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Piccoli maker crescono

[Pubblicato su Style Piccoli/CorrieredellaSera marzo 2015] La missione è chiara: costruire una scuola sulla luna. E non si può affidare a tutti. Diciamo che essere bambini, sempre pronti a sperimentare e a galoppare con la fantasia, aiuta. Chi, se non loro, potrebbe ricreare lo spazio infinito su un foglio blu cosparso di sassolini bianchi? Far partire un razzo da un prato assolato e poi inventare i rumori dell’atterraggio stropicciando foglie e sbattendo i rami su un albero da frutto? Chi, se non una banda di ragazzini e ragazzine dai 7 ai 14 anni, con il più grande a smanettare sul computer e la più piccola a dare istruzioni su come risolvere quel fastidioso problema della gravità, potrebbe trasformare tutta l’avventura in un video in 3D, e pure in un’applicazione per iPad, con tanto di personaggi e giochi inventati da loro? «Dai ai bambini una motivazione e degli strumenti che sanno utilizzare quasi meglio dei genitori, e metteranno in campo tutte le loro risorse per raggiungere l’obiettivo». Chi parla è Giulia Franchin, da cinque anni coordinatrice …

Algarve, il Portogallo al sole

Ci sarà una ragione perché il Portogallo, e la regione dell’ Algarve, continua a mietere premi e record quando si parla di turismo e golf. Lo scorso anno l’incremento è stato del 10,5 per cento, ma i numeri (compresi quelli del golf con 91 campi di cui 66 con 18 o 27 buche) non bastano per giustificare la chiamata alle vacanze dell’Algarve che, con i suoi venti gradi di media stagionale, è spesso chiamata la costa dell’eterna primavera (gli World Travel Awards l’hanno eletta migliore destinazione balneare europea 2016). Certo, fare il bagno nell’Atlantico è, per usare un eufemismo, oltremodo tonificante. Dicono che dopo un po’ ci si fa l’abitudine, che è una vera sferzata di energia, ma in ogni caso, la luce è piena, i contrasti di colore vividi, le viste mozzafiato. E non si parla della famosa praia da Rocha, offesa da una quinta di palazzoni che si affacciano direttamente sulla spiaggia, ma di praia da Marinha, delle calette di Benagil o di Carvalho. Falesie che si infuocano al tramonto e si scaldano …

Bambine nel pallone: un calcio ai pregiudizi

«Lei lo sa che in America il calcio femminile è più famoso di quello maschile?». Capelli lunghi tenuti in una lunga coda, scaldamuscoli rosso acceso e scarpette bicolori. Orgogliose e determinate, sempre con il pallone ai piedi, le allieve della scuola calcio Milan Ladies sembrano davvero sapere il fatto loro. Hanno passato un’ora buona a difendere ed attaccare, prima una squadra, poi l’altra, ogni tre minuti. «Via! Non forzare la giocata! Fatti vedere! Chiama la tua compagna! L’avversaria va battuta, ma con il cervello! Non correre a duecento all’ora se poi ti incarti», grida l’allenatore. Eleonora, Angelica, Viola, Anna, Elena, Paola, Giulia, Michela… hanno dagli otto agli undici anni e sono il futuro, e la speranza, del calcio femminile in Italia. Un fenomeno che, va detto, rispetto ai numeri europei, dall’Inghilterra alla Germania, dalla Francia all’Olanda e Spagna, in Italia si sta imponendo da pochi anni, soprattutto da quando, nel 2015, la FIGC ha chiesto alle società di serie A e B di aprire al settore femminile con (almeno) venti bambine tesserate. Ma, prima di …

