Month: marzo 2016

Donne che viaggiano sole

Lewis e Clark ci impiegarono poco più di due anni. Dal maggio del 1804 al settembre del 1806, per arrivare via terra alla costa pacifica, partendo da Saint Louis fino ad Astoria, costeggiando il fiume Missouri. Una compagnia di una trentina di persone che andava alla scoperta dell’Ovest, tra le tribù Sioux dei Yankton, Lakota, Mandan… Emanuela Crosetti, 38 anni, fotografa e appassionata di storia americana, questo viaggio invece l’ha voluto rifare da sola, in un mese, portando con sé i diari della prima spedizione (il libro che lo racconta uscirà a maggio edito da Exorma): «Se fossi vissuta nell’Ottocento, sarei andata con loro. Oggi, nei tre mesi all’anno che dedico al viaggiare, preferisco partire da sola, contare solo su me stessa, ed essere svincolata da qualsiasi legame ed obbligo temporale. L’avventura in solitaria è l’unico modo per conoscere e capire i luoghi in cui ti muovi. Anni fa, quando ho cominciato percorrendo le strade della ex Jugoslavia, tra Bosnia, Serbia e Kosovo, ho capito che quello che fa paura nel viaggiare da soli è …

Quelli che… Donald Trump

Il commento simbolo dell’esito dei caucus repubblicani nel New Hampshire è senza dubbio quello rubato dal telecronista della Turner Network Television all’allenatore del San Antonio Spurs, Gregg Popovich: dopo avergli comunicato che il magnate di New York aveva vinto a mani basse (35 per cento dei voti, più del doppio del secondo), il cinque volte vincitore del campionato NBA si è ammutolito per qualche secondo, poi ha scosso la testa e si è allontanato a capo chino. Eppure i sondaggi l’avevano fiutato. Avevano previsto che quella candidatura definita, dal New York Times all’Washington Post, improbabile e vagamente ridicola, avrebbe avuto la sua legittimazione. Avevano avvertito che quell’arcimiliardario accusato di essere, alla bisogna, narciso, megalomane, protofascista, chump (idiota), troll, e partito il 16 giugno scorso con un misero 3 per cento, avrebbe sbaragliato. Alcuni dicono che, alla fine, essere stato così snobbato dai poteri forti, economici e culturali, ha persino giovato al culto della sua personalità. Tante volte dato per morto, altrettante risorto, ora pare quasi imbattibile. Così, ci si rassegni, è Trumpmania. Sei milioni di …

Sessismo: game, set, match.

Ho preso la mia prima racchetta in mano all’età di 10 anni. Una Slazenger formato mini che ho poi sostituito con una Wilson dei primi modelli post legno. In televisione, ancora quella pubblica, guardavo McEnroe e Borg. Poi Lendl e Becker. C’erano anche Navratilova, Graf, e poi Seles, che evidentemente doveva avere convinto qualcuno a farmi provare il dritto a due mani, ma, nonostante queste talentuose giovani donne, era attorno al mito dei tennisti che costruivo la passione per il tennis. Non so se il motivo va ricercato nel fatto che, in quella cittadina di provincia, mi ritrovavo a essere l’unica femmina del corso, quella che raramente trovava una compagna per farsi un’ora extra visto che, nonostante ci provassi, le altre ragazzine si presentavano con il collettino inamidato, ma certo è che, volendo scambiare due parole oltre che le palline, era difficile parlare di qualcosa che non fosse condiviso anche dai miei compagni, maschi. Eppure erano i tempi in cui gli US Open avevano già ripartirono in parti uguali il prize money. Billie Jean King, …

