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L’educazione comincia dalla nascita (Maria Montessori)

Maschi si cresce

Si chiama il gioco del “Cammina come se”. Camminano, ragazzi e ragazze, come se fossero uomini e donne, marocchini o texani, belli e belle, brutti o brutte. «È un modo per ragionare su stereotipi maschili e femminili, per scoprire su di sé che la bellezza è sempre sciocca e civettuola, che il maschio “vero” ha un passo deciso e prepotente, e che mettersi nei panni di un altro può farci sentire a disagio». Monica Pasquino è la presidente di Scosse, associazione che promuove nelle scuole l’educazione e la valorizzazione delle differenze lavorando su competenze emotive ed empatia: «Ognuno di noi è portatore di differenze, di carattere, di genere, di salute, di etnia. Siamo convinte che il rispetto o è per tutti o non è per nessuno, e che educare all’accettazione del “diverso” partendo dal “diverso” che ognuno scopre dentro sé, emozioni negative comprese, è il primo passo per smontare gli stereotipi che sottendono relazioni diseguali e violente tra i generi». Anche Scosse, insieme alla neonata Rete Nazionale di associazioni impegnate a valorizzare le differenze, sarà …

La scuola non fa festa

Mentre ci apprestavamo ad allestire le feste natalizie e quindi a godercele sono stati presentati, quasi in contemporanea, due importanti rapporti sulla scuola e sulle competenze matematiche e scientifiche: il rapporto Timms 2015 e l’Ocse-Pisa sempre 2015. Le rilevazioni di Ocse Pisa le conosciamo già, meno conosciuti sono forse gli acronimi di Timms, che è un centro studi internazionale del Boston College, e di IEA, ovvero International Association for the Evaluation of Educational Achievement, che è una cooperativa internazionale indipendente di istituti di ricerca nazionali che ha condotto studi sulle performance scolastiche cross-nazionali fin dal 1959, aprendo la strada alle valutazioni comparative. Si tratta quindi, di studi e di risultati piuttosto attendibili. Che cosa ci dicono questi risultati? Ci dicono che siamo messi malino. In matematica non riusciamo a migliorare (secondo Timms c’è persino una leggera flessione di un punto dal 2007), e anche se l’Ocse ci dà in lieve miglioramento rispetto alla nostra media, bisogna dire che considera i risultati dei 15enni in un intervallo di tre anni e quando si va a guardare l’Italia, anche se si posiziona attorno alla …

A mano libera

Che J.K. Rowling, madre letteraria di Harry Potter, scriva i suoi libri a mano, è cosa nota. Del resto lo stesso facevano Ernest Hemingway, che sosteneva che scrivere a matita forniva almeno tre occasioni per dare al lettore il meglio (rilettura, riscrittura e controllo finale), Truman Capote, Simone de Beauvoir e molti grandi scrittori. Una gran fatica, verrebbe da dire. Solo una formalità manieristica, ha più volte dichiarato da par suo, Jonathan Franzen. Sta di fatto che la scrittura a mano è di grande attualità. Con chi accetta l’inevitabile e progressivo abbandono di questa abilità e chi, armato di ricerche (le Università di Portland, Princeton e della California, ci lavorano da una decina di anni), lancia l’allarme promuovendo il ritorno anche della bella scrittura, la calligrafia. E c’è persino chi, considerandola l’espressione che più ha segnato la storia dell’Uomo, la vorrebbe tra i Patrimoni dell’Umanità Unesco. «Scrivere a mano è un’attività complessa ricca di implicazioni linguistiche, psicologiche, cognitive, nonché fonte di emozioni e benessere» dice Claudio Garibaldi, grafologo e promotore della Campagna per il diritto …

