Author: Manuela Mimosa Ravasio

Quanto è fotogenica l’alta montagna. Su Instagram

Con oltre 165 mila follower, VisitTrentino è uno degli account Instagram con la più efficace strategia di promozione del territorio. Le ragioni del successo? Le spiega la responsabile dell’Area Digital Content e Social Media Valentina Cappio. Quando avete capito la relazione tra Instagram e turismo? Già due anni fa le ricerche dicevano che sempre più prenotazioni dipendevano da immagini viste su IG. Noi curiamo i contenuti postati cercando di raccontare mete non solo belle, ma ricche di tradizioni e simbolo di quell’italian lifestyle che ha un valore decisivo anche per l’estero. Quali immagini generano maggiore interazione? Una foto con una presenza umana restituisce un’esperienza più vissuta e spontanea ed è di solito quella che raccoglie più like e commenti. Ma per creare una community più ampia possibile, ripostiamo anche immagini create e condivise da utenti privati mentre i testi sono in inglese. Quanto sono importanti le stories? Sempre di più. Sono contenuti veloci che realizziamo in prima persona anche partecipando a eventi locali, ma con una forte interazione grazie al forte senso di autenticità che …

Le nuove architetture del vino

«È finito il tempo delle archistar. I progettisti che oggi stanno ripensando le architetture del vino tengono a bada il proprio ego a favore di funzionalità e sostenibilità». Parlava così Tony Chambers, direttore creativo e consulente di design, qualche settimana a Academia Berlucchi, una sorta di moderno simposio voluto dalla famiglia Ziliani sui temi di sostenibilità, territorio e innovazione. Ciò non significa che le nuove architetture del vino non siamo spettacolari, se mai, che lo sono in un modo nuovo. Più intrecciato a produzione e cultura del vino, e fedele alla geografia in cui questi edifici sono inseriti. D’altra parte oggi, se si costruisce “su” e “per” la Terra, non si può non parlare di sostenibilità. «Non solo ambientale però» continuava Chambers, «bisogna tener conto anche degli esseri umani che abitano e lavorano in una costruzione, altrimenti la sostenibilità architettonica diventa un gesto vacuo». Che è poi quello che dice Hikaru Mori dello studio ZitoMori per il progetto della nuova cantina Masseto a Bolgheri, quando afferma che l’edificio è fatto per ospitare un insieme complesso di …

Una camera per il futuro

Dove dormiremo nei prossimi anni? La domanda sembra scontata, ma nel mondo dell’ospitalità, e cioè di chi si occupa del design dei luoghi dei nostri sonni per professione, c’è sentore di rivoluzione. Con una certa lungimiranza, se entro cento anni le destinazioni delle vacanze saranno Marte o la Luna, isole galleggianti o vette solitarie, se le escursioni nel deserto affronteranno temperature sempre più estreme, è probabile che cambierà anche il set del nostro riposo. È quello che si legge nel rapporto di Hilton sul futuro del mondo dell’hôtellerie, redatto con la consulenza di esperti internazionali tra cui il futurologo Gerd Leonhard. Una conferma arriva da Alta Loma, in California, dove è iniziata la costruzione della Stazione Von Braun, il primo hotel spaziale che inaugurerà nel 2025, quando saranno imbarcate le prime cento persone. Nonostante l’atmosfera da 2001: Odissea nello spazio, i turisti, assicura la Fondazione Gateway titolare del progetto, si sentiranno come a casa. Riportando i piedi sulla Terra, la sfida immediata consiste nel rispondere alla trasformazione nei costumi dell’abitare apportata dall’effetto Airbnb, nonché all’avanzata …

