Author: Manuela Mimosa Ravasio

Il senso di Joker per le parole

Finalmente l’ho visto. Dopo preview mancate, code demotivanti, rinunce dell’ultimo minuto. E devo anche avvertire che questo è uno scritto pieno zeppo di spoiler che, soprattutto per Joker, non credo si possa riflettere sul film senza il film. Queste righe sono quindi più una chiacchierata con chi il film l’ha visto, o ha intenzione, come la sottoscritta, di tornare vederlo. Uno scambio di impressioni come si fa tra amici e colleghi a caldo, all’uscita della sala. Ho scritto così sul mio gruppo dei fedeli Whatsapp: “Se tornate e andate chiamatemi. Joker è un film dannatamente e meravigliosamente eversivo. Non credo che potrò liberarmene, almeno per un bel po’”. Ed è questa la prima costrizione. La prima camicia di forza. Io sono rimasta lì, fino all’ultimo dei titoli di coda, quando si spegne la voce di Frank Sinatra che canta Send in The Clowns. Sono rimasta lì, un sorriso di una paralisi nevrotica, disegnato con il suo e nostro sangue, e non perché volevo capire, ma perché il caos è in certo senso meraviglioso, è bello, …

Claudia Segre, perché serve un’educazione finanziaria

+Ho parlato con Claudia Segre in occasione della mia inchiesta sull’infedeltà finanziaria pubblicata su ELLE. Oltre a quell’argomento che ritrovate nel mio articolo pubblicato qui, abbiamo toccato anche il tema dell’educazione finanziaria. Poiché ottobre è il mese dell’educazione finanziaria pubblico l’intervista integrale. Qual è il rapporto delle donne con i soldi  in Italia? Nel nostro Paese metà delle donne non lavora, e il 20 per cento di chi lo fa non ha comunque un proprio conto corrente. Ciò significa che l’indipendenza economica è ancora lungi dall’essere realtà per tutti, e che anche quando si lavora, spesso si delega al compagno, al padre, al marito la gestione del denaro. In questo contesto, le donne possono anche trovarsi a mentire sul proprio denaro, ma se lo fanno, è per lo più per farsi un fondo pensione segreto, un tesoretto che possa costituire una via di fuga alla violenza economica che non raramente subiscono. Perché lei insiste con la necessità di un’educazione finanziaria? L’alfabetizzazione finanziaria è la condizione necessaria per prevenire ogni forma di abuso economico. Dal più …

Il pianeta salvato dai (quasi) vegani

Quando, un paio di anni fa, Bill Gates assaggiò una delle prime versioni di carne biomimetica, ovvero una carne vegetale capace di ricreare sapore, consistenza ed esperienza sensoriale del tutto simili alla carne vera, disse che quello che stava mangiando non era solo un sostituto intelligente della carne, ma il futuro del cibo. Aveva ancora una volta ragione, il solito Bill, che se la nostra consapevolezza sull’alimentazione salutare aumenta, non cala invece il desiderio di cibarci di carne. E d’altra parte, come sottolinea lo studio di The Good Food Institute, quando dobbiamo scegliere cosa mettere nel piatto, è il palato che comanda e, con una popolazione mondiale che entro il 2050 arriverà a 9,8 miliardi, la domanda di cibo derivato da animali è destinata ad aumentare del 70 per cento. Basta fare due semplici conti per capire che la Terra non reggerà a questa richiesta: «L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite ribadisce che il vero problema del nostro pianeta è l’uso di terra agricola per l’allevamento di animali», dice Sebastiano Cassia Castiglioni (la mia intervista completa …

