All posts filed under: Storie

Quando mi chiedono cosa fai, rispondo: «La raccoglitrice di storie». Quando mi dicono perché, ammetto che, dopo tutto, il mondo è ancora un posto interessante da raccontare. E allora ci provo. Incontri, racconti, scoperte, lavori e famiglie. Donne e uomini. È tutto qui.

Empatia: due chiacchiere con Laura Boella

Laura Boella è docente di filosofia morale ed etica dell’ambiente alla Università Statale di Milano. Tra i suoi campi di ricerca ci sono l’empatia; Hannah Arendt, nuovo umanesimo, e la capacità di giudicare; Vladimir Jankélévitch e la vita morale; il perdono. Ho avuto il piacere di chiacchierare con lei in occasione del mio pezzo di cultura per il mese di dicembre 2016 di Dove. Qui trovate l’intervista integrale. Ormai si parla di empatia come competenza utile dalla scuola all’economia, ma cosa è innanzi tutto l’empatia? Di solito preferisco non scendere sul piano della definizione. L’empatia ci permette di riconoscere il valore della presenza degli altri esseri umani che esistono nel mondo con noi. È un riconoscimento dell’altro che però non va inteso come il mio doppio. Con l’empatia si mette in primo piano la relazione tra esseri umani. Se si considera questo, si capisce che l’empatia è la presa d’atto di un fatto fondamentale della condizione umana: noi non esistiamo in quanto soli ma sempre in relazione con altri. E questa è una capacità innata nell’essere umano? Le scienze, soprattutto in seguito alla scoperta dei …

Qualcosa in comune…

Sarà la comune del XXI secolo. Il Patrick Henry Village alla periferia di Heidelberg, fiorente cittadina industriale del Baden-Württemberg nota per accogliere, oltre alla più antica università tedesca, tra i più prestigiosi istituti di ricerca al mondo come il Max Planck e l’European Molecular Biology Laboratory, diventerà un inno architettonico alla cultura della condivisione, alla sharing culture insomma, con tutto il portato economico e sociale che si tira dietro. «Le comuni sono sempre state il luogo ideale per sperimentare pratiche e comportamenti lungimiranti, ma oggi l’idea della comune ha preso significati nuovi grazie alle dinamiche della Rete. Non sono soltanto gli spazi a essere condivisi, ma soprattutto i servizi, le idee. Perché la comune contemporanea non è più una comunità chiusa su se stessa, bensì un luogo inclusivo che sa dialogare con il resto della città e della società. Un luogo in cui le relazioni si formano in modo dinamico, sia nello spazio fisico che in quello digitale». Parole di Carlo Ratti, docente presso il Massachusetts Institute of Technology di Boston e socio fondatore del …

Il metodo Montessori arriva alle medie

Sarà il primo plesso che include scuola primaria e secondaria di primo grado (medie) con metodo montessoriano. Succede all‘istituto Quarenghi Riccardo Massa di  Milano, di cui avevo già parlato nel mio articolo per Style Piccoli, e, è bene dirlo subito, grazie alla tenacia, alla dedizione, e all’intelligenza di dirigenza e insegnanti che, in autonomia, hanno istituto un esempio di esperienza pedagogica e formativa che, in primis, va a beneficio dei nostri ragazzi e ragazze. Ma la vera buona notizia è che, dopo quasi 20 anni, la sperimentazione del metodo di Maria Montessori alle scuole medie non sarà più solo relegata all’autonomia scolastica, ma entrerà, per così dire, in un ambito più istituzionale. Questo vuol dire che, al termine dei tre anni di supervisione del MIUR (anche se le classi della media Montessori sono state già monitorate negli anni passati proprio per testare l’efficacia), il Metodo Montessori  entrerà a pieno titolo nelle possibilità delle scuole secondarie di primo grado italiane. Ma questo permette soprattutto di impedire che, insegnanti appositamente formati, possano essere trasferiti in sedi non montessoriane con il rischio di disperdere risorse …

