Month: luglio 2018

Il porno che piace alle donne

Fette, che è una giovane ragazza francese dai capelli lunghi e castani, legge, seduta a un piccolo banco, alcune pagine de Il Soccombente di Thomas Bernhard. Arrivata al punto in cui Gould suona le Variazioni Goldberg di Bach di fronte ai suoi amici, la sua voce si rompe e comincia a gemere. Una mano scosta di scatto il libro, l’altra si aggrappa stretta alla scrivania. Un piccolo balzo sulla sedia, la testa che si piega di lato, la bocca dischiusa. Se questo è l’effetto che fa leggere lo scrittore austriaco, c’è da riempire la nostra biblioteca. E invece il segreto di tanto godimento è una mano invisibile che la stimola con un vibratore da sotto il tavolo. Secondo la rivista americana Cosmopolitan è questo, hystericalliterature.com, uno dei siti porno più apprezzati dalle donne. Ci si concentra sul proprio piacere, senza nessun esibizionismo o ansia di prestazione. Nel caso specifico poi, la giovane beata è vestita di tutto punto. Non che tra ragazze non si apprezzino cose, per così dire… più esplicite. Secondo gli ultimi dati di PornHub, tra …

Engadina: la montagna perfetta

Indicare le vette con un dito, che sembrano vicine vicine, e chiamarle per nome. Senza mettersi a studiare la carta geografica stampata sul solito leggìo che, possiamo confessarlo, non rassicura mai completamente la nostra curiosità. E invece, grazie all’installazione Ils Trais Piz di Fabian Forrer, saliti ai 2456 metri di Muottas Muragl, basta fidarsi delle sagome delle vette riprodotte dalle lastre di metallo arrugginito e inquadrare le montagne misteriose con il mirino. Eccole: Piz Bernina (4049 m.), Piz Julier (3380 m.), Piz Ot (3246 m.). Chi ne indovina di più, vince. Siamo sul balcone dell’Engadina, da qui lo sguardo abbraccia l’intera valle fino al Malojia, con il suo susseguirsi di specchi d’acqua: Lej da Staz, il lago di St. Moritz, poi quelli di Silvaplana e di Sils. Un colpo d’occhio che alcuni, come l’artista Ramon Zangger che qui a Muottas ha sistemato l’opera Bernina Glacier, una scatola in legno di cirmolo con una stretta feritoia che inquadra il maestoso gruppo del Bernina, considerano quasi un capolavoro della natura. Perché l’Engadina, con i suoi colori sempre nitidi …

Va di moda il viaggio multigenerazionale

Spendono tanto, rimangono più a lungo, e di solito tornano. Le grandi famiglie, quelle che si muovono con nonni e nipoti al seguito, sono i vacanzieri preferiti dall’industria turistica. Anche per questo, i viaggi multi-generazionali, o skip-gen, finiscono sempre con l’essere segnalati tra i trend emergenti. Secondo il rapporto Global Consumer Trends 2018 di Euromonitor International, il loro aumento sarebbe in parte legato alle maggiori finanze dei genitori baby boomer che si trovano a foraggiare i loro eredi durante le vacanze; ma anche il report 2018 di Virtuoso, network internazionale di agenzie specializzate in viaggi di lusso, conferma al primo posto dei Top Travel Trends il viaggio multi generazionale, che supera, nelle prenotazioni, persino quello “avventura”. Quanto alla destinazione preferita, l’Italia sembra non avere rivali. Buono a sapersi visto che, pur non possedendo la valutazione dei mercati europeo e italiano, si sa che quello americano, con 90 milioni di nonni arzilli e attivi entro il 2020, vale qualcosa come 300 miliardi di dollari, ed è in crescita. Non è facile però rispondere alle esigenze di un …

In vacanza a casa dell’architetto

Non è certo il confort che spinge a soggiornare in una delle venti stanze all’interno del L’Unité d’Habitation di Le Corbusier nella periferia di Marsiglia. Di radioso, quelle camere fin troppo minimaliste con mobili originali dello stesso Corbu, Charlotte Perriand e Jean Prouvé, hanno la vista e un glorioso passato, ma non lo standard a cui siamo abituati oggi quando dormiamo in un cinque stelle. All’ingresso qualcuno fa notare che le targhe dei residenti riportano un ugual numero studi di architettura e di psichiatri, e che i lunghi corridoi potrebbero suscitare sinistri pensieri. Tuttavia l’architettura, soprattutto quando è rivoluzione dell’abitare, è anche un’esperienza da vivere. Ne sanno qualcosa Connie Lindor e Scott Muellner, a loro volta laureati in architettura all’Università del Minnesota College of Design, e fondatori di PlansMatter.com, il sito sui cui si possono affittare, anche per il breve periodo di una vacanza, case di architetti moderni e contemporanei. C’è la Kinney House di Frank Lloyd Wright a Lancaster (foto di apertura), nel Wisconsin, progettata nel 1951 per la famiglia Kinney, ed esempio perfetto …

Mindful eating. Smetterla di fare diete ed essere felici

Mettete un acino di uva passa nel palmo della mano, osservatene il colore, la forma, la superficie. Quindi prendetelo tra le dita e sfregatelo, schiacciatelo dolcemente, avvicinatelo al naso e sentitene il profumo. Potrebbe emettere qualche suono? Avvicinatelo all’orecchio e ascoltate. Ora mettete in bocca l’acino, ma non masticatelo: prima cercate di avvertire il sapore, la consistenza, la ruvidezza. Una volta stretto tra i denti e quindi nello stomaco, visualizzatene il percorso e chiedetevi quale appagamento, fisico ed emotivo, vi ha dato. È questo uno dei primi esercizi di alimentazione consapevole proposti dalla Stress Reduction Clinic dell’Università del Massachusetts. Come sostiene la pediatra e abate del monastero zen Great Vow in Oregon Jan Chozen Bays, autrice di Mindful Eating (l’alimentazione consapevole appunto) pubblicato in Italia da Damiani Editore, il problema è che negli ultimi anni ci siamo “ammalati” di nutrizionismo. Mangiamo in maniera scientifica seguendo con ansia l’ultima ricerca, e dieta, del momento; scegliamo gli alimenti sempre più razionalmente basandoci sui dati nutrizionali, ma ci dimentichiamo che il cibo è soprattutto piacere. Ci dimentichiamo che noi …

Camminare fa rima con meditare

«I piedi dicono tutto di una persona. Sul passato e sul presente». Daniela Castiglione, reflessologa plantare, ha cominciato a camminare sei anni fa poi, l’anno scorso, la scommessa: affrontare il Cammino di Santiago offrendo massaggi ai piedi in cambio delle storie di viaggio di chi incontrava. Ne è nato un libro, Ai piedi di Santiago (Ediciclo), da pochi giorni in libreria, in cui le piante dei piedi sono state trasformate in una sorta di mappe viventi: «Ho tracciato le linee del plantare come se fossero sentieri di un percorso di vita personale, ognuno ha il suo, come un’impronta digitale. Le persone che camminano hanno un piede di solito molto curato e più consapevole, educato alla mobilità. Sono piedi che stanno bene, collegati alla terra, vivi e presenti». In questi anni ci hanno ripetuto fino alla noia che ogni giorno dovremmo fare 10mila passi. Il numero magico per stare in salute e che ha portato per strade e parchi migliaia di persone. Eppure mettere un piedi davanti l’altro è molto di più di un esercizio fisico. Secondo …