Month: gennaio 2017

Qualcosa in comune…

Sarà la comune del XXI secolo. Il Patrick Henry Village alla periferia di Heidelberg, fiorente cittadina industriale del Baden-Württemberg nota per accogliere, oltre alla più antica università tedesca, tra i più prestigiosi istituti di ricerca al mondo come il Max Planck e l’European Molecular Biology Laboratory, diventerà un inno architettonico alla cultura della condivisione, alla sharing culture insomma, con tutto il portato economico e sociale che si tira dietro. «Le comuni sono sempre state il luogo ideale per sperimentare pratiche e comportamenti lungimiranti, ma oggi l’idea della comune ha preso significati nuovi grazie alle dinamiche della Rete. Non sono soltanto gli spazi a essere condivisi, ma soprattutto i servizi, le idee. Perché la comune contemporanea non è più una comunità chiusa su se stessa, bensì un luogo inclusivo che sa dialogare con il resto della città e della società. Un luogo in cui le relazioni si formano in modo dinamico, sia nello spazio fisico che in quello digitale». Parole di Carlo Ratti, docente presso il Massachusetts Institute of Technology di Boston e socio fondatore del …

Il metodo Montessori arriva alle medie

Sarà il primo plesso che include scuola primaria e secondaria di primo grado (medie) con metodo montessoriano. Succede all‘istituto Quarenghi Riccardo Massa di  Milano, di cui avevo già parlato nel mio articolo per Style Piccoli, e, è bene dirlo subito, grazie alla tenacia, alla dedizione, e all’intelligenza di dirigenza e insegnanti che, in autonomia, hanno istituto un esempio di esperienza pedagogica e formativa che, in primis, va a beneficio dei nostri ragazzi e ragazze. Ma la vera buona notizia è che, dopo quasi 20 anni, la sperimentazione del metodo di Maria Montessori alle scuole medie non sarà più solo relegata all’autonomia scolastica, ma entrerà, per così dire, in un ambito più istituzionale. Questo vuol dire che, al termine dei tre anni di supervisione del MIUR (anche se le classi della media Montessori sono state già monitorate negli anni passati proprio per testare l’efficacia), il Metodo Montessori  entrerà a pieno titolo nelle possibilità delle scuole secondarie di primo grado italiane. Ma questo permette soprattutto di impedire che, insegnanti appositamente formati, possano essere trasferiti in sedi non montessoriane con il rischio di disperdere risorse …

Elisabetta Ruspini: i soldi delle donne

Ho parlato con Elisabetta Ruspini, sociologa dell’Università di Milano Bicocca, in occasione di un articolo per Gioia! su donne e denaro. Qui segue l’intervista integrale. I dati dicono che le italiane, quando si tratta di prendere decisioni nel medio e lungo termine per questione di denaro, partecipano solo per il 33 per cento contro  il 41 della media europea, e sono ultime in Europa per quanto riguarda il risparmio destinato alla pensione. Gestire il denaro è un problema culturale? Sono dati che non mi meravigliano. Nelle fasce di età più giovane c’è più convergenza di uomini e donna, ma l’Italia è un contesto particolarmente resistente ai cambiamenti. Così, in generale, la società è ancora intrisa di familismo, il che porta a dare una priorità ai bisogni familiari rispetto a quelli personali. Chi ne paga l conseguenze, di solito, è la donna, che sacrifica se stessa a favore dei figli e famiglia. Anche per quanto riguarda il denaro… Sì, e anche se la donna guadagna. I grandi investimenti, sono decisi dal marito. È questa, per altro, una delle manifestazione della violenza di genere, che nasce come violenza economica, ostacolando la donna nel prendere delle …

