Author: Manuela Mimosa Ravasio

Barack Obama, la storia va sempre in direzione della giustizia

Al netto del vippume, che c’era e tanto, da Fabio Volo che faceva avanti e indietro a Geppi Cucciari, al codazzo degli chef (da Cracco a Oldani) e dei politici (da Renzi alla Fedeli); facendo finta di non sapere che con un pass extra potevi pure farti un selfie con Lui; e senza mettersi a fare i conti di chi (e quanto) ha pagato davvero e quante erano le sedie vuote, ho deciso di concentrarmi su Barack Obama, il 44esimo presidente degli Stati d’America che si è presentato al The Global Food Innovation Summit di  SeedsandChips per fare una conferenza, e non so quanti chi, prima d’ora, avessero sentito parlare di questo evento (ne parlai qui). In ogni caso, è bastato che entrasse in sala, ringraziasse e salutasse, e il livello medio della platea si è alzato per magia. Non è una considerazione di mera estetica, perché Barack Obama ha parlato per buona parte della conferenza di leadership. Di come costruire una leadership, di come comunicarla, di come attrarre persone. Lui che ha capito cosa fosse la leadership a Chicago …

Bambine nel pallone: un calcio ai pregiudizi

«Lei lo sa che in America il calcio femminile è più famoso di quello maschile?». Capelli lunghi tenuti in una lunga coda, scaldamuscoli rosso acceso e scarpette bicolori. Orgogliose e determinate, sempre con il pallone ai piedi, le allieve della scuola calcio Milan Ladies sembrano davvero sapere il fatto loro. Hanno passato un’ora buona a difendere ed attaccare, prima una squadra, poi l’altra, ogni tre minuti. «Via! Non forzare la giocata! Fatti vedere! Chiama la tua compagna! L’avversaria va battuta, ma con il cervello! Non correre a duecento all’ora se poi ti incarti», grida l’allenatore. Eleonora, Angelica, Viola, Anna, Elena, Paola, Giulia, Michela… hanno dagli otto agli undici anni e sono il futuro, e la speranza, del calcio femminile in Italia. Un fenomeno che, va detto, rispetto ai numeri europei, dall’Inghilterra alla Germania, dalla Francia all’Olanda e Spagna, in Italia si sta imponendo da pochi anni, soprattutto da quando, nel 2015, la FIGC ha chiesto alle società di serie A e B di aprire al settore femminile con (almeno) venti bambine tesserate. Ma, prima di …

Girlboss, tra lavoro, donne e bugie

Se c’è una cosa che non manca mai sono i buoni consigli. La ricetta miracolosa per fare successo, rifarsi una vita, ricominciare da capo. Quella di Sofia Amoruso per esempio, raccolta nel libro edito da Sonzogno un paio di anni fa Girlboss, aveva persino avuto il benestare da Lena Dunham (“Ispirazione pura. Per passare dalle parole ai fatti”) al New York Times. Poi però l’impero NastyGal creato dal nulla dalla Girlboss è fallito e nessun libro è stato scritto per spiegare le bugie che di solito si nascondono dietro all’ennesima ricetta che collega donne, lavoro, tecnologia. Così il prossimo 21 aprile su Netflix di tutto il mondo saranno caricati i tredici episodi della serie #GirlBoss e c’è da star sicuri che il tutto sarà presentato come un racconto un po’ ironico  di “una che ce l’ha fatta”. Forse perché la storia di una che fa bancarotta dopo tre anni, passando dalle stelle alle stalle, attrae meno; e forse perché si ha in genere più voglia di immedesimarsi con una mosca bianca (che ce l’ha fatta), che con un quotidiano fallimento. Sul lavoro e le donne, in …

