Year: 2018

Piantare un albero per cambiare il mondo

“Noi piantiamo gli alberi e gli alberi piantano noi, poiché apparteniamo gli uni agli altri e dobbiamo esistere insieme” diceva Joseph Beuys, che della piantumazione fece la sua difesa artistica della natura e dell’uomo. E oggi che piantare gli alberi è una necessità, che il loro contributo al raffrescamento del clima delle metropoli, alla rimozione degli inquinanti e persino al benessere sociale della cittadinanza, è noto (Mantova ospiterà il primo forum mondiale sulle foreste urbane dal 28 novembre al 1 dicembre, titolo Cambiare la natura delle città: il ruolo della selvicoltura urbana per un futuro più verde, sano e felice per tutti), tutte le grandi capitali europee, da Parigi a Londra, stanno abbracciando il sogno della riforestazione. A Milano, il Fiume Verde proposto dall’architetto Stefano Boeri (nella foto di apertura lo Scalo Farini) per collegare in un sistema di continuo di parchi, boschi, frutteti e giardini, i sette scali ferroviari dismessi, promette di assorbire 50 mila tonnellate di CO2 e produrre due mila tonnellate di ossigeno, con 300 tonnellate all’anno di inquinanti abbattuti. È un …

Violenza sulle donne, la giustizia impossibile

Eccoci all’appuntamento annuale del 25 novembre. Con l’Istat che poche ore fa pubblica i nuovi dati e pure una pagina interattiva dove analizzarli “in diretta”, con l’Eures che ci ricorda che negli ultimi dieci anni le donne uccise per mano maschile sono state tre mila e 100; e con le rilevazioni del 1522, il numero antiviolenza e stalking promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento per le Pari Opportunità, che mostrano come nel primo semestre del 2018 le chiamate sembrano essere in crescita rispetto all’anno precedente. Con una chiosa, perché – si dice – il 90 per cento delle donne vittime di violenza non denuncia e il 30 per cento non si rivolge a nessuno. Non sono riuscita a trovare conferma di questi dati, visto che già l’anno scorso la Commissione d’inchiesta sul femminicidio rilevala il contrario (ne ho scritto qui) e che la stessa indagine Eures mostra come nel 57,1 per cento dei casi del 2017, le violenze erano note a terze persone, e nel 42,9 le donne avevano presentato regolare denuncia. …

Elena Ioli, le donne, la scienza, l’ambiente

Elena Ioli è una fisica teorica, ha lavorato sui buchi neri all’Università di Bologna e all’École Normale Supérieure di Parigi. Insegna anche fisica in una scuola secondaria superiore ed è autrice di molti libri. Nel febbraio del 2018 è stata selezionata per partecipare al progetto australiano Homeward Bound, che ha portato 77 scienziate provenienti da tutto il mondo in una spedizione di quattro settimane in Antartide, coniugando scienza, comunicazione, leadership e tutela dell’ambiente. In occasione di un mio servizio per Gioia! le ho fatto alcune domande. Qui l’intervista integrale. Lei ha appena terminato una spedizione tutta al femminile internazionale. Posso chiederle se le sue colleghe straniere hanno avuto un miglior e più facile accesso alle carriere scientifiche? Penso soprattutto al gender gap che in Italia si riscontra tra maschi e femmine… I pregiudizi culturali riguardo a una presunta maggiore predisposizione maschile, piuttosto che femminile, per una carriera scientifica sono ancora diffusi. Sebbene la percentuale di donne che si laureano in discipline scientifiche sia all’incirca la stessa dei colleghi maschi, globalmente le donne occupano solo il 21 …

