Year: 2018

Tutti i (nuovi) sapori del Parmigiano

C’era una volta il nostro formaggio quotidiano, il Parmigiano Reggiano. E c’è ancora, pure in ottima salute, come conferma la crescita continua del numero forme prodotte (tre milioni 650 mila nell’ultimo anno), ma pare che la Dop non basti più. Nel 2017, ben seicentomila forme rispetto allo zero dell’anno precedente, avevano infatti una certificazione in più: Halal, Kosher, Millesimato (si utilizza cioè solo il latte di mucche che hanno partorito da meno di cento giorni), di Vacca Rossa o Bruna Alpina, di Montagna o Omega3… Come dire che il Parmigiano resta uno dei migliori formaggi al mondo, e l’incetta di medaglie all’ultimo World Cheese Awards di Londra (38, di cui 11 d’oro, 16 d’argento, 8 di bronzo e 3 Super Gold) ne è la conferma, ma oggi è la sua biodiversità, che gli consente di andare oltre la produzione tradizionale fatta con il latte di bovine di razza Frisona, a essere sotto osservazione. «Il disciplinare garantisce le peculiarità di base, ma in un contesto socio economico con consumatori sempre più attenti ed esigenti, i caseifici …

Professione travel designer

Prima la fine delle agenzie, poi quella delle prenotazioni on line. Il New York Times non fa sconti quando si tratta di partenze. Perché ci sono viaggi che non si possono organizzare davanti al computer e, soprattutto, oggi il turista evoluto vuole qualcosa di più. Ecco perché il futuro del turismo, dicono, è del travel designer, o meglio ancora del lifestyle planner, che del cliente deve sapere tutto, dall’ora prediletta per la sveglia alle preferenze su cibo e colori, ai vezzi caratteriali. Un consulente in piena regola, a metà strada tra life coach e gestore di un vero e proprio portafoglio viaggi. Si ritrovano, queste figure professionali che stanno ridisegnando la vacanza su misura, ogni anno a fiere esclusive a cui si accede spesso solo su invito: a Pure, evento dedicato al lusso esperenziale a Marrakech, a WeAreAfrica a Cape Town (14-17 maggio), a LeMiami (11-14 giugno) e alla Further East, con una prima edizione il prossimo novembre a Bali tutta dedicata ai viaggi esclusivi in Asia. Appuntamenti che già tracciano una geografia di chi si affida …

Chi si prende cura degli adolescenti?

Lo ha affermato anche un recente studio pubblicato su Lancet Child & Adolescent Health: l’adolescenza, con i suoi mutamenti fisici e neurobiologici, dura fino ai 24 anni. Il cervello continua a crescere, il giudizio, denti compresi, pure. Si prolunga così quell’età di mezzo spesso associata a una confusa attesa dell’adultità, quando invece si sa che di attesa passiva c’è ben poco, visto che questa è l’età in cui a livello cerebrale si organizza, plasma, scolpisce, il tipo di individuo che saremo “da grandi”. Ma è proprio in questa smisurata potenzialità che sta il rischio di essere adolescenti. «Sono anni in cui si è particolarmente sensibili agli stress, che siano ambientali, di relazione o comportamentali» dice Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze e salute mentale del Fatebenefratelli-Sacco di Milano e autore di Quando tutto cambia. La salute psichica in adolescenza(Pacini Ed.). «I dati epidemiologici ci dicono che è in adolescenza che esordiscono gran parte delle patologie psichiche: spesso le inquadriamo in un generico “disagio adolescenziale” e invece sono disturbi specifici per cui solo una minoranza …

Segregazione scolastica: perché se ne parla così poco?