Il Diritto di contare visto da #ladolescente

Alcuni giorni fa sono andata con #ladolescente a vedere Il Diritto di Contare, il film di cui ormai parlano tutti (io in quest’articolo) e che racconta la storia di tre donne di colore, matematiche, abili nei calcoli e nella programmazione, che hanno dato un forte contributo alle missioni spaziali della Nasa. Una storia tenuta ben nascosta, fuori dalle stanze in cui si prendono decisioni, relegata spesso in cucina o nelle stanze di servizio. Tutte cose ben raccontate nel film. Che è infatti un film facile e gradevole, in cui davvero, tutto il classico del mancato riconoscimento (le porte in faccia, le firme negate, la prima a essere liquidata) è messo in scena in modo quasi didascalico. Ecco perché la presenza de #ladolescente era importante. Non la mia, che le cose ormai le mando a memoria. E che quando sento la frase ripetuta come un mantra: “Siamo in grado di fare il lavoro”, so bene di cosa si tratta. L’opinione e la riflessione de #ladolescente, ormai assunto come la speranza di un futuro migliore, è insomma quella conta. …

Barry Sears, mangiare bene per salvare il pianeta

Ho incontrato Barry Sears durante un convegno a Milano e in occasione di un mio articolo per Gioia!. È stata l’occasione di parlare di cibo e salute del pianeta. E di come l’alimentazione può decidere sul nostro futuro ambientale, sociale e democratico. La Zona ha compiuto 20 anni: rispetto agli inizi che cosa è variato, di quali scoperte genetiche e scientifiche si è arricchita? Molte intuizioni con cui ho iniziato venti anni fa si sono rivelate giuste nel corso del tempo. Oggi la Zona si è arricchita di scoperte di alimenti essenziali che la hanno resa uno strumento più potente. Come l’inclusione di olio di pesce ad alto dosaggio, o l’aiuto di polifenoli per attivare i geni. La terza novità sta nel ruolo della dieta per rendere più sano il nostro intestino. Il prodotto finale è sempre lo stesso: ridurre l’infiammazione. Lei sostiene che l’invecchiamento precoce è in aumento. In realtà noi viviamo di più, come lo si spiega? Bisogna distinguere l’invecchiamento semplice dalla longevità in salute, che si definisce con il numero di anni vissuti meno gli anni vissuti con disabilità. Troppi anni …

La nuova Dieta Zona

«Ci sono tre cose per cui le persone sono disposte a battersi le une contro le altre: le idee politiche, la religione e il cibo». Ha ragione Barry Sears, padre di una delle diete più longeve e meglio resistenti alle (passeggere) mode alimentari, la Zona (a questo link l’intervista completa): il cibo è sempre nei nostri pensieri (e a volte anche sui nostri fianchi), e trovare una strategia per mantenersi in salute e giusto peso senza soffrire la fame, può essere un’impresa di non pochi conflitti. Ma dopo venti anni dalla sua formulazione, e dopo che molte delle intuizioni mediche in essa contenute sono state confermate da studi clinici, la dieta creata dal biochimico americano si arricchisce. Perché, dice: «Bisogna considerare i nuovi nutrimenti essenziali, quelli cioè non biodisponibili ma comunque necessari al nostro organismo; bisogna pensare all’invecchiamento precoce in aumento che spesso non coincide con una longevità in salute; e bisogna tener conto di come i cibi raffinati di produzione industriale stanno causando un generale aumento dell’infiammazione cellulare». Insomma, pur restando il luogo dell’equilibrio …

Campi estivi: giocando si impara

L’estate è il periodo migliore per dedicarsi alle proprie passioni. E trasformare il divertimento in una vera scuola di vita e di apprendimento felice. Giocare, partecipare, condividere impegno e obiettivi: ecco il modo migliore per imparare, concentrarsi ed esercitarsi. Immaginate quindi quanto possa essere divertente e istruttivo insieme dedicarsi alle proprie passioni in compagnia di ragazzi e ragazzi di ogni parte del mondo. E non si tratta solo di far pratica nello sport, nella musica o nella lingua inglese. Si tratta soprattutto di imparare a stare insieme a se stessi e agli altri, a crescere, diventare indipendenti, e attivare quelle competenze socio-emotive che sono lo strumento indispensabile per diventare adulti responsabili e creativi. A tutto sport Qualcuno pensa che sia semplicemente educazione fisica, lo sport invece è educazione e basta. Praticare una disciplina è entusiasmante, farlo nel tempio dei propri beniamini è un’esperienza che non si dimentica. E quest’anno, nei luoghi del mitico stadio Etihad di Manchester, dentro le aule super della City Football Academy, dove si parlerà di calcio, stile di vita dei giocatori, nutrizione, comportamenti …

