All posts filed under: Storie

Quando mi chiedono cosa fai, rispondo: «La raccoglitrice di storie». Quando mi dicono perché, ammetto che, dopo tutto, il mondo è ancora un posto interessante da raccontare. E allora ci provo. Incontri, racconti, scoperte, lavori e famiglie. Donne e uomini. È tutto qui.

Futuro incerto. Felicità a momenti…

Poco meno di un anno fa Jacques Attali si è trovato a dover riscrivere la sua Breve storia del futuro (Fazi ed.) che aveva completato dieci anni prima. I sopraggiunti scenari, politici, tecnologici, economici, imponevano un aggiornamento. Nuove domande, nuove visioni, nuove possibilità di azione sul corso degli eventi, e la stessa, pressante, necessità di rispondere a cosa e come sarà la nostra vita futura. Anche se le predizioni non sono che acute analisi di ciò che si è già infiltrato nell’attualità, un presente ad alta intensità perfetto per finire in qualche serio saggio sociopolitico o in fughe cerebrali verso il 2050 e oltre, il modo in cui una società si immagina nel futuro non è comunque cosa di secondaria importanza. La fantasia galoppa insieme alla nostalgia e alimenta le nostre capacità utopiche. Non è un caso che negli ultimi mesi le eterne domande sull’Uomo e sulla forma della sua esistenza prossima ventura su questo pianeta, siamo arrivate dai così detti film di fantascienza (Arrival, ultimo in ordine di apparizione, e aspettando Blade Runner 2049 …

Divorzio all’italiana

Un fulmine si è abbattuto sul diritto di famiglia italiano. Quello degli anni Settanta, tanto per capire quanta acqua è passata sotto i ponti della società civile del Bel Paese, ma il fatto che una sentenza della Cassazione abbia stabilito che l’assegno divorzile non è più da parametrarsi al tenore di vita goduto in matrimonio, bensì alla possibilità di lavorare, alle proprietà immobiliari e ai redditi, ha scatenato non poche polemiche. Certo, come ribadisce l’avvocato Gassani, presidente dell’Ass. Avvocati Matrimonialisti Italiani: «Non è una legge, ma un indirizzo che però, affermando che il matrimonio è scelta d’amore e non sistemazione economica, condizionerà i giudici». Tanto per cominciare, chi riterrà iniqua la cifra dell’assegno di mantenimento potrà fare ricorso. «Il concetto di autosufficienza sarà il pomo della discordia» continua Gassani. «Bisognerà contestualizzare il reddito reale, che 500 euro a Milano non sono gli stessi a Catania. E poi c’è la questione di chi si è sacrificato per la famiglia e non può essere rottamato come un’auto». Eh sì, perché se l’età media in cui ci si …

Le case degli altri (i vip)

Chi non l’ha desiderata. Una stanza tutta per sé e, non ce ne voglia la memoria di Virginia Woolf, non certo per fare letteratura. Catherine Zeta-Jones, per dire, nella sua “girl room” ricavata dalla ex stalla della nuova casa nella ricca Bedford, a nord di New York, ha piazzato una macchina da cucire, una barra per gli esercizi di danza e specchi di varie dimensioni. In pratica, tutto quello che deve stare lontano dagli occhi del marito Michael Douglas che, dal canto suo, per cedere al desiderio di trasloco dell’attrice gallese dall’appartamento di Manhattan, ha preteso una stanza con un televisore curvo e gigante dove godersi in santa pace le (sue) partite di calcio. Un modo efficace per risolvere le contrarietà causate dalla forzata vicinanza domestica che, e lo conferma una recente ricerca dell’università del Missouri, sarebbero direttamente proporzionali all’aumentare dell’età e, di conseguenza, di una certa insofferenza alle esigenze altrui. Sta di fatto che, in barba a quello che stabilì lo studioso di prossemica Edward Hall già nel 1966, dopo qualche anno a condividere …

