All posts filed under: educazione

L’educazione comincia dalla nascita (Maria Montessori)

Infobesity: malati di (troppa) informazione

Sessantaquattro secondi. Questo è il tempo che impieghiamo per recuperare la concentrazione ogni volta che riceviamo una notifica sul nostro smartphone. «È stato calcolato che, in seguito a queste continue interruzioni, si perde circa mezza giornata a settimana di lavoro» dice Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, tra i massimi esperti di dipendenze tecnologiche. Tra queste, l’infobesity, il sovraccarico cognitivo causato dall’abnorme quantità di informazioni da cui siamo continuamente bombardati, e a cui sentiamo il dovere di rispondere. Un flusso ininterrotto di mail, messaggi, avvisi, che ci spinge a fare acquisti più velocemente, prendere decisioni in pochi secondi, controllare continuamente il cellulare, farci restare incollati allo schermo ore e ore, e che soprattutto ci fa lavorare meno e peggio. Basta infatti un cellulare sul tavolo che la comunicazione tra due persone è meno costruttiva, dicono le ricerche, e qualcuno se ne sta accorgendo. Disconnessi e (più) produttivi «Sono le aziende per prime a capire che l’eccesso di stimoli a cui siamo sottoposti dai nostri device incide negativamente sulla nostra produttività» continua Lavenia. «Il telefonino acceso durante …

Marco Gualtieri, vi presento i teen innovator

Marco Gualtieri è presidente e fondatore di SEEDSandCHIPS e dal 2017 porta sul palco del The Global Food Innovation Summit i teenager che salveranno il pianeta. Quest’anno, dal 6 al 9 maggio, partecipano anche coloro che hanno presentato la candidatura per la Call for Teenovators organizzata con la Fondazione Francesca Rava. L’elenco dei teenovator (teenager tra i 13 e i 19 anni) e degli Young Pioneer (ragazzi tra i 20 – 25 anni) chiamati dai cinque continenti per introdurre le sezioni tematiche e portare le loro idee rivoluzionarie e che parteciperanno ad ogni conferenza lo trovate qui.  Di alcuni di loro ho scritto nel mio servizio per Elle Generazione Greta, questa è invece l’intervista integrale a Gualtieri fatta per l’occasione. Perché proprio oggi i giovanissimi adolescenti prendono la parola? E perché stanno diventando così autorevoli da essere invitati sui palchi internazionali? Come Seeds&Chips abbiamo cominciato a prendere sul serio e invitare i teenager dal 2016: io per primo rimasi colpito vedendo per la prima volta ragazzini di 12 e 14 anni attivisti e impegnati sui grandi temi della sostenibilità ambientale e …

Una brava maestra

Il disagio che ci prende quando sentiamo l’ennesima storia di maestre che maltrattano i bambini. Da Cernobbio a Isernia e Milano, per citare quelle che a stretta memoria mi vengono in mente. È un disagio causato non solo dal disgusto dell’evento in sé, ma anche dal fatto che mina, rende traballante, una delle nostre certezze emotive. Di quelle che a cui ci si aggrappa fin da bambini. Una maestra cattiva, al pari di una mamma cattiva, ci toglie dalla nostra zona di confort. Ci sottrae dalla convinzione incrollabile per cui “le donne sono fatte per fare le mamme” e “le maestre sono tutte come le mamme”. Per questo ho amato, fin dalla prima riga, leggendolo in anteprima, un piccolo libro che esce giusto oggi in libreria. È Contro i bambini. Memorie di una brava maestra edito da Il Saggiatore. Sia chiaro, Rosalba Santoro, maestra di scuole materne ed elementari in Abruzzo, il cui diario segreto è stato trovato dal figlio e dato alla stampa, non ha mai picchiato bambini o bambine. Ed era pure benvoluta …