La nuda verità di Maria Lassnig

Cominciai diversi anni fa a raccogliere senza un nessun preciso ordine o pretesa, ma solo per piacere e curiosità, alcune opere di artiste contemporanee che ritraevano, con i diversi mezzi espressivi, il femminile. Mano a mano questa ricerca è diventata meno assidua, ma lo sguardo è sempre presente. La galleria delle opere è visibile a questo link mentre in questo post vorrei annunciare la mostra su Maria Lassnig (1919 – 2014) che sarà ospitata dal 25 marzo al 25 giugno 2017 all’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti e curata da Wolfang Drechsler. Maria Lassnig: Woman Power è quindi una delle poche mostre dedicate al lavoro di una donna, tra le artiste più significative della seconda metà del XX secolo, insieme a Louise Bourgeois e Joan Mitchell. Una donna che ha scelto di guardarsi attraverso la sua opera. Guardarsi dentro e guardare il suo corpo nudo, nelle diverse età, anche vecchio… La grande maggioranza dei suoi lavori sono infatti autoritratti, anche nei casi in cui le opere presentano un titolo diverso. In essi la fisionomia gioca solo un ruolo parziale: il mondo esterno, visibile, serve spesso solo come involucro di un percepibile mondo …

La Dieta Mediterranea che non c’è più

Doveva capitare anche a lei. A un patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco (dal 2010) che è andato di pari passo con la storia dell’Uomo fin da quando ha cominciato a usare l’aratro. La Dieta Mediterranea, quella che con olio d’oliva, verdure, frutta, legumi, cereali, vino, pesce e poca carne, ci ha regalato qualche anno in più e arterie migliori rispetto a molte altre popolazioni che non vivono a contatto con il Mare Nostrum, diventerà una Med Diet 4.0. Con buona pace persino della famosa Piramide Alimentare, che da qualche decennio ci indica, con un semplice grafico, quali sono i cibi giusti, e le loro relative quantità, per un’alimentazione corretta e salutare. «Si tratta di un’evoluzione in chiave contemporanea della dieta, che smette di essere “solo” un modello nutrizionale, per diventare uno stile di vita sostenibile per le generazioni presenti e future» dice Giovanna Caccavelli, dietista del Centro Studi Sprim, società organizzatrice di NutriMI e della Prima Conferenza Mondiale sulla Dieta Mediterranea dal titolo Revitalizing the Mediterranean Diet che vedrà, il 7 e 8 luglio scorsi, a …

Andrea Bianchi: il silenzio dei passi

Ho intervistato Andrea Bianchi per un articolo pubblicato su Dove (Wilderness). Aveva appena pubblicato Il silenzio dei passi e stare a piedi nudi nella sabbia, nel bosco o nella neve, mi sembrava un bel modo per raccontare la wilderness. Ecco qui l’intervista integrale. Quando hai cominciato e perché a camminare a piedi nudi? È cominciato tutto per caso durante una camminata in montagna con la mia bambina. Lei si è tolta le scarpe, e io, che già indossavo delle scarpette minimali, ho provato a fare qualche metro scalzo. Sono bastati dieci minuti per farmi capire che in quell’esperienza c’era di più dell’aspetto meccanico. Ho poi continuato a camminare scalzo a casa e in giardino, e i “passi nudi” sono diventati per me una sorta di ricerca personale e interiore. Un modo per stare in contatto con me stesso attraverso il contatto con la natura. Ti sei anche documentato su quello che scoprivi? Certo. Nel mondo anglosassone di barefoot hiking si parla molto e se ne scrive, altra tradizione è quella tedesca che prevede percorsi ad hoc… Io preferisco compiere a piedi nudi dei sentieri naturali, anche quelli che all’inizio sembrano impensabili, …