Montessori, la scuola è gioia

La funivia parte allo scoccare di ogni ora e mezz’ora. In una decina di minuti si sale, poi, ancora una passeggiata e si arriva alla casa scuola Montessori.coop. In inverno, a 1100 metri, le temperature possono anche non essere miti, ma, come dice Verena Dr. Pfeifer, che di questa scuola è direttrice e fondatrice da quindici anni: «Per noi non esiste il brutto tempo, ma solo un abbigliamento sbagliato». Anche perché la maggior parte della vita scolastica si svolge all’aperto, nel bosco e in quell’ettaro di prato dove bambini e ragazzi curano due capre e due cavalli. «La nostra idea di scuola è molto libertaria. Ci ispiriamo all’interpretazione della pedagogia montessoriana di Rebeca Wild; non siamo dogmatici, ma sempre attenti alle esigenze dei singoli bambini, che possono decidere, autonomamente, quando passare dalla materna alla primaria, e dalla primaria alle così dette medie. Certo, si pretende che sappiano, a parte le nozioni di base, coordinare un gruppo di lavoro o presentare un libro, ma sono loro, anche durante l’anno scolastico, a dirci quando sono pronti al …

Maschi si cresce

Si chiama il gioco del “Cammina come se”. Camminano, ragazzi e ragazze, come se fossero uomini e donne, marocchini o texani, belli e belle, brutti o brutte. «È un modo per ragionare su stereotipi maschili e femminili, per scoprire su di sé che la bellezza è sempre sciocca e civettuola, che il maschio “vero” ha un passo deciso e prepotente, e che mettersi nei panni di un altro può farci sentire a disagio». Monica Pasquino è la presidente di Scosse, associazione che promuove nelle scuole l’educazione e la valorizzazione delle differenze lavorando su competenze emotive ed empatia: «Ognuno di noi è portatore di differenze, di carattere, di genere, di salute, di etnia. Siamo convinte che il rispetto o è per tutti o non è per nessuno, e che educare all’accettazione del “diverso” partendo dal “diverso” che ognuno scopre dentro sé, emozioni negative comprese, è il primo passo per smontare gli stereotipi che sottendono relazioni diseguali e violente tra i generi». Anche Scosse, insieme alla neonata Rete Nazionale di associazioni impegnate a valorizzare le differenze, sarà …

Valter Longo, lo scienziato della longevità

Valter Longo è direttore dell’Istituto di Longevità all’Università della Southern California, e uno dei maggiori esperti mondiali in studi sull’invecchiamento e le malattie a esso collegate. Qui di seguito trovate l’intervista completa fatta in occasione del mio articolo per Gioia! sulla Dieta Mima Digiuno. Cominciamo a parlare della restrizione oraria. Il nutrizionista Mark Mattson ha dichiarato al New York Times il 6 marzo scorso: «In 35 anni non ho mai fatto la colazione», significa che ognuno in fondo può trovare il proprio intervallo di tempo per mangiare e averne dei benefici? Sono due cose diverse. Nutrirsi correttamente entro le 10-12 ore al giorno protegge già dagli effetti dell’invecchiamento, ma solo con la DMD, la Dieta Mima Digiuno, si ha un potente effetto rigenerativo. La cosa fondamentale è fare comunque qualcosa che piace. Spingere le persone a rivoluzionare la propria vita non funziona: è provato che dopo sei mesi si ritorna alle vecchie abitudini e si fa magari anche peggio. Qual è quindi l’intervallo di tempo ideale entro cui si deve mangiare? Oggi si sa che quando si hanno più di 12 ore …

Dieta Mima Digiuno: cosa c’è da sapere

Arriverà un giorno in cui, invece dell’età anagrafica, domanderemo l’età biologica? Secondo Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità all’Università della Southern California, uno dei maggiori esperti mondiali in studi sull’invecchiamento e le malattie a esso collegate, sì. Per questo, ha coniato il termine “juventologia” ché, come spiega il biochimico genovese: «Non dovremmo tanto concentrarci sul perché e come si invecchia, ma studiare e approntare le strategie per rimanere giovani». Detto e fatto. La sua Mima Digiuno, più che una semplice dieta, è un modo di intendere l’alimentazione a tutto tondo. E, leggendo il libro appena pubblicato da Vallardi (La Dieta della Longevità, Valter Longo), anche una presa di coscienza degli studi, epidemiologici, clinici, sociali, genetici, oncologici, molecolari, che stanno dietro ad affermazioni di sicuro effetto, ma di base scientifica, come quella di poter allungare la propria vita di 30 anni. L’età ha le ore contate Molti di noi hanno sentito parlare delle zone blu, località sperdute, dalla Sardegna al Giappone, in cui la percentuale dei centenari è più alta che altrove. Longo ne ha scovata …