Costanzo Ranci e Carolina Pacchi, docenti del Politecnico di Milano, hanno scritto un libro White Flight a Milano. La segregazione sociale ed etnica nelle scuole dell’obbligo (FrancoAngeli) di cui ho già parlato in un mio post tempo fa. Il tema della segregazione scolastica, da genitore fruitrice della scuola statale e da cittadina, mi coinvolge molto. Leggo questa “fuga degli italiani” verso le scuole private o verso quelle che, chissà perché, concentrano classi sociali elevate, un brutto segnale per il futuro. Dovremmo capire, e dovrebbero capirlo chi è tanto appassionato di performance scolastiche, che la segregazione non piò generare mai una buona scuola. In questo post trovate l’intervista integrale a Carolina Pacchi che si è occupata dello studio. Perché avete deciso di occuparvi del fenomeno della segregazione scolastica a Milano? Siamo in contatto con degli studiosi che si occupano dello stesso tema in Europa, dove il fenomeno è presente nelle grandi capitali, e a Milano, anche a livello di aneddotica, c’erano dei segnali che potesse esserci lo stesso fenomeno. Così abbiamo preso in esame i dati degli uffici dell’anagrafe scolastica del …

E tu chiamalo, se vuoi, cioccolato

«Per prima cosa, guardate il colore, anche nei casi di genetica non particolarmente pregiata non deve andare oltre il mogano. Diffidate dell’ebano, dei toni scuri e nerastri: significa sovratostatura, qualche artificiosità di troppo, zucchero… Poi annusatelo, il cacao ha un suo odore e non deve essere coperto da note floreali o di vaniglia; quelle, se mai, arrivano in coda all’assaggio. Infine, ascoltatelo. Avvicinate la barretta all’orecchio e spezzatela: il rumore, snap in gergo, deve essere netto, omogeneo, cosa che indica che è stato ben conservato e trattato. Ma se proprio si vuole essere sicuri di avere a che fare con la qualità, ricordate che il cioccolato in purezza non si mastica, si scioglie. Anche chi non è un chocolate taster percepirà così l’aromaticità, il gusto rotondo, e se invece è l’amaro che prevale, allora forse state degustando la tavoletta sbagliata». Monica Meschini, membro e giurato dell’International Chocolate Awards, nonché fondatrice dell’International Institute of Chocolate & Cacao Tasting, ha idee chiarissime quando si parla di cioccolato. Un mondo che, a dir suo, è cinquant’anni indietro rispetto al vino, …

Ma che bell’ostello

Dimenticatevi gli zaini in spalla, le camerate senza fine e le code in bagno. Dimenticatevi l’insegna dimessa, la mensa incolore, gli afrori e i rumori post adolescenziali. L’ostello cambia abito, organizzazione e di conseguenza clienti. Un po’ più maturi di quelli che abitualmente vedevamo girare l’Europa con l’Interrail, un po’ meno compassati di quelli che “se non è Grand Hotel non entro”; oggi chi varca la porta di un new hostel ha voglia di belle camere e servizi intelligenti a un prezzo adeguato. E non è detto che il giorno prima non abbia dormito in un cinque stelle. Solo che l’ostello, soprattutto per chi viaggia in famiglia, può essere un’esperienza divertente in sé. Accanto a servizi da hotel come il baby sitting o la Spa, i new hostel vantano anche lounge bar aperti a tutti, sale per eventi, parchi gioco. Succede anche al nuovo AO Hotel & Hostel inaugurato a Venezia Mestre qualche mese fa (nella foto di apertura una doppia) e primo di altri ostelli della catena che apriranno a Genova, Siena, Firenze, Roma, …

L’arte della coppia

“Devi lavorare per te, per me, per noi”. Così scriveva, il 10 ottobre 1921, Filippo Tommaso Marinetti a Benedetta Cappa, sua moglie. Si erano incontrati tre anni prima nell’atelier di Giacomo Balla: lui aveva vent’anni di più, ma quella ragazza colta e indipendente riuscì in poco tempo a scalfire ogni suo dogma contro la donna e il sentimentalismo. “Mia eguale e non discepola” diceva di lei. Lei che arricchirà le ricerche futuriste di psicologia e spiritualità, che contribuì all’elaborazione del tattilismo, e che firmò le scenografie per le commedie del padre del futurismo e i manifesti anni Trenta. Può dunque la passione romantica, il combinato sentimentale di anime creative, determinare il corso dell’arte? È una delle domande che si pone la mostra Couples Moderne, dal 28 aprile al Centre Pompidou Metz, quindi alla Barbican Art Gallery di Londra. La risposta, a dire il vero, la diede già nel 1974 Ponthus Hultén, primo direttore del Centre Georges-Pompidou, nel suo manifesto per il museo parigino: “l’arte come catalisi e transfert d’energia amorosa”, scriveva. Eppure questa potenza creatrice …

