Food, Storie
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Barry Sears, mangiare bene per salvare il pianeta

Ho incontrato Barry Sears durante un convegno a Milano e in occasione di un mio articolo per Gioia!. È stata l’occasione di parlare di cibo e salute del pianeta. E di come l’alimentazione può decidere sul nostro futuro ambientale, sociale e democratico.

La Zona ha compiuto 20 anni: rispetto agli inizi che cosa è variato, di quali scoperte genetiche e scientifiche si è arricchita?

Molte intuizioni con cui ho iniziato venti anni fa si sono rivelate giuste nel corso del tempo. Oggi la Zona si è arricchita di scoperte di alimenti essenziali che la hanno resa uno strumento più potente. Come l’inclusione di olio di pesce ad alto dosaggio, o l’aiuto di polifenoli per attivare i geni. La terza novità sta nel ruolo della dieta per rendere più sano il nostro intestino. Il prodotto finale è sempre lo stesso: ridurre l’infiammazione.

Lei sostiene che l’invecchiamento precoce è in aumento. In realtà noi viviamo di più, come lo si spiega?

Bisogna distinguere l’invecchiamento semplice dalla longevità in salute, che si definisce con il numero di anni vissuti meno gli anni vissuti con disabilità. Troppi anni ancora sono tormentati dalla disabilità. La verità è che la cultura dell’alimentazione non si è evoluta al pari della tecnologica. Non solo, 50 anni fa c’era una migliore cultura nutrizionale. I cibi erano migliori. E non è vero che oggi siamo meglio informati di un tempo. Cinquanta anni fa il nostro stile alimentare rifletteva migliaia di anni di osservazioni e deduzioni pratiche fatte dai nostri antenati. Oggi la tecnologia alimentare offre più cibi pronti lavorati e a basso costo, ma ha aperto il vaso di Pandora: quello che prima era fonte di vitalità, ora è fonte di problemi.

Cosa pensa della restrizione oraria che oggi molti consigliano per mantenere giocane il nostro organismo?

Non ne penso molto. Se vai in autostrada, ci vai con un serbatoio pieno solo di un quarto? In realtà la nostra capacità del nostro organismo di produrre energia dal cibo si evolve in tempo reale. La materia prima trasformata in energia costantemente. Il cervello ha una quantità di riserva di soli cinque minuti. Quando la riserva si è esaurita, inizia un’insufficienza cerebrale che “attacca” la massa muscolare. Il digiuno che noi facciamo per otto ore al giorno, è già sufficiente.

Tra gli elementi essenziali del futuro lei cita i polifenoli del maqui che però sono evidentemente rari e difficile da reperire…

Che sarannno essenziali e che ne abbiamo bisogno anche se non li produciamo sarà riconosciuto entro quindici anni. Ed è vero che ci sarà un problema perché non ci sarà disponibilità per tutti. Il riscaldamento globale è anche la causa della riduzione degli acidi grassi nel pesce e una stima recente dice che se usassimo tutto il pesce ora esistente solo il sei per cento della popolazione avrebbe vero nutrimento… Se poi si pensa che la popolazione mondiale è in costante aumento, il problema è evidente. Io penso che alla fine avremo due livelli di società: da una parte chi potrà disporre di tutti i nutrienti per stare bene, e chi sarà condannato a un deterioramento della qualità della vita. Non conosco soluzione, visto che sia gli Omega 3 che i polifenoli sono troppo complicati da produrre per via chimica, a meno che non si riduca la popolazione del mondo di circa la metà…

Cosa possiamo fare noi, a tavola, per cibarci in modo responsabile?

Intanto smettere di affidare la responsabilità della nostra salute alle grandi multinazionali alimentari o alle industrie farmaceutiche, altrimenti non possiamo stupirci di quello che ci sta capitando. E poi mangiare meno. Mangiare meno (e meglio) è un aiuto per il pianeta. Questo è un programma transgenerazionale, perché questo aumento dell’infiammazione diffusa sta cambiando anche l’espressione dei geni nelle generazioni successive. I figli dei nostri figli saranno quindi più ammalati di noi. Se invece ci nutriamo bene, anche i nostri figli erediteranno una salute, e un futuro, migliore. Ora è il momento di agire, i comportamenti alimentari sono pericoli per il futuro dell’umanità più del riscaldamento globale.

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