Campi estivi: giocando si impara

L’estate è il periodo migliore per dedicarsi alle proprie passioni. E trasformare il divertimento in una vera scuola di vita e di apprendimento felice. Giocare, partecipare, condividere impegno e obiettivi: ecco il modo migliore per imparare, concentrarsi ed esercitarsi. Immaginate quindi quanto possa essere divertente e istruttivo insieme dedicarsi alle proprie passioni in compagnia di ragazzi e ragazzi di ogni parte del mondo. E non si tratta solo di far pratica nello sport, nella musica o nella lingua inglese. Si tratta soprattutto di imparare a stare insieme a se stessi e agli altri, a crescere, diventare indipendenti, e attivare quelle competenze socio-emotive che sono lo strumento indispensabile per diventare adulti responsabili e creativi. A tutto sport Qualcuno pensa che sia semplicemente educazione fisica, lo sport invece è educazione e basta. Praticare una disciplina è entusiasmante, farlo nel tempio dei propri beniamini è un’esperienza che non si dimentica. E quest’anno, nei luoghi del mitico stadio Etihad di Manchester, dentro le aule super della City Football Academy, dove si parlerà di calcio, stile di vita dei giocatori, nutrizione, comportamenti …

Il metodo Montessori arriva alle medie

Sarà il primo plesso che include scuola primaria e secondaria di primo grado (medie) con metodo montessoriano. Succede all‘istituto Quarenghi Riccardo Massa di  Milano, di cui avevo già parlato nel mio articolo per Style Piccoli, e, è bene dirlo subito, grazie alla tenacia, alla dedizione, e all’intelligenza di dirigenza e insegnanti che, in autonomia, hanno istituto un esempio di esperienza pedagogica e formativa che, in primis, va a beneficio dei nostri ragazzi e ragazze. Ma la vera buona notizia è che, dopo quasi 20 anni, la sperimentazione del metodo di Maria Montessori alle scuole medie non sarà più solo relegata all’autonomia scolastica, ma entrerà, per così dire, in un ambito più istituzionale. Questo vuol dire che, al termine dei tre anni di supervisione del MIUR (anche se le classi della media Montessori sono state già monitorate negli anni passati proprio per testare l’efficacia), il Metodo Montessori  entrerà a pieno titolo nelle possibilità delle scuole secondarie di primo grado italiane. Ma questo permette soprattutto di impedire che, insegnanti appositamente formati, possano essere trasferiti in sedi non montessoriane con il rischio di disperdere risorse …

Montessori, la scuola è gioia

La funivia parte allo scoccare di ogni ora e mezz’ora. In una decina di minuti si sale, poi, ancora una passeggiata e si arriva alla casa scuola Montessori.coop. In inverno, a 1100 metri, le temperature possono anche non essere miti, ma, come dice Verena Dr. Pfeifer, che di questa scuola è direttrice e fondatrice da quindici anni: «Per noi non esiste il brutto tempo, ma solo un abbigliamento sbagliato». Anche perché la maggior parte della vita scolastica si svolge all’aperto, nel bosco e in quell’ettaro di prato dove bambini e ragazzi curano due capre e due cavalli. «La nostra idea di scuola è molto libertaria. Ci ispiriamo all’interpretazione della pedagogia montessoriana di Rebeca Wild; non siamo dogmatici, ma sempre attenti alle esigenze dei singoli bambini, che possono decidere, autonomamente, quando passare dalla materna alla primaria, e dalla primaria alle così dette medie. Certo, si pretende che sappiano, a parte le nozioni di base, coordinare un gruppo di lavoro o presentare un libro, ma sono loro, anche durante l’anno scolastico, a dirci quando sono pronti al …

C’era una volta il campeggio

È dai tempi del Giovane Holden che “quei campeggi di casette di legno o posti così” sono l’idea di un’avventura a portata di mano (e di portafoglio). I ragazzi impazziscono. Lo concepiscono come un mondo di massima libertà, un gioco che non finisce mai, nemmeno quando si mangia o si va a dormire. A storcere un po’ il naso, se mai, sono gli adulti. Spesso alla ricerca di un confort totale, nei servizi e negli spazi, e propensi più alla privacy assoluta che all’ospitalità modalità comune anni Settanta… Ma i tempi cambiano, il campeggio si adegua e soprattutto, il glampling, neologismo nato dall’unione di glamour più camping, è di moda. Il che significa stare in tenda sì, ma stile safari di lusso, con bagno privato e vasca free standing da esploratore, letti a baldacchino e magari con vista su cielo stellato o mare. A Il Campeggio di Capalbio, sistemati a pochi metri dalla spiaggia, tra i pini marittimi e i profumi della macchia mediterranea, le dune che si spingono fino all’Oasi del WWF del lago …

