All posts filed under: Design

All we need is… design. Dal cibo alla sala mensa, dalla case alle cose, dalle cattive abitudini alle buone maniere. Nomi e cognomi, mode e modi, idee e ideali. Perché il mondo, in fondo, non è cattivo. È che lo disegnano così…

Lavoro: smell designer

Qualcuno ha detto che il profumo è ciò che si mette sopra a un odore. E anche nelle parole di ogni giorno, chi dice profumo evoca fragranze e piacevoli effluvi; l’odore, invece, è sempre qualcosa a cui si accenna con una certa pudicizia, che va gestito come le buone maniere a tavola. Eppure, mentre gli scaffali dei beauty shop si riempiono di profumi gender free, flaconi design ispirati alle fiale di laboratorio o a spray per le pulizie, rimandi aromatici a viaggi nel deserto o all’erba tagliata, anche l’odore sta cercando di farsi sentire. Con il naso, naturalmente. Ma anche costruendosi un pedigree di tutto rispetto che comprende citazioni letterarie e la paternità di un titolato smell designer. Per dire, se la star del design Tom Dixon non avesse descritto con precisione il suo Scent London (in versione candela acquistabile sul sito per la modica cifra di 120 euro) come l’odore dei crochi e delle ortiche nei parchi di mattoni rossi di Londra, mescolato al sentore salato del Tamigi nei pressi del quartiere di Dagenham, …

Bambini: arriva Cubetto!

Un gioco che aiuti i bambini dai tre anni ad avvicinarsi alla programmazione e alle STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) approvato, e ispirato, dal Metodo di Maria Montessori. Non è una strana combinazione se si pensa che molti giganti del favoloso mondo di Internet hanno dichiarato di aver subito il fascino delle scuole Montessori. Si tratta di un cubo robot con una console di legno con una serie di 16 blocchi colorati, una mappa e un libro che, grazie alla combinazione di movimento, tatto e suono, aiuta anche i bambini con disabilità a rafforzare le loro capacità di programmazione e comunicazione. Per tutti, l’obiettivo è quello di incrementare la creatività del bambino, il suo pensiero critico, la consapevolezza spaziale e capacità di comunicazione. Una versione beta del prodotto è già utilizzata da più di 300 scuole e 500 famiglie in oltre 40 Paesi in tutto il mondo, il che ha potuto creare una piattaforma di apprendimento che si espande e si connette a un numero illimitato di dispositivi tramite Bluetooth. Cubetto è ora prodotto da Primo Toys con il sostegno di investitori di alto profilo, …

La Dieta Mediterranea in 3D

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera 15 maggio 2015] «In questo momento in cui tutti parlano di cibo, mi sembrava opportuno invitare gli studenti a farsi portatori, e divulgatori, di una particolare cultura che si chiama Dieta Mediterranea». Ugo La Pietra, progettista tra i più eclettici e sperimentatori della storia del design italiano, nonché coordinatore della Creative Academy, la scuola internazionale di design fondata a Milano dal gruppo Richemont nel 2003, spiega così le ragioni che hanno portato a trasformare un laboratorio didattico in una mostra (promossa anche dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte) che sarà ospitata nella Sala del Collezionista del Museo Poldi Pezzoli dal 21 maggio al 15 giugno prossimi. «Se la Dieta Mediterranea è patrimonio dell’Unesco, lo dobbiamo non solo al modello nutrizionale che tutti conosciamo, ma al fatto che essa rappresenta un rituale che esalta l’esperienza sociale della convivialità. Stare insieme, riunirsi attorno a un tavolo, scambiarsi storie e piatti, è un modo per promuovere il senso di una comunità». E attorno a un tavolo si siederanno virtualmente i venti studenti che, attraverso i …

