All posts filed under: Storie

Quando mi chiedono cosa fai, rispondo: «La raccoglitrice di storie». Quando mi dicono perché, ammetto che, dopo tutto, il mondo è ancora un posto interessante da raccontare. E allora ci provo. Incontri, racconti, scoperte, lavori e famiglie. Donne e uomini. È tutto qui.

Sebastiano Cossia Castiglioni, la carne del futuro non sarà di carne

Lo definiscono un imprenditore attivista. I suoi interessi sono il vino, il cibo, la tecnologia, l’arte, ma soprattutto gli animali e i loro diritti. E il pianeta tutto, che lo sfruttamento del suolo ha un effetto disastroso sul cambiamento climatico. Sono cose risapute. E quello che mi colpisce di più di Sebastiano Cossia Castiglioni, in questi tempi di affannosa ricerca di profitti, e in breve tempo, è che si possa muovere denaro e contemporaneamente pro-muovere uno stile di vita equo. Ma mi colpisce anche l’esistenza visione in grado di com-prendere la complessità che ci circonda, visione che sembra sostenere i suoi investimenti. Lo incontro per parlare della carne del futuro, dei voli in borsa di Beyond Meat, il che in parte significa riflettere su come va il mondo e di come possiamo veicolare un’altra idea di impresa. Cosa c’è dietro il Castiglioni pensiero? Una visione che mi accompagna da 35 anni: avevo 15 anni quando per la prima volta mi sono concentrato sul tema etico degli animali e sull’interazione con l’uomo. È questo che forma la mia …

Generazione Greta. Il futuro è adesso

Altro che apatici e individualisti. Pensavamo fosse la generazione del futuro e invece si sono presi il presente. Greta Thunberg, la 16enne svedese che ha promosso i Fridays For Future per richiamare l’urgenza della sostenibilità ambientale, e che sarà il 19 aprile alla mobilitazione settimanale di piazza del Popolo a Roma (il giorno prima l’incontro con la presidente del Senato Elisabetta Casellati), è stata solo la miccia. I così detti teen innovator sono tantissimi, dall’India all’Ucraina, dall’Africa agli Stati Uniti. «È la prima volta che dei ragazzini si impegnano in modo concreto. E non solo con opinioni, ma con azioni e soluzioni» dice Marco Gualtieri (qui intervista integrale), che dal 2016 porta sul palco di Seeds&Chips-The Global Food Innovation Summit i teenager che salveranno il pianeta. Quest’anno, dal 6 al 9 maggio, partecipano anche coloro che avranno presentato la candidatura per la Call for Teenovators organizzata con la Fondazione Francesca Rava. «Ciò che li rende vincenti, è proprio la loro mentalità. Anche grazie agli strumenti digitali possono raggiungere coetanei dall’altra parte del mondo, informarsi su ogni cosa, …

Marco Gualtieri, vi presento i teen innovator

Marco Gualtieri è presidente e fondatore di SEEDSandCHIPS e dal 2017 porta sul palco del The Global Food Innovation Summit i teenager che salveranno il pianeta. Quest’anno, dal 6 al 9 maggio, partecipano anche coloro che hanno presentato la candidatura per la Call for Teenovators organizzata con la Fondazione Francesca Rava. L’elenco dei teenovator (teenager tra i 13 e i 19 anni) e degli Young Pioneer (ragazzi tra i 20 – 25 anni) chiamati dai cinque continenti per introdurre le sezioni tematiche e portare le loro idee rivoluzionarie e che parteciperanno ad ogni conferenza lo trovate qui.  Di alcuni di loro ho scritto nel mio servizio per Elle Generazione Greta, questa è invece l’intervista integrale a Gualtieri fatta per l’occasione. Perché proprio oggi i giovanissimi adolescenti prendono la parola? E perché stanno diventando così autorevoli da essere invitati sui palchi internazionali? Come Seeds&Chips abbiamo cominciato a prendere sul serio e invitare i teenager dal 2016: io per primo rimasi colpito vedendo per la prima volta ragazzini di 12 e 14 anni attivisti e impegnati sui grandi temi della sostenibilità ambientale e …