Le donne di Hillary

Il traguardo sembrava a un passo. Proprio nell’anno in cui mezza Hollywood ha usato, e abusato, della parola femminista; in cui persino un film, Suffragette, appena uscito nelle sale italiane, celebra le conquiste del movimento femminile che portò al diritto di voto nel Regno Unito nel 1928. Dopo 227 anni, una donna presidente degli Stati Uniti. Una donna seduta sulla poltrona più potente del pianeta. Sembrava a un passo appunto, poi è arrivato un attempato maschio socialdemocratico, tale Bernie Sanders, e ha mandato in frantumi speranze e certezze. Nel New Hampshire, l’82 per cento di donne sotto i 30 anni ha votato per lui. Il 53 per cento di tutte le donne di tutte le età ha votato per lui. Il femminismo mainstream, leggi alla voce Madeleine Albright e Gloria Steinem, ha prospettato allora l’inferno alle donne no Hillary, ma in Nevada, nonostante la simpatia di cui gode l’ex segretario di Stato tra ispanici e afroamericani, i fan di Bernie erano ancora lì a minare la macchina clintoniana (52,2 per cento contro 48). Vista da …

Bambini: arriva Cubetto!

Un gioco che aiuti i bambini dai tre anni ad avvicinarsi alla programmazione e alle STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) approvato, e ispirato, dal Metodo di Maria Montessori. Non è una strana combinazione se si pensa che molti giganti del favoloso mondo di Internet hanno dichiarato di aver subito il fascino delle scuole Montessori. Si tratta di un cubo robot con una console di legno con una serie di 16 blocchi colorati, una mappa e un libro che, grazie alla combinazione di movimento, tatto e suono, aiuta anche i bambini con disabilità a rafforzare le loro capacità di programmazione e comunicazione. Per tutti, l’obiettivo è quello di incrementare la creatività del bambino, il suo pensiero critico, la consapevolezza spaziale e capacità di comunicazione. Una versione beta del prodotto è già utilizzata da più di 300 scuole e 500 famiglie in oltre 40 Paesi in tutto il mondo, il che ha potuto creare una piattaforma di apprendimento che si espande e si connette a un numero illimitato di dispositivi tramite Bluetooth. Cubetto è ora prodotto da Primo Toys con il sostegno di investitori di alto profilo, …

Viaggio verso l’altro. E l’altrove

“Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini” diceva Ibn Baṭṭūṭa. Il Marco Polo arabo in trent’anni percorse più di 117 mila chilometri in quarantaquattro nazioni, dall’Africa al sud-est asiatico, e, per primo, raccontò il sentimento del passaggio da un mondo a un altro; la sensazione, un misto di smarrimento e sorpresa, nell’incontrare un altrove sconosciuto. Lui, marocchino, musulmano, tra i più grandi esploratori della storia, al seguito del corteo della terza moglie del sovrano dell’Orda d’Oro Uzbek Khan, era, nel 1334, a Costantinopoli, ospite dell’imperatore bizantino e incantato dalla maestosità della basilica di Santa Sofia. In verità, si leggerà, l’incanto non è di per sé garanzia d’incontro con l’alterità. E, non sempre, chi tutto vede, tutto conosce. Certo, come dice Franco Riva, docente alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano e autore di Filosofia del Viaggio (Castelvecchi ed.): «Nessuno viaggerebbe più se non credesse ancora di incontrare qualcosa di diverso da sé. Se non confidasse in un po’ di meraviglia. Il bisogno di un altrove è così necessario che, quando …

Parliamo di vagina…

Sia detto: non ne parliamo abbastanza. Se vi foste trovate a un tè per signore negli anni Settanta, probabilmente avreste parlato di come, attrezzate di uno specchio portatile, di una pila e nei casi più approfonditi di uno speculum, potevate esplorare vulva, piccole e grandi labbra, clitoride, fino a pareti e collo dell’utero. Ora la vagina (o vagiaina per darsi un tono e imitare la pronuncia anglofona) non è più così di moda. Non è più al centro dell’emancipazione femminile e, nonostante gli sforzi della solita Naomi Wolf che, a costo di tirarsi dietro le ire delle femministe, ha voluto ripetere che la salute della vagina è strettamente legata alla creatività femminile e all’autostima, e quindi al nostro benessere psicofisico tout court, tirando in ballo i più recenti risultati delle neuroscienze, se ne parla poco. E non si tratta di pontificare sulle crescenti cure estetiche per rinvigorire la chioma (tornato di moda il cespuglio selvaggio alla Full-Bush-Brazilian, è quasi un dovere), o per rimodellare le piccole e grandi labbra, ora ipertrofiche, ora rilassate, rispettivamente con …

