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donne da strada 2

Non c’è solo la moglie di Ben Ali citata nel mio post Tutta colpa di Eva. E nemmeno l’artistica interpretazione della Donna da strada della pakistana Bani Abidi. Io che riservo un’attenzione particolare alle signore straordinarie come Chen Mei Xi o Anna Marie Tsegue, non potevo non dedicare due righe a due portfolio che stanno girando sul web. Catherine Simon è una giornalista free lance che lavora per Le Monde e si è sempre occupata di donne, soprattutto se si trattava, ad esempio, di, ebbene sì, femministe irachene. Sul quotidiano francese ha pubblicato un reportage sulle donne tunisine scese in piazza durante la rivoluzione. Ci racconta una società diversa da quella che solitamente ci viene rappresentata. Una società in cui le donne, se pur velate, hanno studiato, sono diventate avvocato, occupano posti all’interno dell’Università. Per queste donne, che conquistano la loro libertà ed emancipazione giorno per giorno,  il coraggio è pratica quotidiana. Il portfolio delle rivoluzionarie egiziane è invece di Leil-Zahra Mortada. Ma la loro voce si è fatta strada anche su YouTube e sui Social Network. Si sono fatte strada da sole poiché, dice Leil-Zahra, non è stata lei a scattare quelle immagini, ma sono state le donne stesse a inviarle via mail. Sono una sorta di autoritratto reportage. Un grido al mondo per dire: ci siamo anche noi! Ci siete soprattutto voi, dire io.

 

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