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Aalto, il mago del Nord

Alvar Aalto (1898 – 1976) è forse l’architetto finlandese più famoso della sua generazione. Ogni volta che andiamo in qualche paese del nord Europa e vediamo quegli arredi naturalmente semplici, quella luce negli spazi, quella razionalità così umana, vediamo, anche se inconsapevolmente, un po’ della sua opera. Il Vitra Design Museum di Weil am Rhein inaugura tra pochi giorni una grande retrospettiva a lui dedicata: Second Nature curata da Jochen Eisenbrand. Vi si vedranno le sue opere principali, tra cui il Paimio Sanatorium, la Villa Mairea, la biblioteca Vyborg, il centro culturale di Wolfsburg, e la Finlandia Hall a Helsinki; nonché molte dei suoi design product più noti come la sedia di Paimio, lo sgabello S60, il vaso, Savoy.

Siamo, nel gusto e nell’etica, alle radici della modernità. Spesso tutto questo è stato accostato al paesaggio finlandese, ma la mostra del Vitra si propone di raccontare anche il legame dell’architettura organica di Aalto con gli artisti del suo tempo. Da László Moholy-Nagy a Jean Arp, da Alexander Calder a Fernand Léger. Aalto quindi come uno dei pensatori dell’avanguardia degli anni Venti, come un personaggio cosmopolita capace di dire di cinema, fotografia e teatro. Fernand Léger lo chiamava infatti lo chef d’orchèstre, con una sua armonia musicale formata tra luci, forme, colori, materiali, volumi. Fino ai dettagli più piccoli dei suoi spazi da cui Aalto pretendeva la stessa cura progettuale. Per questo, nel 1935, fondò assieme alla moglie Aino la ditta Artek: non una semplice azienda di mobili, ma una galleria d’arte industriale ancora oggi viva e vegeta. Artek, come derivazione del pensiero di Aalto, non poteva che essere moderna e internazionale. In una parola, senza tempo. Caratteristica che emerge fortemente se si guardano le foto che Armin Linke ha scattato, insieme a riprese cinematografiche, nuove immagini degli edifici più ricercati di Aalto appositamente per questo evento. Mescolate ai materiali di archivio, l’opera fotografica di Linke prende lo spessore della storia, mentre il soggetto ritratto rivela la sua attualità.

La mostra, che chiuderà il 1 marzo 2015, offre un denso programma collaterale con ospiti saranno come Shigeru Ban, Claesson Koivisto Rune, Front Design, Harri Koskinen, Matthias Sauerbruch.

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