Montessori, la scuola è gioia

La funivia parte allo scoccare di ogni ora e mezz’ora. In una decina di minuti si sale, poi, ancora una passeggiata e si arriva alla casa scuola Montessori.coop. In inverno, a 1100 metri, le temperature possono anche non essere miti, ma, come dice Verena Dr. Pfeifer, che di questa scuola è direttrice e fondatrice da quindici anni: «Per noi non esiste il brutto tempo, ma solo un abbigliamento sbagliato». Anche perché la maggior parte della vita scolastica si svolge all’aperto, nel bosco e in quell’ettaro di prato dove bambini e ragazzi curano due capre e due cavalli. «La nostra idea di scuola è molto libertaria. Ci ispiriamo all’interpretazione della pedagogia montessoriana di Rebeca Wild; non siamo dogmatici, ma sempre attenti alle esigenze dei singoli bambini, che possono decidere, autonomamente, quando passare dalla materna alla primaria, e dalla primaria alle così dette medie. Certo, si pretende che sappiano, a parte le nozioni di base, coordinare un gruppo di lavoro o presentare un libro, ma sono loro, anche durante l’anno scolastico, a dirci quando sono pronti al …

I nuovi tempi del far vacanze

Chi ci avrebbe mai creduto. Passare il pomeriggio in albergo, senza per altro destare i soliti sospetti, dopo la riunione del mattino in ufficio e prima della conference call serale con i colleghi d’oltreoceano. Tra piscina, Spa e una degustazione guidata, con lo stato d’animo di un vero villeggiante, anche “solo” per il pomeriggio. Secondo la start up che permette di prenotare, con uno sconto fino al 70 per cento, camere in due mila hotel di lusso in tutto il mondo dalle ore 9 alle 23, i daybreaker crescono del trenta per cento ogni mese. Uomini e donne che, in trasferta o nella loro stessa città, decidono di rompere la routine settimanale e implementare il tempo libero con gli agi, e i vizi, che di solito ci si concede in vacanza. Del resto, lo stesso fondatore di DayBreakerHotels Simon Botto, da ex avvocato d’affari e pallanuotista, ha provato in prima persona che non sempre i ritmi lavorativi consentono di progettare i tempi classici del “far vacanza”, mentre le pause, ancorché lunghe e disordinate, rischiano di …

La scuola non fa festa

Mentre ci apprestavamo ad allestire le feste natalizie e quindi a godercele sono stati presentati, quasi in contemporanea, due importanti rapporti sulla scuola e sulle competenze matematiche e scientifiche: il rapporto Timms 2015 e l’Ocse-Pisa sempre 2015. Le rilevazioni di Ocse Pisa le conosciamo già, meno conosciuti sono forse gli acronimi di Timms, che è un centro studi internazionale del Boston College, e di IEA, ovvero International Association for the Evaluation of Educational Achievement, che è una cooperativa internazionale indipendente di istituti di ricerca nazionali che ha condotto studi sulle performance scolastiche cross-nazionali fin dal 1959, aprendo la strada alle valutazioni comparative. Si tratta quindi, di studi e di risultati piuttosto attendibili. Che cosa ci dicono questi risultati? Ci dicono che siamo messi malino. In matematica non riusciamo a migliorare (secondo Timms c’è persino una leggera flessione di un punto dal 2007), e anche se l’Ocse ci dà in lieve miglioramento rispetto alla nostra media, bisogna dire che considera i risultati dei 15enni in un intervallo di tre anni e quando si va a guardare l’Italia, anche se si posiziona attorno alla …

Animale a chi?

Se anche l’edizione 2016 di Torino Spiritualità conclusasi da pochi giorni, titolo D’Istinti Animali, ha deciso di riflettere sul rapporto tra il bipede più potente del pianeta e le altre specie viventi a lui vicine, significa davvero che tra Uomo e Animale qualcosa è cambiato. Avremmo mai pensato di parlare di etica, intelligenza, persino giudizio (su di noi si intende) in riferimento a quei docili quadrupedi che di solito abitano le nostre case? Perché un conto è fare l’abitudine alla pet therapy, l’altro è considerare, come suggerisce l’etologo olandese Frans De Waal, che gli animali abbiano una loro moralità, un’intelligenza complessa capace di mettere in atto comportamenti che prevedono gentilezza, compassione, pazienza. “Io l’avevo già capito”, starà pensando qualcuno, ma qui si tratta dei maggiori esperti mondiali. Si tratta del saggista Richard C. Francis (in libreria con il nuovo Addomesticati, Bollati Boringhieri) che spiega come, in realtà, tra uomini e animali ci sia stata una sorta di mutua addomesticazione. Che questo processo evoluzionistico sia stato utile più a “noi” che a “loro” poco importa, perché …

