All posts filed under: Donne

#azzurredentro: ecco le ragazze della Nazionale femminile di basket

Come è giusto, il primo tiro lo fa la capitana. Raffaella Masciadri, 37 anni, una delle veterane di questa Nazionale di basket che ha appena partecipato agli Europei in Repubblica Ceca, e che con dodici scudetti nel suo palmarès, quattro anni insieme alle Los Angeles Sparks, la versione femminile dei Lakers, è fresca di nomina alla presidenza della Commissione Atleti del Coni. «La pallacanestro mi ha dato tanto e io voglio restituire il ricevuto» dice. «Continuare a lavorare per gli atleti studiando percorsi di dual career che preparino a rientrare nel mondo del lavoro, è il mio obiettivo». Il suo piano B, qualcuno direbbe, a cui, insegna lo sport, si deve cominciare a pensare quando si è in corsa, soprattutto le donne, in genere pagate meno dei colleghi maschi e mai professioniste. Masciadri, per esempio, tra un campionato e l’altro, si è laureata in Scienze Giuridiche: «Studiare e giocare è una cosa che si può fare senza eccessivi eroismi. Basta essere determinate», assicura. Ma forse c’è di più, perché come dice Mara Invernizzi, ex campionessa …

Divorzio all’italiana

Un fulmine si è abbattuto sul diritto di famiglia italiano. Quello degli anni Settanta, tanto per capire quanta acqua è passata sotto i ponti della società civile del Bel Paese, ma il fatto che una sentenza della Cassazione abbia stabilito che l’assegno divorzile non è più da parametrarsi al tenore di vita goduto in matrimonio, bensì alla possibilità di lavorare, alle proprietà immobiliari e ai redditi, ha scatenato non poche polemiche. Certo, come ribadisce l’avvocato Gassani, presidente dell’Ass. Avvocati Matrimonialisti Italiani: «Non è una legge, ma un indirizzo che però, affermando che il matrimonio è scelta d’amore e non sistemazione economica, condizionerà i giudici». Tanto per cominciare, chi riterrà iniqua la cifra dell’assegno di mantenimento potrà fare ricorso. «Il concetto di autosufficienza sarà il pomo della discordia» continua Gassani. «Bisognerà contestualizzare il reddito reale, che 500 euro a Milano non sono gli stessi a Catania. E poi c’è la questione di chi si è sacrificato per la famiglia e non può essere rottamato come un’auto». Eh sì, perché se l’età media in cui ci si …

Tutto il rosa delle bambine

È stato salutato un po’ come una rivoluzione. Perché per la prima volta Pantone, massima autorità nelle tendenze colore, ha sentenziato che la nuance della primavera estate 2016 era, non una, ma una coppia, una combinazione data dal quarzo rosa (per precisione il Pantone 13-1520) e dal blue Serenity (Pantone 14-39199). Un caso? Neanche a pensarci. Ci si guardi attorno, la moda e il mondo delle celebrity stanno mandando messaggi chiari: con Bruce Weber che per la campagna di Louis Vuitton fotografa Jaden Smith, figlio della star del cinema Will Smith, in abiti femminili; con Andreja Pejic, ex profugo bosniaco che è diventato il modello transgender tra i più ricercati; e con Miley Cyrus che si è autodefinita pansexual. Così, i portavoce dell’azienda americana che cataloga tutto l’arcobaleno, non hanno avuto remore ad ammettere che il loro era un inno al superamento delle norme culturali e di genere. Siamo quindi giunti alla fine del rosa come “colore delle femmine”? Il Barbie Pink, anch’esso nome rubato a un altro Pantone, sarà solo un lontano, e imbarazzante, ricordo? …