Scuole (sempre) aperte

«Scuole aperte d’estate per aiutare i genitori nella gestione dei figli, Scuole ‘al centro’ per rispondere a dispersione scolastica e disagio delle periferie: sono ovviamente buone notizie, visto che oggi la scuola è spesso l’unico edifico sociale». Parola di Giovanni Biondi, presidente dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (Indire), che saluta con favore, insieme a chi puntualmente al presentarsi della pausa estiva fa notare che nessuno ha tre mesi di vacanza (l’ultima è la petizione su change.org promossa da una mamma di Pavullo), l’idea della ministra Stefania Giannini. Perché se le iniziative destinate ai bambini della primaria sono già realtà in molte città italiane, aprire le scuole secondarie ci avvicinerebbe a Paesi europei come l’Inghilterra. «La differenza però» continua Biondi «è che queste scuole sono costruite per essere vissute durante tutto l’anno. La maggior parte dei nostri edifici invece, non è concepito al di là delle ore di lezione: ci sono solo aule, banchi, lunghi corridoi, raramente mense, spazi di relax e ritrovo. Un’altra limitazione è legata al personale: all’estero le scuole sono autonome …

Invalsi. Un po’ di chiarezza

Molto spesso mi capita di leggere e sentire parlare di Invalsi e molto spesso mi accorgo che in pochi sanno veramente di cosa si tratta. La maggiorate di genitori poi li percepisce come valutazione dello studente e della scuola, senza contare che a volte sono gli stessi insegnanti a essere tratti in inganno. Ho parlato con la Presidente Invalsi Anna Maria Ajello quando ho preparato la mia inchiesta per Gioia! (la potete leggere qui). Questa è l’intervista integrale e si spiega bene cosa sono i famigerati test Invalsi. Sento molti genitori che citano i risultati delle prove Invalsi come indice di “buona scuola”, ma cosa valutano in vero questi test? Le prove richiedono, da una parte di verificare la comprensione di un testo, dall’altra di testare se si sono comprese le applicazioni delle nozioni matematiche a problemi di tipo quotidiano. Sono, queste, le così dette competenze di cittadinanza, le competenze di base richieste, ma non sono indicatori né per la valutazione della scuola, né per quella dei docenti. Sappiamo che in Italia un sistema di valutazione …

Se il principino va alla Montessori

È entrato con il suo giubbino blu alle Westacre Montessori School di Norfolk in mondovisione. E tutti hanno visto che per George di Cambridge è stata scelta una scuola materna che adotta il metodo della pedagogista italiana. Ammirato e studiato all’estero (i fondatori di Amazon, Wikipedia e Google ne hanno ammesso l’importanza nella loro educazione), ma che in Italia conta solo 200 scuole tra materne e primarie e 5 medie. Eppur, qualcosa si muove. «Dopo il successo della sperimentazione, dal prossimo anno le medie pubbliche Montessori saranno tre con insegnanti formati ad hoc» dice la presidente dell’associazione Me.Mo. di Milano Lavinia Galli. Un progetto pionieristico in Italia che parte da alcune associazioni di genitori, in sinergia con alcune dirigenti scolastiche, l’Opera Nazionale Montessori e la Rete Montessori e che prevede anche dei corsi per genitori sul tema dell’adolescente secondo Maria Montessori e un corso di formazione per docenti. Il prossimo settembre, le sezioni Montessori di scuola media, oggi presenti unicamente all’Istituto Comprensivo Riccardo Massa di via Quarenghi 14, saranno anche a Cinisello Balsamo, alla scuola Ilaria Alpi e Anna Frank. E, «dopo anni di luoghi comuni, …

Perché c’è bisogno (ancora) di Maria Montessori

In questi giorni in cui nei giornali appare come uno scandalo la richiesta del Miur di avere classi differenziate, cioè di “gruppi di livello”, vi propongo questa intervista al presidente dell’Opera Nazionale Montessori Benedetto Scoppola con cui ho scambiato due parole in occasione di un articolo su Gioia! sul Metodo. Nel documento del Miur si parla anche infatti di didattica cooperativa e didattica tra pari, elementi fondamentali del metodo montessoriano. L’organizzazione personalizzata delle attività poi, scandali o meno, è uno dei pilastri del buon insegnamento, come già spiegava Francesco Avvisati qui. Al di là degli anatemi quindi, al solito è il modo in cui verrà percepita l’indicazione che farà la differenza. E se il rispetto delle inclinazioni degli studenti verrà utilizzato per dividere e non per con-dividere nuovi stimoli, certo la colpa non può essere dello strumento. Anche con il fuoco del resto, ci si può salvare dal freddo o incendiare la casa. Una prima domanda, per quale ragione dovremmo guardare con più attenzione al metodo Montessori? Perché è necessario mettere bambini e ragazzi al centro del processo educativo, renderli protagonisti …

