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Daddy Power

Se è vero che non basta mettere al mondo figli per essere genitori, è pur vero che senza materia prima è difficile esercitarsi. Sulle mamme e sulla maternità sproloquiato a sufficienza. Sui papà e la paternità, è un crescendo di interesse che si qualifica subito in un daddy power. All’ultimo World Economic Forum di Davos ci si è chiesti, con una certa insistenza, quale fosse il futuro della paternità, tanto che l’intervento dello psicologo Adam Grant è stato uno dei più seguiti ance sui social network. Perché non si può parlare di parità di genere senza dare un senso, anche economico, al ruolo del padre. Parafrasando quello che ha detto Lebogang Keolebogile Maruapula per le donne: investi in un padre e lui investirà nella comunità.

Ovviamente, il congedo parentale, era in cima a tutti i pensieri. Per esempio, la Svezia promuove un coinvolgimento totale di entrambi i genitori e consente ai padri di prendere almeno un mese di pausa. Oggi, 9 padri svedesi su 10 usufruiscono in realtà di un congedo di più di 6 settimane, con il risultato di un aumento del reddito delle donne pari al 7 per cento. E ovviamente, la situazione non è la stessa in tutti i Paesi europei (per conoscere le modalità del congedo parentale in tutta Europa leggere questo efficace post de Il Cosmopolita Curioso). Di nuovo c’è che in Spagna, il ministero della famiglia e della salute si è attivato per realizzare l’Agenda del Buon Padre 2015 individuando nel ruolo attivo del padre un modo per sostenere la famiglia; mentre in Inghilterra, dal prossimo aprile, sarà varato il Shared Parental Leave e i genitori avranno una maggiore scelta sul come condividere la cura del proprio figlio o figlia nel primo anno di vita. Regole che valgono anche per l’adozione o la maternità surrogata.

In ogni caso, per essere un “buon marito” e un “buon padre” oggi, non basterà più essere il classico “buon partito”. Il 50 – 50, se funziona per le quote rosa, funziona anche per le quote domestiche dove bisogna dividere, e condividere, ogni incombenza. Per farsi una cultura su questa nuova tipologia di maschi, si consiglia di leggere alcuni libri nuovi o di prossima uscita come Nel Nome del padre. Paternità, conflitti e governo della famiglia neoliberale di Gabriella Petti e Luisa Stagi (ed. Ombre Corte) con una riflessione sulla lotta per la liberazione e difesa della paternità  e sulla richiesta di una maggior partecipazione alla vita familiare; e Il Padre materno di Sabina Argentieri (ed. Einaudi) con ritratto dei nuovi papà che cambiano i pannolini, si alternano con le madri senza rinunciare alla forza e all’autorevolezza.

Nella foto, la scultura Thomas Beatie di Marc Quinn, 2009. Photo: Roger Wooldridge, Courtesy White Cube.

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