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Etiopia, solo ritorno

Lo hanno trovato alla stazione di Napoli e ha detto che voleva tornare a casa, in Etiopia. Da Novara a Napoli ci sono 827 chilometri: li ha fatti in 5 giorni, a piedi, in treno, con qualche passaggio di fortuna. Ma la cosa che mi ha colpito di più, è che, Habtamu Scacchi, al contrario di migliaia di suoi connazionali e limitrofi, voleva ritornare a casa. La stessa caparbietà, e fors’anche la stessa illusione di salvezza, ma nel senso contrario. Una fuga verso il ritorno nei luoghi da cui, quotidianamente, si scappa. Solo la forza, a volte di una disperata adolescenza, dell’immaginazione di un giovane di 13 anni può arrivare a tanto. Perché spesso tutto è questione di punti di vista e ciò che a taluni appare una prigione, per altri può essere un rifugio. Non dimentichiamoci di questo quando guardiamo gli “extra” da noi e, forse con troppa leggerezza, pensiamo che per loro, andarsene dal proprio Paese in fondo è stata una liberazione. Forse no. Forse del loro Paese hanno lasciato le strade, ma si sono portati dietro i dolori e le gioie, che poi sono tutto quello che ci fa sentire parte di una Comunità. E questo ragazzino di 13 anni ce lo ha insegnato.

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