Month: maggio 2016

Mammina cara

«Mia madre? Semplicemente non è una mamma. Mi ha sempre rinfacciato i gesti di accudimento che, a suo parere, mi aveva elargito quasi fossero regali. Ho cominciato a rendermene conto quando ho avuto la prima figlia: è stato allora che ho capito cosa fosse uno sguardo amorevole; che quello che si dà ai figli non si rinfaccia. Fino a trent’anni invece, mi sono sentita in colpa di esistere, con un’autostima sotto i tacchi che ha segnato ogni mia scelta. Poi, un giorno, non ce l’ho fatta più e ho detto basta». Laura ha reciso i rapporti con la madre cinque anni fa, alla morte del padre. Non è usuale sentir raccontare in questo modo l’amore materno. Un amore di solito scritto con la “A” maiuscola, santificato nella sua capacità di comprendere e sostenere. Eppure, accanto a una maternità idealizzata, esaltata, persino a una “mammitudine” iper professionale che spadroneggia nei blog, esiste un conflitto familiare al femminile forte e spesso sottaciuto da chi, in quanto figlia, fatica ad ammettere il “disamore” ricevuto. Madri e figlie a …

Mio figlio mi adora

Laura Pigozzi, psicanalista lacaniana, ha recentemente scritto per Nottetempo il libro Mio figlio mi adora. Ho avuto una piacevole conversazione con lei in occasione del mio articolo per Gioia! sulle madri (lo potete leggere qui). Questa è l’intervista integrale. Perché è difficile ammettere di aver avuto una “cattiva” madre? Non è facile ammettere essere stati “malamati” dalla propria madre. Normalmente il bambino crede alla madre per quanto essa possa essere manipolatoria e traumatica. E le crede a lungo, spesso anche da adulto, lasciandosene passivamente influenzare. Oppure, può a volte reagire con una ribellione violenta, ma ciò spesso non lo salva, anche se a volte un figlio non ha altre risorse per mettere un po’ di distanza tra sé e la madre. La cosa più difficile è, una volta riconosciuto questo dato del destino, riuscire a conviverci senza ripetere l’esperienza del “malamore” con i partners. Come lei scrive, l’istinto materno non esiste, esiste se mai un sentimento materno. E non esiste nemmeno la maternità, il legame madre-figlio, come condizione essenziale, fondativa, nella creazione della famiglia. È così? Il …

Quest’estate andiamo al mare

È sempre stato così. Già nel 1983, Linda Richter, docente emerito all’Università del Kansas, esperta internazionale di politiche del turismo, scriveva sulla natura simbolica del rapporto terrorismo e turismo, con i viaggiatori visti come ambasciatori del proprio Paese, talvolta poco graditi, in terra straniera. È sempre stato così, ma oggi il dramma arriva sullo smartphone, si propaga e alimenta velocemente, il mondo diventa più piccolo, e la vacanza smette di essere semplice favola. «Il cambiamento della geografia dei viaggi conseguente la paura degli attacchi terroristici è ormai dato certo, ma nonostante i fattori geopolitici, il turismo continua a crescere. Né gli eventi di Tolosa o Charlie Hebdo, al Bataclan o Bruxelles, hanno fermato la spinta a viaggiare. Quello che se mai si registra è la ricerca di mete alternative: se Parigi e l’Île-de-France hanno per esempio perso un 17 per cento solo in turisti italiani, le altre regioni francesi, Costa Azzurra in primis, hanno registrato un più dieci» dice Mara Manente, direttore del Ciset, centro ricerche specializzato in analisi turistica dell’Università Cà Foscari. «E soprattutto, …

Due chiacchiere con Raffaele Mantegazza

Raffaele Mantegazza è professore in scienze dell’educazione e formazione all’Università Bicocca di Milano. Si occupa di Pedagogia generale e sociale e ha scritto molti libri in merito. Ho fatto due chiacchiere con lui in occasione della mia inchiesta sul merito a scuola pubblicata su Gioia! (la potete leggere a questo link). Quella che segue è l’intervista integrale. Merito e scuola, un binomio difficile, proviamo a dire perché? Se si vuole definire che cosa sia il merito scolastico, il merito di una scuola, secondo me è necessario partire da quello che è il mandato della scuola secondo la nostra Costituzione, e cioè quello di formare il cittadino e il cittadino è colui che sa condividere il proprio sapere, che sa collaborare e mettere a disposizione i propri talenti nella comunità. Ecco, se la scuola deve fare questo, allora il merito non è del ragazzino che sa tutto, ma di quello che è in grado di condividere il proprio sapere. Andare bene a scuola, significa anche saper collaborare con gli altri in un gruppo di lavoro soprattutto disomogeneo, essere propositivo, …

Invalsi. Un po’ di chiarezza

Molto spesso mi capita di leggere e sentire parlare di Invalsi e molto spesso mi accorgo che in pochi sanno veramente di cosa si tratta. La maggiorate di genitori poi li percepisce come valutazione dello studente e della scuola, senza contare che a volte sono gli stessi insegnanti a essere tratti in inganno. Ho parlato con la Presidente Invalsi Anna Maria Ajello quando ho preparato la mia inchiesta per Gioia! (la potete leggere qui). Questa è l’intervista integrale e si spiega bene cosa sono i famigerati test Invalsi. Sento molti genitori che citano i risultati delle prove Invalsi come indice di “buona scuola”, ma cosa valutano in vero questi test? Le prove richiedono, da una parte di verificare la comprensione di un testo, dall’altra di testare se si sono comprese le applicazioni delle nozioni matematiche a problemi di tipo quotidiano. Sono, queste, le così dette competenze di cittadinanza, le competenze di base richieste, ma non sono indicatori né per la valutazione della scuola, né per quella dei docenti. Sappiamo che in Italia un sistema di valutazione …