Infobesity: malati di (troppa) informazione

Sessantaquattro secondi. Questo è il tempo che impieghiamo per recuperare la concentrazione ogni volta che riceviamo una notifica sul nostro smartphone. «È stato calcolato che, in seguito a queste continue interruzioni, si perde circa mezza giornata a settimana di lavoro» dice Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, tra i massimi esperti di dipendenze tecnologiche. Tra queste, l’infobesity, il sovraccarico cognitivo causato dall’abnorme quantità di informazioni da cui siamo continuamente bombardati, e a cui sentiamo il dovere di rispondere. Un flusso ininterrotto di mail, messaggi, avvisi, che ci spinge a fare acquisti più velocemente, prendere decisioni in pochi secondi, controllare continuamente il cellulare, farci restare incollati allo schermo ore e ore, e che soprattutto ci fa lavorare meno e peggio. Basta infatti un cellulare sul tavolo che la comunicazione tra due persone è meno costruttiva, dicono le ricerche, e qualcuno se ne sta accorgendo. Disconnessi e (più) produttivi «Sono le aziende per prime a capire che l’eccesso di stimoli a cui siamo sottoposti dai nostri device incide negativamente sulla nostra produttività» continua Lavenia. «Il telefonino acceso durante …

Zoomania: perché gli animali ci piacciono più degli esseri umani

Ad accogliere i due panda cinesi giganti nella loro nuova casa nello zoo di Copenaghen aprile scorso, c’era persino la regina Margherita II. Tutti entusiasti del padiglione avveniristico la cui forma ricorda il simbolo yin e yang firmato dallo studio di architettura Bjarke Ingels e che, a detta del progettista, è disegnato per far sentire gli esseri umani come semplici visitatori nella casa dei panda e non i panda come ospiti esotici provenienti da terre lontane. È anche questo un inequivocabile segno dei tempi, tempi in cui quello che era il semplice animale domestico oggi è a tutti gli effetti un componente della famiglia, mentre noi, da “padroni”, siamo diventati gli “umani di riferimento”. Lo stesso studio Bjarke Ingels sta d’altra parte realizzando a Givskud, piccola città nel sud dello Jutland, quello che è stato definito lo zoo del futuro. Niente gabbie, accorgimenti tecnici per togliere dalla vista degli animali gli umani, e un completo ridisegno dell’ecosistema. È indubbio che l’architettura si stai facendo ambasciatrice di una crescente sensibilità animalista che sta trasformando sempre di più …

Camping contro glamping. È lotta di classe?

È un popolo di quasi cinque milioni di persone quello che continua a voler passar le notti in tenda. Un po’ ridimensionato rispetto a qualche hanno fa certo, ma a compensare la fuga e a non fermare la crescita del giro d’affari, arrivato nel 2018 fino a 1,6 miliardi di euro, ci hanno pensato gli stranieri. D’altra parte – lo dice il nuovo Osservatorio del Turismo Outdoor – il turismo all’aria aperta piace segnando, anche nel 2019, un bel 2,3 per cento in più. E il muro ideologico che un tempo divideva i “turisti in libertà” da quelli “viziati” dal confort di hotel e residence, non esiste più. Parte del merito va forse attribuito alla moda tutta americana del glamping (ne ho scritto più volte qui) , fortunato neologismo nato dall’unione di glamour più camping, arrivato nel Bel Paese ormai una decina di anni fa, ed erroneamente additato come causa della perdita dell’innocenza della vacanza democratica per eccellenza. «È sbagliato pensare che alla base della scelta di una vacanza in campeggio ci sia una ragione solo …

Sebastiano Cossia Castiglioni, la carne del futuro non sarà di carne

Lo definiscono un imprenditore attivista. I suoi interessi sono il vino, il cibo, la tecnologia, l’arte, ma soprattutto gli animali e i loro diritti. E il pianeta tutto, che lo sfruttamento del suolo ha un effetto disastroso sul cambiamento climatico. Sono cose risapute. E quello che mi colpisce di più di Sebastiano Cossia Castiglioni, in questi tempi di affannosa ricerca di profitti, e in breve tempo, è che si possa muovere denaro e contemporaneamente pro-muovere uno stile di vita equo. Ma mi colpisce anche l’esistenza visione in grado di com-prendere la complessità che ci circonda, visione che sembra sostenere i suoi investimenti. Lo incontro per parlare della carne del futuro, dei voli in borsa di Beyond Meat, il che in parte significa riflettere su come va il mondo e di come possiamo veicolare un’altra idea di impresa. Cosa c’è dietro il Castiglioni pensiero? Una visione che mi accompagna da 35 anni: avevo 15 anni quando per la prima volta mi sono concentrato sul tema etico degli animali e sull’interazione con l’uomo. È questo che forma la mia …

