All posts filed under: Donne

Se l’app spia le nostre mestruazioni

Margaret Atwood, la scrittrice de Il racconto dell’ancella, aveva previsto anche questo. Qualcuno che sorveglia il nostro ciclo mestruale, prendendo appunti su fertilità, desiderio sessuale, umore. Solo che quel “qualcuno” è un’app utilizzata da quasi 10 milioni di donne americane, Ovia, ora al centro di un’inchiesta pubblicata dal Washington Post per un uso non proprio corretto dei dati personali raccolti, e poi ceduti ai datori di lavoro. «Nelle condizioni d’uso ci sono spesso clausole che consentono all’app di cedere informazioni sensibili, ma gli utenti non sembrano fare attenzione» dice Giampaolo Dedola, ricercatore di Kaspersky Lab, azienda di sicurezza informatica che da pochi giorni ha rivelato i dati di uno studio che vede il 63,5 per cento degli italiani tanto disinteressanti alla privacy digitale da essere disposti a dare l’accesso totale ai propri dati in cambio di (poco) denaro. Se sapessero che il così detto mercato “femtech” – app benessere comprese – varrà 50 miliardi di dollari entro il 2025, cambierebbero idea. Ma cosa fare per proteggersi? «Anche l’anonimato, in alcune tipologie di servizio, non funziona» continua …

Una brava maestra

Il disagio che ci prende quando sentiamo l’ennesima storia di maestre che maltrattano i bambini. Da Cernobbio a Isernia e Milano, per citare quelle che a stretta memoria mi vengono in mente. È un disagio causato non solo dal disgusto dell’evento in sé, ma anche dal fatto che mina, rende traballante, una delle nostre certezze emotive. Di quelle che a cui ci si aggrappa fin da bambini. Una maestra cattiva, al pari di una mamma cattiva, ci toglie dalla nostra zona di confort. Ci sottrae dalla convinzione incrollabile per cui “le donne sono fatte per fare le mamme” e “le maestre sono tutte come le mamme”. Per questo ho amato, fin dalla prima riga, leggendolo in anteprima, un piccolo libro che esce giusto oggi in libreria. È Contro i bambini. Memorie di una brava maestra edito da Il Saggiatore. Sia chiaro, Rosalba Santoro, maestra di scuole materne ed elementari in Abruzzo, il cui diario segreto è stato trovato dal figlio e dato alla stampa, non ha mai picchiato bambini o bambine. Ed era pure benvoluta …

Sono le donne le leader del dating online

La prima mossa? Ora è sicuro che la farà lei. Almeno nel mondo sempre più variegato del dating online, dove le app che strizzano l’occhio al pubblico femminile, per ora in netta minoranza, stanno aumentando. «Il mio obiettivo era quello di liberare le donne da imbarazzanti situazioni con colleghi o ex fidanzati, e di lasciare loro, invisibili ma presenti, le redini della scelta». Chi parla è Clémentine Lalande: il prossimo 5 marzo lancerà in Italia Pickable, la prima app che consentirà alle donne di scegliere il partner senza l’obbligo di creare un profilo pubblico. Modalità anonima e maggiore privacy, oltre alla possibilità di inviare foto e nome solo in chat privata quando lo si riterrà opportuno, dovrebbero far partecipare le donne con più entusiasmo. Lalande, d’altra parte, del dating on line ha sempre fatto una questione di empowerment femminile, e già con la sua prima creatura, Once, pioniera dello slow datingoggi con oltre sei milioni di utenti in sette Paesi, aveva mostrato una certa sensibilità di genere: «La possibilità di ricevere una sola richiesta di …

