Author: Manuela Mimosa Ravasio

Covid 19. Immagini per raccontarla

Susan Sontag la chiamava una partita di caccia. Fatta di mirini puntati e immagini catturate con uno scatto. Una partita organizzata per collezionare il mondo perché “la conseguenza più grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero, come un’antologia di immagini” (Sulla fotografia. Realtà e immagine nella nostra società, Einaudi). La scrittrice americana ci ha anche insegnato che la fotografia è partecipazione a un’emozione. E a una storia. Cosa, meglio di qualche immagine, può efficacemente trasmetterci l’istantanea del nostro mondo ora, il mondo ai tempi del COVID19. È successo tutto così in fretta. A un certo punto, sfogliando alcune riviste o scorrendo con il telecomando i set di molte pubblicità, tutto appare fuori fuoco, distante. Il disagio che si avverte guardando l’invito da cartolina per un’isola paradisiaca, una salita a vette pure, calette misteriose. È davvero quello il mondo ora? Per anni, abbiamo creduto che bastasse Google Map per controllare l’immagine del mondo solo con le nostre mani, per avere sul mondo uno sguardo senza limiti. Per anni, abbiamo usato le …

Distratto, (semi)analfabeta e apatico. Ecco il cretino digitale

Non va troppo per il sottile il neuroscienziato francese a capo di un progetto di ricerca presso l’Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale Michel Desmurget. In diverse interviste ha dichiarato: «Questa sarà la prossima generazione con un QI più basso della precedente, e più tempo i bambini passano davanti gli schermi, più il loro quoziente intellettivo diminuirà». Ma si farebbe torto al libro di Desmurget, Il cretino digitale (in uscita per Rizzoli il 10 marzo), a ridurre il problema dell’abuso della tecnologia digitale a una questione educativa confinata al rapporto genitori-figli. O peggio ancora a un problema di prestazione intellettuale. Per quanto la lettura di questo libro di quasi 500 pagine, di cui più di un centinaio di riferimenti bibliografici e ricerche scientifiche, sia da considerarsi obbligatoria per tutti i genitori; un suo sfoglio approfondito è consigliato anche a insegnanti, politici con velleità di ministri dell’educazione, e a tutti coloro che vorrebbero occuparsi di comunicazione o che subiscono gli effetti della mitizzazione del digitale. L’inganno digitale Esiste infatti, dice Desmurget, una …

Il viaggio ai tempi del coronavirus. E non solo

Da urgenza collettiva a scienza. Negli ultimi anni organizzare una vacanza sembra richiedere competenze e conoscenze specifiche. Mentre la geografia del viaggio cambia a seconda delle situazioni politiche, delle bizze del clima, della nostra sensibilità ecologica, e in ultimo delle epidemie. È così che siamo diventati maestri assoluti delle partenze intelligenti, cinici dribblatori delle folle da alta stagione, scaltri programmatori di rotte e tappe. Da turisti svagati e balneari ci siamo trasformanti in viaggiatori responsabili. Quelli che si adeguano ai costumi indigeni, apprezzano cibo e cultura locali, e magari dicono di voler partire “per imparare qualcosa”. Quello che però, più o meno inconsapevolmente, stiamo imparando è che la partenza non può essere programmata con eccessiva spensieratezza. E che i fattori che entrano nelle nostre scelte sono tanti e spesso indipendenti dalla nostra volontà. Oggi al momento di prenotare un volo è buon costume anche accertarsi sul volume delle emissioni di Co2 del velivolo. L’anno passato, sulla piattaforma di Skyscanner, l’hanno fatto in 10milioni: tutti a cercare quel contrassegno che diceva se quel particolare volo era …

