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è la sinistra, bellezza!

Finalmente una buona notizia. Ci sono voluti un poco di anni e qualche batosta elettorale, ma poi anche Letizia Moratti l’ha capita, la crescita del Paese passa attraverso una maggiore, e migliore, occupazione delle donne (pensate ci sono dati internazionali!). Ancora, il nostro Paese deve scoprire una cultura al femminile, anche bipartisan. E poi, welfare, conciliazione, flessibilità… musica per le mie orecchie! Non ci credete? Andatevi a vedere i video su YouTube che raccontano quello che è stato definito Il Ritorno di Letizia Moratti o il comunicato stampa sull’apposita pagina FB dal significativo titolo Con le donne per crescere. Non ha perso tempo donna Letizia. Dimostrando un vero fiuto politico, la donna che non ha mai messo una donna in un consiglio di amministrazione è diventata paladina delle questioni femminili. Con tanto di tavoli tematici, dalla salute alla meritocrazia (e smettiamola con queste prestazioni sessuali che ti garantiscono il posto da assessore o ministro!) che saranno sviluppati dalle donne in Rete. Che dire… benvenuta! D’altra parte, che le quote di potere siano ancora più importanti delle quote di sapere è vero sia a sinistra che a destra perché, in un Paese dove il merito non esiste, e cioè non è nemmeno considerato come variabile determinante, basta stare con le persone “giuste” al momento giusto ed essere sufficientemente arriviste per prendersi la poltrona vacante. Quindi, a Letizia Moratti, ripeto, dico benvenuta! E d’altra parte, sere fa, la mia amica Stefania, quando facevo notare che più passa il tempo e più si avvera il mio timore che le donne del 13 febbraio siano diventate, loro malgrado, banali esche elettorali (si legga il mio post Se non ora, quando? Domani, forse…), mi rispondeva: «Uno scende in piazza e l’altra sposa la questione femminile…». Che ribattere ancora? È la sinistra, bellezza! Oppure, è il femminismo, bellezza! Quello che latita come non mai, che è incapace di darsi una portavoce e un programma trasparenti, che se ne guarda bene di confrontarsi con la Rete (la stessa Rete che aveva tanto osannato), che ha paura di offendere qualcuno prendendo una qualche posizione, reiterando così, in un corpo-movimento, una delle pose femminili e silenti più amate da potere maschile (non disturbare donna). Non vorrei, francamente, ritrovarmi in piazza il prossimo febbraio a festeggiare un movimento insieme a donne che stanno peggio dell’anno passato. Donne che, per quanto se ne dica, sono ben lontano da essere soggetto politico e che pure non perdono la speranza di trovare una rappresentanza autorevole. Serve, per le donne, un luogo e un tempo della decisione, un luogo giusto e non di convenienza, e un tempo adeguato alle urgenze, che sono tante. La destra, la stessa destra che in questi anni ha contribuito a dilaniare il corpo e l’immagine femminile, si sta riorganizzando, con tutta l’amorevole pazienza concessa da Nostra Madre Chiesa. Ce la farà, statene certe, poiché nel Paese dei trasformismi e del perdono, rifarsi una Verginità è roba da ragazzi. Concordo pienamente con quello che scriveva Giuseppe Civati oggi: «Il vero spread, oggi, è la distanza tra cittadini e le classi dirigenti, tra l’esasperazione, da una parte, e l’indecisione, dall’altra, tra la frustrazione degli uni e l’incapacità delle altre». 

6 Comments

  1. Ne parlavo pochi minuti fa con un amico, sento che gli sforzi sono stati strumentalizzati e questo fa perdere le forze e anche la fantasia di creare qualcosa che richiami l'attenzione. Ci sono sempre troppi “tuttologi/e” con ricette pronte anche nei gruppi di Se non ora quando e troppo spesso manca il coraggio di agire per paura di “disturbare”.

