Controbalzo
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Cercasi avversario disperatamente

Nel suo libro You cannot be serious (in italiano Sul Serio) John McEnroe scrive che uno dei momenti più tristi della sua carriera è stato quando il suo eterno rivale Björn Borg ha lasciato il tennis uscendo una sera dal campo di Flushing Meadows e non tornando mai più (o quasi). Forse Borg aveva capito che, se a lui bruciava essere il numero Due, anche essere il numero Uno, senza un secondo che tenesse ancora più in alto il podio, non doveva essere una grande soddisfazione. Le epopee del tennis, e dei suoi protagonisti, sono scandite da grandi rivalità. Roger Federer (l’immenso, l’inarrivabile) non potrebbe essere così grande senza la sua nemesi Rafa Nadal, che infatti l’ha battuto più volte, e pure con una certa costanza, senza per altro scalfire la convinzione che era l’altro, lo sconfitto, il più grande di sempre. E poi Sampras e Agassi, Chris Evert e Martina Navratilova, Becker e Lendl.. che sono quelle che io ricordo. Ora, dopo la finale persa a Madrid da Rafa, appare chiaro che il tempo ci sta sottraendo gli ultimi dieci anni di sfide memorabili. Con buona pace per Novak Djokovic, che è arrivato per ultimo, si è infilato in mezzo con il suo tennis strepitoso, ma nulla ha potuto (intelligenti strategie di costruzione dell’immagine comprese) perché il faccia a faccia, la prova di forza al di qua e al di là della rete con la maiuscola, non fosse sempre degli altri due. Ora, uno va per i 34, l’altro per i 29 e appare già piuttosto consumato. La domanda è: chi sarà il numero due di Djokovic? Ne ha bisogno. Il tennis ne ha bisogno. Andy Murray potrà dar vita a quelle lotte senza fine che tengono attaccati al televisore per ore e ore? Marc Rosset recentemente ha dichiarato alla Tribune de Genève che le partite tra il serbo e lo scozzese sono noiose e sempre uguali. Certo è che il primo a aver necessità di un avversario forte e altrettanto supereroe è Novak, perché, e il tennis ce lo ricorda, non si può essere veramente grandi da soli.

Nella foto, Agassi e Sampras, Rafa e Roger, in un evento benefico in Cina

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