Sneaker utopia. Il mondo ai piedi

«Non tengo neanche più il conto. Ma tra ufficio, cantina, casa mia e dei genitori saranno circa 900 paia». Di sneaker si intende. La passione di Stefano Pomogranato, da quando, da ragazzino, aveva un amico italo americano che faceva la spola tra la California e l’Italia portandogli quelle scarpe “da ginnastica” che qui era impossibile trovare. Una passione diventata lavoro, tanto che ha fondato lo Special Sneaker Club, una community a numero chiuso (massimo 750 persone) con appassionati sparsi in tutto il mondo, che organizza eventi, showcase, incontri e talk sulla sneaker culture. Sì perché, negli anni, le scarpe “da ginnastica”, hanno conquistato la moda di lusso, sono diventate gli oggetti simbolo della contemporaneità, fino a essere consacrate come espressioni di arte moderna. «Non entro nel merito sull’evoluzione o involuzione della cultura sneaker. Sicuramente sono diventate fenomeno mainstream, il che implica maggiore accessibilità, praticamente infinita disponibilità di prodotto e tanta confusione, generata specialmente da chi prova a saltare sul carro». Anche perché, sul carro, ci sono parecchi soldi. Come titoli azionari Secondo Statista le sneaker …

Il futuro del food delivery

C’è stato forse un tentennamento, un sussulto di coscienza su qualche social network, magari dopo i dati recenti dell’Osservatorio Incidenti Rider Food Delivery istituito dall’Associazione Amici Polizia Stradale, poi però il digital food delivery ha ripreso la sua avanzata. Inarrestabile. È quasi diventato un sostantivo a sé. Invece di «Ci facciamo una spaghettata…», c’è sempre qualcuno che se ne esce con: «Chiamiamo un Deliveroo?». Oppure un Uber Eats, un Just Eat, un Glovo, che sembra ci sia la fila dei fattorini pronti a recapitarti sull’uscio un (qualsiasi) piatto pronto. In attesa di verificare se, nel 2030, come dice uno studio di UBS, la maggior parte dei pasti non sarà più cucinato in casa, ma in ristoranti o cucine esterne, non resta che prendere atto dei numeri dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, e che dice che il Food Delivery è il primo comparto del mercato on line con 566 milioni di euro e una crescita del 56 per cento rispetto al 2018, e che ormai quasi la metà degli italiani può usufruire di questo …

Figli di due culture

«Vedere i nostri figli felici, curiosi e appassionati alla vita, capaci di adattarsi e rapportarsi agli altri è la dimostrazione che una famiglia biculturale è un modello positivo». Christine, madre parigina e papà bergamasco, è ottimista, e ha ragione. Quando ha conosciuto Othman aveva 15 anni, frequentava la scuola francese, e lui era appena arrivato in Italia dalla Tunisia insieme ai genitori. Poi sono nati Ines ed Elias, che da qualche tempo ha cominciato a prendere lezioni di arabo. «Noi cerchiamo di essere autentici ed, essendo in Italia, in famiglia parliamo italiano. I nostri figli sentono abitualmente però anche il francese, il tunisino, l’arabo, e le lingue, lo sappiamo, aiutano a definire la propria identità. Elias, anche se ha solo 11 anni, questo lo sa, come sa che imparandole può sentirsi a casa in Paesi diversi. Per il resto, credo che l’esempio quotidiano sia importante: io non indosso il velo, non faccio il Ramadan, ma ho acconsentito alla circoncisione e alla sua richiesta di praticare il digiuno per mezza giornata. In casa festeggiamo anche il …

Infedeltà finanziaria. Quello che le coppie non dicono

«Avevamo programmato il nostro futuro insieme. E poiché guadagnavamo più o meno la stessa cifra, per comodità avevamo deciso che le mie entrate avrebbero coperto le spese correnti – i vari supermercati, gli acquisti per i figli, il medico – e le sue, le bollette e l’accantonamento per i risparmi e la nuova casa. Per gli imprevisti e le vacanze, ci siamo sempre regolati di volta in volta, e io, in effetti, non ho mai controllato… ma quando è stato il momento di versare la caparra per il piccolo appartamento in montagna che avevamo tanto desiderato, i soldi erano spariti. Mio marito non aveva mai messo da parte nulla, e, a parte pochi spiccioli, non sono mai riuscita a sapere che fine avessero fatto…». Anche al momento della separazione, e nonostante il lavoro della mediatrice familiare affinché la coppia capisse che la risposta etica poteva essere diversa da quella giuridica, Paola (nome di fantasia, ndr) non ha mai saputo la verità sui soldi del compagno di vita. «È stato come un tradimento di carne e …