A Matera, con i bambini

Il soprannome, la Città dei Sassi, ispira già avventure e misteri, ma Matera, anche se da quando aspetta di diventare a pieno titolo la Capitale della Cultura 2019 è una delle mete più gettonate, resta sempre un groviglio di case, vicoli e gradoni che, fatti con lo zaino in spalla, le valigie e la famiglia a seguito, non si presenta proprio come una meta facile. «Bisogna ammetterlo, non è una città così attrezzata per le famiglie» dice Mariella Stella. Lei, madre di due bambini di 9 anni e 18 mesi, però ai più piccoli, e ai genitori, ci ha pensato, e ha aperto, in uno dei primi quartieri costruiti dopo lo sfollamento dei Sassi, il Rione San Pardo, la NeturalFamily, una sorta di coworking per famiglie con una playroom attrezzata di tutto il necessario (dal fasciatoio allo scaldapappe) e di tanti giochi per i bambini da 0 a 10 anni. Ma NeturalFamily è anche il punto di partenza per Bibliomater, una biblioteca mobile che si sposta nelle varie zone di Matera per mettere in scena …

Santo Domingo. Pirati per un giorno

Si issano le vele, si studiano l’orizzonte e le mappe, quindi, si parte. Pirati a bordo dell’Hispañola, per una caccia al tesoro che porta alla scoperta di formazioni coralline, e lungo isole dove nuotare con gli squali e interagire con le razze. Tornati a bordo, ancora balli, brindisi e giochi. Un po’ chiassoso certo, in puro stile corsaro, ma il Bávaro Adventure Park, 44 ettari di divertimento nella zona di Punta Cana, è il paradiso dei bambini. Per chi non ama prendere il largo, c’è sempre il cielo (con il simulatore di volo SkyWalker) e il mondo jurassico di Dinosur World. Questa è, d’altra parte, la zona più turistica di Santo Domingo. Famosa per il mare cristallino e le spiagge borotalco. Se si è alla ricerca di una natura più selvaggia, allora è meglio optare per la penisola di Samanà. Solo il parco naturale de Los Haitises, con la palude di mangrovie tra le più grandi dei Caraibi, grotte con disegni rupestri, piccoli laghi e misteriose insenature, regala lo spettacolo di trichechi, pipistrelli, tartarughe e …

Maldive. Operazione squalo balena

Seduti a cavalcioni sulla barca, mentre i delfini ti danzano attorno, si scruta il blu profondo aspettando che l’innocuo gigante del mare emerga dagli abissi. L’attesa può essere lunga, tanto che spesso sfiora l’idea della rinuncia, poi, come per miracolo, ecco che qualcuno grida “Eccolo!” e, semplicemente con maschera e pinne, ci si tuffa. Nuotare con uno squalo balena è un’immersione nella meraviglia. Non si è soli, ma se si è fortunati, potrebbero passare un paio di minuti prima che quel pescione uscito dalla preistoria di media lungo tra i 12 e i 14 metri, sparisca di nuovo. Mario intanto, sulla barca, continua con quel suo sorriso che fa svanire ogni incertezza. Italo maldiviano, al Diving Blue Tribe del Moofushi Constance Resort, accoglie chi ha voglia di avventurarsi nel blu dell’Oceano Indiano. Un poco più in là di quella barriera corallina che si trova a pochi metri dalla riva e dove si nuota con pesci dai colori elettrici, baby shark e, da novembre ad aprile, le signore mante. Ma le sorprese del mare, non finiscono …