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Dieta Mima Digiuno: cosa c’è da sapere

Arriverà un giorno in cui, invece dell’età anagrafica, domanderemo l’età biologica? Secondo Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità all’Università della Southern California, uno dei maggiori esperti mondiali in studi sull’invecchiamento e le malattie a esso collegate, sì. Per questo, ha coniato il termine “juventologia” ché, come spiega il biochimico genovese: «Non dovremmo tanto concentrarci sul perché e come si invecchia, ma studiare e approntare le strategie per rimanere giovani». Detto e fatto. La sua Mima Digiuno, più che una semplice dieta, è un modo di intendere l’alimentazione a tutto tondo. E, leggendo il libro appena pubblicato da Vallardi (La Dieta della Longevità, Valter Longo), anche una presa di coscienza degli studi, epidemiologici, clinici, sociali, genetici, oncologici, molecolari, che stanno dietro ad affermazioni di sicuro effetto, ma di base scientifica, come quella di poter allungare la propria vita di 30 anni.

L’età ha le ore contate

Molti di noi hanno sentito parlare delle zone blu, località sperdute, dalla Sardegna al Giappone, in cui la percentuale dei centenari è più alta che altrove. Longo ne ha scovata un’altra a Molochio, paesino calabrese della sua famiglia, dove il rapporto centenari numero abitanti è tra i più alti al mondo. E anche in quella zona, le abitudini alimentari avevano un comune denominatore con gli altri “sempre-giovani”: tante verdure, pesce, frutta a guscio, cereali integrali, pochissima carne, e, soprattutto il consumo dei pochi pasti (massimo tre) nell’arco di dodici ore, di cui l’ultimo, frugale, spesso prima che faccia buio. «L’ideale è non discostarsi troppo dalle abitudini dei nostri nonni. Quindi, se la colazione è alle 8 del mattino, meglio cenare entro le 20, e comunque non mangiare nulla tre o quattro ore prima di andare a letto. Ridurre la fascia oraria invece sotto le dieci ore invece, rende più frequente i calcoli alla colecisti», dice Longo. Sarebbe già questo, un modo per essere protetti da stress ossidativi, ma se quello che si vuole è un forte effetto rigenerativo, allora c’è la dieta Mima Digiuno. «Bisogna pensare che ci vogliono due giorni solo per spingere il sistema a un metabolismo alternativo, e quello che succede durante e dopo la DMD è così potente che non si può ottenere con la semplice restrizione oraria. Certo, con il tempo si è visto che spingere le persone a rivoluzionare la propria vita non funziona, che dopo sei mesi di solito si torna alle proprie abitudini magari peggiorandole. Bisogna quindi pensare a una cosa che sia, secondo le diverse esigenze, praticabile da tutti». Con delle variazioni sulla frequenza e sulla preparazione (le persone minute e di poco peso per esempio è preferibile prendano qualche chilo prima), la DMD è infatti adatta a tutti: «Negli Stati Uniti sono già trecento i medici che la stanno usando con una soddisfazione dei “pazienti” pari al 90 per cento» conclude Longo.

Dimagrire con l’inganno

Qual è dunque il segreto della DMD? Come può un digiuno, che non è un digiuno, fatto due, quattro volte l’anno, modificare aspettativa di vita e salute? «La vecchia strategia della restrizione calorica non funziona perché non fa uso della conoscenza molecolare. Gli studi hanno dimostrato che tagliando le calorie aumentano le infezioni, l’abilità di riparare i tessuti, e non si vive meglio o di più. Ma se si danno basse proteine e bassi zuccheri a parità di calorie, ecco l’inganno, allora l’effetto è potente. Soprattutto quando si torna a mangiare bene, e si ha un totale ringiovanimento cellulare», dice Longo. Gli effetti, testati, sono sorprendenti: si abbassa l’infiammazione, si rinforza il sistema immunitario, e si rigenerano le cellule del sangue, del fegato, e anche del sistema nervoso, dove aumentano le cellule staminali. «La cosa straordinaria riguarda anche la diminuzione del grasso viscerale che è al centro di molte malattie metaboliche e cardiovascolari, e quindi del IGF-1 (il fattore di crescita associato al rischio di tumore), effetto che continua anche dopo tre mesi dell’ultimo ciclo di DMD. E quando si ricomincia a mangiare, sono i muscoli a ricostruirsi, non il grasso» spiega Longo. Cellule nuove che ritornano a essere sensibili all’insulina, e a essere efficaci nel loro meccanismi di protezione e di difesa.

La giovinezza? È dentro di noi

È, per riassumerlo in una parola, come se ringiovanissimo da dentro. «D’altra parte una donna e un uomo di 45, possono creare uno zigote giovane, una cellula che parte da zero. Questo vuol dire che il nostro organismo, sa già come fare ad auto guarirsi», dice Longo. Cominciare verso i trenta, quaranta anni a controllare la nostra alimentazione, impedisce allora che l’invecchiamento danneggi il nostro sistema. Ma forse la cosa più vera è che tutto questo si raggiunge non discostandosi molto da quello che facevano i nostri nonni, che forse non sapevano cosa fosse un superfood, ma solo per buon senso, sapevano che cenare prima che facesse buio era già un buon modo per iniziare bene la giornata successiva. (A questo link l’intervista completa con Valter Longo).

Articolo pubblicato su Gioia! n. 42 novembre 2016.

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