A scuola di empatia

Non bastava il capovolgimento dell’effetto Flynn a dirci che la curva del quoziente intellettivo globale sta volgendo pericolosamente verso il basso, ora anche l’empatia, la capacità di mettersi nei panni dell’altro, secondo uno studio dell’Università del Michigan che l’ha “misurata” a 14 mila studenti per una trentina d’anni, sta avendo un tracollo. Un’ascesa verso l’indifferenza, il culto di sé, il narcisismo, verificatasi soprattutto dopo gli anni Duemila, e che ha cominciato a creare qualche allarme. Perché la mancanza di capacità empatiche non ha effetti solo etici, ma anche cognitivi. Come ci hanno dimostrato le neuroscienze, dalla scoperta dei neuroni specchio in poi, è grazie all’empatia che noi possiamo costruire relazioni sociali efficaci, prendere le decisioni giuste, fare previsioni sulla nostra vita e stabilire obiettivi, capire ciò che accade intorno a noi. Cosa ci sta succedendo dunque? «L’essere umano è biologicamente programmato per essere empatico, ma per diventare capaci di gestire e capire le emozioni nostre e quindi degli altri, il sistema nervoso deve maturare in un ambiente “sufficientemente sicuro”. La nostra società, nonostante garantisca condizioni …

Emanuela Maccarani: fatica, sorellanza, resilienza. Il segreto delle “farfalle”

Se fosse solo una questione di cerchi, nastri e clavette, salti e pivot, non si capirebbe il potere di quell’incantesimo. Bisogna andare dove la magia nasce, all’Accademia Internazionale di Ginnastica Ritmica di Desio, dove le “Farfalle” lavorano con tuta e ginocchiere, riprovando e riprovando lo stesso gesto per centinaia di volte, ricercando spasmodicamente quell’unisono armonico che le ha coperte di medaglie. Per la precisione, da quando le allena Emanuela Maccarani, cioè dal 1996, tra Mondiali, Europei e Olimpiadi, sono 43. Un palmarès che ha richiamato verso il movimento migliaia di ragazzine, passando dalle 5700 tesserate del 2016 alle 16600 di oggi. Con i due pass olimpici individuali e uno di squadra per Tokyo 2020 in tasca, siete una certezza dello sport italiano: siete riuscite a cambiare il modo in cui viene percepita la ginnastica ritmica? Il nostro è uno degli sport considerati minori, ma quando nel quotidiano si nominano le “farfalle”, allora capisci che queste ragazze sono entrate nell’immaginario comune. L’altro giorno per esempio, in aereo, sedeva accanto a me un padre di un ragazzino …

Pronti, si parte. La meta è a sorpresa

«Ho saputo che sarei andata a Barcellona con le mie amiche all’aeroporto. Una settimana prima avevamo ricevuto una mail con data e ora dell’appuntamento e l’indicazione di mettere in valigia magliette a maniche corte, scarpe comode e macchina fotografica. E poi per posta una busta che potevamo aprire solo un’ora prima e in cui abbiamo trovato i documenti del check in, una guida personalizzata della città, l’indirizzo dell’hotel e suggerimenti per la cena. È stata forse l’emozione più forte della vacanza». Tanto che dopo questo primo viaggio a sorpresa, Antonietta ne ha voluto provare altri e si è ritrovata, con marito e tre figli, alle 5 del mattino a Milano Linate, per partire, a loro insaputa, per New York. A impacchettare tutto era stato il team femminile di Onivà, agenzia pioniera in Italia nell’organizzazione delle così dette “vacanze al buio”. «La richiesta di questa esperienza è raddoppiata nell’ultimo anno» dice la titolare Francesca D’Urbano. «Il nostro è un vero viaggio su misura organizzato basandoci su un questionario dettagliato in cui vengono chiesti interessi, passioni e …