Wearables, la tecnologia si indossa

La moda è il viatico giusto per avvicinare le ragazze alla programmazione? Sembra di sì. Zoe Romano, cofondatrice del Fab Lab milanese WeMake, nel team Arduino per le tecnologie indossabili, si è sempre interessata dell’applicazione delle tecnologie alla moda (wearables). «Oggi i computer sono diventati così piccoli da essere inglobati nei nostri abiti. Possiamo mettere microprocessori e controllori in un bottone, in una cucitura, e così raccogliere dati sull’ambiente o sulla persona. Possiamo creare abiti con sensori di prossimità che si accendono quando una persona si avvicina, o accessori con led che si illuminano quando varia la luce…». Da WeMake, Zoe organizza workshop per donne che voglio unire fashion e coding, e tra fili conduttivi, neoprene e tessuti intelligenti, le ragazze possono anche programmare OpenKnit, la prima macchina da maglieria realizzata con una stampante 3D e controllata da Arduino, la piccola scheda elettronica (microcomputer) made in Italy che da inizio 2015 è esposta anche nelle sale del MoMA di New York. Come dire, non si può mancare!

What is luxury?

[Pubblicato su Gioia! il 19 marzo 2015] Che cosa è il lusso? Una domanda che ci poniamo tutti. E allora il Victoria & Albert Museum di Londra ci ha fatto una mostra (What is luxury?, dal 25 aprile-27 settembre). Nel suo stile, accompagnandoci in una galleria di oggetti che sono un viaggio nell’intelligenza creativa e nella sorpresa. Certo, ormai è assodato, il tempo è uno dei lussi contemporanei. L’orologio The Second Space Travellers di George Daniels per esempio, calcola anche i dati astronomici e ha un meccanismo per monitorare età e fasi lunari. Quello di Philippe Malouin si ispira invece a una clessidra. Poi la preziosità del lavoro manuale dell’uomo: Golden Fleece è un capello realizzato dal padovano Giovanni Corvaja nel 2009 intessendo fili d’oro: per realizzarlo, ha impiegato due mila 500 ore durante le quali ha lavorato per 80 ore a settimana. Per l’abito di Haute Couture dell’olandese Iris Van Herpen invece, sono state combinate tecniche di lavoro manuale con tecnologie digitali. Una lavorazione raffinata tanto quanto quella del merletto di un abito di …

Milan Design Week 2015

  Dal 14 al 19 aprile va in scena la solita Design Week di Milano. Sarà il solito, ripeto, casino e di design se ne vedrà poco (e male). Ora, se io dichiarassi che ai tempi in cui si andava a vedere giocare a ping pong Ron Arad e Ingo Maurer allo Spazio Krizia era molto meglio, dichiarerei – anche – la mia età. Ma, considerando meglio, potrei sempre aver iniziato da molto piccola. In ogni caso, buon divertimento a tutti. Se c’è sempre la fila per cercare di vedere tutte queste cose, una ragione, ci sarà… Io, anche solo per un’ossessione compilativa, metto in questa gallery (in continuo aggiornamento) qualche anteprima di ciò che, molto probabilmente, non riusciremo a vedere… L’ultimo aggiornamento è dell’11 aprile 2015. Per seguire in diretta poi c’è Instagram..  

Regali digitali

Ispirati ai laboratori digitali e alla cultura maker anche molti kit regalo per i ragazzi che possono continuare a casa quello che hanno sperimentato nel FabLab. Da pochi mesi il kit starter di Arduino, la schedina elettronica dalle dimensioni di una carta di credito che può essere programmata per controllare una serie di prodotti interattivi e che da quest’anno è esposta al MoMA di New York, ha la versione con istruzioni in italiano e, tra poco, anche in portoghese e coreano (da 80 euro). Anche i Little Bits, i moduli elettronici in plastica colorata con cui imparare a costruire circuiti si possono acquistare in kit di diversi gradi di difficoltà (da 79 dollari o sullo store Arduino). Chimica e cucina invece per il kit di Laurence Humier. L’Alchemist Matter Kit, unito a un libro che unisce chimica e gastronomia, è pensato per i bambini e il suo lancio ufficiale è previsto durante Expo con un costo intorno ai 40 euro.. [L’articolo completo su FabLab for kids è sul numero di marzo 2015 di Style Piccoli/Corriere …

