacità cognitive e umore. Apriti cielo. E tutto quel tempo a centellinare l’olio d’oliva e bandire il burro? «I grassi sono stati demonizzati per anni a causa del loro apporto calorico, nove kcal per grammo, praticamente il doppio rispetto a …

Visioni dal futuro

Viviamo in un periodo fortunato. Uno di quelli per cui, tra qualche decina di anni, qualcuno potrebbe persino dire: “Vorrei avere vissuto quei momenti”. Momenti in cui si annunciava la scoperta del bosone di Higgs, la “particella di Dio”, in cui si catturavano le onde gravitazionali, e tutto questo regalava un nuova visione dell’universo. «Viviamo,» come dice il fisico Guido Tonelli, professore presso l’Università di Pisa e uno dei responsabili, insieme a Fabiola Gianotti, dell’esperimento del Cern, «in un universo fortunato. Un universo sostenuto da un’impalcatura fragilissima, una sorta di ragnatela, da cui tutto ha avuto inizio grazie a una rottura di simmetria, un’imperfezione. Una simmetria perfetta di questa “impalcatura” infatti, avrebbe significato mancanza di vita e noi, come altri universi possibili, semplicemente non saremmo qui e ora. Dovremmo riflettere su questo perché, in un certo senso, la nostra esistenza, la nostra visione del mondo, dipende da un’iniziale, e permanente, precarietà. Permanente poiché sappiamo che questa stessa impalcatura non è eterna, né stabile, e, anche se ancora alcuni miliardi di anni dovrebbe reggere, da qualche …