Bleisure. Il lavoro va in vacanza

Sarà per l’impennata dei lavori flessibili, per la crescente necessità, o mania, di restare sempre connessi, sarà per la delocalizzazione degli spazi di lavoro, sta di fatto che il bleisure, neologismo coniato dall’unione di business + leisure, è una delle tendenze di viaggio del 2016. Ci si muove per lavoro certo, ma mentre si lavora non si rinuncia al piacere della vacanza, famiglia compresa. Dall’ultima ricerca di Carlson Wagonlit Travel “Travel Trends, Program Priorities” emergono anche quali siano le prestazioni richieste da questa nuova tribù di viaggiatori. Applicazioni per smartphone che sfruttano le possibilità offerte dall’Internet of Things con tecnologie interattive, e spesso indossabili, per ottenere informazioni in tempo reale (dalle boarding pass elettroniche ai check-in via mobile); servizi personalizzati (dal baby sitting in lingua alle kids spa); e consulenti dedicati che consentano di sfruttare al massimo il tempo libero a disposizione, una volta giunti a destinazione come nelle lounge degli aeroporti. Che siano millenials o meno insomma (ma gli under 35, la generazione più numerosa di sempre, costituiranno metà della forza lavoro mondiale entro …

Purché sia smart (working)

Chiamatelo come volete. Smart o remote working, lavoro agile o flessibile. Diventato realtà insieme alla legge di Stabilità a fine gennaio scorso prevede che, in accordo con l’azienda, si potrà avere una maggiore libertà nella scelta di luogo e tempi di lavoro, senza il capo che controlli l’orario di uscita ed entrata. In realtà, lo si poteva fare già prima, solo che le norme del vecchio telelavoro erano troppo rigide in termini di sicurezza e deleghe e spesso avevano come amara conseguenza l’allontanamento da ufficio e carriera. Cosa che, assicurano i sostenitori, non succederà con lo smart work. Che, sempre per seguire la narrazione mainstream, avrà il grande vantaggio di favorire una migliore conciliazione tra i tempi della famiglia e del lavoro assicurando produttività e benessere. Tutti più liberi e con più tempo per sé, quindi. Così ti aspetteresti frotte di persone che se ne vanno in palestra o che fanno lievitare il numero di libri letti in un anno e invece scopri, dati alla mano, che la maggior parte del tempo guadagnato risparmiando il tragitto casa ufficio viene passato …

Santo Domingo. Pirati per un giorno

Si issano le vele, si studiano l’orizzonte e le mappe, quindi, si parte. Pirati a bordo dell’Hispañola, per una caccia al tesoro che porta alla scoperta di formazioni coralline, e lungo isole dove nuotare con gli squali e interagire con le razze. Tornati a bordo, ancora balli, brindisi e giochi. Un po’ chiassoso certo, in puro stile corsaro, ma il Bávaro Adventure Park, 44 ettari di divertimento nella zona di Punta Cana, è il paradiso dei bambini. Per chi non ama prendere il largo, c’è sempre il cielo (con il simulatore di volo SkyWalker) e il mondo jurassico di Dinosur World. Questa è, d’altra parte, la zona più turistica di Santo Domingo. Famosa per il mare cristallino e le spiagge borotalco. Se si è alla ricerca di una natura più selvaggia, allora è meglio optare per la penisola di Samanà. Solo il parco naturale de Los Haitises, con la palude di mangrovie tra le più grandi dei Caraibi, grotte con disegni rupestri, piccoli laghi e misteriose insenature, regala lo spettacolo di trichechi, pipistrelli, tartarughe e …