Pilar Fogliati, l’ordine è nelle piccole cose

Il successo da Un passo da cielo, la fiction di Rai Uno di cui è appena terminata la quarta stagione, non se lo aspettava neppure lei. È per questo che Pilar Fogliati, diplomata Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, i capelli con cui sembra litigare e le parole che vanno a tavoletta, si dice, e per tre volte, “lusingata”. Qui però si parla di un’altra sua passione, la borsa. Quante ne ha? Piccole, tante. A tracolla, perché amo le mani libere. E colorate, perché mi vesto sempre di nero e mi piace avere una macchia di luce addosso. Blu elettrico, preferibilmente, e in camoscio che è più piacevole al tatto. Si dice che la borsa è per una donna una sorta di ufficio oggetti smarriti. Lei cosa ci perde? In realtà sono ordinatissima e controllo spesso di averla chiusa. Le mie amiche mi prendono in giro per questo. E per il mio speciale modo di arrotolare sciarpe o golfini e pigiarli dentro. Ma a me piace così, ogni cosa al suo posto. Compreso gli immancabili elastici per …

Il richiamo della natura selvaggia

La prima volta che si è tolto lo scarpe lo ha fatto per fare compagnia alla sua bimba di tre anni. «Sono bastati dieci minuti per capire che il contatto del piede con l’erba umida e i sassi, la sensazione del caldo e del freddo, l’umidità della terra e la ruvidezza aspra delle pietre, era qualcosa di più di un gesto meccanico». Da quella passeggiata a Egna, sono passati cinque anni, e oggi Andrea Bianchi (qui l’intervista), scrittore di montagna e ingegnere, – suo il libro Il silenzio dei passi (Ediciclo ed.) -, oggi riesce a camminare scalzo anche per ore, affrontando escursioni impegnative in quota che di solito si fanno con scarpette iper tecniche. «Non c’è nessuna sfida del limite» dice. «La mia è stata, ed è, una ricerca: quando l’estremità del corpo si lega senza intermediazioni alla natura, si apre una sfera di percezioni sottili, quasi uno stato di meditazione, di consapevolezza interiore, che ti fa sentire una cosa sola con l’ambiente nel quale stai camminando. Senza filtri, si percepisce la terra con …

Iaia Forte, la borsa e la vita

È appena atterrata da Londra dove ha portato in scena, all’Istituto Italiano di Cultura, il personaggio di Tony Pagoda tratto dal libro Paolo Sorrentino Hanno tutti ragione. Ora che veste abiti maschili, le piacciono per caso le borse da uomo? (Ride, ndr) Affatto, interpretare Pagoda mi diverte perché è giocare su un machismo estremo e ridicolo. L’unico borsello che ho avuto me lo feci regalare a 14 anni… un peccato di gioventù. Di cui si è subito pentita, visto che lei è una vera collezionista di borse… Ultimamente mi trattengo per frenare l’effetto accumulo, ma sì, ne ho un’infinità. E del resto comprare una borsa è uno di quegli acquisti non soggetti alle alterazione fisiche. Grasse o magre, va sempre bene! L’ultima follia a cui ha ceduto? Due borsettine tailandesi: l’una leopardata, l’altra in gomma e tutta fiorita… Quali sono invece le borse della sua raccolta a cui tiene di più? Una meravigliosa in rafia blu elettrico con stelle rosse presa in Venezuela e un’altra in plastica trovata in un mercato di Nuova Delhi. Sono …

Barack Obama, la storia va sempre in direzione della giustizia

Al netto del vippume, che c’era e tanto, da Fabio Volo che faceva avanti e indietro a Geppi Cucciari, al codazzo degli chef (da Cracco a Oldani) e dei politici (da Renzi alla Fedeli); facendo finta di non sapere che con un pass extra potevi pure farti un selfie con Lui; e senza mettersi a fare i conti di chi (e quanto) ha pagato davvero e quante erano le sedie vuote, ho deciso di concentrarmi su Barack Obama, il 44esimo presidente degli Stati d’America che si è presentato al The Global Food Innovation Summit di  SeedsandChips per fare una conferenza, e non so quanti chi, prima d’ora, avessero sentito parlare di questo evento (ne parlai qui). In ogni caso, è bastato che entrasse in sala, ringraziasse e salutasse, e il livello medio della platea si è alzato per magia. Non è una considerazione di mera estetica, perché Barack Obama ha parlato per buona parte della conferenza di leadership. Di come costruire una leadership, di come comunicarla, di come attrarre persone. Lui che ha capito cosa fosse la leadership a Chicago …