Overtourism, quando il turismo fa male

L’ultima, per ora, è la proposta del sindaco di Venezia che vorrebbe imporre a chi osa rifocillarsi seduto in strada o sui gradini multe da 50 a 500 euro. Ma ad agosto la mozione anti panino c’era stata anche a Firenze, che la folla ammassata in via Borgunto, così come i fiorentini chiamano via de’ Neri, a fare la coda per un boccone da L’Antico Vinaio (al top di tutte le recensioni di TripAdvisor & Co.), era diventata insostenibile per chiasso e resti alimentari sparsi ovunque. Non che si sia risolto molto, visto che i turisti armati di schiacciata e finocchiona si sono spostati nelle vicine piazza San Firenze e Loggia dei Lanzi. Il sovraffollamento turistico, battezzato overtourism dagli esperti, non è di fatto fenomeno che si disinnesca con un’ordinanza. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, la marea di viaggiatori di oltre un miliardo e 300 milioni in giro per il pianeta, arriverà nel 2030 a due miliardi, in aumento costante da otto anni. Una vera invasione transnazionale alimentata da voli low cost, crociere, ma anche da …

I primi della classe. Anche no

Gianfranco De Simone, è uno dei ricercatori responsabili del progetto Eduscopio che ogni anno dà la “classifica” delle scuole migliori in Italia. Ieri è uscito l’ultimo rapporto (qui il link), con i soliti titoli a rimarcare la scuola migliore del regno. Strano in un Paese dove l’equità scolastica è un miraggio e dove gli svantaggi scolastici inizino a manifestarsi già a dieci anni. I numeri però hanno sempre un valore in sé così ho fatto alcune domande a De Simone. Eccole: Definiamo di nuovo il concetto di buona scuola: la scuola migliore è quella al vertice delle classifiche come spesso titolano i giornali? Nella nostra analisi  non esiste una graduatoria assoluta, ma tante graduatorie quanti sono i ragazzi che la usano. La scuola migliore in assoluto non c’è, e la nostra ricerca non vuole essere esaustiva. Noi ci limitiamo a dare alcuni elementi di oggettività che vanno affiancati con altre considerazioni individuali come gli obiettivi di lungo periodo, la zona di residenza, le proprie inclinazioni. La scuola migliore è in definitiva la scuola più adatta a …

Il design spiegato su Instagram

Diceva Zygmut Bauman che i social media minano la possibilità di progettare la nostra vita a lungo termine. Laddove tutto è istantaneo, si rischiano di perdere contenuti e relazioni (vere). L’ironia sta nel fatto che, in un tempo dove tutto si può condividere, pochissime affermazioni  sono in vero unanimemente condivisibili. Chi frequenta Instagram sa per esempio che persino attraverso un post in cui un architetto affermato è immortalato mentre si lava i denti, può passare l’informazione di un famoso ritratto del 1961 di Wilfred Roloff Beny con una Peggy Guggenheim sdraiata su un letto con testata in argento di Alexander Calder, a Venezia. Il modo in cui si utilizzano i social media è personale, non raramente ci dice del tipo di cultura che anima il progettista, e il resto lo fa la curiosità di chi guarda. «Se osserviamo i numeri, è la personalizzazione a vincere. Io cerco di trovare però un bilanciamento tra l’esposizione in prima persona e l’occasione di fornire ai più giovani una chiave di lettura sul design. Credo faccia parte del mio …

Francesca Reggiani, ragazze si diventa

Dall’8 novembre su Rai 3 torna La TV delle ragazze. Francesca Reggiani era una di loro, una di noi, è stata Sabrina Ferilli, Katia Ricciarelli, Alba Parietti, Marta Flavi… Mentre preparavo il pezzo per Gioia! Educare al femminismo le ho rivolto qualche domanda anche su questo ritorno. Ecco qua l’intervista completa. Lei ha raccontato le donne sempre prendendole e quindi prendendosi in giro. Quanto è importante avere verso se stesse uno sguardo ironico, anche per raccontare discriminazioni e stereotipi? Naturalmente l’ironia è importante come risposta a tutte le questioni della vita, agli accadimenti del quotidiano. E con l’ironia si possono dire cose molto più vere ed efficaci di quelle che troviamo scritte nei saggi. Oggi la forma si è trasformata in sostanza, questa è la realtà. E questo segno del cambiamento del tempo, rispetto a quando eravamo ragazze noi e c’erano certe ideologie, è sintetizzabile nel pensiero della ragazza che porto in scena che alla domanda se sia più rilevante la bellezza o l’intelligenza risponde: «Fra bellezza e intelligenza oggi è sicuramente più importante la bellezza, nessuno mi hai mai …