La #buonascuola? Esiste già

La #buonascuola? In parte, c’è già ed è quella che 22 scuole capofila del movimento delle Avanguardie Educative Indire hanno iniziato dando il via a una trasformazione complessiva della scuola. Ovvero, rivedere non solo la pratica didattica quotidiana, ma anche l’organizzazione e l’uso della struttura, degli spazi, dalle le aule ai corridoi, dalle mense alle biblioteche e palestre. Questa è un’intervista con Elisabetta Mughini, dirigente di ricerca dell’area innovazione di Indire Avanguardie Innovative. Qual è l’intento di questo Movimento? Le 22 scuole non solo firmatarie del manifesto, ma sono state individuate perché esprimono già una buona pratica della trasformazione della scuola. L’intento è quello dimettere in Rete le scuole e le loro esperienze per fare da “guida” anche quelle che vogliono intraprendere la stessa trasformazione. Quante sono le scuola che vi stanno seguendo? Sono 167, di ogni ordine e grado. E possono decidere di adottare anche una sola delle dodici idee che trovano nel manifesto. È interessante notare che le capofila non sono locate in grandi centri, ma in zone della provinaci italiana dove la cura …

La scuola di Presa Diretta

Qualche riflessione conclusiva sulla puntata di ‪‎Presa Diretta‬ di ieri sera sulla ‪scuola‬ 1. Le nostre aspettative sul sistema scolastico sono talmente basse che ci riteniamo già fortunati se le finestre si chiudono e il soffitto non cade in testa. Da ciò ne consegue che il tema scuola – tema politicamente afferente a quello dello sviluppo e del futuro di un Paese – è in realtà derubricato a un problema di sicurezza di ordine pubblico…. 2. La scuola pubblica, nel senso di statale, non esiste più. È stata massacrata da anni di abbandono e ora sono i contributi dei genitori che materialmente pagano attraverso i famosi “contributi volontari obbligatori”. Pensateci la prossima volta che vi trascinano in una finta battaglia ideologica tra scuole statali e private. La scuola è TUTTA PUBBLICA (grazie Berlinguer). 3. Ogni innovazione didattica, ogni eccellenza, è affidata alla buona volontà del singolo. Non c’è una supervisione, non esiste un’idea condivisa di quello che dovrebbe essere la formazione delle conoscenze e delle competenze in questo Paese. La scuola che era nata per unire è diventata la …

Sei. Abbasso la scuola. Media

Questo è un post-puntata serio. O quasi. Forse perché tornata dalle vacanze bisogna darsi un tono. O forse perché, la scuola, e soprattutto l’inizio della scuola media, una cosa seria la è davvero. E ora, ci siamo quasi. Quindi, da mamma illuminata, mi sono preparata. Ho studiato. Ho preso un libro uscito a febbraio 2014 di Katia Provantini dal titolo Scuola Media. Manuale per la sopravvivenza (più chiaro di così) e ho fatto il mio dovere. Sì perché, intravedo le titubanze, i sentimenti contrastanti che vanno dal timore alla curiosità. La voglia di cominciare qualcosa di nuovo, e poi quella di restare a montare mattoncini Lego per il resto della vita. Chi non lo farebbe. Perché poi, ho scoperto, è la preadolescenza, questo periodo che coincide con l’ingresso nella scuola media appunto, a essere la fase critica per eccellenza. Quella in cui il vuoto della crescita si materializza come paura di non farcela, di non essere all’altezza. Me lo ha spiegato bene Provantini. Si esce dall’età dorata per entrare in una sorta di infernale montagna russa …