Month: Agosto 2019

Infobesity: malati di (troppa) informazione

Sessantaquattro secondi. Questo è il tempo che impieghiamo per recuperare la concentrazione ogni volta che riceviamo una notifica sul nostro smartphone. «È stato calcolato che, in seguito a queste continue interruzioni, si perde circa mezza giornata a settimana di lavoro» dice Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, tra i massimi esperti di dipendenze tecnologiche. Tra queste, l’infobesity, il sovraccarico cognitivo causato dall’abnorme quantità di informazioni da cui siamo continuamente bombardati, e a cui sentiamo il dovere di rispondere. Un flusso ininterrotto di mail, messaggi, avvisi, che ci spinge a fare acquisti più velocemente, prendere decisioni in pochi secondi, controllare continuamente il cellulare, farci restare incollati allo schermo ore e ore, e che soprattutto ci fa lavorare meno e peggio. Basta infatti un cellulare sul tavolo che la comunicazione tra due persone è meno costruttiva, dicono le ricerche, e qualcuno se ne sta accorgendo. Disconnessi e (più) produttivi «Sono le aziende per prime a capire che l’eccesso di stimoli a cui siamo sottoposti dai nostri device incide negativamente sulla nostra produttività» continua Lavenia. «Il telefonino acceso durante …

Zoomania: perché gli animali ci piacciono più degli esseri umani

Ad accogliere i due panda cinesi giganti nella loro nuova casa nello zoo di Copenaghen aprile scorso, c’era persino la regina Margherita II. Tutti entusiasti del padiglione avveniristico la cui forma ricorda il simbolo yin e yang firmato dallo studio di architettura Bjarke Ingels e che, a detta del progettista, è disegnato per far sentire gli esseri umani come semplici visitatori nella casa dei panda e non i panda come ospiti esotici provenienti da terre lontane. È anche questo un inequivocabile segno dei tempi, tempi in cui quello che era il semplice animale domestico oggi è a tutti gli effetti un componente della famiglia, mentre noi, da “padroni”, siamo diventati gli “umani di riferimento”. Lo stesso studio Bjarke Ingels sta d’altra parte realizzando a Givskud, piccola città nel sud dello Jutland, quello che è stato definito lo zoo del futuro. Niente gabbie, accorgimenti tecnici per togliere dalla vista degli animali gli umani, e un completo ridisegno dell’ecosistema. È indubbio che l’architettura si stai facendo ambasciatrice di una crescente sensibilità animalista che sta trasformando sempre di più …