In vacanza con Instagram

Prima che il fotografo americano Chris Burkard lo immortalasse per i suoi quasi due milioni di follower di Instagram (ora sono 3,4), non lo conosceva quasi nessuno. Poi il lago Wanaka, nell’isola del Sud della Nuova Zelanda, è diventato una meta super gettonata, tanto che recentemente l’ente turistico ha dovuto dissuadere i troppi visitatori dal farsi selfie arrampicandosi sul fragile salice che si erge in mezzo al lago stesso. La vicenda Wakanaka è uno dei casi che ha fatto scuola in quello che viene definito Instagram Travel. In casa nostra, a essere colpite dall’effetto dalle nuove vacanze virali, sono state destinazioni come il lago di Braies, in Alto Adige, la costiera amalfitana o la siciliana Marzamemi. «L’uso di social network e media digitali sta cambiando il modo di scegliere, programmare e organizzare le proprie vacanze. E i viaggiatori, da semplici fruitori, sono diventati attori, spesso protagonisti, dell’industria turistica». Le parole sono di Elisabetta Ruspini, docente di sociologia all’Università Milano Bicocca che, con Fabio Corbisiero, ha da poco pubblicato sul giornale dell’European Tourism Future Institute, uno …

The F*ck It Diet. La dieta femminista

La rivelazione, la scrittrice americana Caroline Dooner, l’ha avuta la mattina del suo ventiquattresimo compleanno quando ha mangiato, tutti insieme, venti pancake di zucca e di farina di mandorle senza zucchero. Poi si è guardata allo specchio e si è chiesta: “Passerò tutta la vita così? A contare calorie e cucinare cibi senza un minimo di gusto destinati a essere consumati in religiosa solitudine? Perennemente a dieta ed eternamente insoddisfatta?”. La risposta l’ha trovate in quella che è considerata la bibbia anti diete per eccellenza, The F*ck It Diet. Anche basta con la dieta. Mangiare è semplice (Sonzogno), e in t-shirt e shopping bag con messaggi motivazionali che lei stessa ha fatto produrre. In una si legge: “The F*ck It Diet mi dà l’energia di cui ho bisogno per lottare contro il patriarcato”. Perché quella di Dooner è una battaglia a favore del corpo, o meglio di tutti i corpi, delle donne, e per dimostrare che ci sono sempre dei buoni motivi per mandare a quel paese una dieta. Perché le diete falliscono sempre. Tu no. …

La dieta che salva il pianeta

Da dove si comincia a salvare il pianeta? Dalla tavola. Dichiarazioni di lotta ecologista a parte, è questo il messaggio lanciato dai 37 esperti in materia di salute, nutrizione, sostenibilità ambientale, economia, della EAT Lancet Commission, e che qualche settimana fa, sul famoso settimanale scientifico inglese, ha reso noto la Health Planetary Diet. Detta anche Dieta dell’Antropocene, termine che indica l’epoca geologica attuale, è una vera tabella di marcia per l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo, da qui al 2050, nonché il primo dei documenti che mostreranno come la nostra salute coincida con quella del pianeta. La dieta, di per sé, suona così: diminuire del 50 per cento il consumo di carne rossa, farine raffinate e zucchero, e aumentare quello di frutta, verdura, farine integrali, legumi, semi oleosi e pesce. E poiché le tavole del mondo non sono tutte uguali, ci sono alcune differenze continentali: mentre i nordamericani dovrebbero diminuire dell’84 per cento il consumo di carne, agli europei se ne chiede un taglio di “solo” il 77 per cento, con l’indicazione di mangiare però …