Cosa c’entra il calcio dell’Ajax con Maria Montessori

Giusto un anno fa ero a una conferenza sul Metodo Montessori con persone che venivano da tutta Europa. Uno dei panel era tenuto da Ruben Jongkind, ovvero l’ex responsabile del Talent Development dell’Academy all’AFC Ajax di Amsterdam e coautore del Plan Cruyff. Mi è tornato in mente quando l’altra sera l’Ajax si è conquistato i quarti di finale della Champions League eliminando il Real Madrid e in cui molti commentatori, a volte esaltandosi, ritrovano il rivoluzionario calcio totale di Johan Cruyff. L’età media dei giocatori dell’Ajax è di 24 anni, la più giovane della Champions League, con un capitano, De Ligt, nato nel 1999, e il centrocampista genio Frankie De Jong, classe 1997. Uno dei pilastri principali del visionario Plan Cruyff era la riforma dell’Accademia giovanile dell’Ajax, che avrebbe dovuto essere basata su un approccio individuale e lo sviluppo del talento, e che fu attuata dal 2011 con Jongkind appunto responsabile dell’attuazione. Jongkind ha parecchie lauree, pratica la meditazione, e non nasconde un vivo interesse per la visione di Maria Montessori sull’educazione. «Il tennis, il …

Sex Education ci insegna a parlare di sesso?

Lo ha detto anche Papa Francesco, di sesso bisogna parlarne nelle scuole. Parlarne chiaramente, perché solo così si possono evitare tabù. Non esaltatevi troppo però, prima di tirare per la giacchetta il Papa verso improbabili aperture progressiste, che è veramente remota la possibilità che lui intendesse qualcosa di simile all’educazione sessuale proposta dalla serie di Netflix Sex Education, per intenderci. E qui, invece, è proprio a Sex Education che vogliamo arrivare. Perché si parla spesso di educazione sessuale, anche quando giriamo intorno all’argomento parlando di educazione affettiva, e invece è il sesso, con i suoi termini, le tecniche, le fantasie, che andrebbe tolto dall’ombra del non detto. In questo, Sex Education, è decisamente esplicito. E del resto, a una generazione che ha a disposizione YouPorn che cosa gli vuoi raccontare? Dovremmo noi per primi liberarci dei veli di ipocrisia e chiamare le cose con il loro nome. Accettare che gli argomenti degli adolescenti sono le paure del primo bacio certo, ma anche sapere come si fa sesso orale, come e dove abortire, osservare i genitali da …

Oody Library, ovvero l’economia della conoscenza

In Finlandia l’accesso ai servizi di una biblioteca pubblica è un diritto sancito dalla legge. La prima legge risale al 1928 e nel 2017 è stata ampliata dando mandato alle biblioteche di creare parità di accesso a cultura, apprendimento permanente, cittadinanza attiva, democrazia e libertà di espressione. Visto le premesse, l’inaugurazione di una nuova biblioteca, anzi della biblioteca del futuro, per celebrare questo 6 dicembre, i cento anni dell’Indipendenza, è l’evento perfetto per un popolo che ogni anno prende in prestito qualcosa come 67 milioni di libri, quasi tredici ciascuno, e che considera la biblioteca un servizio pubblico necessario al pari dell’acqua. Per farsi le congratulazioni come si deve, hanno poi anche raccolto tutta una serie di studi e statistiche che vedono la Finlandia ai vertici delle classifiche di sicurezza, libertà di stampa, indipendenza del sistema giudiziario, qualità della vita, fiducia nel futuro e nel prossimo, felicità, uguaglianza di genere, e naturalmente sistema scolastico, alfabetizzazione, istruzione, apprendimento permanente. La nuova Oody Library, a due passi dal Kiasma Modern Art Museum, dall’Helsinki Music Centre, dalla Finlandia Hall …

Scuola: il momento della scelta

Sono solo il dodici per cento. Uno su otto i ragazzi e ragazze annoverati tra “i più bravi”, ma socialmente svantaggiati, che frequentano quei club ristretti che oramai sono i nostri licei. Di questi poi, solo il sei per cento si iscrive negli istituti prestigiosi. È la fotografia, scoraggiante, del nostro sistema scolastico che emerge dall’ultimo, ma non il solo, rapporto Equity in Educationdi Ocse: a determinare la scelta della scuola sarebbe in pratica l’origine sociale. Eppure, negli anni, il noto consiglio orientativo che si riceve alla fine della terza media è diventato, almeno nelle indicazioni ministeriali, sempre meno indicazione per la scelta del momento e sempre più percorso formativo costante. Non strumento di selezione, ma strategia per acquisire inclusione e consapevolezza. Eppure, pur scoraggiati dalla realtà, dovremmo sapere che i ragazzi per primi hanno le risorse per farcela. Nonostante tutto e tutti. Rachele, che oggi ha 23 anni, aveva per esempio ricevuto un categorico e plateale “no” alla sua intenzione di iscriversi a un liceo classico. «Davanti a tutta la classe mi era stato …