Barry Sears, mangiare bene per salvare il pianeta

Ho incontrato Barry Sears durante un convegno a Milano e in occasione di un mio articolo per Gioia!. È stata l’occasione di parlare di cibo e salute del pianeta. E di come l’alimentazione può decidere sul nostro futuro ambientale, sociale e democratico. La Zona ha compiuto 20 anni: rispetto agli inizi che cosa è variato, di quali scoperte genetiche e scientifiche si è arricchita? Molte intuizioni con cui ho iniziato venti anni fa si sono rivelate giuste nel corso del tempo. Oggi la Zona si è arricchita di scoperte di alimenti essenziali che la hanno resa uno strumento più potente. Come l’inclusione di olio di pesce ad alto dosaggio, o l’aiuto di polifenoli per attivare i geni. La terza novità sta nel ruolo della dieta per rendere più sano il nostro intestino. Il prodotto finale è sempre lo stesso: ridurre l’infiammazione. Lei sostiene che l’invecchiamento precoce è in aumento. In realtà noi viviamo di più, come lo si spiega? Bisogna distinguere l’invecchiamento semplice dalla longevità in salute, che si definisce con il numero di anni vissuti meno gli anni vissuti con disabilità. Troppi anni …

Andrea Bianchi: il silenzio dei passi

Ho intervistato Andrea Bianchi per un articolo pubblicato su Dove (Wilderness). Aveva appena pubblicato Il silenzio dei passi e stare a piedi nudi nella sabbia, nel bosco o nella neve, mi sembrava un bel modo per raccontare la wilderness. Ecco qui l’intervista integrale. Quando hai cominciato e perché a camminare a piedi nudi? È cominciato tutto per caso durante una camminata in montagna con la mia bambina. Lei si è tolta le scarpe, e io, che già indossavo delle scarpette minimali, ho provato a fare qualche metro scalzo. Sono bastati dieci minuti per farmi capire che in quell’esperienza c’era di più dell’aspetto meccanico. Ho poi continuato a camminare scalzo a casa e in giardino, e i “passi nudi” sono diventati per me una sorta di ricerca personale e interiore. Un modo per stare in contatto con me stesso attraverso il contatto con la natura. Ti sei anche documentato su quello che scoprivi? Certo. Nel mondo anglosassone di barefoot hiking si parla molto e se ne scrive, altra tradizione è quella tedesca che prevede percorsi ad hoc… Io preferisco compiere a piedi nudi dei sentieri naturali, anche quelli che all’inizio sembrano impensabili, …

A cosa serve la Giornata mondiale contro il cancro infantile

Il 15 febbraio è la XV Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile. «I tumori infantili non si pesano con i numeri (relativamente pochi, con 2600 casi all’anno tra bambini e adolescenti), ma con l’impatto sociale che ricade su intere famiglie», ha detto Paolo Veronesi dell’omonima Fondazione. E se è vero che le percentuali di guarigione sono superiori al 70 per cento, il problema di accedere alle terapie migliori conformi agli standard internazionali, esiste. Una delle finalità del progetto Gold for Kids voluto da Fondazione Veronesi è proprio quello di finanziare l’apertura e la gestione dei protocolli di cura, spesso molto costosi per le stesse strutture ospedaliere. L’obiettivo del 2017, sono i sarcomi, rari tumori ossei o dei tessuti molli che colpiscono per di più adolescenti, e dove l’esito è al 50 per cento ancora infausto. «Per quanto possa considerarsi strano, delle mutazioni geniche alla base dei sarcomi, si sa ancora molto poco» dice Lorena Passoni. «Daremo il via a uno studio che coinvolge molti casi, in collaborazione con AIEOP, l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia …