Month: aprile 2017

Bambine nel pallone: un calcio ai pregiudizi

«Lei lo sa che in America il calcio femminile è più famoso di quello maschile?». Capelli lunghi tenuti in una lunga coda, scaldamuscoli rosso acceso e scarpette bicolori. Orgogliose e determinate, sempre con il pallone ai piedi, le allieve della scuola calcio Milan Ladies sembrano davvero sapere il fatto loro. Hanno passato un’ora buona a difendere ed attaccare, prima una squadra, poi l’altra, ogni tre minuti. «Via! Non forzare la giocata! Fatti vedere! Chiama la tua compagna! L’avversaria va battuta, ma con il cervello! Non correre a duecento all’ora se poi ti incarti», grida l’allenatore. Eleonora, Angelica, Viola, Anna, Elena, Paola, Giulia, Michela… hanno dagli otto agli undici anni e sono il futuro, e la speranza, del calcio femminile in Italia. Un fenomeno che, va detto, rispetto ai numeri europei, dall’Inghilterra alla Germania, dalla Francia all’Olanda e Spagna, in Italia si sta imponendo da pochi anni, soprattutto da quando, nel 2015, la FIGC ha chiesto alle società di serie A e B di aprire al settore femminile con (almeno) venti bambine tesserate. Ma, prima di …

Girlboss, tra lavoro, donne e bugie

Se c’è una cosa che non manca mai sono i buoni consigli. La ricetta miracolosa per fare successo, rifarsi una vita, ricominciare da capo. Quella di Sofia Amoruso per esempio, raccolta nel libro edito da Sonzogno un paio di anni fa Girlboss, aveva persino avuto il benestare da Lena Dunham (“Ispirazione pura. Per passare dalle parole ai fatti”) al New York Times. Poi però l’impero NastyGal creato dal nulla dalla Girlboss è fallito e nessun libro è stato scritto per spiegare le bugie che di solito si nascondono dietro all’ennesima ricetta che collega donne, lavoro, tecnologia. Così il prossimo 21 aprile su Netflix di tutto il mondo saranno caricati i tredici episodi della serie #GirlBoss e c’è da star sicuri che il tutto sarà presentato come un racconto un po’ ironico  di “una che ce l’ha fatta”. Forse perché la storia di una che fa bancarotta dopo tre anni, passando dalle stelle alle stalle, attrae meno; e forse perché si ha in genere più voglia di immedesimarsi con una mosca bianca (che ce l’ha fatta), che con un quotidiano fallimento. Sul lavoro e le donne, in …