Pilar Fogliati, l’ordine è nelle piccole cose

Il successo da Un passo da cielo, la fiction di Rai Uno di cui è appena terminata la quarta stagione, non se lo aspettava neppure lei. È per questo che Pilar Fogliati, diplomata Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, i capelli con cui sembra litigare e le parole che vanno a tavoletta, si dice, e per tre volte, “lusingata”. Qui però si parla di un’altra sua passione, la borsa. Quante ne ha? Piccole, tante. A tracolla, perché amo le mani libere. E colorate, perché mi vesto sempre di nero e mi piace avere una macchia di luce addosso. Blu elettrico, preferibilmente, e in camoscio che è più piacevole al tatto. Si dice che la borsa è per una donna una sorta di ufficio oggetti smarriti. Lei cosa ci perde? In realtà sono ordinatissima e controllo spesso di averla chiusa. Le mie amiche mi prendono in giro per questo. E per il mio speciale modo di arrotolare sciarpe o golfini e pigiarli dentro. Ma a me piace così, ogni cosa al suo posto. Compreso gli immancabili elastici per …

Iaia Forte, la borsa e la vita

È appena atterrata da Londra dove ha portato in scena, all’Istituto Italiano di Cultura, il personaggio di Tony Pagoda tratto dal libro Paolo Sorrentino Hanno tutti ragione. Ora che veste abiti maschili, le piacciono per caso le borse da uomo? (Ride, ndr) Affatto, interpretare Pagoda mi diverte perché è giocare su un machismo estremo e ridicolo. L’unico borsello che ho avuto me lo feci regalare a 14 anni… un peccato di gioventù. Di cui si è subito pentita, visto che lei è una vera collezionista di borse… Ultimamente mi trattengo per frenare l’effetto accumulo, ma sì, ne ho un’infinità. E del resto comprare una borsa è uno di quegli acquisti non soggetti alle alterazione fisiche. Grasse o magre, va sempre bene! L’ultima follia a cui ha ceduto? Due borsettine tailandesi: l’una leopardata, l’altra in gomma e tutta fiorita… Quali sono invece le borse della sua raccolta a cui tiene di più? Una meravigliosa in rafia blu elettrico con stelle rosse presa in Venezuela e un’altra in plastica trovata in un mercato di Nuova Delhi. Sono …

Bambine nel pallone: un calcio ai pregiudizi

«Lei lo sa che in America il calcio femminile è più famoso di quello maschile?». Capelli lunghi tenuti in una lunga coda, scaldamuscoli rosso acceso e scarpette bicolori. Orgogliose e determinate, sempre con il pallone ai piedi, le allieve della scuola calcio Milan Ladies sembrano davvero sapere il fatto loro. Hanno passato un’ora buona a difendere ed attaccare, prima una squadra, poi l’altra, ogni tre minuti. «Via! Non forzare la giocata! Fatti vedere! Chiama la tua compagna! L’avversaria va battuta, ma con il cervello! Non correre a duecento all’ora se poi ti incarti», grida l’allenatore. Eleonora, Angelica, Viola, Anna, Elena, Paola, Giulia, Michela… hanno dagli otto agli undici anni e sono il futuro, e la speranza, del calcio femminile in Italia. Un fenomeno che, va detto, rispetto ai numeri europei, dall’Inghilterra alla Germania, dalla Francia all’Olanda e Spagna, in Italia si sta imponendo da pochi anni, soprattutto da quando, nel 2015, la FIGC ha chiesto alle società di serie A e B di aprire al settore femminile con (almeno) venti bambine tesserate. Ma, prima di …

Girlboss, tra lavoro, donne e bugie

Se c’è una cosa che non manca mai sono i buoni consigli. La ricetta miracolosa per fare successo, rifarsi una vita, ricominciare da capo. Quella di Sofia Amoruso per esempio, raccolta nel libro edito da Sonzogno un paio di anni fa Girlboss, aveva persino avuto il benestare da Lena Dunham (“Ispirazione pura. Per passare dalle parole ai fatti”) al New York Times. Poi però l’impero NastyGal creato dal nulla dalla Girlboss è fallito e nessun libro è stato scritto per spiegare le bugie che di solito si nascondono dietro all’ennesima ricetta che collega donne, lavoro, tecnologia. Così il prossimo 21 aprile su Netflix di tutto il mondo saranno caricati i tredici episodi della serie #GirlBoss e c’è da star sicuri che il tutto sarà presentato come un racconto un po’ ironico  di “una che ce l’ha fatta”. Forse perché la storia di una che fa bancarotta dopo tre anni, passando dalle stelle alle stalle, attrae meno; e forse perché si ha in genere più voglia di immedesimarsi con una mosca bianca (che ce l’ha fatta), che con un quotidiano fallimento. Sul lavoro e le donne, in …

