All posts filed under: Donne

Il porno che piace alle donne

Fette, che è una giovane ragazza francese dai capelli lunghi e castani, legge, seduta a un piccolo banco, alcune pagine de Il Soccombente di Thomas Bernhard. Arrivata al punto in cui Gould suona le Variazioni Goldberg di Bach di fronte ai suoi amici, la sua voce si rompe e comincia a gemere. Una mano scosta di scatto il libro, l’altra si aggrappa stretta alla scrivania. Un piccolo balzo sulla sedia, la testa che si piega di lato, la bocca dischiusa. Se questo è l’effetto che fa leggere lo scrittore austriaco, c’è da riempire la nostra biblioteca. E invece il segreto di tanto godimento è una mano invisibile che la stimola con un vibratore da sotto il tavolo. Secondo la rivista americana Cosmopolitan è questo, hystericalliterature.com, uno dei siti porno più apprezzati dalle donne. Ci si concentra sul proprio piacere, senza nessun esibizionismo o ansia di prestazione. Nel caso specifico poi, la giovane beata è vestita di tutto punto. Non che tra ragazze non si apprezzino cose, per così dire… più esplicite. Secondo gli ultimi dati di PornHub, tra …

L’arte della coppia

“Devi lavorare per te, per me, per noi”. Così scriveva, il 10 ottobre 1921, Filippo Tommaso Marinetti a Benedetta Cappa, sua moglie. Si erano incontrati tre anni prima nell’atelier di Giacomo Balla: lui aveva vent’anni di più, ma quella ragazza colta e indipendente riuscì in poco tempo a scalfire ogni suo dogma contro la donna e il sentimentalismo. “Mia eguale e non discepola” diceva di lei. Lei che arricchirà le ricerche futuriste di psicologia e spiritualità, che contribuì all’elaborazione del tattilismo, e che firmò le scenografie per le commedie del padre del futurismo e i manifesti anni Trenta. Può dunque la passione romantica, il combinato sentimentale di anime creative, determinare il corso dell’arte? È una delle domande che si pone la mostra Couples Moderne, dal 28 aprile al Centre Pompidou Metz, quindi alla Barbican Art Gallery di Londra. La risposta, a dire il vero, la diede già nel 1974 Ponthus Hultén, primo direttore del Centre Georges-Pompidou, nel suo manifesto per il museo parigino: “l’arte come catalisi e transfert d’energia amorosa”, scriveva. Eppure questa potenza creatrice …

Pugni & Pupe

Più del doppio rispetto a due anni fa e quasi mille in più nell’ultimo anno. Per rendersi conto dell’esplosione della passione femminile per la boxe basta guardare i numeri della Federazione Pugilistica Italiana: 2766 tesserate nel 2017 nel settore amatoriale a fronte di 1880 del 2016. Crescono anche le dilettanti, che non disdegnano il contatto fisico, così come, a stesso ritmo, il settore giovanile. E pensare che fino al 21 luglio 2001, quando il decreto Veronesi permise finalmente alle donne di salire sul ring, i pugni erano affare solo dei maschi. Ora, come succede alla Opigym, storico boxing club di Milano, si iscrivono persino le ragazze sotto i 13 anni. «È l’effetto del passaparola fatto da chi ha provato il pugilato educativo: negli anni il numero degli agonisti è diminuito mentre sono aumentati gli amatori, tra cui molte donne» dice il titolare Alessandro Cherchi, «La boxe fa lavorare tutti i muscoli del corpo, non solo la parte superiore come si crede, visto che i colpi partono dalle gambe, e poi si acquistano velocità, riflessi, capacità …