Donne e sport, vincere non basta

Le ultime, in ordine di apparizione, sono le ragazze della pallavolo. In un Paese dove la palla la toccano solo i maschi, e con i piedi, loro, con le mani, hanno fatto vedere a più di sei milioni di telespettatori come si fa a stare sul tetto del mondo. Cambio campo, e arto, stessa storia. Dopo venti anni, la Nazionale femminile di calcio si è qualificata ai mondiali di Francia 2019 lasciando al palo i maschi. Ancora determinazione, fatica, fame di vittoria: «Le ragazze sono più responsabili. Hanno una capacità di sacrificio molto alta e una forte voglia di imparare e cogliere il massimo da queste occasioni. Un’attitudine che dipende dall’educazione e da quello che in genere famiglia e società richiedono a una bambina», dice Milena Bertolini, ex calciatrice e oggi CT della Nazionale femminile. La stessa “educazione” che ha impedito però a molte di pensarsi come allenatrici e dirigenti, e di riuscire a conciliare gli orari di lavoro con la vita sul campo, magari la sera o fuori città. «Sono tempi e ruoli pensati …

Violenza sulle donne, la giustizia impossibile

Eccoci all’appuntamento annuale del 25 novembre. Con l’Istat che poche ore fa pubblica i nuovi dati e pure una pagina interattiva dove analizzarli “in diretta”, con l’Eures che ci ricorda che negli ultimi dieci anni le donne uccise per mano maschile sono state tre mila e 100; e con le rilevazioni del 1522, il numero antiviolenza e stalking promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento per le Pari Opportunità, che mostrano come nel primo semestre del 2018 le chiamate sembrano essere in crescita rispetto all’anno precedente. Con una chiosa, perché – si dice – il 90 per cento delle donne vittime di violenza non denuncia e il 30 per cento non si rivolge a nessuno. Non sono riuscita a trovare conferma di questi dati, visto che già l’anno scorso la Commissione d’inchiesta sul femminicidio rilevala il contrario (ne ho scritto qui) e che la stessa indagine Eures mostra come nel 57,1 per cento dei casi del 2017, le violenze erano note a terze persone, e nel 42,9 le donne avevano presentato regolare denuncia. …

Elena Ioli, le donne, la scienza, l’ambiente

Elena Ioli è una fisica teorica, ha lavorato sui buchi neri all’Università di Bologna e all’École Normale Supérieure di Parigi. Insegna anche fisica in una scuola secondaria superiore ed è autrice di molti libri. Nel febbraio del 2018 è stata selezionata per partecipare al progetto australiano Homeward Bound, che ha portato 77 scienziate provenienti da tutto il mondo in una spedizione di quattro settimane in Antartide, coniugando scienza, comunicazione, leadership e tutela dell’ambiente. In occasione di un mio servizio per Gioia! le ho fatto alcune domande. Qui l’intervista integrale. Lei ha appena terminato una spedizione tutta al femminile internazionale. Posso chiederle se le sue colleghe straniere hanno avuto un miglior e più facile accesso alle carriere scientifiche? Penso soprattutto al gender gap che in Italia si riscontra tra maschi e femmine… I pregiudizi culturali riguardo a una presunta maggiore predisposizione maschile, piuttosto che femminile, per una carriera scientifica sono ancora diffusi. Sebbene la percentuale di donne che si laureano in discipline scientifiche sia all’incirca la stessa dei colleghi maschi, globalmente le donne occupano solo il 21 …

Francesca Reggiani, ragazze si diventa

Dall’8 novembre su Rai 3 torna La TV delle ragazze. Francesca Reggiani era una di loro, una di noi, è stata Sabrina Ferilli, Katia Ricciarelli, Alba Parietti, Marta Flavi… Mentre preparavo il pezzo per Gioia! Educare al femminismo le ho rivolto qualche domanda anche su questo ritorno. Ecco qua l’intervista completa. Lei ha raccontato le donne sempre prendendole e quindi prendendosi in giro. Quanto è importante avere verso se stesse uno sguardo ironico, anche per raccontare discriminazioni e stereotipi? Naturalmente l’ironia è importante come risposta a tutte le questioni della vita, agli accadimenti del quotidiano. E con l’ironia si possono dire cose molto più vere ed efficaci di quelle che troviamo scritte nei saggi. Oggi la forma si è trasformata in sostanza, questa è la realtà. E questo segno del cambiamento del tempo, rispetto a quando eravamo ragazze noi e c’erano certe ideologie, è sintetizzabile nel pensiero della ragazza che porto in scena che alla domanda se sia più rilevante la bellezza o l’intelligenza risponde: «Fra bellezza e intelligenza oggi è sicuramente più importante la bellezza, nessuno mi hai mai …

