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5 stelle… state a guardare

Pubblico questa mail che ho ricevuto sulla vecchia casella di posta di 2eurox10leggi mercoledì scorso.

Ciao,
sono un’attivista del Movimento 5 Stelle e sto portando avanti all’interno del gruppo regione Lombardia proprio questa tema di 10 leggi a favore delle donne. Siete interessate a farvi parte attiva nel movimento per portare avanti queste iniziative.
Cordiali saluti
Ometto, per ragioni di privacy, il nome dell’attivista 5 Stelle, che vorrà presentarsi, se lo vorrà. Per la verità, vorrei anche preservarla da quegli attacchi di solito riservati a chi disobbedisce ai diktat del capo…

Premetto che ho frequentato, per sincero desiderio di conoscenza, alcune riunioni fondative di un gruppo milanese 5 Stelle qualche anno fa. Ero al Teatro Smeraldo quando Beppe Grillo ha annunciato la formazione della lista milanese (ero anche allo Smeraldo e ad Assago per molti dei suoi spettacoli per la verità) ed ero anche al suo primo comizio in piazza Duomo dove ho donato le mie 50 euro. Mai e poi mai, le questioni o le istanze portate avanti dalle donne sono state minimamente considerate. Poi ci sono state le elezioni del sindaco milanese e, insieme ad altre donne, mi sono ritrovata a lavorare perché fosse presa in considerazione una rappresentanza paritaria. Condizione rispettata dalla maggiorparte delle liste, tranne Pdl, Lega, IdV e Movimento 5 Stelle. Fu fatto notare, e fu domandato perché, un movimento giovane come il loro, non prendesse nemmeno in considerazione istanze come la democrazia paritaria e la rappresentanza di genere, come mai non le ritenesse, almeno, degne di riflessioni. Davvero si poteva pensare che un rinnovamento della politica italiana potesse avvenire replicando gli schemi solo maschili, dell’occupazione del potere? Certo che sì, fu la risposta. Con tanto di linguaggio denigratorio (lo stesso a cui ci siamo ormai abituati oggi) per noi vecchie femmine perse dietro ad ancor più vecchi femminismi.

Per inciso, sul maschilismo, machismo spicciolo e despota, del Movimento 5 Stelle, sì è già scritto molto. Da Loredana Lipperini, fino a Irene Buscemi, oggi sul Fatto Quotidiano, ma basterebbe guardare semplicemente le liste appunto, per trovare solo una pletora di maschi pronti ad obbedire al capo. Quindi, io utilizzerò questo post solo per dare una dovuta risposta all’attivista 5 Stelle. Perché vede, cara attivista, le donne, e le istanze da loro proposte o richieste, sono una cosa seria, e non sono solo uno spot per raccattare voti. Capisco che il bacino elettorale femminile faccia gola a molti, e a voi tra i molti, ma le donne non sono così sceme. Per esempio, sanno riconoscere chi è convinto, e non dall’ultimo minuto, dell’importanza della partecipazione femminile alla costruzione di nuovo mondo, e chi invece le sostiene in fretta e furia solo perché ha bisogno di voti. Perché è evidente, nonostante vi dipingiate tanto di nuovo, che questa occupazione di potere, piace anche a voi… O forse mi vuol far credere che le 10 leggi possono entrate nel programma del Movimento? Sarebbe ua notizia, visto che nel vostro, di programma, non c’è una minima cosa che si avvicini a loro… Non c’è il linguaggio, non c’è il pensiero, non c’è comune sentire. Ma forse questa è un’idea sua, o così mi risponderà, senza nessun legane organico con la struttura vera del Movimento, quella che conta…  Problemi suoi e vostri, mettetevi d’accordo. Dopo di che, invece di spulciare nella Rete, fatevi una chiacchierata con i vostri vicini di banco in Regione o al Comune, quelli che insultate un giorno sì e l’altro pure, voi “puri e vergini come una bella donna“, che magari scoprite uomini e donne che su questi temi ci lavorano da quando, occuparsi di “questioni femminili”, significava perdere voti, e non guadagnarli. Buona fortuna.

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