I nuovi tempi del far vacanze

Chi ci avrebbe mai creduto. Passare il pomeriggio in albergo, senza per altro destare i soliti sospetti, dopo la riunione del mattino in ufficio e prima della conference call serale con i colleghi d’oltreoceano. Tra piscina, Spa e una degustazione guidata, con lo stato d’animo di un vero villeggiante, anche “solo” per il pomeriggio. Secondo la start up che permette di prenotare, con uno sconto fino al 70 per cento, camere in due mila hotel di lusso in tutto il mondo dalle ore 9 alle 23, i daybreaker crescono del trenta per cento ogni mese. Uomini e donne che, in trasferta o nella loro stessa città, decidono di rompere la routine settimanale e implementare il tempo libero con gli agi, e i vizi, che di solito ci si concede in vacanza. Del resto, lo stesso fondatore di DayBreakerHotels Simon Botto, da ex avvocato d’affari e pallanuotista, ha provato in prima persona che non sempre i ritmi lavorativi consentono di progettare i tempi classici del “far vacanza”, mentre le pause, ancorché lunghe e disordinate, rischiano di …

La scuola non fa festa

Mentre ci apprestavamo ad allestire le feste natalizie e quindi a godercele sono stati presentati, quasi in contemporanea, due importanti rapporti sulla scuola e sulle competenze matematiche e scientifiche: il rapporto Timms 2015 e l’Ocse-Pisa sempre 2015. Le rilevazioni di Ocse Pisa le conosciamo già, meno conosciuti sono forse gli acronimi di Timms, che è un centro studi internazionale del Boston College, e di IEA, ovvero International Association for the Evaluation of Educational Achievement, che è una cooperativa internazionale indipendente di istituti di ricerca nazionali che ha condotto studi sulle performance scolastiche cross-nazionali fin dal 1959, aprendo la strada alle valutazioni comparative. Si tratta quindi, di studi e di risultati piuttosto attendibili. Che cosa ci dicono questi risultati? Ci dicono che siamo messi malino. In matematica non riusciamo a migliorare (secondo Timms c’è persino una leggera flessione di un punto dal 2007), e anche se l’Ocse ci dà in lieve miglioramento rispetto alla nostra media, bisogna dire che considera i risultati dei 15enni in un intervallo di tre anni e quando si va a guardare l’Italia, anche se si posiziona attorno alla …

Questioni di soldi

«È inutile far giri di parole. Il denaro è, soprattutto per le donne, una questione molto vicina alla propria indipendenza. I soldi sono uno strumento di comunicazione, di investimento su di sé, e consentono di aver voce nelle decisioni familiari. Ancora oggi invece, quando educhiamo i nostri figli, i maschi sono incoraggiato alla spesa, mentre alle femmine si chiede di “risparmiare”, avere cautela. Così, quando leggo che le donne sono meno propense a gestire soldi e investimenti in autonomia, non mi stupisco: in una società come la nostra, che continua a premiare la donna che dà priorità ai bisogni familiari e che si sacrifica per la casa o il futuro della prole, non è che una logica conseguenza». Elisabetta Ruspini, docente sociologia dell’Università Milano-Bicocca, non poteva riassumere meglio il rapporto tra le donne e il denaro. Un rapporto che nasce, come rilevano gli studi della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (che per altro ogni anno organizza per le scuole corsi per colmare il gap), dall’età scolare e che poi si riflette nel momento in …