  2. Manuela Mimosa Ravasio says

    Cara Giorgia, benvenuta. Mi preme innanzi tutto dire che da parte mia, ma credo anche dalle altre blogger con cui sono in Rete, non c'è nessuna volontà, tanto meno desiderio, di attaccare SNOQ. In questo post in particolare ho parlato di destra e sinistra e di femminismo in generale. È pur vero che SNOQ è diventato il cuore trainante del movimento delle donne (e non dico femminismo perché credo che SNOQ sia fuori dagli ismi), ruolo di cui sentite, mi pare dalle tue parole, tutta la responsabilità. Tempo fa scrissi che, volente o nolente, di SNOQ non si può fare a meno, e lo penso ancora. Ciò non significa però che si aspetti passivamente che succeda qualcosa. La «distanza tra cittadini e le classi dirigenti, tra l'esasperazione, da una parte, e l'indecisione, dall'altra, tra la frustrazione degli uni e l'incapacità delle altre» è cosa, non di SNOQ in particolare, ma di una politica che tarda a dare risposte. Forse a SNOQ si chiede di più, arrivo a dire che forse a SNOQ si chiede più di quanto sia realmente possibile pretendere, ma questo è perché dopo anni di silenzio a un certo punto c'è stata una voce diversa, e in quella voce molte donne hanno creduto. Lo so che è difficile, ma anche voi FIDATEVI DI NOI. Anzi, fidatevi soprattutto di noi che ci proviamo a mettere QUOTE DI SAPERE e non di POTERE. E poi, consentimi di fare un'ultima considerazione, una cosa che alle vostre sagge e colte donne non può essere sfuggita. Una delle ragioni, se non la ragione della fine del movimento storico delle donne è stata la sua incapacità di darsi, di essere, rappresentanza politica vera. Ci vogliono statuti, programmi, presidentesse, organi decisionali trasparenti. A volte, come mi ha detto un'amica di grande intelligenza e talento, sembra che vi «perdete tra il non detto e l'interdetto». Ditemi, se si votasse domani, quale donna dovrebbero votare le donne? Quale donna e quale programma per le donne dovrei votare io? Letizia Moratti? Io non ci sto, mi spiace. Con affetto, Manuela

  3. non so se il mio commento di prima è stato postato, a un certo punto è sparito… comunque, quel che dicevo è: non c'è nessuna paura di disturbare o di offendere qualcuno dentro snoq. proprio nessuna. c'è una grande voglia di agire e un lavoro incessante che stiamo facendo in modo partecipativo coinvolgendo i comitati territoriali di tutta Italia, per disegnare una piattaforma comune d'azione. mi chiedo a che pro attaccare a cadenze regolari il movimento dall'esterno anziché stimolarlo dall'interno in modo collaborativo, se c'è un riconoscimento più o meno esplicito della sua importanza. ho già detto in altre sedi che c'è in snoq la massima apertura al dialogo e il desiderio di includere le donne della rete. io personalmente sarei felice se riuscissimo a creare un gruppo di blogger in rete con snoq come luogo di dialogo con il comitato promotore e tutti i gruppi snoq. pensateci

  4. Cara Manuela, grazie della risposta. Naturalmente il nodo della rappresentanza politica è decisivo e improrogabile, così come quello dell'organizzazione. Allo stesso tempo, io non vedo il rischio dell'esca elettorale. Siena ha mostrato al contrario una grande volontà di autonomia. E questo credo valga per moltissime donne, che non sono affatto interessate a farsi rappresentare da una donna purchessia. Fai bene comunque a sollecitare tutte a tenere alta la guardia!

  5. Stefania says

    Giorgia, ti dico come la vedo io, da donna e cittadina con un occhio attento alla questione femminile e alle tematiche di genere: il 13 febbraio ha dato finalmente voce ad un macontento generale che coinvolgeva innanzitutto le donne, le più penalizzate dalla politica di questi ultimi decenni. Nessuno aveva esattamente compreso questo malessere e nessuno avrebbe mai scommesso che ad un certo punto si sarebbe alzata in tutta Italia una voce così forte e potente. E poi? Secondo me grandi aspettative da parte di tutti, con però poche azioni concrete a seguire.
    Intanto la situazione per noi donne peggiora ulteriormente…
    E l'unica che ha capito (tardissimo, ma sai come si dice, meglio tardi che mai…) che in qualche modo occorre canalizzare con attività, proposte, iniziative concrete, il desiderio delle donne di far sentire la loro voce è Letizia Moratti. Capisci che è triste…
    Parliamoci, confrontiamoci, facciamo quello che vuoi. Ma agiamo anche, per favore. Altrimenti restano tutte chiacchiere da salotto…
    Grazie.

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