Grazie dei fior. Il floral design che non ti aspetti

Si può fare la rivoluzione con i fiori? L’espressione “flower power” per esempio, che da anni rimbalza sulle pagine delle riviste patinate, fu coniata all’inizio degli anni Sessanta dal movimento che contestava la guerra in Vietnam (con Allen Ginsberg che nel suo manifesto per la marcia per la pace di Berkeley, Demonstration or Spectacle as Example, As Communication or How to Make a March/Spectacle, scriveva di “mass of flower”). Segno che l’effimero talvolta nasconde dichiarazioni più sottili, diventando espressione, odorosa, dei cambiamenti della società. «Moda, arte, spinte etiche o ecologiste. Sono tutti aspetti che hanno influenzato e influenzano il flower design», dice Clare Coulson, curatrice del nuovo volume Blooms. Contemporary Floral Design di Phaidon. «È forse però l’enorme movimento verso la sostenibilità e la cura delle nostre risorse che ha provocato il cambiamento più importante nel modo in cui usiamo i fiori oggi; celebrando piante locali, rispettando la stagionalità, e adottando un approccio più responsabile, a cominciare dal coltivare in prima persona ciò che poi recidiamo». È, in un certo senso, la trasposizione in chiave verde di …

Nessuno balla da solo

All’inizio è stato solo un accenno di musica. Una chitarra, un clarinetto, un trombone. Poi, dall’abbraccio tra chi parte e chi arriva, è scaturito un passo di danza. È bastato questo per trasformare la sala di aspetto della stazione di Trento in una pista per tangueros. La gente passava e guardava, oppure guardava e si univa alla danza. Un modo originale per celebrare la Giornata Mondiale della Montagna (e del tango argentino). E d’altra parte, sembra che l’occasione per mettere in scena flash mob danzanti non manchi mai. Si balla nei reparti di pediatria e chirurgia per i bambini dell’ospedale Meyer di Firenze; si balla per sensibilizzare sulla violenza delle donne o sulla mafia; e si balla per chiudere il mese di inaugurazione del nuovo Museo del Novecento, M9, di Mestre, il prossimo 26 gennaio. «Aspettiamo più di duecento studenti delle scuole di danza di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna» dice la coreografa Wanda Moretti. «Ognuno ha creato un movimento che poi è stato condiviso su un app e quindi montato in un’unica …

Piantare un albero per cambiare il mondo

“Noi piantiamo gli alberi e gli alberi piantano noi, poiché apparteniamo gli uni agli altri e dobbiamo esistere insieme” diceva Joseph Beuys, che della piantumazione fece la sua difesa artistica della natura e dell’uomo. E oggi che piantare gli alberi è una necessità, che il loro contributo al raffrescamento del clima delle metropoli, alla rimozione degli inquinanti e persino al benessere sociale della cittadinanza, è noto (Mantova ospiterà il primo forum mondiale sulle foreste urbane dal 28 novembre al 1 dicembre, titolo Cambiare la natura delle città: il ruolo della selvicoltura urbana per un futuro più verde, sano e felice per tutti), tutte le grandi capitali europee, da Parigi a Londra, stanno abbracciando il sogno della riforestazione. A Milano, il Fiume Verde proposto dall’architetto Stefano Boeri (nella foto di apertura lo Scalo Farini) per collegare in un sistema di continuo di parchi, boschi, frutteti e giardini, i sette scali ferroviari dismessi, promette di assorbire 50 mila tonnellate di CO2 e produrre due mila tonnellate di ossigeno, con 300 tonnellate all’anno di inquinanti abbattuti. È un …