Mindful eating, il cibo non ha divieti

Si vede che delle diete, lampo, su misura, a giorni alterni o stagionali, ne abbiamo fatto una vera indigestione, se la critica ai “guru del nutrizionismo salutare”, quelli che promettono una sicura e gratificante perdita di peso, arriva da ogni parte. Dopo il manifesto gastro femminista della scrittrice americana Caroline Dooner, che dopo essersi guardata allo specchio e chiesta se avrebbe passato tutta la vita perennemente a dieta, ha deciso di mettere a punto un metodo anti dieta (The F*ck It Diet. Anche basta con la dieta. Mangiare è semplice, Sonzogno); ecco che il coach e terapista Philippe Tahon apre il suo libro Metti a dieta la tua mente (Gribaudo), con una lettera ironica indirizzata a quei dietisti che farebbero la sua fortuna. Tahon è infatti uno dei sostenitori della mindful eating, ovvero di un’alimentazione consapevole che dovrebbe restituire piacevolezza all’atto del mangiare. È facile essere d’accordo con chi sostiene che dal cibo noi siamo ossessionati: seguiamo con ansia l’ultima ricerca sui superfood, scegliamo gli alimenti basandoci sul loro potere nutritivo, pesiamo dai sali minerali …

Marica Branchesi, la scienza è femmina

Nel 2018 il Time l’ha inserita tra le 100 persone più influenti del mondo, ed è stata lei che, cento anni dopo quanto detto da Albert Einstein, è riuscita a captare da terra il segnale delle onde gravitazionali. Ma Marica Branchesi è una scienziata che fa anche opera di divulgazione. Questa intervista è di qualche tempo fa, ma si interroga sulla presenza e il ruolo della donna nelle scienze, tema sempre attuale e mai risolto. La ripubblico oggi, 11  febbraio che le Nazioni Unite hanno dichiarato Giornata delle donne e delle ragazze nella scienza. Le recenti rivelazioni confermano un vantaggio dei maschi (massimo nei licei con 18 punti in più) in materie come la matematica. Le ragazze, man mano che crescono, sembrano infatti perdere fiducia nelle loro qualità logico-matematiche e nella possibilità di dedicarsi a materie scientifiche. Crede che una “divulgazione femminista”, mi passi il termine, sarebbe utile a dare fiducia alle ragazze e a incoraggiarle verso la matematica e le materie scientifiche? Una narrazione della scienza al femminile è necessaria ed è importantissima per dare alle ragazze …

Quanto è fotogenica l’alta montagna. Su Instagram

Con oltre 165 mila follower, VisitTrentino è uno degli account Instagram con la più efficace strategia di promozione del territorio. Le ragioni del successo? Le spiega la responsabile dell’Area Digital Content e Social Media Valentina Cappio. Quando avete capito la relazione tra Instagram e turismo? Già due anni fa le ricerche dicevano che sempre più prenotazioni dipendevano da immagini viste su IG. Noi curiamo i contenuti postati cercando di raccontare mete non solo belle, ma ricche di tradizioni e simbolo di quell’italian lifestyle che ha un valore decisivo anche per l’estero. Quali immagini generano maggiore interazione? Una foto con una presenza umana restituisce un’esperienza più vissuta e spontanea ed è di solito quella che raccoglie più like e commenti. Ma per creare una community più ampia possibile, ripostiamo anche immagini create e condivise da utenti privati mentre i testi sono in inglese. Quanto sono importanti le stories? Sempre di più. Sono contenuti veloci che realizziamo in prima persona anche partecipando a eventi locali, ma con una forte interazione grazie al forte senso di autenticità che …

Le nuove architetture del vino

«È finito il tempo delle archistar. I progettisti che oggi stanno ripensando le architetture del vino tengono a bada il proprio ego a favore di funzionalità e sostenibilità». Parlava così Tony Chambers, direttore creativo e consulente di design, qualche settimana a Academia Berlucchi, una sorta di moderno simposio voluto dalla famiglia Ziliani sui temi di sostenibilità, territorio e innovazione. Ciò non significa che le nuove architetture del vino non siamo spettacolari, se mai, che lo sono in un modo nuovo. Più intrecciato a produzione e cultura del vino, e fedele alla geografia in cui questi edifici sono inseriti. D’altra parte oggi, se si costruisce “su” e “per” la Terra, non si può non parlare di sostenibilità. «Non solo ambientale però» continuava Chambers, «bisogna tener conto anche degli esseri umani che abitano e lavorano in una costruzione, altrimenti la sostenibilità architettonica diventa un gesto vacuo». Che è poi quello che dice Hikaru Mori dello studio ZitoMori per il progetto della nuova cantina Masseto a Bolgheri, quando afferma che l’edificio è fatto per ospitare un insieme complesso di …

