Me.
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Basta pagare

Ieri sera ero al concerto di Adele. Bello e perfetto. La sua voce è un misto di intimità ed evasione. Ci si emoziona e si balla. A patto che uno metta il suo smart phone in tasca e si dedichi anima e corpo a quello per cui ha pagato anche una certa cifra: il concerto. E invece, eccoli lì, immobili, con l’occhio fisso sul display lcd per controllare l’inquadratura, tutti presi a filmare la loro canzone preferita. Guardare la realtà attraverso il video è ormai diventata una cattiva abitudine. E il video, una sorta di preservativo al coinvolgimento. Emotivo o razionale. Non c’è più nulla che ci emozioni perché non ci può essere passione dove il vero ha fatto spazio al verosimile. Non c’è più nulla che ci interessi perché, al di là dello schermo lcd, tutto sembra più lontano, sfuocato. Si perde il calore delle tre dimensioni (la fisicità) e rimane solo una fredda immagine bidimensionale. Sono tutte menate cerebrali, lo so. Ma in questi giorni sono davvero confusa. Altro che l’invenzione della realtà di cui scriveva giorni fa Ezio Mauro su Repubblica. Qui siamo alla compravendita degli spot del quotidiano, alle scenografie posticce, e quindi facilmente removibili (se serve), alle quinte di cartonato. Basta uno shopping virtuale su Internet, e un’isola invasa dalla disperazione si trasforma nell’idea, già accarezzata e fatta propria, di un nuovo paradiso turistico. Come se, cambiata la sceneggiatura, anche le comparse sentissero il bisogno di adeguarsi al nuovo ruolo. La cosa divertente è che dividendo il costo della nuova villa in Cala Francese per il numero degli abitanti dell’isola di Lampedusa, viene fuori una cifra attorno ai 300 euro. Che è poi la stessa cifra pagata alla finta terremotata aquilana finita su tutte le prime pagine dei giornali. Ecco, io non so più. Non so più se comprare un costume da mare per il mio bambino è diventato shopping o istigazione sessuale; se il Tribunale di Milano è l’Isola dei Famosi sono la stessa cosa; se il Consiglio Regionale della Lombardia è la ribalta per soubrette come Nicole Minetti, che dichiara (battuta?) di voler diventare Ministro degli Esteri. Ecco. Nel Mito di Protagora si dice che gli dèi avevano dato agli uomini due doti, aidòs e dike, ovvero pudore e giustizia. Ma in questo mondo di attori navigati e facce toste, di personaggi capaci di  bucare schermi e telecamere, sempre con la battuta pronta (beati loro), il senso del pudore non serve, figuriamoci la giustizia. Al posto del senso, è rimasto il prezzo. Perché, visto da davanti allo schermo, tutto quello che viene inquadrato, in quanto oggetto, è comprabile. Basta pagare, appunto. E ognuno lo interpreti come meglio crede.

P.S. Oggi, durante una traversata 11 giovani donne e uomini africani sono finiti in mare. E sono morti. Tra di loro un bambino di un anno. Superstite, un ragazzo somalo che ha dichiarato di averli visti morire davanti ai suoi occhi. In diretta: non aveva uno smart phone a portata di mano.

5 Comments

  1. Sono talmente d'accordo con te, che mi permetto di segnalarti il mio blog, dove un paio di volte ho scritto della nostra situazioni di Isolani, dimenticati dal resto d'Italia…La quale Italia, tout court o quasi, è persuasa che noi isolani e italiani, siamo tutti ricattabili e comprabili.

  2. sono d'accordo con te, pero ho trovato una sorta di antidoto all'angoscia della bidimensionalità. Su avaaz.org, guardo incantata per interi minuti le firma in tempo reale delle petizioni e mi dico che, chissà, quelli che la pensano come noi sono la maggioranza.

  3. Manuela Mimosa Ravasio says

    Sicuramente la Rete è uno degli strumenti, se non il più efficace per smascherare certi vizi di comunicazione e di manipolazione della realtà. Purtroppo per noi, al solito, meno della metà degli italiani la usa. Ed è indubbio che il tasso di cultura media, quella che dovrebbe aiutarci ad avere uno sguardo critico verso la realtà, è in caduta libera. occorre quindi utilizzare la Rete, ma anche riprendere quegli spazi concreti di dibattito e di progettualità, anche politica, reali. In questo senso, credo che il nuovo movimeto femminile sia l'unico che in questi mesi abbia dato prova di sapere coniugare entrambe le cose.

  4. Manuela Mimosa Ravasio says

    sembra un quadro Mag… e poi comunque alla fine quella casa sembra che non se la sia neppure comprata… fiction nella fiction.. siamo al virtuosismo

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