Giuseppe Burgio spiega il bullismo femminile

Giuseppe Burgio è professore associato di Pedagogia generale e sociale all’Università Kore di Enna, giudice onorario al Tribunale per i Minorenni di Palermo. Per Franco Angeli ha curato il primo saggio sul fenomeno del bullismo femminile Comprendere il bullismo femminile. Genere, dinamiche relazionali, rappresentazioni. Ecco qui l’intervista integrale fatta in occasione del mio articolo per Gioia! Perché è difficile riconoscere il bullismo femminile? Da una parte, per semplicità bisogna dire che la maggior parte sono studiosi maschi… Inoltre la nostra società associa al femminile la dolcezza, la cura, la docilità e non riesce a concepire la rabbia come parte del femminile. Così, quando si presenta, tende a leggerla come “normale competitività tra ragazze”. La stessa scuola, che è il maggior palcoscenico della violenza tra adolescenti, fa sua questa cultura. C’è una sanzione culturale del contatto fisico delle ragazze, anche nello sport, ed è normale che un ragazzo usi le mani, ma non una ragazza… Quanti tipi di bullismo esistono? Molti. Il bullismo varia a seconda del contesto sociale, dell’età, del luogo. Prende di mira l’orientamento sessuale, il sovrappeso, …

Il bullismo femminile che nessuno vede

La cronaca li racconta raramente, anche se sempre più spesso (oggi questo) . Sono gli episodi che riguardano ragazze che minacciano, picchiano, seviziano altre ragazze. Compagne di scuola, per lo più. Che la scuola è il primo e il più grande palcoscenico dove mettere in scena se stesse. Nel panorama del bullismo femminile, fenomeno ignorato dalle ricerche e di cui non si hanno dati, la forma che prende di mira chi tradisce alcuni canoni estetici, è forse quella che maggiormente fa riflettere sul significato che assume il concetto di bellezza oggi. Perché può capitare che la bellezza, l’aspetto esteriore, diventi un modo per definire la soglia di esclusione o inclusione di una ragazza in un gruppo. E indicare, per conseguenza, anche la vittima predestinata. La reginetta del reame «La persecuzione della ragazzina “bruttina”, che veste male e non segue le mode, che non si trucca e magari è studiosa, in nome di un modello di femminilità piuttosto stereotipato, è una delle espressioni del bullismo intra genere» spiega Giuseppe Burgio, professore di pedagogia all’Università Kore di …

L’invasione delle supereroine

Un film horror. Fino a pochi anni fa, era questo l’unico genere cinematografico in cui le donne comparivano più degli uomini (53 per cento). Certo, appena si considerava il tempo in cui le attrici avevano agito e parlato come esseri pensanti, ecco che la bilancia si riposizionava in favore dell’altro sesso; ma del resto, sempre meglio di quel risicato 29 per cento a loro riservato nei film d’azione. È uno dei tanti dati elaborati con il Geena Davis Inclusion Quotient (GD-IQ) del The Geena Davis Institute, la fondazione voluta dalla star hollywoodiana di Thelma&Louise per far emergere la disparità di genere nell’industria cinematografica. «Abbiamo iniziato a raccogliere dati sui film nel 2007» dice Madeline Di Nonno, Ceo della fondazione, «da quando la stessa Davis notò che i film che guardava sua figlia, cartoni animati compresi, erano senza personaggi femminili. Negli ultimi anni, il software GD-IQ ha rilevato, per la prima volta con matematica esattezza la mancanza di ruoli femminili ma, dopo aver presentato i dati 2016 a produttori, dirigenti, sceneggiatori e attori, abbiamo visto che, …

Pronti per la Rivoluzione Mestruale?

Sarà una rivoluzione pacifica, ma non priva di sangue. Quello mestruale s’intende o, se preferite del Marchese, della Regola, delle cascate di Satana, delle Giubbe Rosse… e di tutte le parole che si adottano pur di non proferire quella vera: mestruazione, che altro? Che se è già un fastidio pronunciarla, figuriamoci vederla. Così, quelle che su questo tabù stanno cercando di metterci una pietra sopra, hanno deciso di rispolverare una pratica femminista nata negli anni Settanta per sensibilizzare sulla sindrome da shock tossico associata all’uso di assorbenti interni, il free bleeding, ovvero, nessuna protezione per arginare e nascondere il sangue mestruale, libero così di lasciare il suo segno. Vedo rosso Perché poi la vista di quel sangue dà così fastidio? Una possibile risposta la dà la giornalista Elise Thiébaut nel suo Questo è il mio sangue in libreria in questi giorni (qui intervista integrale). Intanto, qualcuno ricorderà la poetessa Rupi Kaur, che su Instagram ha postato un suo ritratto di schiena con pigiama macchiato e in bagno al cambio di assorbente. O Madame Gandhi, musicista …