Serena Dandini, le ragazze son tornate

Dall’8 novembre su Rai 3 torna La TV delle ragazze. Per chi come me ha vissuto la prima stagione, trent’anni fa, attaccata alla televisione quasi come fosse una rivelazione, questo ritorno, che come sottotitolo recita Gli Stati Generali 1988-2018, è quasi emozionante. Allora fu un modo quasi per prendere la parola, anche se inconsapevolmente, ma fu, senza dubbio, una stagione di televisione geniale e irriverente che non è stata mai ripetuta. Questa estate ho parlato con Serena Dandini mentre lavoravo al pezzo Educare al femminismo, e così è stata l’occasione per parlare anche delle ragazze. Cosa è cambiato, in meglio e in peggio, rispetto ad allora? Queste quattro prime serate si propongono proprio questo, di fare un confronto. Non è un anniversario, né una celebrazione, che c’è ben poco da celebrare, ma un momento per fare il punto con volti vecchi e nuovi. Molto spesso quello che si conquista viene dato per scontato, e invece, dobbiamo imparare che i diritti vanno riconquistati ogni giorno. Perché ancora oggi molte donne in Italia, mi riferisco a donne con un ruolo …

Perché le donne sono più depresse?

Di tutte le patologie femminili, quelle che riguardano i disturbi mentali e neurologici costituiscono il trenta per cento. Non è poco, e infatti, secondo anche i recenti dati dell’Istat inclusi nel report La salute mentale nelle varie fasi della vita – anni 2015-17, il tasso di depressioni al femminile è per esempio quasi il doppio rispetto a quello maschile. Ma se si parla di incorrere in quei disturbi affettivi e stagionali, come il calo di umore e di energia vitale che si manifestano di solito durante autunno e inverno, allora la probabilità per le donne è sei volte maggiore. «Ci sono diversi fattori che rendono le donne maggiormente a rischio» dice Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale dell’Ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano e presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Osservatorio nazionale salute della donna. «A parte il ciclo riproduttivo e alle conseguenti fluttuazioni ormonali che le rende vulnerabili – si pensi al disturbo disforico premestruale che colpisce circa il 5 per cento delle donne, la depressione legata a gravidanza e post-parto che …

Educare al femminismo

Camminavo in montagna e ho fatto un gioco con mio figlio. Ognuno pensava a un personaggio e l’altro, a turno, doveva indovinare. A un certo punto ho posto una regola: «Deve essere una donna!». Seguono dieci minuti di silenzio assoluto e poi: «Dai ma’, non me ne vengono in mente!». Eppure all’adolescente in questione non mancano argomenti. Nella mezz’ora precedente si era destreggiato con una certa padronanza da Pisistrato a Trockij, passando per Elon Musk. Quel che gli manca quindi, è la percezione dell’esistenza del genere femminile. Non so se nella quotidianità, ma nell’accezione “storica” è sicuro. Dove ho sbagliato? Mi sono chiesta. Dopo tutti quei discorsi sul femminismo, le corse al cinema a vedere film come Mustang o Libere, disobbedienti, innamorate, le discussioni sugli stereotipi… dove ho sbagliato? «Da nessuna parte. Uno ci prova a insegnare la parità, ma non sempre nel caos quotidiano del brodo culturale in cui siamo immersi ci si riesce. Sui libri di storia non si studia Cristina di Belgioioso, che apre giornali, finanzia patrioti, perora la causa dell’Unità d’Italia all’estero, …