Overtourism, quando il turismo fa male

L’ultima, per ora, è la proposta del sindaco di Venezia che vorrebbe imporre a chi osa rifocillarsi seduto in strada o sui gradini multe da 50 a 500 euro. Ma ad agosto la mozione anti panino c’era stata anche a Firenze, che la folla ammassata in via Borgunto, così come i fiorentini chiamano via de’ Neri, a fare la coda per un boccone da L’Antico Vinaio (al top di tutte le recensioni di TripAdvisor & Co.), era diventata insostenibile per chiasso e resti alimentari sparsi ovunque. Non che si sia risolto molto, visto che i turisti armati di schiacciata e finocchiona si sono spostati nelle vicine piazza San Firenze e Loggia dei Lanzi. Il sovraffollamento turistico, battezzato overtourism dagli esperti, non è di fatto fenomeno che si disinnesca con un’ordinanza. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, la marea di viaggiatori di oltre un miliardo e 300 milioni in giro per il pianeta, arriverà nel 2030 a due miliardi, in aumento costante da otto anni. Una vera invasione transnazionale alimentata da voli low cost, crociere, ma anche da …

Il design spiegato su Instagram

Diceva Zygmut Bauman che i social media minano la possibilità di progettare la nostra vita a lungo termine. Laddove tutto è istantaneo, si rischiano di perdere contenuti e relazioni (vere). L’ironia sta nel fatto che, in un tempo dove tutto si può condividere, pochissime affermazioni  sono in vero unanimemente condivisibili. Chi frequenta Instagram sa per esempio che persino attraverso un post in cui un architetto affermato è immortalato mentre si lava i denti, può passare l’informazione di un famoso ritratto del 1961 di Wilfred Roloff Beny con una Peggy Guggenheim sdraiata su un letto con testata in argento di Alexander Calder, a Venezia. Il modo in cui si utilizzano i social media è personale, non raramente ci dice del tipo di cultura che anima il progettista, e il resto lo fa la curiosità di chi guarda. «Se osserviamo i numeri, è la personalizzazione a vincere. Io cerco di trovare però un bilanciamento tra l’esposizione in prima persona e l’occasione di fornire ai più giovani una chiave di lettura sul design. Credo faccia parte del mio …

Francis Hallé, i nostri amici alberi

A ottant’anni si arrampica ancora sugli alberi. Il botanico francese Francis Hallé, il 20 settembre sarà libreria con Ci vuole un albero per salvare la città (Ponte Alle Grazie), un manifesto civico che spiega perché gli alberi sono i nostri migliori alleati contro il degrado ambientale. Ecco cosa ci ha detto. Quando è nata la sua passione per gli alberi? Avevo cinque anni e mio padre portò la mia famiglia lontano da Parigi, in campagna, a causa della guerra. Lì ho cominciato a giocare con loro. Poi sono diventato un botanico e ho viaggiato per il mondo dove gli alberi sono più numerosi. Lei ha costruito un dirigibile per studiarli meglio. Perché? Il dirigibile serve a studiare tutta la foresta. Aver accesso alle cime consente di vedere cose molto interessanti. I miei colleghi entomologhi hanno scoperto nuove specie di insetti. Io ho trovato una ripartizione di molecole attive, sostanze che possono servire per uso farmaceutico. Che cosa è un albero per lei? Innanzi tutto un essere vivente come me e lei. Ma è importante capire che …

Camminare fa rima con meditare

«I piedi dicono tutto di una persona. Sul passato e sul presente». Daniela Castiglione, reflessologa plantare, ha cominciato a camminare sei anni fa poi, l’anno scorso, la scommessa: affrontare il Cammino di Santiago offrendo massaggi ai piedi in cambio delle storie di viaggio di chi incontrava. Ne è nato un libro, Ai piedi di Santiago (Ediciclo), da pochi giorni in libreria, in cui le piante dei piedi sono state trasformate in una sorta di mappe viventi: «Ho tracciato le linee del plantare come se fossero sentieri di un percorso di vita personale, ognuno ha il suo, come un’impronta digitale. Le persone che camminano hanno un piede di solito molto curato e più consapevole, educato alla mobilità. Sono piedi che stanno bene, collegati alla terra, vivi e presenti». In questi anni ci hanno ripetuto fino alla noia che ogni giorno dovremmo fare 10mila passi. Il numero magico per stare in salute e che ha portato per strade e parchi migliaia di persone. Eppure mettere un piedi davanti l’altro è molto di più di un esercizio fisico. Secondo …