Serena Dandini, le ragazze son tornate

Dall’8 novembre su Rai 3 torna La TV delle ragazze. Per chi come me ha vissuto la prima stagione, trent’anni fa, attaccata alla televisione quasi come fosse una rivelazione, questo ritorno, che come sottotitolo recita Gli Stati Generali 1988-2018, è quasi emozionante. Allora fu un modo quasi per prendere la parola, anche se inconsapevolmente, ma fu, senza dubbio, una stagione di televisione geniale e irriverente che non è stata mai ripetuta. Questa estate ho parlato con Serena Dandini mentre lavoravo al pezzo Educare al femminismo, e così è stata l’occasione per parlare anche delle ragazze. Cosa è cambiato, in meglio e in peggio, rispetto ad allora? Queste quattro prime serate si propongono proprio questo, di fare un confronto. Non è un anniversario, né una celebrazione, che c’è ben poco da celebrare, ma un momento per fare il punto con volti vecchi e nuovi. Molto spesso quello che si conquista viene dato per scontato, e invece, dobbiamo imparare che i diritti vanno riconquistati ogni giorno. Perché ancora oggi molte donne in Italia, mi riferisco a donne con un ruolo …

Perché le donne sono più depresse?

Di tutte le patologie femminili, quelle che riguardano i disturbi mentali e neurologici costituiscono il trenta per cento. Non è poco, e infatti, secondo anche i recenti dati dell’Istat inclusi nel report La salute mentale nelle varie fasi della vita – anni 2015-17, il tasso di depressioni al femminile è per esempio quasi il doppio rispetto a quello maschile. Ma se si parla di incorrere in quei disturbi affettivi e stagionali, come il calo di umore e di energia vitale che si manifestano di solito durante autunno e inverno, allora la probabilità per le donne è sei volte maggiore. «Ci sono diversi fattori che rendono le donne maggiormente a rischio» dice Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale dell’Ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano e presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Osservatorio nazionale salute della donna. «A parte il ciclo riproduttivo e alle conseguenti fluttuazioni ormonali che le rende vulnerabili – si pensi al disturbo disforico premestruale che colpisce circa il 5 per cento delle donne, la depressione legata a gravidanza e post-parto che …

Educare al femminismo

Camminavo in montagna e ho fatto un gioco con mio figlio. Ognuno pensava a un personaggio e l’altro, a turno, doveva indovinare. A un certo punto ho posto una regola: «Deve essere una donna!». Seguono dieci minuti di silenzio assoluto e poi: «Dai ma’, non me ne vengono in mente!». Eppure all’adolescente in questione non mancano argomenti. Nella mezz’ora precedente si era destreggiato con una certa padronanza da Pisistrato a Trockij, passando per Elon Musk. Quel che gli manca quindi, è la percezione dell’esistenza del genere femminile. Non so se nella quotidianità, ma nell’accezione “storica” è sicuro. Dove ho sbagliato? Mi sono chiesta. Dopo tutti quei discorsi sul femminismo, le corse al cinema a vedere film come Mustang o Libere, disobbedienti, innamorate, le discussioni sugli stereotipi… dove ho sbagliato? «Da nessuna parte. Uno ci prova a insegnare la parità, ma non sempre nel caos quotidiano del brodo culturale in cui siamo immersi ci si riesce. Sui libri di storia non si studia Cristina di Belgioioso, che apre giornali, finanzia patrioti, perora la causa dell’Unità d’Italia all’estero, …