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Esprit Cabane, la nuova ospitalità

[Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 23 novembre 2012] «Ho un castello in Costa Azzurra» amava dire Charles Edouard Jeanneret, al secolo Le Corbusier. Ci andava nel mese di agosto in compagnia della moglie e, per 18 lunghi anni, ha pensato che non ci fosse posto migliore di quella proprietà arroccata tra le vigne lungo una strada sterrata che guardava il mare da alte falesie. Gli amici più intimi sapevano che il “castello” non era altro che Le Cabanon di Roquebrune-Cap-Martin, un semplice cubo prefabbricato di 3,66 metri per lato (2,26 di altezza) da cui si entrava da una porta minuscola, eppure, a detta dell’architetto francese, nulla era paragonabile «per confort e gentilezza». Le Cabanon è ancora lì (visite su appuntamento tel. 0033-4-93356287, otroquebrunecm@ifrance.com): pochi metri quadrati di libertà che forse hanno ispirato un nuovo modo di fare vacanza e, perché no, una tendenza per l’industria del turismo. Perché non si tratta della solita fuga. Se mai, di un ritorno. Alla curiosità dell’infanzia, al tempo rallentato di un paesaggio e di una geografia che ormai vive solo nei nostri ricordi. E non è eremitaggio, né un rifugio; semplicemente, proprio come il Barone Rampante di Italo Calvino, è una sorta di civile disobbedienza ai riti imperanti della villeggiatura (e non). In altre parole, una vacanza senza ansia da prestazione.

Container tra arte e design «Vogliamo reinventare il concetto di ospitalità degli hotel di tutto il mondo». Un obiettivo ambizioso, quello di Carlota Mateos e Isabel Llorens, fondatrici di Rusticae, la catena alberghiera spagnola che, insieme agli architetti di Modulab, ha creato la Suite Viajera, una suite mobile, autosufficiente ed ecosostenibile, realizzata con il legno dei cipressi della regione di Vizcaya, e che può essere sistemata in luoghi appartati (www.rusticae.es/suiteviajera, da 165 euro la doppia a notte) come se fosse una semplice tenda. Per i suoi ospiti, ne ha volute alcune la Casas do Côro (casasdocoro.arteh-hotels.com), boutique hotel nel cuore della cittadina medievale di Marialva, nel nord del Portogallo. In Italia, un’idea simile l’ha avuta il Parkhotel Laurin di Bolzano. In mezzo ai vigneti biodinamici della tenuta Alois Lageder a Magré, sulla Strada del Vino, ha piazzato due container d’artista decorati dall’altoatesina Claudia Barcheri. Aperta da marzo a novembre, la Laurin Suite@Paradeis – dal 2012 entrata a far parte degli Unusual Hotels of the World – è un’originale connubio tra arte contemporanea, stile Belle Époque e standard da hotel a 4 stelle (pacchetto comprensivo di pernottamento, cena e prima colazione da 203 euro a persona, tel. 0471311 000, info@laurin.it). Decisamente più estrema l’esperienza offerta dallo Juvet Landscape Hotel, il primo in Europa del suo genere. Sette mini camere a sé stanti, nascoste nella foresta di Ålesund, la città museo del Jugendstil e dell’aringa, tra betulle e pini, e perfettamente mimetizzate nell’ambiente grazie alla loro struttura di legno e vetro. Puro spirito nordico e, per chi ha ambizioni da Robinson Crusoe, rafting, wilderness camp, escursioni nei canyon. Altrimenti, si resta pigri nel bosco, per scoprire che la banalità è solo questione di punti di vista (www.juvet.com, doppia in pensione completa da 266 euro).

Palafitte e rifugi sugli alberi Sospesi, tra i rami o sull’acqua, infatti, è tutta un’altra cosa. Il panorama esce dai confini e diventa immaginazione. Si torna al tempo della fanciullezza insieme al barone Cosimo Piovasco di Rondò, un viaggio a ritroso nel tempo che è nei sogni di tutti. Alain Laurens e Daniel Dufour, metà artisti, metà pubblicitari, questo sogno l’hanno fatto diventare realtà. E in pochi anni hanno costruito 400 capanne sugli alberi di Francia, Svizzera, Russia, Portogallo, Giappone, Stati Uniti, Belgio, Spagna e Italia (l’elenco delle strutture, da Viterbo a Merano, passando per il Monferrato si trova su www.la-cabane-perchee.com). Infilate tra i rami, senza far penetrare un solo chiodo nei tronchi, vista mare o campagna, la capanna sull’albero sembra davvero l’altra dimensione della casa-vacanza essendo, essa stessa, vacanza. «Oggi non è più pensabile separare kalos e datos (bello e buono): è il momento della bellezza etica, della ricerca di un nuovo equilibrio e il tempo trascorso in una casa sull’albero risponde proprio a questo intimo desiderio». Sulle acque del lago di Neuchâtel, in Svizzera, si alzano invece i 24 padiglioni dell’Hotel Palafitte (www.palafitte.ch, da 343 euro). Certo, 68 metri quadrati non sono proprio la dimensione del Cabanon di Le Corbusier e Neuchâtel non è la Costa Azzurra. Ma ognuno ha diritto di scegliersi la propria capanna inseguendo quell’archetipo di spazio minimo che un tempo era pura funzione e, oggi, pura (re)invenzione. Basta entrare nelle vecchie, ma ristrutturate, Case dei Pescatori di Marzamemi (www.intosicily.com, da 500 euro a settimana) per rendersene conto. In quei piccoli casotti a pochi metri dagli scogli non c’è traccia dell’antica fatica della pesca e del mare. È rimasto solo il profumo. Ed è già più di tanto.

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