I primi della classe. Anche no

Gianfranco De Simone, è uno dei ricercatori responsabili del progetto Eduscopio che ogni anno dà la “classifica” delle scuole migliori in Italia. Ieri è uscito l’ultimo rapporto (qui il link), con i soliti titoli a rimarcare la scuola migliore del regno. Strano in un Paese dove l’equità scolastica è un miraggio e dove gli svantaggi scolastici inizino a manifestarsi già a dieci anni. I numeri però hanno sempre un valore in sé così ho fatto alcune domande a De Simone. Eccole: Definiamo di nuovo il concetto di buona scuola: la scuola migliore è quella al vertice delle classifiche come spesso titolano i giornali? Nella nostra analisi  non esiste una graduatoria assoluta, ma tante graduatorie quanti sono i ragazzi che la usano. La scuola migliore in assoluto non c’è, e la nostra ricerca non vuole essere esaustiva. Noi ci limitiamo a dare alcuni elementi di oggettività che vanno affiancati con altre considerazioni individuali come gli obiettivi di lungo periodo, la zona di residenza, le proprie inclinazioni. La scuola migliore è in definitiva la scuola più adatta a …

Educare al femminismo

Camminavo in montagna e ho fatto un gioco con mio figlio. Ognuno pensava a un personaggio e l’altro, a turno, doveva indovinare. A un certo punto ho posto una regola: «Deve essere una donna!». Seguono dieci minuti di silenzio assoluto e poi: «Dai ma’, non me ne vengono in mente!». Eppure all’adolescente in questione non mancano argomenti. Nella mezz’ora precedente si era destreggiato con una certa padronanza da Pisistrato a Trockij, passando per Elon Musk. Quel che gli manca quindi, è la percezione dell’esistenza del genere femminile. Non so se nella quotidianità, ma nell’accezione “storica” è sicuro. Dove ho sbagliato? Mi sono chiesta. Dopo tutti quei discorsi sul femminismo, le corse al cinema a vedere film come Mustang o Libere, disobbedienti, innamorate, le discussioni sugli stereotipi… dove ho sbagliato? «Da nessuna parte. Uno ci prova a insegnare la parità, ma non sempre nel caos quotidiano del brodo culturale in cui siamo immersi ci si riesce. Sui libri di storia non si studia Cristina di Belgioioso, che apre giornali, finanzia patrioti, perora la causa dell’Unità d’Italia all’estero, …

Chi si prende cura degli adolescenti?

Lo ha affermato anche un recente studio pubblicato su Lancet Child & Adolescent Health: l’adolescenza, con i suoi mutamenti fisici e neurobiologici, dura fino ai 24 anni. Il cervello continua a crescere, il giudizio, denti compresi, pure. Si prolunga così quell’età di mezzo spesso associata a una confusa attesa dell’adultità, quando invece si sa che di attesa passiva c’è ben poco, visto che questa è l’età in cui a livello cerebrale si organizza, plasma, scolpisce, il tipo di individuo che saremo “da grandi”. Ma è proprio in questa smisurata potenzialità che sta il rischio di essere adolescenti. «Sono anni in cui si è particolarmente sensibili agli stress, che siano ambientali, di relazione o comportamentali» dice Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze e salute mentale del Fatebenefratelli-Sacco di Milano e autore di Quando tutto cambia. La salute psichica in adolescenza(Pacini Ed.). «I dati epidemiologici ci dicono che è in adolescenza che esordiscono gran parte delle patologie psichiche: spesso le inquadriamo in un generico “disagio adolescenziale” e invece sono disturbi specifici per cui solo una minoranza …