La nuda verità di Maria Lassnig

Cominciai diversi anni fa a raccogliere senza un nessun preciso ordine o pretesa, ma solo per piacere e curiosità, alcune opere di artiste contemporanee che ritraevano, con i diversi mezzi espressivi, il femminile. Mano a mano questa ricerca è diventata meno assidua, ma lo sguardo è sempre presente. La galleria delle opere è visibile a questo link mentre in questo post vorrei annunciare la mostra su Maria Lassnig (1919 – 2014) che sarà ospitata dal 25 marzo al 25 giugno 2017 all’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti e curata da Wolfang Drechsler. Maria Lassnig: Woman Power è quindi una delle poche mostre dedicate al lavoro di una donna, tra le artiste più significative della seconda metà del XX secolo, insieme a Louise Bourgeois e Joan Mitchell. Una donna che ha scelto di guardarsi attraverso la sua opera. Guardarsi dentro e guardare il suo corpo nudo, nelle diverse età, anche vecchio… La grande maggioranza dei suoi lavori sono infatti autoritratti, anche nei casi in cui le opere presentano un titolo diverso. In essi la fisionomia gioca solo un ruolo parziale: il mondo esterno, visibile, serve spesso solo come involucro di un percepibile mondo …

La matematica delle ragazze (che poi è la stessa dei ragazzi)

Si chiama maths anxiety ed è quel tipo di ansia, di preoccupazione eccessiva nei confronti dei compiti e dei test di matematica che può influenzare l’apprendimento. L’ha “misurata“ uno studio recente e che ha dimostrato come le bambine, a parità di capacità e all’inizio anche di risultati, siano più ansiose, e quindi meno performanti, dei loro compagni di banco. «La matematica, materia che non lascia spazio a valutazioni soggettive, crea naturalmente ansia da prestazione, ma le bambine, crescendo, sembrano soffrirne sempre di più», dice Irene Mammarella, ricercatrice di psicologia ed esperta di disturbi di apprendimento nell’ambito del calcolo all’Università di Padova. «Le conferme arrivano anche da ricerche internazionali. Il pregiudizio culturale che vorrebbe le bambine “meno portate” per la matematica, condiziona anche gli insegnanti. E si riflette sulle alunne che, spesso senza una reale ragione, si percepiscono meno preparate e competenti. Ma ripeto, si tratta di un prodotto culturale: nei Paesi orientali, dove tutti sono uguali nei confronti della materia, il problema non esiste». Esiste in Italia, invece. Secondo il rapporto Timms 2015 presentato a …

Lotta ai tumori: ecco le novità

365000 diagnosi di tumore solo nel 2016, ma la buona notizia è che si guarisce sempre di più. «Significa che le campagne di screening funzionano, e che prima curiamo la malattia, più armi abbiamo per combatterla» dice Lorena Passoni, supervisore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi e ricercatrice Humanitas Milano. «Ma grazie alla tecnologia oggi siamo anche in grado di sviluppare sistemi che indirizzano il farmaco nell’organismo in modo puntuale, migliorandone l’efficacia e riducendo la tossicità». A febbraio, due giornate, il 4 con il World Cancer Day e il 15 con la XV Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, ci ricorderanno che il problema esiste, ma saranno anche l’occasione per fare il punto sulle nuove strategie anti cancro. Ecco le più importanti. Biopsia liquida Sarà il futuro della diagnosi precoce. Riuscire a individuare, con una semplice analisi del sangue o delle urine, quei marcatori biologici (cellule, molecole o piccole vescicole) che ci danno la “firma” del tumore quando ancora è in fase iniziale e non rintracciabile. «Un ricercatore» dice Passoni, «sta mettendo a punto una sorta …