Il pasto del soldato

La Razione K era la razione da combattimento individuale data ai soldati dell’esercito degli Stai Uniti nel 1942. Siamo nella dimensione della sopravvivenza, dove il narcisismo stilistico, la ridondanza formale, hanno veramente poco spazio. Qui il cibo è quello che fa la differenza tra la vita e la morte e il design è risoluzioni di esigenze essenzialmente funzionali. Ecco perché la mostra che apre oggi alla Triennale di Milano e curata da Giulio Iacchetti, piccola, ospitata con accesso libero nella grande hall, è interessante. Istruttiva la lettura, nelle prime pagine del catalogo dell’origine della stessa Razione K, il pasto del soldato: «… Il kit deve contenere le calorie necessarie per resistere un paio di giorni e dare il tempo alle truppe di terra di rifornire i par. del rancio di ordinanza. Gli alimenti devono pesare poco e soprattutto entrare in una scatola che possa essere contenuta nella tasca dell’uniforme…». Tutto qui.         Ora, poiché come scrive Massimo Pitis nel catalogo, il cibo è sempre un messaggio, il pasto del soldato ci dice dell’urgenza di restare in vita. Per noi, e …

Makers al femminile

Ago, filo e Arduino. Non so se quella della wearable technology sia l’unica strada per portare le donne all’interno del movimento makers, ma senza dubbio il workshop condotto da Zoe Romano e Costantino Bongiorno di WeMake all’interno della Tinkering Zone, il nuovo laboratorio permanente del Museo della Scienza di Milano dedicato al making, all’ingegneria, al design e, in generale all’innovazione, è stata un’esperienza interessante. E bella. Donne di tutte le età e interessi riunite intorno a un tavolo a lavorare insieme tra sensori di temperatura, umidità, pressione o luminosità, fili conduttivi, strati di neoprene e tessuti non tessuti… Non che la cosa mi sorprendesse: sono convinta che la prassi digitale sia molto vicino alla creatività femminile. E che le donne siano istintivamente ricettive all’innovazione e alle sue nuove tecniche. Così, vederle progettare, disegnare, assemblare circuiti per formare decorazioni interattive,  scrivere algoritmi per dettare il ricamo, imparare a destreggiarsi con Flora, la wereable electronic platform compatibile con Arduino, usare taglierini e forbici e persino qualche macchina formatrice, per dare forma a cappelli, borse, guanti capaci di illuminarsi rispondendo ai …

Il gelato meccanico di TourDeFork

Loro, i TourDeFork, sono un designer, Stefano Citi, e una food stylist e fotografa, Claudia Castaldi. In studio hanno una cucina dove si cimentano con l’arte culinaria tutti i giorni, ma del cibo preferiscono raccontare il valore sociale. È difficile persino definirli semplicemente food designer perché il loro lavoro si concentra sulla comunicazione visiva del food che, nelle loro mani, diventa un medium e uno strumento sui cui convogliare un’esperienza collettiva. Quando li ho incontrati all’inaugurazione del Opendotlab, avevano invitato a usare alcuni attrezzi del FabLab (taglierini, piccole seghe, pinze) per tagliare formaggi e legumi: una sorta di officina gastronomica in cui i due ambiti trovavano un punto di incontro. All’ultima Biennale Interieur di Kortrijk, invece hanno presentato, all’interno di un bar progettato con Davide Fabio Colaci e Lula Ferrari, il prototipo di una macchina per produrre gelato senza elettricità la cui idea era nata, un paio di anni fa, al Mencraft – Makers Festival di Roma: il Gelato Meccanico. Senza macchine frigorifere, semplicemente girando una manovella e utilizzando una miscela di sale e ghiaccio, la macchina amalgama e raffredda producendo gelato. «Non è magia» dice Citi, «ma l’attualizzazione di …