Elise Thiébaut, le mie mestruazioni

Gran successo in Francia, Questo il mio sangue (Einaudi) della giornalista francese Elise Thiébaut è in questi giorni anche nelle librerie italiane. Ci siamo sentite via Skype in occasione di un mio articolo pubblicato su Gioia! e questa è l’intervista integrale. Un argomento serio, attuale, di cui scrivi in modo ironico. Credi che sia il modo giusto per trattare questo tema? Le donne devono imparare a sdrammatizzare sulle mestruazioni? Io credo che più un tema è serio e percepito come sgradevole più c’è bisogno di humour. Quando ho cominciato a scrivere mi sono accorta che si trattava di un compito complicato perché le mestruazioni per molte persone sono una cosa disgustosa, sgradevole, e sicuramente 250 pagine su questo tema non sarebbero state invitanti. Penso però che sia importante portare il nostro sguardo sulle mestruazioni perché il solo farlo è un atto emancipatore. Io ho deciso di farlo in maniera inattesa, perché è una sorpresa scoprire che leggere di mestruazioni può essere persino divertente. Il tuo è un libro personale che racconta il tuo rapporto con le …

Violenza. Se non cambia mai nulla

«Crolla il numero di omicidi, ma quello delle donne uccise per mano maschile resta lo stesso. Nel 2017 la media è ancora di una vittima ogni tre giorni, il che ci dice che di passi avanti se ne è fatti pochi». Parole di Francesca Puglisi, senatrice e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere insediatasi qualche mese fa. Il suo compito è quello di verificare l’applicazione della Convenzione di Istanbul, l’efficacia della legge 119 del 2013 sul femminicidio, e scoprire se tutti i finanziamenti messi in campo sono arrivati a destinazione. La relazione conclusiva sarà consegnata alla fine di questa legislatura, ma qualche considerazione la si può già fare (a questo link invece i primi dati della Commissione). Il dato positivo è che, secondo l’Istat, cresce la consapevolezza della violenza subita: si denuncia di più (dal 6,7 al 11,8 per cento) e ci si rivolge di più ai servizi dedicati (dal 2,4al 4,9 per cento). «È vero ma non basta» continua Puglisi, «occorre innanzi tutto una grande opera di …

Quando la violenza è giovane

«Nessuno mi aveva mai fatto sentire così importante: voleva che stessimo sempre insieme, solo noi due, ché stare con gli altri era tempo perso. Mi riempiva di attenzioni, mi chiamava mille volte al giorno, voleva che filmassi tutto quello che facevo. Davanti a scuola c’era sempre lui. Anche quando mi ha detto che non dovevo più mettere la minigonna e dimagrire ho pensato che lo facesse perché mi voleva bene. Che ci teneva a me. Poi ha cominciato a farmi delle bruciature sulla schiena e allora ho capito che c’era qualcosa che non andava e ho chiesto aiuto». Si chiama Giulia, ha 17 anni, ma potrebbe anche essere la ragazza della porta accanto, la compagna di scuola dei nostri figli, quella nella stessa squadra di pallavolo. Perché il teen dating violence, come gli americani hanno battezzato la crescente violenza all’interno delle giovani coppie, ha numeri preoccupanti. Già nel 1999, secondo una ricerca di Wekerle & Wolfe, il fenomeno colpiva fino al 25 per cento degli adolescenti. In Italia, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, su …