Passaggio a Malles

Quando mi trovo in un paese di montagna, di quelli piccoli con le case, le chiese, le piazze, ancora raccolte come un tempo, faccio sempre un’incursione al cimitero. L’ho fatto anche a Malles, in Val Venosta. Ho aperto il cancello e, senza orari o permessi, sono entrata. Le tombe sono sempre semplici e leggendo i nomi delle famiglie mi sembra di scoprire la storia del luogo. Ho notato, camminando tra le tombe, che tutti i fiori erano freschi. Primule e anemoni di ogni colore. Margherite, narcisi e violette. Di solito qualche tomba, nei vecchi cimiteri, è sempre lasciata andare, ma qui a Malles, no, cosa che avevo già notato questa cosa in altri paesi alto atesini. Ho pensato che fosse il comune o la Chiesa a occuparsi di quel fazzoletto di terra destinato chi in terra non ci sta più, e per essere più sicura ho chiesto a una donna che stava facendo avanti e indietro dalla chiesa. Così mi sono accorta che sbagliavo, perché a Malles ciascuno si occupa della sua, di tomba, oppure paga il fioraio del paese perché se …

Lavoro: smell designer

Qualcuno ha detto che il profumo è ciò che si mette sopra a un odore. E anche nelle parole di ogni giorno, chi dice profumo evoca fragranze e piacevoli effluvi; l’odore, invece, è sempre qualcosa a cui si accenna con una certa pudicizia, che va gestito come le buone maniere a tavola. Eppure, mentre gli scaffali dei beauty shop si riempiono di profumi gender free, flaconi design ispirati alle fiale di laboratorio o a spray per le pulizie, rimandi aromatici a viaggi nel deserto o all’erba tagliata, anche l’odore sta cercando di farsi sentire. Con il naso, naturalmente. Ma anche costruendosi un pedigree di tutto rispetto che comprende citazioni letterarie e la paternità di un titolato smell designer. Per dire, se la star del design Tom Dixon non avesse descritto con precisione il suo Scent London (in versione candela acquistabile sul sito per la modica cifra di 120 euro) come l’odore dei crochi e delle ortiche nei parchi di mattoni rossi di Londra, mescolato al sentore salato del Tamigi nei pressi del quartiere di Dagenham, …

Va di moda la classe capovolta…

Maurizio Maglioni, insegnante di chimica, è il presidente e tra i fondatori di Flipnet, l’unica associazione in Italia che riunisce gli insegnanti che praticano la così detta “didattica capovolta” ideata da Jonathan Bergmann e Aaron Sams che nel 2012 scrissero il libro Flip Your Classroom: Reach Every Student in Every Class Every Day che diede il via alla sperimentazione in tutto il mondo. Abbiamo fatto una chiacchierata in occasione dell’inchiesta pubblicata su Gioia! del 12 maggio 2016 e qui ripropongo l’intervista integrale. Mi può dire in poche parole cosa è e cosa si fa in una classe capovolta? Io ho guardato alcuni video presenti nel sito e i contenuti mi sembravano esposti in maniera piuttosto tradizionale… Dire che fare didattica capovolta significa usare il video per per fare lezione è un equivoco. Noi usiamo i video perché vedere, oltre che ascoltare, potenzia fortemente le capacità di apprendimento. Il cuore della didattica capovolta però è l’uso che noi facciamo, in classe, dei loro smartphone o tablet. Non c’è nessuna lezione frontale, nessuna interrogazione. I ragazzi sono divisi a …

Se l’hotel è per millennials

Hai voglia di uno spuntino e il frigo bar è vuoto. Si potrebbe chiamare il servizio in camera, ma inviando un sms all’hotel con l’emoji di una barretta di cioccolato, seguita da quello di una caramella e di un biscotto, il problema è risolto. Se invece è del necessaire che si ha bisogno, saranno le icone di vasca da bagno, doccia e pettinatura a informare il concierge. Nel primo caso alla porta busserà un cestino con Coca Cola, biscotti al cioccolato e snack salati; nel secondo, un dentifricio con spazzolino, una crema da barba con relativo rasoio e un deodorante. Non è una prova di abilità di comunicazione, ma il nuovo Emoji Room Service introdotto negli hotel, per ora americani, della catena Aloft. La stessa che ha “assunto” un robot maggiordomo, l’e-Botlr, per rispondere alle richieste degli ospiti e che, grazie a un’applicazione, consente di aprire la camera con il proprio smartphone e fare in autonomia, con lo stesso sistema, check-in e check-out. È così, dicono, che si conquistano i millennials. I millennials che entro …

La nuova vita dei taralli

Stavano facendo bollire i taralli di grano arso prima di metterli in forno, poi l’assaggio, la meditazione sulla consistenza, piacevolmente elastica, e la prova della tostatura in padella fino a creare una sorta di nuova pasta. Oggi i taralli bolliti con un ragù di interiora di pesci e cicoriella selvatica sono uno dei piatti che Andrea Ribaldone (una stella Michelin con il Due Buoi ad Alessandria) e Domenico Schingaro presentano nel ristorante Due Camini di Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano. Ripensare una cucina tradizionale come la pugliese non è facile. Eppure quel ragù di fegato di pescatrice e palamita, lasciato a marinare nel latte per tre ore, poi cotto al forno in cartoccio e frullato, con aggiunte di lumachine di mare, cozze, e completato da una crema di amaro di cicoria, è l’esempio perfetto di quello che Ribaldone chiama «La verità, e il senso, del luogo». Parlare di territorio, secondo lo chef piemontese, non è infatti fare il “bravo chef”, ma cercare risorse locali, acquistare in modo diverso, stringere con i produttori accordi di collaborazione. Il che significa, nella …