Ciao, maschio

Stagioni perse a commentare il modo di abbigliarsi o di radersi dei nuovi maschi, a disquisire di metrosexual e normcore, e poi la questione, quella vera, era tutta là dentro. Lo sperma è in pericolo. Un allarme lanciato dalle più autorevoli università e centri di ricerca di tutto il mondo che avvertono: la concentrazione di sperma (quantità per millilitro) sta diminuendo, il numero degli spermatozoi è in irrefrenabile discesa. In dati sonanti: quelli della meta analisi condotta dal 1973 al 2011 su più di 43 mila uomini dalla Scuola di Medicina di Icahn e di Hadassah-Braun presso l’Università di Gerusalemme affermano che, nei maschi occidentali, la concentrazione ha avuto un calo complessivo del 52,4 per cento, il numero totale di spermatozoi, del 59,3. Lo specifico italico non va meglio. Secondo la Società Italiana di Andrologia, gli italiani ipofertili, ovvero con un numero di spermatozoi al di sotto dei 15 milioni e una motilità inferiore al 40 per cento, sarebbero circa due milioni, mentre già a 18 anni, tra il 25 e 30 per cento di …

Valsesia: rafting ed ecomusei

Ai piedi del Monte Rosa, ma lontano dai luoghi comuni del turismo estivo del Monte Rosa. Si potrebbe riassumere così, il senso della Valsesia. Che pure offre angoli autentici di relax e divertimento in un territorio dominato dall’antica cultura Walser. Alagna, Riva Valdobbia, Rassa, Rima, Rimella e Mollia, sono solo alcuni dei paesini in cui le case, interamente in legno, i tetti in pietra, i balconi a graticci, raccontano di un popolo che è riuscito a vivere dove nessuno, prima di loro, aveva pensato di stabilirsi. Il cuore, almeno emotivo, della zona è il Sacro Monte di Varallo, la “Nuova Gerusalemme” voluta dal frate francescano Bernardino Caimi per avere una sorta di Terra Santa montana. Da Alagna Valsesia dista una cinquantina di minuti, ma una gita è consigliata anche perché da qui si ha una vista, non solo su Varallo, da cui si sale con una passeggiata di una ventina di minuti, ma su tutta la valle. Da qualche tempo poi, l’Associazione Culturale Guide Turistiche del Sacro Monte, organizza visite teatralizzate, in costume tipico e …

Alpbachtal: dove tutto è più verde

Dicono che sia il più bel paese dell’Austria. Infiniti prati verdi, casette di legno linde e fiorite, un cielo dipinto. La montagna perfetta insomma, e di questo bisogna ringraziare la lungimiranza delle amministrazioni che fino al 1953 imposero l’obbligo di costruire gli edifici solo in legno. L’isolamento dalle altre valli fino gli anni Venti aveva fatto il resto, ma ancora oggi, se non fosse per il Forum Europeo che ogni anno a fine estate chiama grandi nomi a parlare di politica, economica, finanza, salute e tecnologia, Alpbach sarebbe un idillio bucolico riservato a pochi. Superare il confine e arrivare nell’Alpbachtal Seeland, tra le alpi di Kitzbühel e le montagne del Rofangebirge, richiede è vero un po’ di tempo, ma, una volta scesi dall’auto, si capirà subito che ne è valsa la pena. E se poi si sale a Lauserland prendendo la funivia di Wiedersbergerhornbahn, ci si accorgerà che il paradiso è soprattutto per i più piccoli, quelli più vivaci soprattutto, soprannominati “lauser” appunto, che qui trovano quaranta postazioni tra parchi acrobatici con funi, torri, tunnel, …