A mano libera

Che J.K. Rowling, madre letteraria di Harry Potter, scriva i suoi libri a mano, è cosa nota. Del resto lo stesso facevano Ernest Hemingway, che sosteneva che scrivere a matita forniva almeno tre occasioni per dare al lettore il meglio (rilettura, riscrittura e controllo finale), Truman Capote, Simone de Beauvoir e molti grandi scrittori. Una gran fatica, verrebbe da dire. Solo una formalità manieristica, ha più volte dichiarato da par suo, Jonathan Franzen. Sta di fatto che la scrittura a mano è di grande attualità. Con chi accetta l’inevitabile e progressivo abbandono di questa abilità e chi, armato di ricerche (le Università di Portland, Princeton e della California, ci lavorano da una decina di anni), lancia l’allarme promuovendo il ritorno anche della bella scrittura, la calligrafia. E c’è persino chi, considerandola l’espressione che più ha segnato la storia dell’Uomo, la vorrebbe tra i Patrimoni dell’Umanità Unesco. «Scrivere a mano è un’attività complessa ricca di implicazioni linguistiche, psicologiche, cognitive, nonché fonte di emozioni e benessere» dice Claudio Garibaldi, grafologo e promotore della Campagna per il diritto …

Studenti a palazzo. Dell’Onu

Un’iniziativa della ONG Diplomatici, laboratorio formativo dedicato agli studenti universitari e delle scuole superiori che vogliono, simulando i lavori dell’Assemblea delle Nazioni Unite presso il Palazzo di Vetro a New York, provare cosa significa diventare diplomatici. 150 le borse di studio che consentiranno di partecipare gratuitamente al laboratorio che si terrà a New York dal 16 al 22 marzo 2017 e che verranno assegnate dopo colloqui sul Web con professori e personalità del mondo diplomatico internazionale. Il laboratorio in particolare riprodurrà in toto il funzionamento delle Nazioni Unite con discussioni in inglese sui temi più attuali della geopolitica, proprio come fanno i delegati dei 191 Paesi membri dell’ONU. Ogni studente rappresenterà un Paese interpretando un ruolo loro assegnato (Ambasciatore all’ONU, Ministro o alto funzionario, responsabili delle principali ONG, Parlamentari). Tema del 2017: Africa in motion: migrations, economic growth and conflicts. E chissà che qualche buona risoluzione non arrivi davvero. La richiesta di borsa di studio deve essere presentata entro il 20 novembre qui www.diplomatici.it/model-un-new-york.  

Talenti trovati e… dispersi

La domanda del momento è: chi saranno i 500 fortunati scelti dal Ministero dell’Istruzione che, tra i super bravi degli ultimi due anni delle scuole superiori, saranno finanziati per portare a compimento, tra master all’estero e formazione ad hoc, il loro piano di studi? Perché, nel Student Act inserito nella prossima legge di Bilancio del Governo Renzi, qualcosa da capire c’è. Fatto salvo che in dieci anni il nostro Paese ha visto diminuire le immatricolazioni all’Università di un 20 per cento (dati Ocse) e che quindi un problema di accompagnare allo studio esiste, restano da chiarire i criteri di selezione. I voti in pagella? La lode? Una particolare attitudine che solo un talent scout può scovare? Dal Miur rispondono che ai criteri di scelta ci devono ancora pensare, anche perché, per ora, il programma è solo su carta. Quello che invece è nella realtà sono i dati della scuola italiana. Che ha una percentuale di studenti eccellenti inferiore alla media Ocse (uno studente su quattro è un low performer nelle tre competenze di base, lettura, …