Month: Marzo 2020

Covid 19. Immagini per raccontarla

Susan Sontag la chiamava una partita di caccia. Fatta di mirini puntati e immagini catturate con uno scatto. Una partita organizzata per collezionare il mondo perché “la conseguenza più grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero, come un’antologia di immagini” (Sulla fotografia. Realtà e immagine nella nostra società, Einaudi). La scrittrice americana ci ha anche insegnato che la fotografia è partecipazione a un’emozione. E a una storia. Cosa, meglio di qualche immagine, può efficacemente trasmetterci l’istantanea del nostro mondo ora, il mondo ai tempi del COVID19. È successo tutto così in fretta. A un certo punto, sfogliando alcune riviste o scorrendo con il telecomando i set di molte pubblicità, tutto appare fuori fuoco, distante. Il disagio che si avverte guardando l’invito da cartolina per un’isola paradisiaca, una salita a vette pure, calette misteriose. È davvero quello il mondo ora? Per anni, abbiamo creduto che bastasse Google Map per controllare l’immagine del mondo solo con le nostre mani, per avere sul mondo uno sguardo senza limiti. Per anni, abbiamo usato le …

La scuola digitale è una bufala. Parola di Desmurget

Non va troppo per il sottile il neuroscienziato francese a capo di un progetto di ricerca presso l’Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale Michel Desmurget. In diverse interviste ha dichiarato: «Questa sarà la prossima generazione con un QI più basso della precedente, e più tempo i bambini passano davanti gli schermi, più il loro quoziente intellettivo diminuirà». Ma si farebbe torto al libro di Desmurget, Il cretino digitale (in uscita per Rizzoli il 10 marzo), a ridurre il problema dell’abuso della tecnologia digitale a una questione educativa confinata al rapporto genitori-figli. O peggio ancora a un problema di prestazione intellettuale. Per quanto la lettura di questo libro di quasi 500 pagine, di cui più di un centinaio di riferimenti bibliografici e ricerche scientifiche, sia da considerarsi obbligatoria per tutti i genitori; un suo sfoglio approfondito è consigliato anche a insegnanti, politici con velleità di ministri dell’educazione, e a tutti coloro che vorrebbero occuparsi di comunicazione o che subiscono gli effetti della mitizzazione del digitale. L’inganno digitale Esiste infatti, dice Desmurget, una …

Il viaggio ai tempi del coronavirus. E non solo

Da urgenza collettiva a scienza. Negli ultimi anni organizzare una vacanza sembra richiedere competenze e conoscenze specifiche. Mentre la geografia del viaggio cambia a seconda delle situazioni politiche, delle bizze del clima, della nostra sensibilità ecologica, e in ultimo delle epidemie. È così che siamo diventati maestri assoluti delle partenze intelligenti, cinici dribblatori delle folle da alta stagione, scaltri programmatori di rotte e tappe. Da turisti svagati e balneari ci siamo trasformanti in viaggiatori responsabili. Quelli che si adeguano ai costumi indigeni, apprezzano cibo e cultura locali, e magari dicono di voler partire “per imparare qualcosa”. Quello che però, più o meno inconsapevolmente, stiamo imparando è che la partenza non può essere programmata con eccessiva spensieratezza. E che i fattori che entrano nelle nostre scelte sono tanti e spesso indipendenti dalla nostra volontà. Oggi al momento di prenotare un volo è buon costume anche accertarsi sul volume delle emissioni di Co2 del velivolo. L’anno passato, sulla piattaforma di Skyscanner, l’hanno fatto in 10milioni: tutti a cercare quel contrassegno che diceva se quel particolare volo era …