Una camera per il futuro

Dove dormiremo nei prossimi anni? La domanda sembra scontata, ma nel mondo dell’ospitalità, e cioè di chi si occupa del design dei luoghi dei nostri sonni per professione, c’è sentore di rivoluzione. Con una certa lungimiranza, se entro cento anni le destinazioni delle vacanze saranno Marte o la Luna, isole galleggianti o vette solitarie, se le escursioni nel deserto affronteranno temperature sempre più estreme, è probabile che cambierà anche il set del nostro riposo. È quello che si legge nel rapporto di Hilton sul futuro del mondo dell’hôtellerie, redatto con la consulenza di esperti internazionali tra cui il futurologo Gerd Leonhard. Una conferma arriva da Alta Loma, in California, dove è iniziata la costruzione della Stazione Von Braun, il primo hotel spaziale che inaugurerà nel 2025, quando saranno imbarcate le prime cento persone. Nonostante l’atmosfera da 2001: Odissea nello spazio, i turisti, assicura la Fondazione Gateway titolare del progetto, si sentiranno come a casa. Riportando i piedi sulla Terra, la sfida immediata consiste nel rispondere alla trasformazione nei costumi dell’abitare apportata dall’effetto Airbnb, nonché all’avanzata …

Sneaker utopia. Il mondo ai piedi

«Non tengo neanche più il conto. Ma tra ufficio, cantina, casa mia e dei genitori saranno circa 900 paia». Di sneaker si intende. La passione di Stefano Pomogranato, da quando, da ragazzino, aveva un amico italo americano che faceva la spola tra la California e l’Italia portandogli quelle scarpe “da ginnastica” che qui era impossibile trovare. Una passione diventata lavoro, tanto che ha fondato lo Special Sneaker Club, una community a numero chiuso (massimo 750 persone) con appassionati sparsi in tutto il mondo, che organizza eventi, showcase, incontri e talk sulla sneaker culture. Sì perché, negli anni, le scarpe “da ginnastica”, hanno conquistato la moda di lusso, sono diventate gli oggetti simbolo della contemporaneità, fino a essere consacrate come espressioni di arte moderna. «Non entro nel merito sull’evoluzione o involuzione della cultura sneaker. Sicuramente sono diventate fenomeno mainstream, il che implica maggiore accessibilità, praticamente infinita disponibilità di prodotto e tanta confusione, generata specialmente da chi prova a saltare sul carro». Anche perché, sul carro, ci sono parecchi soldi. Come titoli azionari Secondo Statista le sneaker …

Il futuro del food delivery

C’è stato forse un tentennamento, un sussulto di coscienza su qualche social network, magari dopo i dati recenti dell’Osservatorio Incidenti Rider Food Delivery istituito dall’Associazione Amici Polizia Stradale, poi però il digital food delivery ha ripreso la sua avanzata. Inarrestabile. È quasi diventato un sostantivo a sé. Invece di «Ci facciamo una spaghettata…», c’è sempre qualcuno che se ne esce con: «Chiamiamo un Deliveroo?». Oppure un Uber Eats, un Just Eat, un Glovo, che sembra ci sia la fila dei fattorini pronti a recapitarti sull’uscio un (qualsiasi) piatto pronto. In attesa di verificare se, nel 2030, come dice uno studio di UBS, la maggior parte dei pasti non sarà più cucinato in casa, ma in ristoranti o cucine esterne, non resta che prendere atto dei numeri dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, e che dice che il Food Delivery è il primo comparto del mercato on line con 566 milioni di euro e una crescita del 56 per cento rispetto al 2018, e che ormai quasi la metà degli italiani può usufruire di questo …